Dolore al Polpaccio Dopo Artroscopia al Ginocchio: Cause, Diagnosi e Cura

Il dolore dietro al ginocchio è un sintomo che viene spesso descritto da molti pazienti e rappresenta una delle cause di zoppia più frequente. Il medico dovrà necessariamente valutare la situazione e indagare al meglio i sintomi e le cause di questo tipo di dolore per curare al meglio la condizione dolorosa. E' necessario capire quale è stato l’andamento complessivo, se esistono delle possibili cause traumatiche e se il sintomo doloroso può essere descritto in maniera descrittiva.

Possibili Cause del Dolore al Polpaccio Post-Artroscopia

Vi sono diversi dolori al polpaccio, a seconda del tipo di problema e della parte muscolare interessata. Ecco alcune delle possibili cause:

  • Contusione (botta): Si parla di contusione per indicare la comparsa di ecchimosi (livido) e da ematoma (versamento di sangue) dopo un trauma.
  • Contrattura del polpaccio: .
  • Stiramento: Lo stiramento muscolare avviene solitamente dopo uno sforzo eccessivo, improvviso cioè senza il previo riscaldamento muscolare e il più delle volte in seguiro a un movimento nuovo per la gamba.
  • Stiramento/strappo del soleo: Questo specifico stiramento colpisce con prevalenza gli atleti che praticano la maratona, cioè lunghi tratti di corsa. Soleo: un muscolo largo e appiattito che si trova sotto al gastrocnemio.
  • Strappo: Lo strappo muscolare si ha quando le fibre del muscolo sono lacerate.
  • Rottura del muscolo plantare: Talvolta si può avere la vera e propria rottura del muscolo plantare, che si avverte come un improvviso e doloroso strappo nella parte posteriore della gamba, subito seguito da gonfiore e dalla comparsa di un’ecchimosi. Plantare: un muscolo sottile che si trova in profondità dietro l'articolazione del ginocchio, anche se dal 5 al 10% delle persone ne è privo.
  • Crampi muscolari: Possono insorgere anche crampi muscolari.
  • Tendinite dell’achilleo: Quando l’achilleo si infiamma, cosa che solitamente accade a causa di eccessiva sollecitazione (ad esempio praticando attività sportiva), provoca un dolore bruciante nella parte posteriore della gamba, proprio sotto il ginocchio.
  • Tendinite del popliteo: Ebbene, quando questo tendine si infiamma, quello che però si avverte è un dolore localizzato sopra il polpaccio, tra il lato e la parte retrostante del ginocchio e che peggiora con il movimento, quando camminiamo o corriamo.
  • Compressione nervosa: Quando il polpaccio si gonfia o si ingrossa può “schiacciare” i nervi che solcano questa parte della gamba, provocando un acuto dolore, e altri sintomi tra cui intorpidimento, formicolio e anche parestesia (parziale perdita di sensibilità).
  • Trombosi venosa profonda: È la trombosi venosa profonda, che causa dolore crampiforme al polpaccio accompagnato da gonfiore, arrossamento, senso di calore.
  • Cisti di Baker: Detta anche cisti poplitea, altro non è che una sacchetta (o più sacchette raggruppate insieme) piene di liquido sieroso di origine sinoviale che si forma appena sotto il ginocchio, nella parte retrostante della gamba.

Altre Cause di Dolore al Ginocchio

Artrosi al Ginocchio

L’artrosi al ginocchio è la patologia per eccellenza che può causare il dolore nella regione posteriore, ed è causata da un consumo eccessivo della cartilagine articolare. Per essere chiari, basti pensare ad un problema di rivestimento della superficie del del ginocchio, quella che riveste la porzione di osso che si interfaccia con la superficie opposta.

Diagnosi

La diagnosi in questo caso è abbastanza semplice, e si baserà su un esame obiettivo che mostrerà un ginocchio gonfio, con una limitazione articolare, e la comparsa di cisti nella regione posteriore, ma tali dubbi, associati magari ad un età media oltre i 60 anni, dovranno essere confermati da un esame Radiografico, come una normale Lastra Rx, che metterà in evidenza segni di Artrosi al Ginocchio.

Cura

La cura di un artrosi, dipende molto dal grado di usura della cartilagine e dall’età del soggetto. Nella scelta chirurgica, vanno considerati parametri come età del paziente, e condizioni generali, tenendo bene a mente che mediamente una protesi ha una durata di circa 15-20 anni, oltre i quali sarà necessario riprotesizzare nuovamente l’articolazione.

Tendinopatia dei Muscoli Ischio Crurali

Parliamo della condizione forse più frequente legata ad un sovraccarico dei muscoli posteriori della coscia che sono rispettivamente: Bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso. Tali muscoli hanno la funzione di flettere il ginocchio e prendono inserzione prossimale a livello del bacino, per inserirsi distalmente sulla tibia o sul femore.

Diagnosi

Si eseguono dei semplici test muscolari. Il primo Test prevede una flessione normale e si valuta la comparsa del dolore, e in che momento compare. Subito dopo si chiede di flettere il ginocchio tenendo il piede ruotato verso l’interno della coscia o l’esterno della coscia.

Cura

Una volta certi che il dolore dietro al ginocchio è legato ad una tendinopatia dei muscoli ischio crurali, sarà possibile iniziare il trattamento fisioterapico ed osteopatico, che avrà come scopo quello di ridurre la tensione sulle inserzioni distali, recuperare una lunghezza muscolare corretta, e sopratutto rieducare la muscolatura con una serie di esercizi idonei a carico progressivo.

Cisti di Baker

La cisti di Baker è una patologia molto frequente, che è causata da uno “Sfiancamento” della parete posteriore della capsula articolare, meglio indicata come borsa poplitea. Si genera così una formazione nodulare, che può avere diversa entità e grandezza.

Diagnosi

Quando ci troviamo di fronte a cisti di baker importanti, si noterà anche ad occhio nudo in piedi la presenza di questa neoformazione, che al tatto, non è dura.

Cura

La cura per una Cisti di Baker, può essere differente in base alla grandezza della cisti. Quando è presente ma non da sintomi, è bene lasciarla li come sta, in quanto, potrebbe peggiorare. Nel caso in cui si avverte il fastidio, generalmente in flessione e quindi compressione del ginocchio, è bene valutare e trattare le possibili concause come lo squilibrio muscolare, l’artrosi, ponendo attenzione al fatto che tramite alcun trattamento fisioterapico sarà possibile ridurre il volume della cisti, in maniera significativa e duratura. Infatti tramite Tecarterapia, o CMF sarà possibile facilitare uno spostamento dei liquidi, ma rimanendo la nuova “Camera”, gradualmente tornerà come prima.

Tendinopatia del Muscolo Gastrocnemio

Il muscolo Gastrocnemio, è uno dei muscoli che compongono i muscoli del polpaccio. Infatti i muscoli della gamba sono il Soleo, e il muscolo Gastrocenmio che è suddiviso in due fasci, il fascio interno e il fascio esterno. Caratteristica di questo muscolo è la Biarticolarità, ovvero, le inserzioni prossimali e distali che sono a cavallo di due articolazioni (rispettivamente ginocchio e caviglia). Proprio l’inserzione prossimale è a livello dei condili femorali, e sono loro interessate nel dolore dietro il ginocchio.

Diagnosi

La diagnosi della Tendinopatia del muscolo Gastrocnemio è generalmente clinica, ovvero si esegue un normalissimo Test Muscolare sia supini, che in piedi sotto carico. Se esiste un dubbio diagnostico, legato magari ad una lesione muscolare, o per fare diagnosi differenziale, magari con altre patologie, sarà possibile associare una Ecografia.

Cura

La cura di una una tendinopatia inserzionale del muscolo gastrocnemio, è suddivisa in due momenti terapeutici differenti. La prima cosa da capire è quella legata alla causa della tendinopatia. Se parliamo di una contrattura muscolare, sarà possibile lavorare con terapia manuale, massaggio, per allentare la tensione e dissipare i Trigger point. Successivamente sarà necessario allungare il muscolo, per guadagnare lunghezza, ed elasticità.

Lesione del Muscolo Plantare

Conosciuto anche come Gamba del tennista, è un infortunio fortunatamente non molto frequente che è legato ad una lacerazione o strappo muscolare del muscolo plantare.

Diagnosi

La diagnosi anche in questo caso è di tipo clinico, palpatorio e mediante set muscolare, che purtroppo non è possibile essere molto specifica per isolare completamente il muscolo e saggiarne le performance o il dolore, in quanto partecipa assieme al muscolo del tricipite surale alla Flessione Plantare.

Trombosi Venosa Profonda

È una evenienza che colpisce sopratutto persone più anziane rispetto a persone giovani, anche se tecnicamente chiunque può essere colpito da una trombosi venosa profonda. Tale patologia è legata ad un trombo, che si localizza a livello dei vasi profondi della gamba determinando un blocco allo scorrimento del sangue.

Diagnosi

La diagnosi è legata sia alla clinica studiando il tipo di dolore, sia all’ispezione della gamba che sarà gonfia, rossa e calda. Va individuata velocemente la Trombosi, per evitare che il coagulo possa andare in circolo e scatenare problemi gravi come embolia polmonare o Ictus. L’esame clinico più preciso è Ecocolor Doppler, una specie di ecografia che studia i vasi e la circolazione sanguigna.

Cura

La cura, è legata ad un riposo COMPLETO, con arto sollevato per almeno 2 settimane. Si associa terapia anticoagulante con Eparina, e si dovrà eseguire un nuovo Ecocolor doppler per confermare lo sblocco della circolazione locale.

Lesione del Legamento Crociato Posteriore

La stabilità del ginocchio, in rotazione durante l’estensione è delegata al buon funzionamento del legamento crociato Posteriore. Tale legamento lavora assieme al legamento Crociato Anteriore, che viene messo in tensione durante il movimento di flessione e rotazione.

Diagnosi

Si esegue il Test Del Cassetto, in cui si pone il paziente supino con il ginocchio flesso, e si mobilizza il ginocchio nella stessa direzione del lettino. Tale test si usa anche per saggiare il legamento crociato anteriore.

Cura

In caso di lesione parziale o completa del legamento crociato posteriore si consiglia l’intervento chirurgico con la ricostruzione del legamento danneggiato in Artroscopia. Può non essere necessaria in caso di paziente anziano o non sportivo.

Problemi Linfatici

Diagnosi

Quando ci troviamo di fronte ad un problema linfatico sarà sempre presente un gonfiore alla gamba e alla caviglia. La prima diagnosi sarà quella clinica, andando a saggiare anche la consistenza dell’edema. Infatti ponendo un pollice sulla zona gonfia, si noterà un impronta.

Cura

Per curare un disturbo di stasi linfatica sarà importante come sempre individuare la causa, e solo successivamente iniziare un lavoro drenante. Ci viene di aiuto la Terapia manuale, che grazie al Linfodrenaggio riuscirà a drenare i linfonodi “Appesantiti”, e ridurre l’edema alla gamba. Chiaramente queste manovre hanno lo scopo di migliorare la circolazione linfatica, ma se non viene curata la causa primaria, tale condizione tenderà a ripresentarsi, e il linfodrenaggio sarà solo un palliativo.

Lesioni Meniscali

In ogni ginocchio abbiamo 2 menischi, ovvero 2 cuscinetti che hanno lo scopo di rendere concavo il piatto Tibiale, e accogliere i condili del femore. Il ginocchio esegue il movimento di flesso estensione e di piccole rotazioni. Chiaramente i menischi devono accompagnare il movimento dei condili, e quindi può capitare che ne rimangano intrappolati determinando lesioni al menisco di tipo Fissurativo, o Fratturativo.

Diagnosi

Prima di eseguire esami è bene farsi visitare da un Medico Ortopedico, che mediante alcuni test, sarà in grado di capire la causa del dolore dietro al ginocchio causato da un problema ai menischi.

Cura

In caso di lesione meniscale esisterà la via Cruenta, chirurgica tramite artroscopia per valutare e riparare quando possibile il danno al menisco, oppure asportare la porzione fratturata.

Consigli Generali per Alleviare il Dolore

  • Tieni a riposo: Il dolore è un campanello di allarme, che va rispettato.
  • Applica del ghiaccio: Parliamo di una terapia economica, e sostanzialmente molto efficace, che in certi casi fa la differenza.
  • Applica un tutore o una fasciatura compressiva: Migliorano il gonfiore ed eventualmente possono dare un senso di maggiore compattezza e protezione ad un ginocchio dolente.

Artroscopia del Ginocchio

L'artroscopia del ginocchio è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, eseguita in anestesia, attraverso la quale sono possibili la diagnosi e la cura di patologie e infortuni all'articolazione del ginocchio. Richiede l’utilizzo di un dispositivo specifico, l’artroscopio, che è sostanzialmente un sottile tubo metallico, di dimensioni simili a una cannuccia da bibita; contiene una fonte di luce e una telecamera.

Come Viene Eseguita

La sua esecuzione prevede la pratica di piccolissime incisioni cutanee a livello del ginocchio e l'impiego dell'artroscopio, uno strumento a forma di cannuccia e dotato di una telecamera e una fonte luminosa. Il chirurgo può riempire l’articolazione con un liquido sterile per espanderla e renderne più facile l’esame. Al termine, vengono rimossi l’artroscopio e tutta la strumentazione impiegata, insieme a eventuale liquido in eccesso.

Preparazione all'Intervento

Nel giorno della procedura, presentarsi a digiuno completo da almeno 8-10 ore.

Anestesia

L'artroscopia del ginocchio è una tecnica chirurgica ambulatoriale e può essere eseguita con diverse tipologie di anestesia:

  • Anestesia locale
  • Anestesia spinale
  • Anestesia generale

Sarà l’anestesista a valutare il tipo di anestetico più adatto al paziente, illustrandogliene le motivazioni. La pelle sopra l’articolazione viene disinfettata con una soluzione antibatterica e viene quindi incisa di qualche millimetro in modo da poter inserire l’artroscopio.

Recupero Post-Operatorio

Dopo un’artroscopia il paziente verrà tenuto in osservazione per riprendersi dall’anestesia generale, se eseguita. La maggior parte dei soggetti sottoposti ad artroscopia è in grado di lasciare l’ospedale il giorno stesso o la mattina successiva all’intervento. A seguito dell’anestesia generale è del tutto normale sentirsi stanchi e con la testa leggera, per questo viene consigliato di stare a casa con un parente o un amico nelle prime 24 ore dopo l’intervento.

A casa, se consigliati in tal senso, tenere l’articolazione in alto e applicare impacchi di ghiaccio in modo da ridurre il gonfiore. Le medicazioni andranno tenute il più asciutte possibile, sarà quindi necessario coprirle con un sacchetto di plastica per lavarsi. Le ferite inizieranno a rimarginarsi entro qualche giorno. Si dovrà probabilmente aspettare almeno una o due settimane prima di riprendere il lavoro, anche se la velocità di ripresa è estremamente soggettiva. Si potrà riprendere a guidare non appena passerà il dolore e sarà quindi possibile fare una frenata improvvisa.

Fisioterapia Post-Artroscopia

Dopo le procedure di artroscopia del ginocchio, la fisioterapia è fondamentale per il ripristino della normale mobilità articolare. Nella prima settimana dopo l’artroscopia del ginocchio, l’articolazione è ancora in una fase infiammatoria, fase in cui la fisioterapia prevede principalmente misure antidolorifiche e di guarigione delle ferite. Le applicazioni di crioterapia in studio o a casa possono garantire che il gonfiore diminuisca e l’infiammazione dell’articolazione si attenui.

Una volta terminata la fase infiammatoria, l’articolazione del ginocchio entra nella cosiddetta fase di proliferazione, che dura circa due settimane, in cui le ferite si chiudono lentamente e inizia la guarigione. La mobilità viene lentamente ripristinata e viene promossa la costruzione muscolare, ma ancora con esercizi effettuati in assenza di dolore.

Durante la fisioterapia il carico sull’articolazione del ginocchio aumenta sempre più, fino ad allenarsi arrivando addirittura alla soglia del dolore. Al termine della fisioterapia, il ginocchio dovrebbe essere di nuovo completamente elastico, in modo che siano nuovamente possibili squat e affondi. Il paziente continua a svolgere gli esercizi fisioterapici a casa, tra i quali particolarmente importanti sono gli esercizi di stretching regolari.

Complicazioni Possibili

Le possibili complicazioni dell'artroscopia del ginocchio sono suddivisibili in: complicanze generiche (sono le complicanze che possono scaturire da qualsiasi intervento chirurgico) e complicanze specifiche (sono le complicanze che possono derivare specificatamente dall'artroscopia al ginocchio). Problemi più gravi sono molto meno frequenti, meno di un caso ogni 100.

Quando Consultare uno Specialista

In ogni caso essendo trascorsa una settimana dall'intervento e mi sembra di capire non abbia ancora effettuato una visita di controllo è bene che al più presto contatti lo Specialista che la controlli per valutare il corretto decorso postoperatorio.

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