Possibilità di Rimanere Incinta Dopo Isteroscopia: Tutto Quello Che Devi Sapere

L’isteroscopia è una procedura endoscopica che permette di osservare l’interno dell’utero. Viene eseguita in regime ambulatoriale o Day surgery mediante l’introduzione in vagina di un sottile strumento, l’isteroscopio, senza l’impiego dello speculum, il divaricatore vaginale o altri strumenti traumatici quali pinze. L’isteroscopio è dotato di una piccola telecamera e di una luce all’estremità, che raggiunge l’utero dopo che le sue pareti sono state distese con del gas (anidride carbonica) o, più comunemente, con del liquido, solitamente soluzione fisiologica.

Indicazioni e Benefici dell'Isteroscopia

Secondo le più recenti linee guida della European Society for Gynaecological Endoscopy (ESGE), l’isteroscopia è considerata l’esame di riferimento per la valutazione della cavità uterina. Il sintomo più comune per cui viene eseguita l’isteroscopia è il sanguinamento uterino anomalo nelle donne in età fertile e soprattutto in menopausa. Solitamente è indicata anche per accertare la presenza di ispessimenti endometriali, polipi, miomi, aderenze intrauterine, anomalie congenite (come i setti), malformazioni uterine, tumori come quello dell’utero e dell’endometrio, e, inoltre, in caso di sospetta infertilità.

Infatti, permette di correggere le patologie uterine evidenziabili dall’ecografia transvaginale come i polipi endometriali e cervicali, l’iperplasia endometriale o l’ispessimento endometriale e i fibromi sottomucosi. Inoltre, l’isteroscopia permette la correzione di lievi malformazioni uterine, evitando così il ricorso a interventi chirurgici più invasivi. In alcune patologie uterine, come per le malformazioni uterine, l’ecografia transvaginale in 3D è lo strumento “gold standard” per la diagnosi e ha permesso un linguaggio universale per definirle ed eventualmente promuovere le sue correzioni, se possibili, tramite isteroscopia operativa.

Patologie Diagnosticabili con Isteroscopia

  • Patologie congenite (malformazioni uterine come utero setto, arcuato, unicorne, bicorne, a imbuto, a t)
  • Patologie acquisite (polipi, miomi, sinechie e sindrome di Asherman, istmocele, endometrite, iperplasia endometriale a basso e alto rischio, cancro dell’endometrio)

Polipi Endometriali

I polipi endometriali sono patologie benigne uterine caratterizzate dalla crescita delle ghiandole endometriali. Sono molto frequenti nella popolazione femminile con prevalenza tra 7,8 a 34,9% delle pazienti con un aumento dopo la menopausa. Nelle pazienti infertili arrivano a rappresentare il 32% delle patologie endocavitarie. Innumerevoli autori concordano sul fatto che la presenza dei polipi endometriali nella cavità uterina possono eventualmente interferire con la fertilità. Normalmente non portano sintomi ma possono anche portare a irregolarità mestruale, perdite al di fuori del flusso oppure aumento del flusso mestruale. I meccanismi attraverso i quali i polipi endometriali potrebbero interferire con la fertilità non sono ancora ben chiari. Alcuni suggeriscono un effetto meccanico, per la diminuzione del volume intracavitario.

Fibromi Uterini

I fibromi o miomi uterini sono patologie benigne dell’utero composti da muscolo liscio. Possono essere asintomatici, oppure manifestarsi con dolore o aumento delle perdite mestruali. In letteratura ci sono tanti lavori che suggeriscono l’impatto negativo di queste patologie nelle pazienti infertili. Nel 2009 Pritts et al. hanno dimostrato che la presenza dei fibromi intracavitari comportano la diminuzione del tasso di gravidanza, impianto e nascita, inoltre aumentano il tasso di aborti. Nel 2010 Sunkara et al. hanno condotto una revisione bibliografica nella quale hanno valutato 6.087 cicli di FIV e hanno dimostrato che la presenza di fibromi che non alterano l’anatomia della cavità uterina possono comunque causare una diminuzione del tasso di gravidanza, impianto e nascita, penalizzando i risultati della FIV nelle pazienti che li hanno rispetto a quelle che ne sono prive.

Isteroscopia e Fertilità

È scientificamente dimostrato il beneficio dell’ isteroscopia nell’incrementare la possibilità di avere una gravidanza nel successivo ciclo, sia nel caso di isteroscopie patologiche che normali. Diversi possibili meccanismi sono stati proposti per spiegare questo effetto benefico dell’isteroscopia. Molti studi concordano col fatto che rimuovere con una isteroscopia operativa queste patologie migliora significativamente le probabilità di avere una gravidanza e di portarla a termine.

In linea teorica è senza dubbio possibile dare inizio a una gravidanza nei primi mesi successivi all'asportazione di un polipo tramite isteroscopia. Se dopo l'isteroscopia il ciclo mestruale si è regolarizzato, si può tranquillamente sperare che inizi una gravidanza che si sta cercando. Occorre però avere un po' di pazienza.

Come Viene Eseguita l'Isteroscopia?

L’isteroscopia può essere preceduta dalla somministrazione di un farmaco anti-dolorifico, anestesia locale o anestesia in sedazione. Può essere eseguita sia in ambulatorio sia in sala operatoria, a seconda dell’indicazione, della propensione delle pazienti e del tipo di procedura che deve essere eseguita.

L’isteroscopia è condotta con la paziente in posizione litotomica, la classica posizione ginecologica. Nelle pazienti in età fertile viene programmata in modo tale da evitare il periodo mestruale, idealmente nei primi 7 giorni dopo la mestruazione. Infatti, l’esecuzione della procedura in questo periodo del ciclo mestruale consente ai ginecologi una visione migliore e più dettagliata dell’utero. Indipendentemente dall’approccio, l’isteroscopio viene delicatamente introdotto nell’ostio uterino esterno e, grazie alla distensione garantita dal mezzo fluido o dal gas, si procede lungo il canale cervicale fino alla cavità uterina.

Tipi di Isteroscopi

  • Flessibili: Danno meno dolore alle pazienti.
  • Rigidi: Forniscono immagini qualitativamente superiori e sono indispensabili in caso di procedure chirurgiche.

Cosa Aspettarsi Dopo l'Esame

Al termine dell'isteroscopia la paziente può essere dimessa dopo un breve periodo di osservazione precauzionale, che può durare alcune ore nel caso sia stata eseguita un’isteroscopia operativa in day hospital. In particolare, il recupero da un’isteroscopia diagnostica è alquanto rapido e la paziente può tornare alle proprie attività lavorative 24 ore dopo la procedura. Se è stato eseguito l’esame in regime di ricovero ospedaliero, la degenza dura solitamente 1-2 giorni.

Dopo l’esame diagnostico si possono riprendere subito le normali attività. L’isteroscopia operativa può prevedere una breve convalescenza domiciliare senza dover seguire particolari accorgimenti.

Rischi e Precauzioni

L'isteroscopia è generalmente una procedura sicura con un rischio di complicanze minore dell’1%. La perforazione dell’utero e l’insorgenza d’infezioni sono eventi estremamente rari nella pratica diagnostica e assai poco frequenti anche in quella operativa. Raramente può verificarsi anche una reazione vagale che, per via della stimolazione del collo dell’utero, determina l’insorgenza di sudorazione, un temporaneo rallentamento del battito cardiaco e un abbassamento della pressione arteriosa.

L'isteroscopia non comporta rischi a lungo termine. Nel raro caso in cui si verifichino infezioni o la perforazione dell’utero, normalmente il trattamento domiciliare con antibiotici è sufficiente a risolvere il problema senza necessità di ulteriori interventi.

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