Il dott. Franco Berrino, medico ed epidemiologo, ha dedicato quarant'anni alla ricerca e alla prevenzione presso l'Istituto nazionale dei Tumori di Milano. Nella sua attività, ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia e li ha coordinati per lo studio della sopravvivenza dei malati (progetto EUROCARE). Berrino è un forte sostenitore di un'alimentazione sana e naturale come base per una vita lunga e felice, capace di proteggerci dalle malattie croniche.
L'Alimentazione Macromediterranea e le Raccomandazioni dell'OMS
Oggi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un'alimentazione prevalentemente vegetale come fondamento per una vita longeva e in salute. Questa alimentazione aiuta a tenere lontane le malattie del benessere come diabete, colesterolo alto, pressione alta, obesità e cancro. L'alimentazione Macromediterranea, proposta dall'associazione “La Grande Via”, è una dieta preventiva che si basa su solide basi scientifiche: è prevalentemente vegetale e bilanciata a livello nutrizionale, basata sui cereali integrali in chicco, utilizza ingredienti molto vari, freschi e di stagione, adatta gli stili di cottura alle stagioni ed è naturalmente senza glutine, utilizzando il dolce naturale della frutta fresca e secca.
Il Ruolo delle Fibre e dei Cereali Integrali
Le fibre svolgono un ruolo cruciale nella riduzione dell'infiammazione, nell'aumento del senso di sazietà, nell'incremento della massa fecale, accelerando il transito intestinale e abbassando il colesterolo. Rispetto a chi consuma solo 15 g di fibre al giorno, una quantità tipica del mondo occidentale, chi ne assume il doppio (cioè chi mangia integrale) ha una mortalità del 20 per cento inferiore, spiega nel libro La via della leggerezza. Le fibre «buone» da assumere e preferire, poi, sono quelle dei cereali perché più ricche e protettive di quelle di legumi, verdura e frutta.
Le "Zone Blu" del Mondo e le Abitudini Alimentari dei Centenari
Ci sono almeno cinque località nel mondo dove la gente ha aspettative di vita eccezionalmente lunghe, spesso oltre il secolo. Queste sono le cosiddette «zone blu» del mondo, fra cui la Sardegna (in particolare l’Ogliastra), l’isola di Okinawa in Giappone, l’isola di Ikaria in Grecia, la comunità Avventista di Loma Linda in California e la penisola di Nicoya in Costa Rica. Apparentemente le diete di queste cinque aree sono molto diverse l’una dall’altra, ma ciò che le accomuna tutte sono la semplicità, la sobrietà e, nelle abitudini delle persone più anziane, la mancanza di cibo industriale.
Gli alimenti comuni nelle diete dei centenari includono i legumi (la soia a Okinawa, le fave in Sardegna, i ceci ad Ikaria, i fagioli neri a Nicoya...), i cereali integrali e la frutta secca (noci, mandorle, nocciole, pistacchi). I legumi, per la ricchezza di fibre, abbassano colesterolo e glicemia e hanno la proprietà di saziare molto, per cui si mangia meno. Anche il consumo regolare di noci, nocciole e mandorle riduce la mortalità, ma il consumo di legumi è al primo posto.
Esempi di diete nelle zone blu:
- Sardegna: Zona di montagna, dove si coltiva grano, orzo, verdure, fagioli e si pascolano pecore, mangiando formaggio pecorino.
- Loma Linda: Evitano tabacco, alcol, caffè e sono prevalentemente vegetariani, soprattutto pesco-vegetariani.
- Ikaria: Dieta mediterranea a base di cereali integrali, frutta, verdura, erbe selvatiche, latte di capra e vino.
- Okinawa: Calorie derivate dalla patata dolce, tofu, verdure, pesce e occasionalmente maiale.
- Nicoya: Dieta tipica del Centroamerica con mais, fagioli e zucca.
Ma non è solo il cibo che conta. Chi vive nelle zone blu del mondo ha solide relazioni familiari e sociali, conduce una vita prevalentemente all’aria aperta, ha un’intensa attività fisica nell’orto o nei campi, mentre l’impegno per il bene diffuso contribuisce a dare un senso alla propria vita.
Il Colesterolo: Cosa Sapere
Il colesterolo è una molecola lipidica insolubile in acqua, esclusivamente di origine animale. Non va confuso con il colesterolo LDL. Il colesterolo diventa pericoloso quando è in circolo nel sangue all’interno delle lipoproteine LDL a livelli molto alti. Quando i livelli di LDL sono alti si parla di ipercolesterolemia. Il colesterolo alimentare incide solo in minima parte sul colesterolo totale; la maggior parte è quello endogeno, sintetizzato dal fegato. La sintesi del colesterolo è stimolata dall’insulina, quindi, ciò che incide principalmente sull’aumento del colesterolo (LDL) è di fatto l’assunzione di alimenti ad alto indice glicemico.
Strategie per Ridurre il Colesterolo LDL
Le strategie per ridurre il colesterolo “cattivo”, ovvero le LDL, sono varie:
- Ridurre la sintesi di colesterolo endogeno: bloccando l’enzima HMG CoA reduttasi con statine o molecole come la Monacolina K (riso rosso fermentato) o il licopene (pomodoro).
- Favorire l’espressione dei recettori delle LDL: con licopene e proteine della soia.
- Ridurre l’assorbimento del colesterolo: utilizzando sostanze chelanti come beta-glucani (avena), saponine (legumi) o lecitina (soia) che legano il colesterolo e impediscono il rientro nella circolazione enteroepatica.
Anche l’esposizione solare permette di ridurre le LDL circolanti: infatti, quando i raggi UVB colpiscono la molecola di colesterolo presente sulla cute (per sintetizzare vitamina D3), tale molecola di colesterolo dovrà essere rimpiazzata e per far ciò saranno captate le LDL.
Cambiamenti Graduali e Benefici a Lungo Termine
Gli studi dell’Università di Harvard hanno riscontrato una riduzione dell’8 per cento della mortalità in chi si è allontanato di più dalla dieta americana tipica. Insomma, è sufficiente cambiare gradualmente, anche per abituare l’intestino al cambiamento: cominciamo togliendo salumi e bevande zuccherate e introducendo una manciatina di mandorle come aperitivo, un cucchiaio di legumi 3-4 volte a settimana, lo yogurt al posto del latte, poi togliamo il pane bianco e i dolciumi industriali, riduciamo la carne, impariamo i segreti della cucina dei cereali integrali e dei dolci senza zucchero e, infine, appassioniamoci al cambiamento (alimentare e non solo). Presto, molti esploratori del cambiamento non avranno più bisogno di medicine per il colesterolo, i trigliceridi, la glicemia, il mal di testa e i dolori articolari.
Il Corso Base di Alimentazione del Dott. Franco Berrino
Il Corso Base di Alimentazione, guidato dal dott. Franco Berrino, è un corso online di educazione alimentare indicato per tutti coloro che vogliono imparare ad alimentarsi in modo completo, sano e gustoso. Oltre 4 ore di percorso per conoscere i principi basilari della sana alimentazione sana e cominciare un percorso di benessere.
Il Parere del Dott. Berrino sull'Alimentazione
Per Berrino il motto « nutrire il pianeta» non ha i colori e le voci di Expo 2015, manifestazione che lui stesso ha duramente criticato affermando che « il cibo che Expo propone non è un cibo che fa bene alla salute», con chiaro riferimento alla presenza di McDonald’s, Coca Cola, Ferrero, stand e padiglioni che propongono carni conservate e alimenti industriali. Innanzitutto occorre eliminare gli zuccheri raffinati e i prodotti industriali che alterano la natura dei cibi, ridurre il consumo di carne e di proteine animali e privilegiare cereali integrali e verdure. Dobbiamo assicurarci una discreta varietà stagionale e soprattutto bisogna tornare in cucina per preparare pasti genuini evitando i cibi pronti, anche se magari più allettanti, pubblicizzati o comodi.
Con un buon regime alimentare si possono riportare sotto controllo colesterolo e pressione sanguigna, si possono anche far regredire il diabete e l’arterosclerosi, migliorano le condizioni dei pazienti con artrite reumatoide e malattie croniche intestinali come la colite ulcerosa. È evidente che per arrivare a sti risultati occorre modificare sostanzialmente le proprie abitudini alimentari, se queste ricalcano il modello occidentale di questi ultimi decenni. Ma ne vale assolutamente la pena.
Sindrome Metabolica e Prevenzione
Un comune denominatore di molte malattie croniche è la sindrome metabolica, una condizione caratterizzata da grasso addominale, ipertensione, glicemia e trigliceridi elevati, basso colesterolo HDL. Gli studi clinici hanno ormai dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che riducendo i cibi animali e aumentando i legumi si riduce il colesterolo LDL, che riducendo gli zuccheri si riducono i trigliceridi, che riducendo i grassi e il sale in ecces-so e aumentando l’apporto di verdure e l’attività fisica si riduce la pressione arteriosa, e che scegliendo ali-menti non raffinati a livello industriale si previene e si riduce l’obesità e si prevengono le cardiopatie.
Consigli Pratici del Dott. Berrino
- Evitare i cibi pronti: ovvero quelli che si possono mangiare senza preparare e cucinare.
- Masticare a lungo: anche i cibi vegetali devono essere masticati a lungo per aumentare il senso di sazietà.
- Consumare cereali integrali: preferire quelli integrali alla farina 0e 00.
- Rispettare la stagionalità: seguire i ritmi della natura e consumare prodotti di stagione.
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