Il gruppo sanguigno è una caratteristica dell’individuo determinata geneticamente e non modificabile; viene classificata in base alla presenza o assenza di antigeni sulla superficie del globulo rosso. Il gruppo sanguigno è una delle numerose caratteristiche di un individuo come, ad esempio, il colore degli occhi e dei capelli; esso è determinato geneticamente ed ereditato da entrambi i genitori.
Cosa sono i Gruppi Sanguigni e il Fattore RH?
I gruppi sanguigni sono determinati da marcatori (antigeni) sulla membrana dei globuli rossi. La classificazione dei gruppi sanguigni avviene sulla base di particolari molecole, denominate antigeni, presenti sulla superficie di alcune cellule del sangue, i globuli rossi. Sono stati classificati oltre 366 tipi di antigeni, che possono essere raggruppati in 47 sistemi.
Secondo il sistema AB0, esistono quattro gruppi sanguigni, catalogati in base alla presenza o assenza di due antigeni, chiamati A e B. A seconda che sia presente solo uno dei due antigeni, entrambi o nessuno dei due il gruppo sanguigno verrà denominato rispettivamente A, B, AB o 0.
Inoltre, i gruppi sanguigni vengono classificati in base alla presenza (+) o all’assenza (-) dell’antigene Rhesus, chiamato fattore Rh: si parlerà quindi di gruppi sanguigni “Rh positivi” o “Rh negativi”. Considerando il sistema AB0 e il fattore Rh si possono individuare otto gruppi sanguigni: 0+, 0-, A+, A-, B+, B-, AB+, AB-.
Il sistema ABO classifica il sangue in base alla presenza o assenza di due antigeni sulla superficie dei globuli rossi: A e B. Il sistema Rh, invece, si basa sulla presenza o assenza di un altro antigene, chiamato D.
Gli antigeni del cosiddetto sistema AB0 (A, B, Zero) possono assortirsi tra loro in modo tale che un individuo può esprimere sui propri globuli rossi l’antigene A (in questo caso diremo che il suo gruppo sanguigno è A), l’antigene B (gruppo B), entrambi gli antigeni (gruppo AB) o nessun antigene (gruppo Zero). Un altro sistema importante è il fattore Rh. Ogni gruppo può essere Rh positivo o Rh negativo a seconda della presena o meno dell'antigene D (D maiuscolo).
Vi sono tuttavia altri antigeni di cui è importante tener conto nella pratica delle trasfusioni; tra questi il più importante è il cosiddetto fattore Rh. Nel torrente circolatorio, indipendentemente dal gruppo sanguigno, l’antigene Rh può esserci o essere del tutto assente. Nel primo caso si parla di Rh positivo (Rh+), nel secondo di sangue Rh negativo (Rh-).
Un individuo Rh- non ha nel suo sangue gli anticorpi per il fattore Rh+; questi anticorpi si formano non appena il paziente riceve una trasfusione di sangue Rh+. Il processo è all’inizio molto lento e non causa problemi nell’immediato; le complicazioni insorgeranno soltanto nel caso di una seconda trasfusione da un donatore incompatibile, quando il sangue del paziente sarà già ricco di anticorpi anti-Rh che andranno ad aggredire i globuli rossi trasfusi, provocandone l’agglutinazione e i danni ad essa correlati.
Il fattore Rh+ è un carattere dominante e per questo motivo, un soggetto Rh- è sicuramente omozigote per quel carattere (un Rh- ricevuto dal padre ed un Rh- ricevuto dalla madre). Al contrario un individuo Rh+ può essere sia omozigote (un Rh+ ricevuto dal padre ed un Rh+ ricevuto dalla madre o viceversa), sia eterozigote (un Rh+ ricevuto dal padre ed un Rh-ricevuto dalla madre o viceversa).
E' un test che serve a rilevare la presenza di anticorpi materni che potrebbero contrastare i globuli rossi del feto. Il test è particolarmente importante se la madre è Rh negativa e il padre è Rh positivo, perché c’è il rischio che il feto erediti l’Rh positivo e il sistema immunitario materno reagisca producendo anticorpi anti-D.
Diffusione dei Gruppi Sanguigni in Italia
Si riconoscono ad oggi 30 diversi sistemi di classificazione dei gruppi sanguigni, oltre agli antigeni ABO e agli antigeni Rh, che rappresentano il sistema di classificazione più diffuso. Sono presenti molti altri antigeni detti anticorpi eritrocitari irregolari, come per esempio il fattore Kell, Duffy e altri antigeni di tipo Rh. Generalmente il sistema immunitario non reagisce a questi antigeni, a meno che non venga a contatto con loro a causa di trasfusioni o durante la gravidanza.
In Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, l’85% della popolazione presenta un gruppo sanguigno con Rh positivo. Nel nostro Paese, secondo l’Istituto superiore di sanità, la percentuale dei gruppi sanguigni è così suddivisa:
- 0+: 39%
- A+: 36%
- B+: 7,5%
- AB+: 2,5%
- 0-: 7%
- A-: 6%
- B-: 1,5%
- AB-: 0,5%
Il gruppo sanguigno più diffuso (39%) è lo zero positivo.
Qual è il Gruppo Sanguigno più Raro?
Il gruppo sanguigno più raro in Italia è l’AB- con lo 0,5%. Qual è il gruppo sanguigno più raro al mondo? Il gruppo sanguigno più raro al mondo è AB Rh negativo (AB−). Questa combinazione è estremamente poco comune perché unisce due caratteristiche rare: la presenza di entrambi gli antigeni A e B e l’assenza dell’antigene Rh.
Compatibilità dei Gruppi Sanguigni
Prima di eseguire una trasfusione o una donazione di sangue, le banche del sangue effettuano un test chiamato “tipizzazione” e prove di compatibilità crociata del sangue del donatore e di quello del ricevente (nel caso di trasfusione). Questo test minimizza la possibilità di una reazione pericolosa e a volte fatale. Per esempio, se un individuo con gruppo sanguigno B riceve sangue di gruppo A, le cellule del suo sistema immunitario riconosceranno come estraneo l’antigene A e attaccheranno i globuli rossi presenti nel sangue trasfuso.
Al contrario, non contenendo antigeni A e B né il fattore Rh, il gruppo 0 Rh negativo è definito donatore universale in quanto il sangue di questo gruppo sanguigno può essere donato a qualunque individuo. Il gruppo AB Rh positivo, invece, è un recettore universale, può ricevere cioè donazioni di sangue da tutti i gruppi.
Di seguito vengono elencate nel dettaglio le compatibilità tra i diversi gruppi sanguigni:
- A positivo può ricevere sangue di tipo A+, A-, O+, O-
- A negativo può ricevere sangue di tipo A-, O-
- B positivo può ricevere sangue di tipo B+, B-, O+, O-
- B negativo può ricevere sangue di tipo B-, O-
- AB positivo può ricevere sangue di tipo AB+, AB-, A+, A-, B+, B-, O+, O-
- AB negativo può ricevere sangue di tipo AB-, A-, B-, O-
- O positivo può ricevere sangue di tipo O+, O-
- O negativo può ricevere sangue di tipo O-
I gruppi sanguigni compatibili si basano sulla presenza o assenza di antigeni sui globuli rossi e sugli anticorpi presenti nel plasma. Ad esempio, chi ha il gruppo A può ricevere sangue dai gruppi A e 0, mentre chi ha il gruppo AB può riceverlo da qualsiasi gruppo.
Nelle donazioni di sangue, il gruppo 0- è considerato un donatore universale, mentre il gruppo AB+ è un ricevente universale. Tuttavia, per evitare inefficienze e sprechi, i centri trasfusionali cercano di destinare ogni donazione ai gruppi compatibili specifici.
Gruppi Sanguigni e Gravidanza
In gravidanza possono però verificarsi problemi di compatibilità dei gruppi sanguigni se la madre è Rh- e il bambino Rh+. In questo caso, l’organismo della madre potrebbe sviluppare anticorpi contro l’antigene Rh che, attraverso la placenta, possono danneggiare i globuli rossi del bambino e causare la malattia emolitica del neonato, una patologia che nei casi più gravi può portare alla morte intrauterina del feto.
Nel caso in cui il padre sia eterozigote Rh+ Rh- e la mamma sia omozigote Rh- Rh- vi è una probabilità del 50% che la donna dia alla luce un figlio Rh negativo. Dato che la mamma ha gruppo sanguigno Rh- si crea una incompatibilità tra il suo sangue e quello del bambino Rh+ che porta in grembo. Durante la gravidanza questa incompatibilità non crea alcun problema in quanto i globuli rossi del feto non vengono in contatto con il sangue materno.
Tale contatto si verifica invece al momento del parto ed in particolare durante il distacco della placenta. Questo fa si che la madre Rh- incominci a produrre anticorpi, chiamati anticorpi anti-D, contro i globuli rossi del feto Rh+, che l’organismo materno identifica come estranei perché diversi dai suoi.
I problemi, anche in questo caso, non si manifestano nell’immediato ma insorgono solo in caso di una seconda gravidanza. Se anche il secondo figlio sarà portatore del fattore Rh+ gli anticorpi materni aggrediranno i globuli rossi del feto causando gravi menomazioni a carico del sistema nervoso del nascituro, arrivando perfino che nei casi più gravi alla morte endouterina del feto.
Oggi fortunatamente ci sono a disposizione dei test molto precisi per valutare tale ipotesi che, nel caso venga confermata, potrà essere allontanata semplicemente somministrando subito dopo il primo parto farmaci in grado di eliminare gli anticorpi anti-Rh della madre. Questo test determina l’eventuale presenza nel sangue di anticorpi anti-D contro l’Rh positivo del feto. Se il test risulta positivo, significa che la madre sta producendo anticorpi contro i globuli rossi del feto, ma la presenza di anticorpi è preoccupante solo se supera certi livelli.
Per valutare il rischio di insorgenza di un’anemia emolitica feto-neonatale, viene effettuato il test di Coombs indiretto, un semplice esame del sangue che permette di individuare la presenza di anticorpi anti-Rh (o anti-D) nella madre. Se sono assenti, il risultato del test di Coombs indiretto sarà considerato negativo e la gestante sarà sottoposta alla cosiddetta immunoprofilassi anti D, che consiste nella somministrazione di immunoglobuline umane anti-D, ossia un particolare derivato del sangue che previene la formazione di anticorpi materni contro i globuli rossi del bambino Rh positivo.
Come Sapere Qual è il Proprio Gruppo Sanguigno?
Il gruppo sanguigno viene rilevato con un semplice esame del sangue: i globuli rossi vengono messi a contatto con anticorpi (anti-A, anti-B e anti-Rh) per verificare la presenza dei diversi antigeni e del fattore Rh.
I test per l’identificazione del gruppo sanguigno si dividono in diretti e indiretti. I primi consistono nel verificare la reazione del campione di sangue a contatto con anticorpi anti A o B. I test indiretti non sono alternativi a quelli diretti, ma aggiuntivi e ricercano gli anticorpi anti-A o anti-B eventualmente presenti nel sangue del soggetto.
Esistono diversi modi per scoprire il proprio gruppo sanguigno e fattore Rh:
- Esami del sangue in laboratorio: Questo test, noto anche come test del gruppo sanguigno, richiede un prelievo di sangue che viene analizzato per identificare gli antigeni A, B e D. L’esame del gruppo sanguigno costo può oscillare tra 10 e 50 euro, a seconda della struttura sanitaria.
- Donazione di sangue: I centri trasfusionali effettuano sempre la tipizzazione del sangue per determinare il gruppo sanguigno e il fattore Rh del donatore, garantendo la compatibilità con i riceventi. Dopo la donazione, viene rilasciata una tessera contenente queste informazioni.
- Test gruppo sanguigno fai-da-te: Questi kit includono reagenti specifici che, combinati con una piccola quantità di sangue prelevato da un dito, permettono di identificare il gruppo sanguigno e il fattore Rh. Sebbene pratici, questi test sono meno precisi rispetto a quelli di laboratorio e richiedono attenzione nell’uso.
- Documentazione medica: In molti casi, il gruppo sanguigno e il fattore Rh possono essere già riportati nella documentazione sanitaria, come cartelle cliniche, tessere sanitarie o certificati di donazione.
Quando e Perché Serve il Test per Determinarlo?
Conoscere il proprio gruppo sanguigno è importante prima di una trasfusione o una donazione di sangue, di un trapianto d’organo o di midollo osseo. Inoltre, come verrà spiegato più avanti, è bene conoscere in particolare la presenza o assenza del fattore Rh in caso di gravidanza.
Determinare il gruppo sanguigno di una persona è fondamentale nel caso si debbano effettuare trasfusioni di sangue. Nel sangue sono presenti anche gli anticorpi che riconoscono solo gli antigeni presenti sui globuli rossi del proprio organismo e attaccano gli antigeni estranei distruggendoli. L’incompatibilità tra gruppi sanguigni, quindi, può comportare reazioni potenzialmente fatali.
La determinazione del gruppo sanguigno e della presenza o meno del fattore Rh è cruciale anche nelle donne in stato di gravidanza, in quanto il sangue materno potrebbe essere incompatibile con i globuli rossi del feto. Nel caso in cui, ad esempio, la madre non abbia il fattore Rh, mentre il padre sì, anche il sangue del feto potrebbe essere Rh positivo e rischierebbe di essere riconosciuto come estraneo dagli anticorpi materni, che sono in grado di attraversare la placenta.
Conoscere il proprio gruppo sanguigno e il fattore Rh è una delle informazioni mediche più utili per affrontare emergenze e situazioni cliniche, oltre che per comprendere la propria ereditarietà biologica. Questi elementi del sangue determinano la compatibilità nelle trasfusioni, le donazioni di sangue e alcuni aspetti legati alla gravidanza. Inoltre, possono anche influenzare la trasmissione genetica ai figli.
FAQ
Qual è il gruppo sanguigno più raro?
Il gruppo sanguigno più raro è AB-, presente in meno dell’1% della popolazione mondiale.
Cosa significa fattore Rh negativo?
Il fattore Rh negativo indica l’assenza dell’antigene D sui globuli rossi. È rilevante nelle trasfusioni e in gravidanza, poiché può causare incompatibilità con un feto Rh positivo.
Il gruppo sanguigno può cambiare?
Il gruppo sanguigno è determinato geneticamente e non cambia nel corso della vita, salvo casi eccezionali come trapianti di midollo osseo.
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