Le analisi del sangue sono esami fondamentali sia per normali controlli periodici, sia per approfondimenti diagnostici. Gli esami del sangue, oppure analisi del sangue, sono esami di laboratorio che per mezzo di un prelievo di sangue venoso permettono di conoscere i principali componenti ematici. Le analisi sono richieste dai medici curanti o dai medici specialisti. Il sangue infatti permette di ottenere informazioni di rilievo sulla salute del soggetto e sulle condizioni del suo organismo.
Come Si Esegue un Prelievo di Sangue?
Il prelievo di sangue o prelievo venoso è una terapia medica e come tale va effettuata solo da personale sanitario specializzato (medici, biologi e infermieri). Il prelievo ematico viene svolto introducendo in vena un ago, di solito nell’avambraccio. In caso di impossibilità si scelgono altre zone periferiche del corpo le quali presentino vasi sanguigni più visibili, quali il dorso della mano e il polso. Viene prelevata una piccola quantità di sangue da una vena del braccio. Si disinfetta il punto dove viene inserito l’ago, si applica un laccio emostatico all’inizio del braccio e l’ago viene infilato. Inizia quindi il trasferimento del sangue in una o più provette. Terminato il prelievo, al paziente è richiesto di tenere sul buchino lasciato dall’ago un piccolo batuffolo di cotone, e dopo qualche minuto la ferita si rimargina.
Aghi Butterfly: Perché Si Usano?
Gli aghi butterfly sono spesso utilizzati per bambini, pazienti in chemioterapia o terapia anticoagulante e pazienti con difficoltà per l’individuazione dell’accesso venoso. Gli aghi butterfly hanno lunghezza inferiore e diametro uguale o minore all’ago normale. Essi non sono utilizzati per procurare meno dolore nel prelievo, come spesso si ritiene, ma solo per la loro maggiore maneggevolezza.
Precauzioni Prima del Prelievo Ematico
È importante seguire alcune accortezze prima di sottoporsi a un prelievo di sangue:
- Osservare un digiuno di almeno 8/12 ore prima del prelievo, evitando anche bevande (fatta eccezione per l’acqua naturale).
- Evitare di fumare al mattino prima del prelievo.
- Non assumere alcool nelle 12 ore che precedono il prelievo.
- Non assumere farmaci nelle 12 ore precedenti il prelievo, ad eccezione di prescrizione obbligatoria del medico o assoluta necessità. Segnalare comunque il tipo di farmaco assunto al prelevatore.
- Nei giorni antecedenti il prelievo, non modificare le proprie abitudini alimentari ed evitare l’eccessivo digiuno (oltre 24 ore).
- Evitare sforzi fisici intensi nelle 24 ore precedenti il prelievo.
Nei seguenti casi si raccomanda l’assunzione di 2/3 bicchieri d’acqua di primo mattino e nell’ora che precede il prelievo di sangue:
- Pazienti in chemioterapia.
- Pazienti in terapia anticoagulante (TAO).
- Pazienti con vene difficili.
Cosa Fare Dopo un Prelievo di Sangue
Non ci sono indicazioni particolari su cosa fare dopo un prelievo di sangue, trattandosi di una procedura molto comune che non comporta particolari problemi. Il paziente può accusare dolore al braccio dopo il prelievo ematico (nella maggior parte dei casi di lieve entità) e vedere comparire un ematoma. Si tratta di una reazione assolutamente fisiologica, che tende a scomparire in pochi giorni.
Esistono alcuni accorgimenti da mettere in pratica subito dopo un prelievo di sangue:
- Tenere il braccio disteso, la mano aperta e premere il cotone sul punto di prelievo, senza strofinare, per almeno 5 minuti.
- Se il paziente assume farmaci anticoagulanti, se è in chemioterapia o in stato di gravidanza e in stati fisiologici o patologici in cui la coagulazione risulti rallentata, l’accortezza dovrà essere maggiore e sarà necessario dunque che la pressione sul cerotto venga esercitata per 8/10 minuti.
- Evitare di portare pesi e compiere sforzi con il braccio sul quale è stato effettuato il prelievo nei primi minuti successivi allo stesso.
- Consigliamo a persone emotive, bambini e donne in gravidanza di fermarsi in sala d’attesa per alcuni minuti dopo il prelievo e di avvisare il personale di laboratorio in caso di qualsiasi disturbo.
Lividi o Edemi: Eventi Possibili nel Prelievo di Sangue
L’ematoma dopo il prelievo ematico è una delle complicanze più comuni e temute da chi si sottopone agli esami del sangue. Sebbene nella maggior parte dei casi si tratti solo di un livido dopo prelievo ematico lieve e passeggero, a volte può trasformarsi in un vero e proprio ematoma da prelievo ematico, doloroso, gonfio e persistente. Lividi o edemi: eventi possibili nel prelievo di sangue. Il prelievo ematico è comunque un evento traumatico per il vaso sanguigno ed è probabile la comparsa di fenomeni post traumatici quali ecchimosi (livido) o edemi (lieve gonfiore). Non allarmarsi dunque per queste evenienze poco gradevoli ma dalla prognosi benigna e applicare una pomata specifica come Arnica, Reparil, Hirudoid, Lasonil.
La possibilità che alla puntura di una vena possa far seguito uno stravaso e quindi un ematoma è evenienza piuttosto frequente, soprattutto quando le condizioni anatomiche rendano indaginoso l'accesso venoso. Questa condizione tende generalmente a risolversi spontaneamente o mediante applicazione locale di antinfiammatori, potendo talvolta richiedere tempi anche relativamente prolungati.
Altre volte, le cause di un ematoma dopo il prelievo ematico non sono legate all’errore dell’infermiere o del medico, che possono aver eseguito la procedura in modo corretto, ma al fatto che il paziente si è distratto e non ha premuto adeguatamente il tampone per il tempo necessario. In genere, la quasi totalità degli ematomi o delle ecchimosi si stabilizza rapidamente e, oltre a un lieve danno estetico temporaneo, non comporta particolari problemi.
Il livido dopo prelievo ematico tende a cambiare colore nel tempo: da un blu-viola scuro, vira verso il verde, per poi assumere sfumature marroni e infine giallo chiaro, prima di scomparire completamente. Questa progressione cromatica è un buon segnale, indicativo del riassorbimento del sangue nei tessuti.
Un’ecchimosi può risolversi entro una settimana, mentre un ematoma da prelievo ematico più esteso può richiedere anche due o tre settimane, a seconda delle condizioni del paziente. L’aspetto fondamentale è monitorare che l’ematoma dopo il prelievo ematico non aumenti di dimensioni, non provochi dolore intenso o arrossamenti marcati, e prosegua nella sua evoluzione cromatica.
Diversa è la situazione in cui, nel sito del prelievo, si sviluppa un ematoma che nel giro di poco tempo solleva visibilmente la cute, peggiora con il passare delle ore, è gonfio, dolente e caldo al tatto. In questo caso è consigliabile contattare tempestivamente il medico o l’infermiere del centro prelievi per una valutazione. Se gli operatori non sono reperibili (per orari chiusi o giorni festivi), è opportuno rivolgersi alla continuità assistenziale. Il medico potrà suggerire come trattare l’ematoma da prelievo ematico con una terapia topica o decidere se siano necessari ulteriori accertamenti. Nei casi peggiori, in assenza di assistenza, e se la situazione peggiora, è consigliabile recarsi al pronto soccorso.
Nella maggior parte dei casi, comunque, l’applicazione di creme a uso topico (sotto consiglio del farmacista di fiducia) è sufficiente a velocizzare il riassorbimento.
Tabella: Complicanze Comuni Dopo Donazione di Sangue
| Complicanza | Frequenza Approssimativa | Maggiormente Colpiti | Note |
|---|---|---|---|
| Ecchimosi (livido) | 1% delle donazioni | Donne (1.3%) > Uomini (0.8%); Prima donazione (1.4%) > Donazioni successive (0.96%) | Temporanea discolorazione della cute causata da una piccola fuoriuscita di sangue. |
| Ematoma | Varia | Pazienti con vene difficili | Stravaso di sangue più consistente, può causare fastidio e dolore. |
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