La gastroscopia è una procedura endoscopica che consente di esaminare dall’interno la prima porzione del tubo digerente. Il nome corretto è esofago-gastro-duodenoscopia. Durante una gastroscopia è possibile fare una biopsia ovvero un prelievo di tessuto a fini diagnostici. Solitamente sono utilizzati degli spray anestetici orali o dei gargarismi per “intorpidire” la bocca e la gola.
È possibile, in alcuni casi (bassa percentuale), avere per un po' di tempo del dolore e gonfiore gastrico dopo endoscopia delle prime vie digestive, ma in genere si risolve senza grosse problematiche. La gastroscopia spesso può non essere sempre uguale anche se a distanza si esegue con lo stesso operatore e nella stessa sede.
Cause del Dolore Post-Gastroscopia
La causa del dolore non è ben nota, se legata alla distensione necessaria per vedere lo stomaco durante l'esame, o la presenza di una gastrite che si riacutizza ma è un evento che a volte capita e in genere transitorio.
- Distensione dello stomaco durante l'esame
- Riacutizzazione di una gastrite preesistente
Possibili Rimedi
Detto questo una soluzione può essere per 7 giorni aumentare il "gastroprotettore" e l'uso di simeticone e fermenti lattici.
- Aumentare l'assunzione di gastroprotettori per 7 giorni
- Utilizzare simeticone per ridurre il gonfiore
- Assumere fermenti lattici per riequilibrare la flora intestinale
Gastrite: Cosa Sapere
Mai termine medico è stato così spesso utilizzato, spesso malamente, sia dai pazienti che dai medici. L’equivoco nasce dalla falsa convinzione che lo stomaco sia situato centralmente sotto lo sterno. Lo stomaco dà dolore solo se interessato da una lesione profonda, come un’ulcera che, oltrepassando la mucosa, raggiunge le terminazioni nervose sensitive che risalgono al cervello. A conferma di ciò osserviamo che perfino la biopsia dello stomaco, cioè una pinza dentellata che strappa pezzetti di mucosa, non da dolore! Il dolore alla cosiddetta bocca dello stomaco può essere dovuto invece al colon irritabile o alla presenza di calcoli nella colecisti. Sono due situazioni patologiche distinte. La gastrite è dovuta ai motivi appena citati e dà sintomi diversi.
Tipologie di Gastrite
Come dicevo, la gastrite acuta è fortemente sintomatica. Si ha sempre una cattiva digestione (dispepsia), anche molto intensa. La diagnosi va ricercata nella storia clinica (precedenti assunzioni di farmaci gastrolesivi). La gastrite cronica è praticamente senza sintomi, o questi sono lievi. Vi è solo una dispepsia leggera. La forma cronica è dovuta quasi sempre all’infezione da Helicobacter pylori. Essa viene curata con una potente associazione di gastroprotettori ed antibiotici per non meno di 2 settimane. Ci sono precisi schemi di cura, proposti dalle linee guida internazionali, utilissimo ad ottenere un buon risultato.
Helicobacter Pylori
Tra i più comuni disturbi dell’apparato gastrointestinale e, in particolare, dello stomaco, figura l’infezione provocata dal batterio Helicobacter pylori. Questo batterio, infatti, può risiedere nello stomaco dove viene ospitato dalla mucosa gastrica e dove riesce a sopravvivere grazie alla produzione di un enzima specifico che riduce l’acidità gastrica. L’Helicobacter pylori può essere responsabile inoltre di gastrite atrofica e, in alcuni casi, comportare complicanze come ulcera duodenale, ulcera gastrica e linfoma MALT (acronimo dall’inglese mucosa associated lymphoid tissue). Se l’infezione da Helicobacter pylori non è silente ma si associa alla presenza di sintomi e/o allo sviluppo di complicanze come ulcere gastriche e duodenali, lesioni precancerose o linfoma di MALT, è necessario seguire una terapia per eliminare l’infezione. Questa, abitualmente, prevede l’utilizzo di antibiotici per circa 10-14 giorni associato a una terapia con protettore gastrico per 4-6 settimane.
Consigli Dietetici
I lunghi digiuni sono sempre da evitare. Frazionare i pasti è utile in quanto non sovraccarichiamo lo svuotamento gastrico.
Polipi Gastrici
I polipi sono rigonfiamenti dovuti allo sviluppo anomalo di tessuto connettivo a livello della mucosa. Nella maggior parte dei casi, i polipi gastrici non provocano alcuna manifestazione sintomatologica o segno della loro presenza.
Tipologie di Polipi
- Iperplastici: sono nella maggior parte dei casi una delle conseguenze di una gastrite che si è cronicizzata e che, solitamente, è dovuta ad un’infezione da Helicobacter pylori.
- Ghiandolari: generalmente si formano nel fondo dello stomaco (per questo vengono chiamati polipi ghiandolari del fondo), hanno dimensioni piccole e possono formarsene tanti.
- Amartomatosi: è una forma di polipo che, in realtà, è piuttosto raro si formi nello stomaco. Fanno parte di questa famiglia i polipi della sindrome di Peutz-Jeghers, quelli della sindrome di Cowden e i polipi giovanili, che hanno una prevalenza del 2% in bambini e adolescenti.
La rimozione dei polipi è una scelta sempre consigliabile e non dipende dalla loro tipologia. L’intervento con endoscopia è quasi sempre risolutivo, tranne quando il polipo ha subito un’evoluzione cancerosa.
Cosa Mangiare Dopo Polipectomia
Le 24 ore che seguono l’intervento di asportazione dei polipi sono le più delicate. Per questa ragione, viene somministrato un regime alimentare prettamente liquido e privo di cibi solidi. A tal proposito, sarebbe bene seguire un’alimentazione leggera, assumendo cibi morbidi.
Gastroscopia: Ulteriori Dettagli
La gastroscopia è solitamente eseguita in regime ambulatoriale, il che significa che il paziente può andare a casa lo stesso giorno dell’esame. Solitamente, il paziente dovrà astenersi dal mangiare e bere per almeno 6-8 ore prima della procedura. Inoltre, alcuni farmaci possono interferire con l’esame o aumentare il rischio di sanguinamento. Dopo il periodo di recupero, il paziente può tornare a casa accompagnato da un familiare o un amico. I risultati dell’esame saranno discussi con il paziente dal medico in un appuntamento di follow-up. La gastroscopia è generalmente ben tollerata e rappresenta uno strumento prezioso per la diagnosi e la valutazione delle patologie gastrointestinali.
Rischi e Controindicazioni
La gastroscopia è generalmente considerata una procedura sicura e ben tollerata, ma come qualsiasi procedura medica, può comportare alcuni rischi e controindicazioni:
- Perforazione: in casi rari, l’endoscopio può causare una perforazione nella parete dell’esofago, dello stomaco o dell’intestino tenue.
- Sanguinamento: durante la biopsia o altri trattamenti endoscopici, potrebbe verificarsi un sanguinamento, soprattutto se sono presenti ulcere o lesioni nella mucosa del tratto gastrointestinale.
- Problemi di coagulazione del sangue: pazienti con disturbi di coagulazione o che assumono farmaci anticoagulanti potrebbero essere a rischio di sanguinamento durante la procedura.
Il medico eseguirà una valutazione approfondita della storia medica del paziente e delle condizioni cliniche prima di programmare una gastroscopia.
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