Gli esami del sangue sono utili per diagnosticare o monitorare diverse condizioni di salute e vengono effettuati tramite prelievo venoso preferibilmente tra le sette e le nove di mattina.
Il paziente, a digiuno, siede in ambulatorio per pochi minuti e l’operatore procede al prelievo mediante alcune semplici fasi. L’infermiere disinfetta la parte dell’avambraccio dove inserirà l’ago, procede ad applicare il laccio emostatico, chiede al paziente di chiudere il pugno e una volta individuata la vena infila l’ago.
A questo punto il paziente riapre la mano, il laccio viene allentato e il prelievo viene portato a termine, togliendo l’ago e trasferendo il sangue in una o più provette a seconda del tipo di esami prescritti.
A prelievo ultimato, sulla parte interessata viene applicato un batuffolo di cotone e una striscia di nastro adesivo medico che il paziente è invitato a tenere per una decina di minuti.
Generalmente, il prelievo causa solo un lieve fastidio al momento dell’inserimento dell’ago. Molte persone però manifestano disagio per questo tipo di esame e in genere, preferiscono non guardare le manovre dell’infermiere.
È sempre necessario il digiuno?
Chi ha detto che per sottoporsi alle analisi del sangue è sempre necessario presentarsi a digiuno in laboratorio? Quella che è un’opinione abbastanza diffusa, in realtà non è sempre sostenuta da un fondamento scientifico.
Ci sono esami ed esami e un’indicazione valida su larga scala non esiste. Il medico suggerirà per quali esami specifici è necessario essere a digiuno.
Vi è accordo unanime sull’opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 - 12 ore.
Il numero di ore di digiuno dipende dal tipo di esame richiesto.
E quindi la solita domanda: quante ore di digiuno prima? È uno dei dubbi più frequenti che si hanno quando ci si appresta a fare gli esami ematici, da quelli più comuni come, la misurazione del glucosio, a quelli meno frequenti, tra cui il reuma test.
Perché è importante il digiuno per alcuni esami?
Alcune analisi che si effettuano attraverso un prelievo ematico infatti richiedono necessariamente il digiuno nelle ore precedenti per poter essere lette correttamente. La concentrazione di alcuni nutrienti presenti nei cibi, tra cui gli zuccheri, i grassi, le proteine, le vitamine, possono infatti rimanere elevate nel flusso sanguigno anche per ore dopo averli assunti e influenzare i risultati.
«Digiunare prima delle analisi del sangue significa astenersi da qualsiasi tipo di alimento, tranne dall’assunzione di acqua, che non deve essere aromatizzata né dolcificata» spiega Michela C. Speciani, medico chirurgo esperto in nutrizione applicata.
«Anche un pezzetto di biscotto consumato a poca distanza dalle analisi del sangue può avere un grande impatto metabolico e alterarne la leggibilità. Per questo se l’indicazione medica per un esame è il digiuno, è importante rispettarla» dice l’esperta.
Cosa si intende per digiuno?
«Le ore di digiuno suggerite prima di un esame del sangue dipendono dal tipo di esame e hanno come obiettivo la standardizzazione e, quindi, la maggiore interpretabilità dei risultati» spiega la dottoressa Michela C. Speciani.
«Alcune molecole in particolare che troviamo in circolo si modificano a seconda della distanza dal pasto. Allontanare e rimuovere l’influenza del pasto stesso permette di interpretare correttamente i risultati» dice l’esperta.
«Non per tutti gli esami del sangue questo è necessario ma, poiché molti di quelli che si effettuano con prelievo venoso necessitano di essere fatti a digiuno da diverse ore per avere risultati interpretabili, l’indicazione è spesso quella di fare gli esami prima di colazione.
Di solito, nelle ore precedenti agli esami del sangue occorre evitare anche il fumo, il tè, il caffè e l’attività fisica intensa» dice l’esperta.
«In caso di dubbio, l’indicazione da seguire è far riferimento al proprio medico e, in secondo luogo, al proprio laboratorio di analisi».
Cosa si può bere prima degli esami del sangue?
«Essere idratati prima di un prelievo è utile per aiutare a ricostruire rapidamente il volume che viene prelevato. Ma bere molta acqua a poca distanza dagli esami del sangue può aumentare la “parte liquida” dello stesso, con la conseguenza di diluire ciò che si sta cercando e alterare quindi la leggibilità dell’esame stesso» dice l’esperta.
«Bene, quindi, salvo diversa indicazione specifica, qualche sorso di acqua nelle ore prima al prelievo, bevendo normalmente la sera precedente. Mentre bere abbondantemente a breve distanza dal prelievo stesso potrebbe non essere particolarmente indicato».
Cosa mangiare la sera prima del prelievo?
«La cena, salvo diversa indicazione medica, può essere quella che di solito si fa, evitando naturalmente eccessi che non fanno parte della nostra quotidianità e che potrebbero rendere i risultati degli esami peggiori di come sarebbero nella nostra normalità» dice l’esperta.
«A volte può servire anticiparla un po’, quando serve che le ore di digiuno prima dell’esame siano almeno 8».
Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto.
Prelievo sangue Presentarsi in laboratorio a digiuno dalla sera precedente, dopo avere fatto un normale pasto serale.
Durata del digiuno per specifici esami
Glicemia
La glicemia misura la concentrazione degli zuccheri nel sangue. Livelli elevati a digiuno, superiori ai 100 mg/dl possono indicare una condizione di diabete o prediabete.
«Per le analisi del sangue della glicemia sono di solito indicate almeno 8 ore di digiuno» dice la dottoressa Michela C. Speciani.
«Discorso diverso per il paziente diabetico o per chi sta controllando anche la risposta glicemica al pasto, situazione in cui il controllo della glicemia può essere richiesto anche in momenti diversi e a una distanza differente dal pasto».
Colesterolo
Il colesterolo è un indicatore importante della salute. Livelli elevati di colesterolo LDL e bassi di HDL sono associati a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari, che attualmente sono tra le principali cause di mortalità precoce a livello mondiale.
«Anche nel caso delle analisi del colesterolo nel sangue, l’indicazione a oggi è quella di astenersi dal cibo e da qualsiasi tipo di alimento solido o liquido, tranne dall’assunzione di acqua non dolcificata e non aromatizzata, per almeno 8 ore».
Reuma test
Il reuma test è un esame che si effettua attraverso un prelievo del sangue. È convinzione comune che sia sempre necessario digiunare per almeno 8 ore prima degli esami del sangue.
Perché la maggior parte dei cibi e delle bevande che assumiamo ogni giorno contengono alcune sostanze che possono momentaneamente alterare la composizione sanguigna fino a falsare l’interpretazione degli esami del sangue.
Altri esami
Il digiuno è necessario per alcuni esami in particolare: glicemia, colesterolo, acido folico, vitamina B12, insulina, trigliceridi, sideremia.
Altri fattori da considerare
Oltre al digiuno, ci sono altri fattori che possono influenzare i risultati degli esami del sangue:
- Farmaci: I farmaci e l’acqua si possono assumere fino al momento del prelievo. Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le interferenze possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico. Le persone in terapia anticoagulante, dove non diversamente consigliato dal medico, devono mantenere nei vari controlli il medesimo comportamento (relativamente ai tempi di assunzione e dosaggio del farmaco).
- Attività fisica: Bisogna sospendere 24 ore prima l’attività fisica se sono richiesti le determinazioni di cortisolo e ACTH; dopo un esercizio fisico è fisiologico un aumento dell’azotemia, LDH e CPK (l’attività fisica, anche moderata, può influenzare la concentrazione di alcuni componenti sierici). Astenersi dall’attività fisica intensa dell’arto in cui è stato introdotto l’ago per almeno qualche ora dopo il prelievo. Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 - 12 ore che lo precedono.
- Posizione: Nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta si modificano il volume plasmatico, la concentrazione degli elementi figurati del sangue e di alcuni analiti quali ad esempio il calcio (3,43%), il magnesio, il fosforo, la bilirubina, le proteine totali, il ferro (10,93%), i trigliceridi (18,5%), il colesterolo, l’ LDL (34%) e le transaminasi (34%). La risposta individuale ai cambi posturali è assai variabile, probabilmente in rapporto al volume della massa plasmatica, al tasso proteico totale, alle situazioni attuali del tono vascolare e della entità della risposta endocrina.
- Stress: Se il medico curante richiede gli esami per conoscere i livelli ematici di ormoni «sensibili» allo stress - adrenalina, noradrenalina, prolattina, cortisolo - «è importante che l’ambiente in cui viene effettuato il prelievo sia confortevole per il paziente e che lo stesso risulti sereno. Anche la semplice paura dell’ago può alterare i parametri di interesse».
- Variazioni drastiche dell'apporto calorico: In seguito alla riduzione drasticadell’apporto calorico (300/600 calorie/die), infatti, si è riscontrata una diminuzione del volume plasmatico del 30%.
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