La glicemia indica i livelli di glucosio nel sangue. Questo parametro può variare in maniera sensibile nell’arco di una giornata, in base ad esempio a ciò che mangiamo o allo stato di salute. I livelli di glicemia sono indicati in milligrammi di glucosio per decilitro di sangue (mg/dl).
Importanza del Monitoraggio della Glicemia
Misurare la glicemia è fondamentale per chi convive con il diabete, ma anche per chi vuole mantenere sotto controllo i propri livelli di zucchero nel sangue. Sapere quando misurare la glicemia, quali sono i momenti migliori e come effettuare una corretta misurazione può fare la differenza nel gestire il proprio stato di salute. Conoscere i valori glicemici nell’arco della giornata è molto utile non solo al diabetico, ma anche al diabetologo che potrà così disporre di tutti gli elementi per migliorare l’efficacia della terapia. Non si può controllare ciò che non si misura. Inoltre, è buona norma abituarsi a compilare sempre e con cura il diario glicemico e recarsi alle visite anche con il glucometro per poterne scaricare i dati memorizzati.
Quando Misurare la Glicemia
Quando è consigliato misurare la glicemia? Misurare la glicemia è consigliato al mattino a digiuno, prima e dopo i pasti principali, e prima di andare a letto. Gli orari migliori per misurare la glicemia dipendono dalle tue esigenze di monitoraggio e dal tipo di diabete. In generale, è consigliato misurare la glicemia al mattino a digiuno, appena svegli, per valutare come il corpo ha gestito il glucosio durante la notte. Un altro momento cruciale è prima e due ore dopo i pasti principali, per capire come il corpo risponde ai carboidrati consumati.
La misurazione della glicemia 2 ore dopo i pasti (post-prandiale) consente di valutare la risposta dell’organismo all’assunzione di carboidrati. È in queste fasi della giornata che la glicemia raggiunge i livelli più alti. A distanza di 60-120 minuti dalla conclusione di un pasto sostanzioso (colazione abbondante, pranzo o cena) i livelli glicemici fanno registrare i picchi massimi della giornata.
Glicemia Post-Prandiale
La glicemia post prandiale indica i livelli di glucosio nel sangue fatti registrare dopo circa due ore un pasto. La glicemia postprandiale viene generalmente misurata durante il cosiddetto test da carico orale di glucosio (OGTT). In quali casi invece c’è da preoccuparsi?
Valori Normali della Glicemia
Valori a digiuno compresi tra 70 e 99 mg/dL e post-prandiali inferiori a 180 mg/dL sono considerati normali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come normale tolleranza al glucosio valori glicemici inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol/l) due ore dopo l'ingestione di un carico di glucosio da 75 g, nel contesto di un test orale di tolleranza al glucosio. Durante la gravidanza è di fondamentale importanza il monitoraggio costante dei livelli di glicemia. Al tempo zero (o a digiuno) i valori sono considerati normali se inferiori ai 92-95 mg/dl. Al tempo 60 minuti non devono invece superare i 180 mg/dl.
La tabella seguente riassume i valori normali della glicemia:
| Momento della Misurazione | Valori Normali (mg/dL) |
|---|---|
| A digiuno | 70-99 |
| Dopo i pasti (2 ore) | Inferiori a 140 (OMS), Inferiori a 180 (generale) |
Tuttavia, i target possono variare in base all’età, alla durata del diabete, alla presenza di complicanze e alla terapia in corso. In caso di sintomi sospetti, come stanchezza eccessiva o sete intensa, misura subito la glicemia per intervenire prontamente. Se i tuoi valori sono spesso fuori dai range consigliati, è importante parlarne con il tuo medico. Anche i valori post-prandiali, se superiori a 180 mg/dL, possono indicare una gestione non ottimale del glucosio.
Come Misurare Correttamente la Glicemia
Per misurare la glicemia correttamente, utilizza un glucometro certificato. Con il glucometro oggi è possibile effettuare tutte le misurazioni necessarie, da soli, direttamente a casa, in modo facile e secondo la frequenza consigliata. Consentono di misurare la glicemia su sangue capillare ottenuto dalla puntura del polpastrello di un dito.
Per ottenere risultati affidabili dalla misurazione della glicemia, è importante seguire alcune semplici regole. Prima di effettuare il test, assicurati di lavare bene le mani con acqua e sapone per rimuovere eventuali residui di zucchero o altre sostanze che potrebbero falsare il risultato. Quando effettui il test glicemico, utilizza sempre una lancetta nuova per ogni misurazione per evitare infezioni e per garantire un prelievo corretto. Preleva una goccia di sangue sufficiente per coprire interamente la striscia reattiva del glucometro e attendi il risultato secondo i tempi indicati dal dispositivo.
- Cambiare regolarmente la lancetta.
- Le lancette devono essere sostituite dopo ogni puntura.
- Cambiare ogni volta il dito.
Una puntura effettuata troppo in profondità può aumentare il dolore, al contrario, se la profondità è insufficiente, la goccia di sangue prodotta potrebbe risultare troppo scarsa e quindi sarebbe necessaria un’ulteriore puntura per permettere l’esecuzione del test glicemico.
Fattori che Influenzano la Glicemia
Diversi fattori possono influenzare la glicemia a digiuno. Assunzione di alcuni farmaci (es. corticosteroidi) e una condizione ricorrente è l’iperglicemia a digiuno (glicemia elevata al risveglio), anche in persone che hanno valori normali durante il giorno.
Effetto Alba (Dawn Phenomenon)
È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio.
Resistenza insulinica
Un valore di glicemia normale può nascondere un’insulinemia elevata, segno precoce di resistenza insulinica.
Come Mantenere la Glicemia Sotto Controllo
Ora sai quando si misura la glicemia. Ma per mantenere la glicemia sotto controllo, segui una dieta equilibrata ricca di fibre, pratica regolarmente attività fisica e monitora i livelli di glucosio con costanza. Oltre a condurre uno stile di vita sano e a praticare sport, anche un corretto regime alimentare ci aiuta a prevenire un eccessivo innalzamento della glicemia. Via libera invece a quegli alimenti a basso indice glicemico. È importante consumare con parsimonia anche quella frutta troppo zuccherina (ad esempio i cachi, i fichi, la frutta sciroppata).
Alimentazione
Le diete a basso indice glicemico (IG) portano beneficio nel controllo del glucosio plasmatico postprandiale. Queste strategie alimentari si basano sul consumo prevalente di alimenti ricchi di fibra (verdura, legumi e frutta non zuccherina), contrapposto alla moderazione dei cibi ricchi di carboidrati complessi (pasta al dente, riso, pane integrale, prodotti da forno e cereali in genere, patate, tuberi, castagne) e all'evitamento degli zuccheri semplici (saccarosio, pane bianco, miele, dolciumi, snack, bevande zuccherate ecc.). Nell'applicazione pratica dell'indice glicemico non va però dimenticato il concetto di carico glicemico, dato dal prodotto tra il contenuto in carboidrati della dieta e il suo IG medio.
Attività fisica
L’esercizio fisico aumenta la sensibilità all’insulina e favorisce la riduzione della glicemia. L'attività fisica regolare, una dieta equilibrata e la riduzione dello stress possono influenzare positivamente i livelli di glucosio nel sangue. Alimenti ricchi di fibre, come verdure e legumi, aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue, mentre i carboidrati complessi, come quelli contenuti nei cereali integrali, forniscono energia a lungo termine senza picchi glicemici.
Quando Preoccuparsi e Cosa Fare
Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito. La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico.
Se stai monitorando la glicemia per la prima volta e noti che i tuoi valori sono frequentemente alterati, potrebbe essere utile eseguire un esame della curva glicemica. Oltre alla misurazione della glicemia a casa, puoi eseguire un test di curva glicemica o l'emoglobina glicata presso il nostro laboratorio. Questi esami forniscono un quadro più preciso del controllo del glucosio nel tempo.
Vari agenti farmacologici riducono in modo preferenziale il glucosio plasmatico postprandiale. A questa categoria appartengono gli inibitori dell'α-glucosidasi (acarbosio), le glinidi (secretagoghi dell'insulina ad azione rapida) e naturalmente l'insulina (analoghi dell'insulina ad azione rapida, insuline bifasiche [premiscelate], insulina per inalazione, insulina umana regolare). Inoltre, nuove classi terapeutiche per il trattamento del glucosio plasmatico postprandiale in pazienti diabetici - tra le quali ricordiamo gli analoghi dell'amilina, i derivati del glucagon-like peptide-1 [GLP-1] e gli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 [DPP-4] - hannomostrato di portare benefici significativi nel ridurre le escursioni glicemiche dopo i pasti.
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