Glicemia Alta Dopo Camminata: Cause e Come Gestirla

L'attività fisica e la dieta sono i due pilastri della prevenzione e del trattamento del diabete, per tutta la vita. Il messaggio è chiaro a tutti, medici e pazienti.

L'Importanza dell'Attività Fisica per i Diabetici

Le persone con diabete dovrebbero fare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica, ad intensità moderata o superiore idealmente tutti i giorni della settimana. I pazienti fuori allenamento devono naturalmente iniziare con gradualità.

Tipi di Attività Fisica Raccomandati

  • La camminata all’aperto è meglio di quella effettuata al chiuso su un tapis roulant.
  • Il Nordic Walking con le racchette usate in diagonale, come suggerito da INWA (International Nordic Walking Association) aumenta il dispendio della camminata del 20-25%, rispetto alla camminata ordinaria (ingaggia anche la muscolatura della parte superiore del corpo).

Ma per effettuare un allenamento efficace e corretto, almeno all’inizio, conviene affidarsi ad una supervisione esperta. Anche per le persone diabetiche che siano anche in sovrappeso/obese come allenamento è perfetta la camminata, evitando però salite o discese con pendenza superiore al 5% e introducendo un periodo di riposo adeguato dopo ogni 15 minuti di esercizio.

Benefici della Camminata per il Diabete

Camminare migliora il controllo della glicemia nelle persone con diabete mellito di tipo 2: è dunque fortemente raccomandato svolgere una qualche attività di tipo aerobico. Camminare regolarmente aiuta a contrastare alcune alterazioni associate al diabete di tipo 2. Camminare migliora la capacità cardio-respiratoria delle persone con diabete di tipo 2.

Camminare aiuta a contrastare le complicanze croniche del diabete: in particolare, riduce il rischio cardiovascolare. Per chi ha il diabete, è raccomandato un allenamento di camminata supervisionato e basato su protocolli. È utile anche la camminata senza supervisione, soprattutto se associata a strategie motivazionali.

L’interval training (allenamento a intervalli) può essere adatto alle persone con diabete, soprattutto alle più giovani e fisicamente in forma. Alternare 1 minuto di camminata veloce a 1 minuto di camminata lenta (o 3 e 3) è più efficace sul controllo glicemico e sulla capacità cardio-respiratoria rispetto alla camminata continua.

Il Nordic Walking è più efficace della semplice camminata perché coinvolge non solo le gambe, ma anche la parte superiore del corpo. Camminare migliora il controllo della glicemia nelle persone con diabete di tipo 2 e dovrebbe essere raccomandato nella maggior parte dei casi come forma di esercizio aerobico alla portata di tutti.

“C’è un bisogno importante - ha sottolineato Paolo Moghetti, professore associato di Endocrinologia, Università di Verona e autore del documento in rappresentanza della Società Italiana di Diabetologia - di cambiare lo stile di vita nel diabete perché questo è fondamentale nella terapia, oltre che nella prevenzione, di una patologia che ha costi elevatissimi per la persona che ne soffre e per la società.

“L’efficacia del cammino nella prevenzione e nel trattamento del diabete - ha detto Federico Schena, professore ordinario di Scienze dello Sport, Università di Verona e autore del documento per conto della Società Italiana di Scienze Motorie e Sportive - risulta ancora più valorizzata da questo intervento professionale calibrato e strutturato su precise evidenze scientifiche.

“Le persone con diabete - commenta Francesco Purrello, presidente Sis - molto spesso associano il concetto di attività fisica con qualcosa di quasi irrealizzabile nella loro vita quotidiana. Quante volte noi diabetologi ci sentiamo dire ‘Mi piacerebbe iscrivermi in palestra, ma non trovo mai il tempo, ci vado le prime due o tre volte e poi non riesco’. A parte poi il costo, che è tutto a carico dei pazienti.

“È noto come l’attività fisica rappresenti un approccio fondamentale, non solo nella cura ma anche nella prevenzione del diabete mellito tipo 2 - sottolinea Ernesto Rossi, responsabile nazionale per la prevenzione per Amd - nonostante ciò sono ancora pochi i servizi di diabetologia ove si prescrive l’attività fisica con un approccio strutturato, ovvero in sicurezza e secondo validati schemi di efficacia. Queste linee guida sul cammino hanno lo scopo di sostenere prescrittori e pazienti in questa direzione, individuando una tipologia di attività fisica come il cammino non difficile da praticare. Il nostro auspicio è ovviamente quello di poter validare/certificare in tutta Italia dei percorsi ove le persone con diabete possano svolgere questo tipo di attività.

Queste linee guida sul cammino hanno lo scopo di sostenere prescrittori e pazienti in questa direzione, individuando una tipologia di attività fisica come il cammino, non difficile da praticare. Il nostro auspicio è ovviamente quello di poter validare/certificare in tutta Italia dei percorsi ove le persone con diabete possano svolgere questo tipo di attività.

Cosa Fare Prima, Durante e Dopo l'Allenamento

Gestire i livelli di glicemia prima, durante e dopo l'allenamento è una capacità che chi ha il diabete deve imparare a sviluppare secondo la sua personale esperienza. Per farlo è necessario controllare la glicemia e regolare di conseguenza i pasti, il timing degli spuntini rispetto all’orario dell’allenamento, l’insulina, e capire come varia l’andamento glicemico in funzione dell’intensità e durata dello sforzo. Anche età, genere, massa magra, frequenza e tipo di esercizi concorro a modificare l’andamento glicemico.

  • Si consiglia di consumare il pasto almeno 2/4 ore prima dell’allenamento affinché sia favorita la digestione e garantito il “pieno di benzina” sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato. È bene prediligere carboidrati e limitare grassi e fibre, perché richiedono più tempo per la digestione.
  • Prima di intraprendere qualsiasi allenamento è necessario assicurarsi che i livelli di glicemia siano compresi tra 100 e 250 mg/dl. Se il livello di glicemia è inferiore a 100 ml/dl assumere un bicchiere di succo di frutta e monitorare la concentrazione di zucchero nel sangue prima di iniziare la sessione di allenamento.
  • Se il livello di glicemia è superiore a 250 mg/dl occorre rimandare l’esercizio finché la glicemia non rientrerà in un intervallo più sicuro.

Se l’allenamento ha un’intensità medio-alta e la sua durata supera l’ora, la glicemia inizierà a diminuire. Si consiglia pertanto di sorseggiare una bevanda energetica (con zucchero). In alternativa, si possono consumare gel a base di carboidrati o barrette energetiche. L’ideale è assumere prodotti che contengono zuccheri con diverse velocità di assorbimento del carboidrato (breve/medio/lungo termine) per evitare picchi di glicemia e favorire un’adeguata distribuzione “dell’energia” per tutta la durata della sessione di allenamento.

Viste le innumerevoli variabili che possono influenzare l’andamento glicemico, si consiglia sempre di monitorare i livelli di zucchero nel sangue durante l’attività, per poter intervenire e regolare i livelli di glicemia in modo appropriato.

Il recupero post-allenamento è identico a quello degli atleti non diabetici: è importante consumare carboidrati - necessari per riempire le riserve di glicogeno muscolare ed epatico - e proteine, che contribuiscono alla riparazione e ricostruzione delle fibre muscolari. Attenzione alle ipoglicemie ritardate: infatti, talvolta si può manifestare una maggiore sensibilità all’insulina per diverse ore dopo l’allenamento.

Perché la Glicemia Può Aumentare Dopo uno Sforzo Fisico Intenso?

Ogni attività fisica intensa innalza i livelli di adrenalina, ormone che determina un incremento della glicemia. È bene rimarcare come l’attività fisica regolare, adeguata alla forma fisica dell’interessato, sia un cardine dello stile di vita - assieme all’alimentazione - senza il quale non è possibile avere un controllo adeguato della glicemia.

Diverso è invece lo sforzo fisico intenso (e occasionale?) che comportano tre ore di camminata in montagna: prudenza vuole che prima di intraprendere un’attività come questa sia bene confrontarsi con il proprio medico di famiglia e con il diabetologo di fiducia.

Consiglio comunque, prima di intraprendere una sforzo intenso, di valutare la glicemia (e se possibile i chetoni urinari, che possono dare un’indicazione precoce di carenza di insulina): un valore anomalo deve suggerire di soprassedere.

Altre Raccomandazioni

  • Nella prescrizione dell’allenamento va specificato anche il momento della giornata. Camminare dopo un pasto, può aiutare a ridurre i picchi post-prandiali di glicemia e la sua variabilità.
  • Per contrastare la sedentarietà, oltre all’esercizio fisico, sono consigliabili brevi momenti di camminata veloce (ad esempio 3 minuti di camminata ogni 30 minuti passati seduti), che influenzano positivamente il controllo della glicemia.

Moghetti (Sid): “Cambiare lo stile di vita nel diabete è fondamentale nella terapia, oltre che nella prevenzione, di una patologia che ha costi elevatissimi per la persona che ne soffre e per la società.

Rossi (Amd): “L’attività fisica rappresenta un approccio fondamentale, non solo nella cura, ma anche nella prevenzione del diabete mellito tipo 2”.

Attività fisica moderata e costante

È stato confermato che un’attività fisica a intensità moderata ma costante come salire e scendere le scale per almeno 3 minuti al giorno può aiutare ad abbassare le concentrazioni di glucosio e insulina postprandiali, mentre un’attività fisica di almeno 10 minuti può migliorare la sensibilità all’insulina. Naturalmente il segreto per vedere dei benefici è la costanza!

Un gruppo di studio ha stabilito dodici regole base da seguire per praticare “il buon camminare” e trarne il massimo beneficio in termini di controllo glicemico e di prevenzione di fattori di rischio associati al diabete come sovrappeso, pressione alta, dislipidemia.

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