Quanto Tempo Ci Vuole per Sgonfiare la Pancia Dopo Laparoscopia: Guida al Recupero

La laparoscopia è una tecnica chirurgica mini-invasiva sempre più diffusa, utilizzata sia per scopi diagnostici che terapeutici. Questa procedura consente di eseguire interventi chirurgici all’addome attraverso piccole incisioni, riducendo al minimo le cicatrici visibili. Nonostante ciò, una volta a casa, durante la convalescenza possono manifestarsi alcuni disturbi.

Cos'è la Laparoscopia?

La laparoscopia è una procedura che consente di eseguire interventi chirurgici all’addome attraverso piccole incisioni, riducendo al minimo le cicatrici visibili. Lo strumento primario si chiama laparoscopio ed essendo molto piccolo è in grado di raggiungere ogni parte della cavità addominale.

Si chiama così lo strumento utilizzato dai chirurghi per effettuare la laparoscopia. Il laparoscopio è lo strumento principale e più rappresentativo della laparoscopia. Figura: un laparoscopio. Simile a una cannuccia per bere, all'estremità da inserire all'interno dell'organismo presenta una rete di fibre ottiche, le quali fungono sia da sorgente luminosa che da telecamera.

Vantaggi della Laparoscopia

  • Degenza ridotta al minimo
  • Convalescenza più rapida
  • Minor dolore e sanguinamento durante l’intervento
  • Cicatrici praticamente invisibili

I chirurghi, grazie ad essa, possono osservare nei dettagli il campo operatorio, con un ingrandimento che supera le 20 volte e che viene chiamato “magnificazione dell’immagine”. Inoltre, è possibile fotografare, registrare le immagini ed eseguire piccoli interventi. Si ricorre alla laparoscopia a scopo diagnostico e terapeutico.

Infatti, è una metodica apprezzata perché poco invasiva, in quanto l’accesso all’addome non avviene creando lunghe ferite, come nella chirurgia tradizionale. I vantaggi però non finiscono qui.

Nei centri d’eccellenza circa l’80% delle patologie addominali oggi viene risolta in laparoscopia. Con questa metodica si operano calcoli biliari, diverticoli e malattie funzionali dell’esofago (ernia iatale o acalasia), ernie inguinali, malattie del surrene e della milza, ma anche tumori del colon-retto, dello stomaco e dell’esofago.

Quando Fare la Laparoscopia Ginecologica?

Questo tipo di laparoscopia è utilizzata per diagnosticare e trattare malattie dell’apparato riproduttivo femminile.

In ginecologia viene utilizzata a scopo diagnostico-terapeutico per far chiarezza su molti problemi: malattia infiammatoria pelvica, endometriosi, fibromi, gravidanza extrauterina, cisti ovariche o problemi di infertilità, legati per esempio al sospetto di una chiusura delle tube, ma anche per malattie tumorali con indicazione alla rimozione dell’utero (isterectomia).

In urologia per tumori del rene, della vescica e, soprattutto, della prostata, quest’ultima spesso con un accesso laparoscopico guidato dal robot.

Condizioni Trattate con la Laparoscopia

  • Malattia infiammatoria pelvica
  • Endometriosi
  • Gravidanza ectopica
  • Cisti ovarica
  • Fibroma uterino
  • Infertilità femminile
  • Criptorchidismo
  • Appendicite
  • Dolore addominale e/o pelvico senza motivi apparenti
  • Tumori maligni degli organi addominali/pelvici

I possibili organi interessati sono: fegato, pancreas, reni, ovaie, dotto biliare e cistifellea.

Preparazione alla Laparoscopia

Sebbene si tratti di un intervento mini invasivo la laparoscopia non è adatta a tutti. Ci sono categorie di persone considerate a rischio che necessitano di una particolare valutazione medica.

Prima di effettuare la laparoscopia, la persona interessata deve seguire una serie di raccomandazioni. Pochi giorni prima della laparoscopia, il paziente è tenuto a recarsi presso la clinica, dove avverrà l'operazione, per sottoporsi a una serie di controlli clinici conoscitivi e per essere informato su tutto ciò che implica la procedura (dalle modalità d'intervento alle raccomandazioni pre- e post-operatorie).

I controlli clinici conoscitivi servono al medico per stabilire se il paziente può sottoporsi con sicurezza alla laparoscopia.

Raccomandazioni Pre-Operatorie

  • Valutazione dei farmaci assunti abitualmente ed eventuale sospensione o riduzione degli stessi, per decisione medica, entro un giorno prima dell’intervento.
  • Sospendere ogni eventuale assunzione farmacologica a base di antiaggreganti (aspirina), anticoagulanti (warfarin) e antinfiammatori (FANS); questi farmaci, infatti, riducono la capacità coagulativa del sangue predisponendo a gravi perdite ematiche.
  • Nel giorno della laparoscopia, presentarsi a digiuno completo da almeno la sera precedente, in quanto è prevista l'anestesia generale.
  • Dopo l'intervento, farsi accompagnare a casa da un familiare o da un amico, perché il paziente non sarà autosufficiente. Inoltre, mettersi alla guida a poche ore dall'anestesia è considerato assai pericoloso.

La Procedura Chirurgica

L’anestesia per ogni intervento è sempre generale. Questo tipo di anestesia è utile anche per il chirurgo e l’intera equipe che possono lavorare in modo ottimale con un paziente completamente rilassato. Nonostante si tratti di un metodica minimamente invasiva, la laparoscopia richiede un'anestesia di tipo generale. L'anestesia generale prevede l'uso di anestetici e antidolorifici, che rendono il paziente incosciente e insensibile al dolore.

Una volta che il paziente è stato anestetizzato, il chirurgo pratica una piccola incisione di circa 1 centimetro sull'addome, in corrispondenza dell'ombelico. Successivamente, si introduce il laparoscopio e lo si spinge fino alla zona interessata.

Durata della Laparoscopia

La durata di un intervento di laparoscopia varia in base alla sua complessità. Il minimo previsto è di 15 minuti fino ad un massimo di 30 minuti se si tratta di laparoscopia diagnostica.

Cosa Aspettarsi Dopo l'Intervento

Durante la laparoscopia non si avverte dolore poiché l’intervento si esegue in anestesia generale. Tuttavia, è possibile accusare un certo fastidio dopo l’operazione. Capita che il dolore si manifesti a livello delle spalle.

Il primo periodo è di osservazione. Di solito questa fase dura circa 24 ore, ma i tempi possono variare in base alla complessità dell’operazione. Si tratta pur sempre di un intervento quindi è necessario che, soprattutto nelle ore successive alla dimissione, la persona operata non faccia sforzi e riposi a casa.

Al momento delle dimissioni, il chirurgo operante comunicherà la data della visita di controllo (in cui verranno anche tolti i punti di sutura) e i farmaci antidolorifici da assumere in caso di dolore intenso; il dolore è, infatti, un'altra comune sensazione che il paziente può avvertire.

Per aiutare il processo di guarigione, è necessario usare cautela, soprattutto per prevenire problemi alle cicatrici.

Tempi di Riposo e Recupero

Quanti giorni di riposo dopo una laparoscopia? In genere, se tutto è andato per il verso giusto, si è in grado di riprendere le normali attività entro una settimana, altrimenti si può arrivare anche a due settimane. Tornare al lavoro quanto prima è possibile, ma anche in questo caso tutto dipende dalla tipologia di professione svolta.

Se la laparoscopia è stata solo diagnostica, il ritorno alle normali attività può avvenire anche dopo una settimana (N.B: in questi casi, molto dipende ovviamente da che cosa ha riscontrato l'esame laparoscopico). Se invece la laparoscopia è stata terapeutica, i tempi di recupero variano in base al tipo e alla gravità dell'operazione: per esempio, in caso di semplice appendicite, la guarigione avviene in circa 2 settimane, mentre, in caso di tumore dell'ovaio, può verificarsi anche dopo 12 settimane.

Il Gonfiore Addominale Post-Operatorio

Uno dei fastidi più frequenti dopo la laparoscopia è il gonfiore alla pancia, legato all’anidride carbonica utilizzata per operare. Dopo l’anestesia generale, questo gas viene iniettato nell’addome sino a farlo diventare teso e voluminoso. A fine intervento, il gas viene fatto fuoriuscire, ma ci si può sentire ancora gonfi per giorni.

Molti credono che il gonfiore e il conseguente dolore siano dovuti alla presenza di gas residuo, invece la colpa è dei muscoli addominali. Gonfiando la pancia, i muscoli vengono sottoposti a stretching, perdono tono e la pancia è più pronunciata. Il gonfiore di solito scompare da solo: in pochi giorni se l’intervento è stato breve, in un paio di settimane se l’addome è rimasto teso per 2-3 ore.

Cosa succede se rimane dell'anidride carbonica all'interno dell'addome? È possibile che il chirurgo non riesca a svuotare completamente l'addome dall'anidride carbonica. Ciò potrebbe causare, nel paziente: gonfiore addominale, crampi addominali e dolore alle spalle.

Consigli per Ridurre il Gonfiore

  • Camminare non appena possibile
  • Tirare la pancia in dentro per tonificare i muscoli addominali
  • Seguire un’alimentazione che non aumenti il gonfiore: pochi carboidrati, mangiare lentamente, evitare legumi, cibi integrali e bevande gassate

Altri Disturbi Post-Operatori Comuni

Oltre al gonfiore addominale, altri disturbi possono manifestarsi dopo la laparoscopia:

Dolore alla Spalla

Immediatamente dopo la laparoscopia e durante la convalescenza, è facile accusare un dolore alla spalla destra. Questo dipende dall’anidride carbonica che distende il diaframma e infiamma le terminazioni sensitive del nervo frenico. La soluzione è ricorrere a un antinfiammatorio non steroideo, su prescrizione medica.

Intestino Pigro (Stipsi)

La stipsi è un disturbo in agguato nel post operatorio. La “colpa” è spesso del tipo di cocktail utilizzato per l’anestesia o degli antidolorifici usati. Per facilitare questo processo basta bere e muoversi di più. Se la stipsi è irriducibile, si possono usare bustine a base di macrogol.

Rischi e Complicazioni

Grazie ai progressi delle tecnologie mediche, gli interventi chirurgici in laparoscopia sono diventati ormai una pratica sicura: la comparsa di gravi complicanze, infatti, è molto rara.

Possibili Complicazioni

  • Infezioni post-operatorie delle ferite chirurgiche
  • Emorragie ripetute e comparsa di ematomi attorno alle incisioni
  • Senso di nausea e vomito, dovuti all'anestesia generale
  • Danno a un organo addominale/pelvico (intestino, vescica ecc.) con conseguente perdita della sua funzionalità
  • Danno a uno dei vasi arteriosi maggiori
  • Reazione allergica grave all'anestetico utilizzato
  • Formazione di coaguli sanguigni all'interno delle vene (trombosi venosa profonda) e loro trasferimento nei vasi sanguigni che conducono al cuore (embolia polmonare)
  • Reazione avversa alla presenza di anidride carbonica all'interno dell'addome
  • Formazione di gravi aderenze intra-addominali
  • Laparocele (ernia addominale post-operatoria)

Consigli Generali per il Post-Operatorio

  • Evitare pasti abbondanti e cibi troppo pesanti
  • Bere almeno due litri di liquidi (acqua non gasata, tè, succhi di frutta, brodo)
  • Evitare la guida della macchina per circa 7 giorni
  • Indossare una panciera elastica post-operatoria piuttosto stretta, da indossare giorno e notte per 15 giorni, poi solo di giorno per 30 giorni
  • Nel periodo postoperatorio è consentito camminare, senza eseguire sforzi, sollevamenti di pesi oltre i 5 Kg a meno di altre indicazioni del chirurgo

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