Dottor Mozzi e Alimentazione: Un Approccio alla Glicemia Basato sui Gruppi Sanguigni

Medico con oltre 30 anni di esperienza e divulgatore dell’alimentazione secondo il gruppo sanguigno, Pietro Mozzi dedica la sua vita a migliorare il benessere delle persone. Il suo, infatti, non è semplicemente un regime per dimagrire, ma una scelta volta al conseguimento di uno stato di salute e di una forma fisica ottimali. L’obiettivo è di migliorare la qualità della vita, cercando di capire quali siano gli alimenti più adatti alla natura di ciascuno, individuando i cibi benefici, neutri e nocivi.

I Principi Fondamentali della Dieta del Dottor Mozzi

La dieta del gruppo sanguigno è un regime alimentare ideato dal dr. Peter D’Adamo e perfezionato dal dottor Piero Mozzi ed è volto al conseguimento di uno stato di salute e una forma fisica ottimali. Questa dieta ti offre la possibilità di raggiungere il peso forma ideale, vivere meglio e più a lungo imparando a scegliere gli alimenti più adatti alle tue caratteristiche genetiche. La dieta è infatti ritagliata su misura per ciascuno dei quattro gruppi sanguigni 0, A, B, ed AB. Per ogni gruppo sanguigno gli alimenti vengono distinti in benefici, neutri e nocivi.

Quest’ultimi saranno appunto i cibi da evitare, o di cui per lo meno ridurre il consumo, in quanto nel tempo possono provocare danni all’organismo, determinando l’inizio di patologie anche serie. Seguendo la dieta del gruppo sanguigno avrai dunque la possibilità di invertire questo trend e riconquistare la salute perduta, con la seria possibilità di guarire da patologie che apparentemente non centrano nulla con l’alimentazione.

Intervista al Dottor Mozzi: Alimentazione e Salute

Pietro Mozzi, come si è avvicinato alla dieta del gruppo sanguigno?«Mi sono laureato in Medicina circa quarant'anni fa ma, in vita mia, non ho mai prescritto una medicina. Sin da ragazzo ho capito che quando mi ammalavo, era perché avevo mangiato qualcosa di sbagliato. Così ho approfondito la questione che più mi stava a cuore: la ricerca della causa della malattia. Tema ovviamente non facile, che va affrontato con perseveranza, senza mai darsi per vinti e nella convinzione che qualsiasi soluzione non è mai quella finale. Gradualmente è maturata la consapevolezza che la dieta dei gruppi sanguigni, così semplice e immediata, alla portata di tutti, è quella che garantisce i migliori risultati in rapporto alle principali malattie oggettive, dal diabete all'ipertensione, dall'ipercolesterolemia all'ipertrigliceridemia.

Ci saranno individui che, pur essendo di un certo gruppo sanguigno, proprio non tollerano certi cibi indicati per quel gruppo?«Sì, può capitare. Mi viene in mente una coppia che conosco, formata da due persone del gruppo A: se il marito mangia lo zenzero sta male, mentre la moglie no. Ognuno è diverso dall'altro e bisogna prestare attenzione ai segnali che ci invia il corpo, per esempio la tosse, il naso che cola, gli starnuti, i pruriti, i crampi, i formicolii. Il problema è che nessuno ci ha insegnato ad “ascoltarci” per prendere poi gli opportuni accorgimenti. La dieta dei gruppi sanguigni è l'unica che tiene conto delle diversità, in quanto gran parte delle altre sono pensate per tutti, dalla mediterranea alla dieta a zona, dalla Dukan alla macrobiotica.

Guardando indietro nel tempo, quanto è cambiata l'alimentazione con il boom dell'industria alimentare?«Negli ultimi sessanta-settant'anni, l'industria alimentare ha fatto in modo che le regole durate millenni venissero all'improvviso stravolte. Sono state sconvolte anche le stagioni: prima i pomodori si mangiavano fino al massimo a settembre/ottobre, dopo tutto l'anno, e la stessa cosa vale per la frutta grazie all'avvento delle tecniche di conservazione. Sono state rivoluzionate le leggi che da sempre hanno governato tutti gli esseri viventi. L'industria ha poi molto sviluppato il latte e i derivati, i cereali e alimenti a base di cereali con tanto glutine. Sono frutto di questi ultimi anni anche gli edulcoranti, quali aspartame, maltodestrine, etc. Non c'è da stupirsi che siano comparse così tante malattie autoimmuni, forme prima sconosciute di tumore, sclerosi aggressive, e persino una recrudescenza di malattie cardiocircolatorie, diabete e obesità anche nei bambini, infertilità nelle donne.

E qui veniamo al mito della longevità che, personalmente, non condivido. Vivere a lungo è bello ma se si riesce bene ad arrivare a una certa età, altrimenti è solo una sofferenza. Proviamo per un attimo a pensare a un ipotetico allevamento di bestiame. Come sarebbe valutato se gran parte degli animali avesse di continuo bisogno di visite veterinarie e farmaci? Un pessimo investimento. Ecco lo stesso ragionamento vale anche per gli esseri umani: un popolo è sano se è giovane e in salute, se è fertile e rigoglioso.

Alimentazione e Salute

La medicina e la chirurgia possono far molto, ma non tutto. Anche perché il vero problema è che se non si capiscono le cause delle malattie, queste continuano a diffondersi. Gran parte delle medicine servono per curare i sintomi, non per risolvere il problema, strada che si può invece tentare con il cibo. Ecco perché la medicina dovrebbe sempre più, come già stanno facendo alcuni oncologi, orientarsi verso le cause e prendere in considerazione gli alimenti, e non solo quando la malattia è comparsa, ma proprio a scopo preventivo.

Di certo non bisogna seguire l'esempio di Steve Jobs che era un fruttariano e ha pagato a caro prezzo questa sua scelta alimentare. Va detto anzitutto che la frutta andrebbe mangiata di stagione, ossia nei periodi in cui la natura fa crescere spontaneamente le piante, e in modo corretto. Anche il fruttosio, che ha preso il posto del saccarosio forse a torto demonizzato, ha dato parecchi problemi soprattutto di tipo muscolare a tanti sportivi.

Alimenti Chiave e Consigli Alimentari

Passiamo al latte. Qual è il migliore?«Il latte di capra è quello più simile a quello umano. Ma se proprio non resistiamo, beviamo il latte di mandorla, un buon prodotto per noi che viviamo nel bacino del Mediterraneo. Detto questo, il latte è l'alimento specifico che la femmina dei mammiferi produce per il suo piccolo. Una volta finito lo svezzamento, non ha più ragion d'essere. Non si capisce perché, poi, dovremmo trarre beneficio dal bere il latte di un altro mammifero, pieno di ormoni nocivi che contrastano con il nostro sistema immunitario. Purtroppo e val la pena ricordarlo, un consumo eccessivo di latte e derivati è correlato a un esponenziale aumento di forme tumorali.

Cosa ne pensa degli integratori utilizzati da gran parte degli sportivi?«Dipende da che cosa sono ricavati. Se venissero presi da proteine del salmone o del tacchino, potrebbero anche andar bene, mentre sono da evitare quelli provenienti dalle proteine del latte e le terribili maltodestrine.

Un ritorno all'essenziale anche nell'alimentazione non potrebbe che fare bene. Ma è necessario vedere che cosa prevarrà tra l'interesse del genere umano a stare bene e in salute e l'interesse economico che invece ruota attorno alla malattia. Di certo, per vivere l'essere umano ha bisogno di mangiare. Voglio essere ottimista e credere che alla fine vincerà il buon senso e il benessere. Un alimento che mi piace molto è la quinoa, importata dall'America Latina, molto ricca di proteine, che già sta cominciando a spuntare nei supermercati con i prezzi in progressivo calo. Ottime sono anche le paste fatte con farina di ceci, fagioli, piselli, che contengono una quantità più grande di proteine e meno amido.

Studio del Bambin Gesù: troppo fruttosio è come l'alcol per il fegato dei bambiniPer i bambini ma non solo, il pericolo arriva dal fruttosio, aggiunto ai cibi e alle bevande, capace di scatenare dei meccanismi simili a quelli dell’alcol. Ogni grammo in eccesso rispetto al fabbisogno giornaliero (circa 25 grammi) accresce di una volta e mezza il rischio di sviluppare malattie epatiche gravi.

Se il corpo riceve i principi nutritivi giusti riesce spesso a sgravarsi da disturbi ricorrenti, da malattie croniche, da alterazioni degli esami del sangue: ogni medico è solerte nel consigliare la giusta dieta per il colesterolo alto, per la glicemia alta o per l’ipertensione. Innanzitutto pochi o pochissimi latticini, responsabili di molti dolori articolari, e sicuramente poco glutine tanto caro agli italiani e alla dieta mediterranea, ma assolutamente pro-infiammatorio per l’intestino. Per tutti invece è ottima l’acqua e limone al mattino, meglio se tiepida e riscaldata, perché è un citrato e dunque favorisce un PH intestinale corretto.

Il grande nemico è il carboidrato, il glutine soprattutto ma anche il mais, e purtroppo le patate. Guerra anche alle lenticchie e ai fagioli, bianchi e rossi, e niente arachidi e olive nere agli aperitivi da sostituire invece con noci e semi di zucca. Il caffè è da evitare. Ottimi invece frutti di mare e pesce azzurro, fegato, sale iodato alle alghe. Zucca e verze a volontà, bresaola graditissima, anche per il dottor Mozzi che la mangia a colazione, visto che appartiene a questo gruppo. Nemici sono i latticini, dunque latte e formaggio, ma anche il gelato. Le solanacee (patate, pomodori e melanzane) sono tutte da evitare così come l’eccessivo consumo di carne rossa.

Alimentazione Specifica per Gruppi Sanguigni

Gruppo 0

Questo gruppo dovrebbe eliminare la carne rossa, optando per pesce, pollo e tacchino. Via libera invece a insalate e legumi, la soia è d’oro, il grano saraceno è da preferire al grano turco. Carni bianche e salmone perfetti, anche il merluzzo! Dimenticate i crostacei e le afrodisiache ostriche e anche le lenticchie di capodanno.

Gruppo A

Grano, mais e grano saraceno sono da limitare, per cui questo gruppo deve limitare i primi piatti di “pasta” prediligendo il riso o, ancor meglio, i secondi piatti.

Gruppo B

Infatti verdure, latticini, uova e carne sono consigliabili, il gruppo B ha la maggior concessione di latticini fra tutti i gruppi (meglio magri e di capra, assolutamente no al gorgonzola e ai fermentati). Ancora uno stop per tutto il pollame, per i carciofi e i rapanelli. Carne rossa e burro off limit, fra le carni bianche tacchino e coniglio vanno benissimo. Riso e fagioli, e riso e piselli sono ottimi primi piatti e a fine pasto il caffè è consigliato!

Gruppo AB

Ottime scelte per la frutta sono ananas e pompelmo, i due frutti che in eccellenza compaiono delle diete ipocaloriche. Questo gruppo va d’accordo con tutta la frutta, ma deve proteggersi da quella secca che occorre evitare. Tofu, ortaggi, pesce, latticini e alghe sono tutti consigliabili, e l’aglio è aggiudicato come soffritto.

Questo è il canovaccio della dieta da approfondire al meglio con i libri del dottor Mozzi o durante uno dei suoi numerosi incontri italiani (fra cui ai mercatini, dove è rigorosamente presente). Lo schema del dottor Mozzi è molto specifico ma rischia di eliminare alcuni nutrienti per molto tempo, o a favorire categorie specifiche di cibo in alcuni gruppi.

Testimonianze

Le testimonianze e le esperienze di chi ha provato veramente la dieta dei gruppi sanguigni con risultati a volte del tutto insperati.

  • “ Un anno fa per mia buona fortuna ho seguito uno dei suoi programmi su Telecolor, cio’ ha acceso la mia simpatia e il mio interesse per la sua visione del mondo e alimentare inclusa. “ Così a maggio 2012, a 37 anni, dopo una vita passata a mangiare di tutto, mi lanciai, con certo scetticismo, in una prova, pensando che sarebbe durata poco. Invece… Dapprima rimossi pane, pasta e tutti i derivati di cereali: i mal di testa via via si attenuarono per sparire del tutto. Stesso discorso per i problemi intestinali, spariti da un giorno all’altro.
  • “ Da anni soffrivo di una forte anemia e tiroidite autoimmune di Hashimoto associata a stanchezza e gonfiori angli arti inferiori e mani. Ho personalmente sperimentato su di me la dieta del gruppo 0, ecludendo tutti i cibi sconsigliati e favorendo quelli favorevoli, ed il risultato è strepitoso. Addio anemia, tiroidite e gonfiori..adesso i miei valori sono magnifici.. "
  • Ho iniziato volonterosa e fiduciosa fin da subito e già dalla mattina successiva ho eliminato completamente dal mio regime alimentare tutto ciò che viene indicato come “sconsigliato” per il mio gruppo (ogni forma di latte animale, glutine, carne suina e tutte le altre indicazioni). Risultato: dopo circa 10 giorni avevo riacquistato un’energia, una grinta, una forza fisica che non ricordavo di avere e nei giorni successivi finalmente nessuna macchia nuova è più spuntata!! Un risultato raggiunto in tutti quei mesi soltanto grazie all’alimentazione suggerita dal Dr.
  • “ Arrivai ad un punto critico, non potevo più fare nulla dai dolori atroci, iniziai la dieta ed un percorso di meditazione, all’inizio è stato difficile, i dolori i primi cicli furono forti, ma dopo già tre mesi tutto migliorò. Ora faccio sport regolarmente, ho un’energia, non sono più perennemente stanca e appesantita, i dolori fortissimi allo stomaco e intestino, vescica e utero scompaiono. Ho eliminato tutti i cereali raffinati, zuccheri raffinati, dolci, aumentato il consumo di pesce contenente omega3, cibi naturalmente antinfiammatori.
  • “ La glicemia è apparsa subito migliorata. Il primo mese glicemia mattino a digiuno 90/100, due ore postprandiale 130/145. Dopo due settimane, vedendo i miglioramenti ho sospeso la metformina con attenzione. Glicemia sempre ottima. Dopo due mesi ho la glicemia mattino digiuno 70/78 due ore postprandiale 100/130. Devo dire che, pur seguendo la dieta in modo rigoroso e senza sgarri, mangio con soddisfazione e appetito e non faccio nessun sacrificio, né dal punto di vista del gusto né della fame.

Diabete e Glicemia: Il Punto di Vista del Dottor Mozzi

Ti basterà seguire un alimentazione sana, adatta al tuo gruppo sanguigno e soprattutto adatta ad un paziente diabetico. Questa dieta, consigliata dal dottor Piero Mozzi, ha già permesso a centinaia di persone di sistemare le loro analisi del sangue, glicemia compresa, di migliorare la loro qualità di vita e in molti casi di eliminare le pastiglie ipoglicemiche, diventate inutili proprio grazie alla dieta.

Il dottor Piero Mozzi considera il diabete come il male del secolo. Una vera e propria epidemia che sta investendo buona parte del pianeta, sia in Occidente che in Oriente. Se fino ai primi anni del dopo guerra questa malattia era sconosciuta ai più, attualmente ne sono affetti oltre 382 milioni di persone in tutto il mondo (fonte IDF Diabetes Atlas) e si stima che la cifra possa salire a 592 milioni nel 2035.

Nel diabete di tipo 2 i sintomi sono simili al diabete di tipo 1, ma di solito si sviluppano molto più lentamente e spesso non ci si accorge di avere il diabete. Nella maggior parte dei casi si scopre di avere il diabete solo dopo un normale controllo.

Non è a caso che le regioni italiane più colpite dal diabete siano quelle del sud Italia, con in testa la Calabria, seguita da Puglia, Basilicata e Campania. Ma il frumento non è l’unico colpevole, altrimenti non si spiegherebbe come mai in India, dove pasta e pane sono quasi sconosciuti, ci siano oltre 40 milioni di diabetici.

Il dottor Mozzi, nel video-intervista dedicato al diabete, descrive le persone con diabete di tipo 1 come “programmate dalla natura” per non toccare alcun tipo di cereale. Per essere ancora più chiari, se sei affetto da diabete di tipo 1 è come se tu fossi “allergico” ai cereali e la reazione allergica, successiva all’introduzione di questi alimenti, non è altro che la distruzione delle cellule del pancreas.

Consigli per la gestione della glicemia secondo il Dottor Mozzi

  • Evita definitivamente caramelle e gomme da masticare, specialmente quelle con la dicitura “senza zucchero”.
  • Se vuoi mangiare dei dolci, della frutta, o dei cereali tra quelli consentiti (da evitare per le persone affette da diabete di tipo 1), è molto meglio farlo il mattino a colazione.
  • Il momento più importante della misurazione è la mattina, a diguino, prima di fare colazione. Questa pratica che andrebbe ripetuta periodicamente e non solo nel primo mese, visto che questo è il dato glicemico più importante.

Cereali e Glutine: Un Approfondimento

Durante la digestione, gli zuccheri e gli amidi contenuti negli alimenti vengono scomposti in glucosio che, assorbito dall'intestino, passa nel flusso sanguigno. Il glucosio eccedente viene immagazzinato sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli, per un uso successivo o, se in eccesso, convertito in grasso.

Frumento, kamut, farro, orzo, segale e avena sono cereali che contengono glutine. Molti nutrizionisti suggeriscono invece di associare i cereali con i legumi, perché questi ultimi sono più ricchi di proteine vegetali e sono complementari con i cereali per quanto riguarda l'apporto di aminoacidi essenziali.

farro piccolo o monococco (le spighe hanno un solo seme), è ritenuto il primo cereale coltivato dall'uomo, ha un basso tenore di glutine (attorno al 7%). Il glutine che contiene è del tutto simile a quello del grano comune per struttura, composizione e qualità.

L'avena contiene una bassa percentuale di glutine e sembra che le sue proteine siano meno dannose per l'apparato digerente di quelle dell’orzo e della segale. Alcuni studi riabilitano quindi l'avena come cereale non tossico, altri ne mettono in dubbio la sicurezza e la includono nella lista dei cereali da evitare.

La celiachia e le allergie sono risposte palesi del sistema immunitario, diagnosticabili in modo oggettivo e verificabili mediante accertamenti. La diffusione e l'aumento delle intolleranze sono una caratteristica del mondo contemporaneo, a cui la ricerca scientifica non ha ancora dato risposta e su cui non è giunta a conclusioni definitive.

In Italia è presente la cultura del pane e della pasta, che in altri Paesi non esiste o non è così diffusa e consolidata. Inoltre fino a 50 anni fa il glutine era presente solo nel pane, nella pasta, nella pizza, nei dolci o in alimenti similari. Ora, con la grande diffusione di alimenti pre-lavorati, forniti dall'industria alimentare a ristoranti e gastronomie, molto spesso consumiamo glutine senza saperlo.

Considerazioni sulla Dieta dei Gruppi Sanguigni

Limitare o escludere il consumo di alcuni alimenti in base al gruppo sanguigno potrebbe portare a carenze potenzialmente pericolose per la salute.

leggi anche: