La chirurgia mini-invasiva e la laparoscopia in genere provocano conseguenze minori rispetto alla chirurgia tradizionale. Nonostante ciò, ci sono alcuni disturbi postoperatori che il paziente deve conoscere.
Disturbi postoperatori comuni dopo laparoscopia
Nelle prime 24-48 ore il paziente può provare dolore, non tanto a livello delle piccole ferite chirurgiche, quanto a livello della base del collo e della spalla, per lo più a destra. Questo dolore è dovuto al fatto che il gas usato per effettuare l’intervento in laparoscopia, è lievemente irritante, soprattutto sul nervo frenico, che si trova sotto al diaframma e che decorrendo alla base del collo irradia proprio lì il dolore, questo sintomo scompare da solo entro le 48 ore dall’intervento.
Analogamente potreste avvertire dolore a livello della parete addominale e toracica, provocati, questa volta dalla distensione addominale che, sempre lo stesso gas, provoca, tale sintomo si può mitigare lavorando in addome con un basso livello di pressione della Co2.
Altro piccolo disturbo è dato dal gonfiore addominale. Più o meno evidente, a seconda dei soggetti, è dovuto a più fattori. Da un lato lo stretching dei muscoli addominali che sono stati descritti prima, dall’altro al cocktail di farmaci usati per l’anestesia. Una parte di questa distensione addominale scompare non appena l’intestino si canalizza ai gas, cosa che in chirurgia laparoscopica si verifica il primo o secondo giorno postoperatorio.
Altro disturbo è quello delle alterazioni digestive, peraltro comune a tutta la chirurgia addominale; in laparoscopia sono molto meno frequenti ed importanti.
Alla scarsa assunzione di liquidi è legata la stipsi che alcune pazienti lamentano dopo un intervento di chirurgia laparoscopica. Nessuna paura. Dopo qualche giorno l’intestino tenderà a riprendere le sue abitudini, buone o cattive che siano; in caso contrario si può intervenire con degli integratori alimentari o con dei farmaci per stimolare l’evacuazione.
Concludendo è bene sottolineare come i tempi ed i modi di ripresa dell’organismo dopo un intervento di chirurgia laparoscopica sono molto rapidi e dipendono da fattori fisici ed emotivi del singolo paziente.
Il laparocele: una possibile complicanza
Il laparocele è una complicanza che può comparire dopo un intervento chirurgico all’addome, quando una parte del contenuto addominale (come intestino o tessuto adiposo) protrude attraverso un punto debole nella parete muscolare, solitamente in corrispondenza di una cicatrice chirurgica. Spesso sottovalutato, soprattutto nelle fasi iniziali, il laparocele può evolversi gradualmente fino a causare fastidio, dolore, difficoltà nei movimenti o, in alcuni casi, complicazioni più serie.
Come anticipato, il laparocele - chiamato anche ernia incisionale - è una condizione post-operatoria che si manifesta nella sede di una precedente incisione chirurgica. Quando la parete addominale, in seguito a un intervento, non si chiude correttamente, si crea un punto di debolezza da cui possono fuoriuscire tessuti o anse intestinali.
A seconda del quadro clinico, è possibile intervenire con tecniche mininvasive come la laparoscopia o la chirurgia robotica, che garantiscono tempi di recupero più brevi, minore dolore post-operatorio e migliori risultati estetici.
Quando è necessario intervenire chirurgicamente?
Non sempre è necessario agire nell’immediato, ma la chirurgia è generalmente indicata quando si presentano una o più di queste condizioni:
- Sintomi evidenti, come dolore, fastidio o difficoltà funzionali nei movimenti quotidiani.
- Aumento progressivo del volume della tumefazione.
- Rischio aumentato di complicanze, come incarceramento o strangolamento delle anse.
- Aspetti funzionali o estetici rilevanti, soprattutto nei pazienti più giovani o attivi.
L’intervento chirurgico ha l’obiettivo di riparare il difetto della parete addominale, spesso con l’impiego di una rete protesica per rinforzare la zona interessata.
Aumento di peso dopo laparoscopia: fattori e gestione
A seguito di un intervento pelvico in laparoscopia alcune persone possono cominciare a soffrire di neuropatia pelvica che porta ad un periodo molto sedentario (divano/letto) e a mangiare di più per tirarsi su di morale. Ciò può portare ad un aumento di peso.
La situazione che si descrive è complessa ma affrontabile con le giuste strategie. Prima di tutto, è importante riconoscere che i farmaci come il Laroxyl (amitriptilina) e il Lyrica (pregabalin) possono avere effetti collaterali che influenzano il peso corporeo. Tuttavia, non è detto che non si possa perdere peso anche mentre li si assume.
La chiave per perdere peso è creare un deficit calorico, cioè consumare meno calorie di quelle che bruci. È importante farlo in modo sano, evitando diete troppo restrittive che potrebbero danneggiare il metabolismo e la salute generale.
Consigli utili
- Quando un intervento in laparoscopia può essere programmato con debito anticipo è bene che venga preceduto da un calo di peso ed un aumento della quota proteica della dieta, riducendo l’assunzione di carboidrati ed aumentate le fibre.
- L’esercizio fisico è molto utile nella ripresa del metabolismo e della sensazione di “star bene”. Sì consiglia, solitamente, almeno due passeggiate al giorno, la cui durata viene progressivamente aumentata di giorno in giorno.
- Altro consiglio, molto ovvio in realtà, è quello di consumare molti liquidi. Non importa se sia acqua del rubinetto o orzo o tisane, l’importante è bere. Sia per eliminare per via renale i farmaci eventualmente assunti, sia per reidratare l’organismo.
L'importanza del supporto professionale
È sicuramente meglio rivolgersi a qualcuno che possa in maniera obiettiva stabilire il reale fabbisogno, in base al proprio obiettivo. Se si riesce ad eseguire alcune sessioni di attività fisica sicuramente la perdita di peso sarà consequenziale, con la dieta.
Quindi, si può perdere peso, l'importante è adottare un approccio olistico che includa una dieta bilanciata, un'attività fisica adeguata e il supporto di professionisti qualificati.
Tecniche innovative: La laparoscopia gas-less per pazienti obese
Con la tecnica gas-less anche le donne obese e fortemente obese possono essere sottoposte a intervento in laparoscopia, con una riduzione significativa dei rischi associati. La tecnica gas-less può salvare la vita quando a ricevere la diagnosi di un tumore ginecologico è una donna obesa.
“Vengono introdotti ai lati dell’addome, nel sottocute, degli aghi particolari che permettono di sollevare l’adipe senza traumatizzare i tessuti” - spiega Antonino Ditto, oncologo. “Si ottiene così lo spazio di manovra chirurgica senza la necessità di anidride carbonica, oppure introducendone una minima quantità non pericolosa per la paziente".
La laparoscopia prevede l’insufflazione nella cavità addominale di anidride carbonica, che permette una visione in dettaglio dell’area. La presenza di gas nell’addome, però, può provocare reazioni fisiologiche come un aumento della frequenza cardiaca e del ritorno venoso, che sono normalmente ben compensate in un organismo sano, ma potenzialmente pericolose in pazienti con patologie concomitanti, come accade di frequente in chi è obeso.
