La mammografia è un esame radiologico della mammella finalizzato alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore al seno. Detto ciò, la mammografia rappresenta sicuramente l'esame più efficace per lo screening e la prevenzione del tumore al seno, ma non sempre questo esame è sufficiente per una diagnosi definitiva, in quanto le caratteristiche del tessuto della mammella possono influenzare l'identificazione chiara di una lesione, di un nodulo o di altri disturbi.
Lo screening mammografico organizzato dalla Centrale Unica Screening viene effettuato in strutture ospedaliere ed extra ospedaliere, è rivolto alle donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni, che tramite lettera (cartacea e su Fascicolo Sanitario Elettronico) vengono invitate a sottoporsi alla mammografia ogni due anni. L’esame è gratuito e non è richiesta impegnativa.
Come si svolge la mammografia
La mammografia consiste nel fare due lastre per ogni seno. Durante l’esame la donna viene invitata a stare in piedi davanti alla macchina che esegue la scansione; uno dei seni viene appoggiato su un piatto di plastica trasparente e viene premuto con decisione, ma senza far male, da un altro piatto che scende dall’alto. Le due superfici di plastica servono per appiattire il seno e tenerlo fermo, per poter produrre una miglior immagine mammografica. La pressione dura per pochi secondi e non fa assolutamente male. I piatti della macchina, infine, vengono ruotati di novanta gradi, per poter analizzare il seno anche da una prospettiva laterale.
Il seno deve essere compresso per pochi minuti durante i quali alcune donne possono provare un leggero fastidio o un dolore passeggero. Alcune donne si sentono preoccupate pensando ad eventuali pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni, tuttavia queste sono molto modeste e considerate innocue.
L’apparecchiatura per la mammografia produce un mammogramma, ovvero una radiografia del seno impressa su un foglio di pellicola radiografica. I radiologi sono medici specializzati in grado di diagnosticare le malattie grazie all’esame delle immagini radiografiche ottenute con i raggi X. Il radiologo esaminerà attentamente (o leggerà la mammografia) e la interpreterà, cercando eventuali segnali della presenza di un tumore o di altri problemi.
L’immagine del seno visibile con la mammografia cambia molto da donna a donna e la gamma delle mammografie considerate normali è molto vasta. Proprio per questo i radiologi preferiscono confrontare la vostra mammografia con eventuali vostre mammografie precedenti.
Interventi chirurgici e gravi ferite possono falsare il risultato della mammografia, ricordate quindi di comunicare a chi vi segue se vi siete fatte ridurre il seno, se avete subito un intervento di ricostruzione o avete una protesi.
Tempi del referto e chiamata
Il risultato della mammografia, se negativo, viene comunicato di norma con lettera al massimo entro un mese dall’esame. A seconda della struttura in cui vi recate i tempi per ottenere l’esito della mammografia possono variare. In molte strutture il radiologo impiega da alcuni giorni ad alcune settimane per leggere la mammografia, poi manda gli esiti a voi e al vostro medico. Quasi tutte le strutture vi chiederanno di aspettare finché la pellicola radiografica non sarà sviluppata e ricontrollata: in questo modo sarete certe che l’esame si sia svolto correttamente e che non sarà necessario ripeterlo.
Nel caso di esame dubbio, l’interessata viene richiamata telefonicamente per concordare gli ulteriori accertamenti diagnostici da effettuare. Se la mammografia è positiva il programma comprende anche gli ulteriori accertamenti e le cure necessarie, che sono anch’essi gratuiti.
Se la mammografia segnala delle anomalie non allarmatevi. La mammografia è in grado di evidenziare molte patologie che non hanno nulla a che vedere con il cancro. La maggior parte delle donne segnalate per esami o controlli di approfondimento non ha nessun tumore.
Cosa fare in caso di esito dubbio
Quando l’esito della mammografia non è chiaro, il radiologo valuta quali possono essere le indagini strumentali più appropriate in base alla condizione clinica della paziente. Gli esami supplementari provocano generalmente ansia e timore nelle donne anche se, nella maggior parte dei casi, servono ad escludere ogni sospetto di cancro al seno. Oggi, grazie alla diagnosi precoce, solo al 15% delle pazienti richiamate viene diagnosticato un tumore che molto spesso è in una fase iniziale.
Ecco alcuni esami che potrebbero essere prescritti:
- Mammografia diagnostica di approfondimento: per ottenere immagini diverse o ingrandite di una determinata zona del seno.
- Ecografia: esame complementare alla mammografia, si usano le onde sonore per elaborare delle immagini del seno, più frequente per le donne più giovani o per quelle in cui il tessuto del seno è più denso.
- Risonanza magnetica alla mammella: per ottenere informazioni più specifiche sulla lesione e valutare la sua tendenza a trasformarsi in neoplasia maligna.
- Esami specialistici: visita da un senologo o un chirurgo per un esame fisico o per altri controlli.
- Biopsia: asportazione di un piccolo campione di tessuto del seno per analisi.
Screening mammografico in Italia: dati e adesione
Nel 2023 l’adesione grezza ritorna superiore al livello accettabile del 50%. L’adesione corretta, ottenuta escludendo dal denominatore gli inviti inesitati e le donne che si sono sottoposte a una mammografia negli ultimi 12 mesi, si assesta al 55,4%, in aumento rispetto al 2022.
Nel 2023, come negli anni precedenti, ogni 100 donne esaminate, 6,2 vengono chiamate a effettuare un supplemento di indagine, solitamente un approfondimento radiologico, un’ecografia, una visita clinica e più raramente un prelievo bioptico.
Il numero di carcinomi diagnosticati allo screening è pari a 10.305 unità nel 2023 (contro 1.013 lesioni benigne), con un tasso di identificazione di 5,0 casi ogni 1.000 donne sottoposte a screening.
Rispetto al 2019, anno pre-pandemico, dove si registrano un’adesione grezza lievemente più elevata rispetto al 2023 e un tasso di richiamo per approfondimenti paragonabile, si rileva un aumento del numero di carcinomi diagnosticati che porta il tasso di identificazione dal 4,4‰ nel 2019 al 5,0‰ nel 2023.
Il numero di carcinomi duttali in situ e di carcinomi invasivi ≤ 10 mm sono più elevati nel 2023 rispetto al 2019, sempre perché oltre 200.000 mammografie in più sono state effettuate nel 2023 rispetto al 2019.
La valutazione dei principali indicatori raccolti e il confronto con gli standard di riferimento italiani ed europei confermano complessivamente il buon andamento dell’attività.
Il rapporto tra diagnosi istologiche benigne e maligne nelle donne sottoposte a biopsia chirurgica o intervento è pienamente sotto la soglia raccomandata (Primo esame: ≤ 1:1 Esami succ.: ≤ 0.5:1) e tende a rimanere stabile nel tempo.
Anche altri indicatori che valutano la sensibilità del programma, come il tasso di identificazione dei tumori e quello dei carcinomi invasivi con diametro inferiore ai 10 mm, si dimostrano stabili nel tempo.
Come mostra la tabella 2, un gran numero di programmi italiani continua ad essere in difficoltà nel garantire nel tempo la buona qualità di questi indicatori e i valori permangono ben al di sotto del livello accettabile.
La Tabella 3 presenta i dati per macroaree geografiche: Nord, Centro, Sud e Isole. Il numero di inviti ha superato di gran lunga i livelli pre-pandemici anche nel Sud, con oltre 217.000 inviti in più rispetto al 2019 e 121.000 in più rispetto al 2022.
L’adesione grezza al Sud nel 2023 è ritornata ai livelli pre-pandemici. Nel Nord si assiste a circa 101.000 inviti in più nel 2023 rispetto al 2022, con un’adesione grezza stabile intorno al 61%. Nel Centro gli inviti nel 2023 hanno superato quelli del 2019 con un’adesione grezza intorno al 51%.
I tassi di richiamo superiori del 7%, quindi al di sopra degli standard di riferimento, riguardano le regioni del Centro e del Sud-Isole. Il tasso di identificazione dei carcinomi si attesta intorno al 5‰ al Nord e al Centro e al 3.5‰ al Sud.
Nel 2023 è stata condotta una indagine sulla partecipazione delle donne migranti 50-69enni allo screening della mammella.
Complessivamente in Italia le donne migranti rappresentano il 9% delle donne invitate. Mentre il 57% delle donne nate in Paesi a sviluppo avanzato, incluso l’Italia, partecipa allo screening della mammella, solo il 45% delle donne provenienti da Paesi ad alta pressione migratoria (Pfpm) aderisce, ovvero il 28% in meno.
Questo andamento si ripresenta simile nel Nord dell’Italia, mentre nel Centro e Sud-Isole il 50% in meno delle donne da Pfpm partecipa allo screening rispetto alle donne provenienti da Paesi a sviluppo avanzato (Psa).
Nel 2023 alcune regioni o singoli programmi hanno invitato allo screening anche le donne nelle fasce di età 45-49 (solitamente a intervallo annuale) e 70-74 (con intervallo biennale) con modalità organizzative diverse.
Per quanto riguarda la classe di età più giovane, nel 2023 sono state invitate circa 652,000 donne pari a circa il 30% della popolazione bersaglio. La maggior parte delle donne invitate in questa fascia di età proviene da 5 regioni: il Friuli Venezia Giulia (con invito biennale) ha invitato tutte le donne residenti in fascia d’età, l’Emilia Romagna il 94%, le Marche (con invito biennale) il 67%, la Toscana il 68% e la Lombardia il 61%.
Complessivamente, l’estensione corretta in Italia è del 30%: 47% al Nord, 26% al Centro e solo 7% al Sud-Isole. Il 61% delle donne ha accettato l’invito (363.501 donne).
Relativamente alle donne ultrasettantenni è necessario premettere che vi sono modalità di invito differenti tra una regione e l’altra. Nel 2023 sono state invitate circa 410.000 donne, con un’estensione corretta del 48% in Italia; 251,203 hanno risposto all’invito, con un’adesione corretta del 65%.
Complessivamente, l’estensione corretta è del 72% al Nord, del 74% al Centro e solo del 2% al Sud-Isole.
Conclusioni
La mammografia è uno strumento fondamentale per la diagnosi precoce del tumore al seno. Se anche tu hai bisogno di sottoporti ad una mammografia, puoi affidarti alla professionalità di Clinical Medical Consulting, che offre servizi di imaging radiologico e diagnostica per immagini eseguiti tramite attrezzatura all'avanguardia e da personale altamente qualificato. Il centro dispone di tutti gli strumenti per eseguire ecografie mammarie e mammografia con tomosintesi 3D di ultima generazione, in grado di fornire immagini ad altissima risoluzione, senza possibilità di eventuali artefatti radiologici.
L’obiettivo è di diagnosticare la malattia in fase iniziale, quando il tumore è ancora piccolo, rendendo possibili trattamenti efficaci e meno aggressivi.
AVVISO ALLE UTENTI: Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico. Ogni terapia è individuale e deve essere monitorata dal proprio specialista.
Nel tumore al seno prima si arriva alla diagnosi, prima si interviene e maggiori sono le probabilità di superare la malattia. Per questo motivo qualsiasi intervento di diagnosi precoce è fondamentale.
Le mammografie eseguite a cadenza regolare sono lo strumento migliore che i medici hanno a disposizione per la diagnosi precoce del cancro al seno.
La mammografia eseguita a cadenza regolare è il modo più efficace per scoprire cambiamenti nel seno, tuttavia non è un esame perfetto.
Pertanto è necessario continuare a controllare il proprio seno tramite l’autopalpazione nel periodo che intercorre tra gli esami di screening. Se ci si accorge di un cambiamento rispetto alla normalità (ad es.
leggi anche:
- Esami del Sangue Post-COVID: Quali Fare e Perché
- Stanchezza Dopo Esami del Sangue: Cause e Rimedi
- Mal di Testa Post-Risonanza Magnetica Senza Contrasto: Cause e Rimedi
- Creatina: Scopri Tutti i Benefici, Rischi e Consigli per un Uso Sicuro ed Efficace
- Laboratorio Analisi a Nizza Monferrato: Orari, Contatti e Servizi Offerti
