La colposcopia è un esame degli organi genitali femminili che viene effettuato dal medico ginecologo per visualizzare in modo approfondito la vulva, la mucosa vaginale e la cervice (collo uterino), ovvero quella porzione dell’utero che sporge sul fondo vaginale. Il termine colposcopia deriva dall'unione di due parole greche, che sono: kolpos (κόλπος) e skopeo (σκοπέω). Pertanto, il significato letterale di colposcopia è “osservazione della vagina”.
A Cosa Serve la Colposcopia?
La colposcopia è raccomandata soprattutto in caso di test HPV risultati positivi e ad alto rischio e per approfondire eventuali anomalie delle cellule del collo dell’utero emerse in seguito al Pap test. Serve anche a indagare la causa di dolori pelvici o di sanguinamenti anomali dalla vagina, per esempio dopo i rapporti sessuali, e può essere indicata per il follow-up dopo trattamenti per lesioni di alto grado o in presenza di lesioni visibili della vulva o della vagina.
L'indicazione principale della colposcopia è approfondire i risultati anomali di un Pap-test, in un contesto di possibile tumore della cervice uterina. La colposcopia è un’indagine diagnostica che consente la visualizzazione accurata della cute della vulva e della mucosa della vagina e della cervice uterina. In particolare, questo test è in grado di rilevare la presenza di lesioni precancerose: si tratta di alterazioni benigne e superficiali della mucosa della cervice uterina, che a lungo termine possono però dare luogo a lesioni maligne.
A causare queste lesioni è nella maggior parte dei casi il papilloma virus umano (HPV). Da qualche anno, le giovani donne possono contare sulla disponibilità di un vaccino contro l'HPV, il quale rappresenta un ottimo strumento di prevenzione nei confronti del tumore della cervice uterina. Il tumore della cervice uterina può essere diagnosticato anche durante una colposcopia.
La colposcopia è un esame di secondo livello che si utilizza nelle donne per visualizzare il collo dell’Utero. Solitamente è un esame che viene svolto dopo aver ricevuto una risposta del Pap-Test che depone per qualche tipo di anomalia presente. Si esegue per approfondire i casi di pazienti con Pap-test dall'esito anomalo. Il Pap-test è previsto ogni 3 anni nelle donne di età compresa tra i 20-25 e i 64 anni.
Come Viene Eseguita la Colposcopia?
Durante l’esame la paziente deve assumere la posizione ginecologica (esattamente come per il Pap test) e la vagina viene dilatata con un apposito strumento, chiamato speculum. Lo speculum serve ad “aprire” la vagina e a rendere visibile, attraverso il colposcopio, le pareti interne della vagina stessa e della cervice uterina.
L’esame viene eseguito tramite uno strumento ottico, chiamato colposcopio, che non viene inserito all’interno della vagina, ma consente di esaminare la zona interessata come con un binocolo poiché permette di osservare la mucosa del collo dell’utero con un ingrandimento da 6 a 40 volte. I poteri d'ingrandimento maggiori servono a indagare nei dettagli i tessuti di cervice uterina, vagina e vulva, e a evidenziare eventuali lesioni pre-cancerose. Inoltre, il colposcopio permette di eseguire fotografie da utilizzare a scopo di documentazione clinica per la paziente.
Il medico può applicare alla cervice alcuni liquidi (acido acetico al 5% e soluzione iodio-iodurata) che permettono di differenziare le zone anormali da quelle normali. È bene quindi segnalare la presenza di allergie a queste sostanze. Durante la colposcopia, il ginecologo effettua la dilatazione del canale vaginale attraverso lo speculum e, se necessario, prosegue con l’applicazione di una soluzione che colora in modo differente l’epitelio normale e quello anormale. Questa procedura è necessaria per consentire al medico di prelevare le cellule della cervice in modo mirato.
Nel corso dell'esame possono talvolta essere eseguiti piccoli prelievi di tessuto (biopsie) o possono essere asportate direttamente le parti anomale (elettroescissione), da inviare poi ai laboratori per analisi specifiche. Qualora i sospetti relativi alla presenza di un cancro al collo dell'utero diventassero una certezza (cioè quando la diagnosi di tumore della cervice uterina è positiva), il passo successivo alla colposcopia consiste nella scelta del trattamento più idoneo.
La colposcopia è negativa quando il collo dell’utero ha un aspetto nella norma oppure si trova in uno stato di infiammazione e carenza ormonale. L'applicazione di acido acetico e di iodio non ha evidenziato alcuna area anomala.
Preparazione all'Esame
Per effettuare la colposcopia non occorre alcun tipo particolare di preparazione. L'esame non può essere effettuato durante il ciclo mestruale: è opportuno in questo caso rimandare. Inoltre, è opportuno evitare di sottoporsi all'esame in presenza di una forte infiammazione o di una distrofia della mucosa vaginale, condizioni tipiche della menopausa, quando l’esame, per le modifiche a cui va incontro l’utero, diventa meno utile. Possono invece sottoporsi al test le donne in gravidanza.
Il momento migliore è quindi 10-20 giorni dopo la comparsa delle mestruazioni; infatti la presenza del sangue può rendere particolarmente difficile la visualizzazione della mucosa. Se nel corso dell’esame è prevista l’asportazione di un contraccettivo intrauterino (IUD o spirale), è bene astenersi dai rapporti sessuali o usare il profilattico per almeno 5 giorni prima dell'indagine.
- È necessario non utilizzare lavande, creme vaginali, ovuli o tamponi nelle 24-48 ore che precedono l’esame.
- È inoltre consigliabile astenersi dai rapporti sessuali nello stesso lasso di tempo.
Le donne ancora mestruate devono concordare con il medico la data dell'esame in base al ciclo mestruale. Se la paziente assume regolarmente uno o più farmaci, deve riferire al medico ginecologo quali sono questi farmaci.
Cosa Comunicare al Medico Prima dell'Esame
- l'epoca del menarca (la prima mestruazione), i caratteri del ciclo mestruale, la data dell'ultima mestruazione.
- In presenza di amenorrea può essere utile che la paziente esegua prima dell'esame un test di gravidanza od un prelievo di sangue per escludere una gravidanza.
- Eventuali infezioni vaginali, cervicali o pelviche presenti o precedenti e la relativa eventuale effettuazione di terapie sistemiche (es. antibiotici o antimicotici) e/o topiche (es.
Durata della Colposcopia
La colposcopia, che di solito viene svolta in ambiente ospedaliero, dura da 15 a 30 minuti circa. L'esame dura circa 20-30 minuti.
Dolore e Disagio Durante l'Esame
L'esame in genere non è doloroso. La colposcopia non è dolorosa. È possibile avvertire un senso di formicolio o un lieve bruciore al momento dell'applicazione dell'acido acetico o delle soluzioni iodate, oppure si può percepire una piccola puntura se viene effettuata la biopsia. La colposcopia è un esame generalmente indolore, specie se non include la raccolta di un campione tissutale per una successiva biopsia cervicale; quest'ultima operazione, infatti, può procurare una sensazione dolorosa/fastidiosa, accompagnata da una sorta di pizzichio o lievi crampi al momento del campionamento.
È possibile che la paziente avverta una sensazione di fastidio all'introduzione dello speculum, specialmente nel caso in cui la vagina sia irritata, scarsamente lubrificata o stretta. Queste sensazioni spiacevoli possono comunque essere minimizzate, se non abolite del tutto, se la paziente si rilassa, respirando profondamente durante l'esecuzione dell'esame.
Cosa Aspettarsi Dopo l'Esame
Subito dopo l'esecuzione di una colposcopia, è possibile tornare a casa senza particolari problemi. Subito dopo l'esame è possibile tornare a casa o al lavoro. Una donna sottoposta a colposcopia può rientrare a casa e tornare alle sue normali attività quotidiane (es: guidare, lavorare ecc.) subito dopo la conclusione della procedura diagnostica. Non occorre farsi accompagnare anche perché di solito non vengono usati farmaci che controindicano la guida di veicoli.
In genere si raccomanda di attendere la fine delle perdite prima di avere rapporti sessuali o di usare tamponi e creme vaginali. È bene inoltre evitare i rapporti sessuali, bagni caldi ed assorbenti interni per almeno una settimana dopo la biopsia, al fine di consentire la guarigione del collo dell'utero.
Un utile accorgimento per rendere questo momento più confortevole possibile, è quello di utilizzare dopo il test un assorbente esterno o un salva slip. È possibile che all’esame seguano perdite vaginali scure che non devono preoccupare. È possibile che dopo la biopsia la paziente abbia delle piccole perdite di sangue ed una vaga sensazione di fastidio anche per una settimana. Può essere utile pertanto indossare un assorbente igienico od una garzina sterile per proteggere gli abiti.
È bene invece rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue importanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali. Quando, dopo una colposcopia, è doveroso contattare immediatamente il medico?
Rischi e Complicazioni
La colposcopia è un esame diagnostico sicuro per la maggior parte delle donne. Raramente, la colposcopia può causare un'infezione o un sanguinamento prolungato.
- Perdita di sangue da dove il ginecologo ha effettuato il prelievo del campione tissutale, e conseguenti episodi di sanguinamento vaginale.
- Persistente sensazione di fastidio o bruciore vaginale. In genere, si risolve nel giro di una settimana.
- Sviluppo di un'infezione. A permettere l'accesso nell'organismo degli agenti patogeni è la lesione lasciata dal prelievo del campione tissutale.
Risultati dell'Esame
Nella maggior parte dei casi, il medico che effettua l'esame può già esprimere un primo parere subito dopo aver effettuato il test. Al termine della colposcopia il medico è spesso in grado di comunicare subito il risultato dell’esame e prima di lasciare l’ambulatorio, consegnerà in forma scritta alla paziente il referto corredato da una documentazione iconografica, ovvero le immagini acquisite durante lo stesso esame.
Nel caso venga effettuata anche una biopsia, per riceverne l’esito sarà necessario attendere un certo numero di giorni, che può variare in base alla struttura in cui viene eseguito l’esame, al tipo di analisi eseguite sul campione prelevato e al grado di urgenza. Il ginecologo rilascerà alla paziente il referto iniziale della colposcopia immediatamente, cioè al termine dell'esame.
Qualora i risultati di una colposcopia con biopsia siano in disaccordo con quelli di un Pap-test recente (es. Pap-test positivo - colposcopia e biopsia normale - nuovamente Pap-test positivo), può essere necessario ripetere la biopsia o, talora, eseguire un tipo di biopsia un po' più esteso, eseguito in regime di day-hospital (ricovero in ospedale per non più di 12 ore) in anestesia locale, regionale o generale, come la LASER-conizzazione o la LEEP.
Una colposcopia con biopsia positiva per la presenza di cellule cancerose sono in genere sufficienti a fare diagnosi di cancro del collo dell'utero. La colposcopia può essere eseguita senza alcun rischio in corso di gravidanza. Al contrario, una biopsia cervicale dovrebbe essere effettuata in gravidanza solo nel caso in cui sussita un fondato sospetto che vi sia un cancro.
Se non sono eseguiti prelievi citologici e/o istologici, il referto della colposcopia è consegnato alla paziente alla fine dell’esame. Al contrario, il referto non è rilasciato alla fine dell’esame quando sono eseguiti prelievi perché devono essere attesi gli esiti citologici e/o istologici.
Curiosità: Come Gestire l'Ansia da Colposcopia?
Alla luce di ciò, per affrontare più serenamente la colposcopia, i ginecologi invitano le pazienti a chiedere informazioni, presso di loro o presso il medico di base, in merito ai vari passaggi dell'esame diagnostico in questione, senza timori. Inoltre, consigliano di chiedere delucidazioni ad amiche o conoscenti, che hanno già svolto la colposcopia in passato, in quanto sono ottimi testimoni.
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