Esami del sangue: cosa rivelano i valori e la disidratazione

Gli esami del sangue sono uno strumento indispensabile per valutare lo stato di salute di una persona. Essi forniscono informazioni preziose sulle condizioni fisiche e possono aiutare i medici a diagnosticare malattie, monitorare trattamenti e rilevare eventuali anomalie. Tra gli esami del sangue standard ci sono i valori dell’emocromo. Vediamo cosa significa se uno dei parametri è più alto o più basso di ciò che viene considerato ottimale.

È fondamentale sentire il parere di un medico e non interpretare da soli le informazioni!

Valori dell'emocromo e loro significato

Tra i valori più comuni analizzati durante un emocromo includono:

  • Emoglobina (Hb): rappresenta la concentrazione di emoglobina nel sangue, che indica la capacità del sangue di trasportare l’ossigeno. Valori bassi possono indicare anemia o altre condizioni patologiche. Questi sono i range presenti sulle analisi:
    • 14 - 18 g/dl uomini
    • 12 - 16 g/dl donne
    • 11 - 14 g/dl donne in gravidanza
  • Ematocrito (Hct): è la percentuale di volume del sangue occupato dalle cellule del sangue. Valori bassi possono indicare anemia, mentre valori alti possono suggerire disidratazione o altre condizioni. Range di riferimento: 37 - 47 %
  • Globuli bianchi (leucociti): questi includono diversi tipi di cellule coinvolte nella risposta immunitaria e quindi nella difesa del corpo umano. Valori alti possono indicare infezioni o processi infiammatori in corso, mentre valori bassi indicano stati di immunodeficienza. Range di riferimento: 4.0 - 10.0 milioni/mm3
  • Globuli rossi (eritrociti): si tratta delle cellule principali del sangue che trasportano l'ossigeno dai polmoni ai tessuti. Una riduzione del numero di globuli rossi può essere registrata in pazienti affetti da anemie ed emorragie, mentre un loro aumento è ricollegabile all’altitudine, ad una intensa attività fisica o a patologie come insufficienza respiratoria, policitemia e talassemia. Range di riferimento: 4.5 - 6.0 milioni/mm3 per gli uomini e 4.0 - 5.5 milioni/mm3 per le donne
  • Piastrine (trombociti): le cellule coinvolte nella coagulazione del sangue e nella rimarginazione delle ferite. Valori bassi possono aumentare il rischio di sanguinamento, mentre valori alti possono aumentare il rischio di coaguli ematici. Range di riferimento: 150.000 - 450.000 per mm3 di sangue. Un valore più basso di 150.000 si definisce piastrinopenia (o trombocitopenia), un valore più alto di 450.000 si definisce trombocitosi (o piastrinosi).
  • Volume corpuscolare medio (MCV): indica la dimensione media dei globuli rossi. Può aiutare a distinguere tra diversi tipi di anemia.
    • Microcitosi:dimensioni inferiori al normale
    • Normocitosi: dimensioni in linea con parametri
    • Macrocitosi: dimensioni superiori al normale
  • Concentrazione di emoglobina corpuscolare media (MCHC): misura la concentrazione media di emoglobina nei globuli rossi. Può fornire informazioni sulla tipologia di anemia. Range di riferimento: 26 - 32 picogrammi

La formula leucocitaria fornisce la percentuale dei diversi tipi di globuli bianchi presenti sangue, come neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili. Ogni tipo di globulo bianco ha un ruolo specifico nel sistema immunitario:

  • Neutrofili 40-78% 1,80-7,80 g/L: La classe più numerosa di globuli bianchi. Un aumento della loro percentuale è solitamente indice di infezione batterica in corso.
  • Basofili < 2% <0,20 g/L: Una loro alta concentrazione è nota come basofilia, e può essere sintomo di un’infiammazione cronica dei tessuti.
  • Eosinofili < 7% 0-0,50 g/L: Un loro aumento fa pensare ad una reazione allergica o una infestazione da parassiti. Questi globuli bianchi intervengono proprio in caso di allergia.
  • Linfociti 19 - 49,9% 1,10-4,80 g/L: Un aumento della loro percentuale è solitamente indice di malattie infettive acute, solitamente di origine virale.
  • Monociti 2 - 10,50% 0,20-1,00 g/L: In grado di trasformarsi in macrofagi, un aumento della loro concentrazione può essere sintomo di un’infiammazione acuta in corso.
  • Velocità di eritrosedimentazione (VES o VHS): indica la velocità alla quale i globuli rossi si depositano in un tubo di sangue. Può essere aumentata in presenza di processi infiammatori.
  • Proteina C-reattiva (CRP): un altro indicatore di infiammazione nel corpo. I livelli possono aumentare in risposta a infezioni o altre condizioni infiammatorie.
  • Glucosio o glicemia: misura il livello di zucchero nel sangue. È un indicatore importante per il monitoraggio del diabete e delle patologie da resistenza insulinica.
  • Lipidi nel sangue: questi valori includono il colesterolo totale, il colesterolo LDL (colesterolo "cattivo"), il colesterolo HDL (colesterolo "buono") e i trigliceridi. Possono fornire informazioni sul rischio cardiovascolare.
  • Elettroliti: come sodio, potassio e cloro. Mantenere bilanciati questi elettroliti è cruciale per le diverse funzioni del corpo umano.

I valori di riferimento possono variare in base al laboratorio e alla popolazione di riferimento. È sempre importante discutere i risultati delle analisi del sangue con un medico per ottenere una valutazione accurata e una corretta interpretazione.

Tabella riassuntiva dei valori di riferimento

Valore Intervallo di riferimento Unità di misura
Emoglobina (Hb) Uomini: 13.8 - 17.2 g/dL
Donne: 12.1 - 15.1 g/dL
g/dL
Ematocrito (Hct) Uomini: 38.8% - 50%
Donne: 34.9% - 44.5%
%
Globuli Bianchi (Leucociti) 4,500 - 11,000 /μL
Globuli Rossi (Eritrociti) Uomini: 4.5 - 5.5 x10^6 /μL
Donne: 4.0 - 5.0 x10^6 /μL
x10^6 /μL
Piastrine (Trombociti) 150,000 - 450,000 /μL
Volume Corpuscolare Medio (MCV) 80 - 100 fL
Concentrazione Emoglobina Corpuscolare Medio (MCHC) 32 - 36 g/dL
Velocità di Eritrosedimentazione (VES o VHS) Uomini: Fino a 15 mm/h
Donne: Fino a 20 mm/h
mm/h
Proteina C-Reattiva (CRP) Normale: Fino a 10 mg/L mg/L
Glucosio A digiuno: 70 - 100 mg/dL mg/dL
Colesterolo Totale Desiderabile: Fino a 200 mg/dL mg/dL
Colesterolo LDL (Colesterolo "cattivo") Ottimale: Fino a 100 mg/dL mg/dL
Colesterolo HDL (Colesterolo "buono") Uomini: Almeno 40 mg/dL
Donne: Almeno 50 mg/dL
mg/dL
Trigliceridi Desiderabile: Fino a 150 mg/dL mg/dL
Sodio 135 - 145 mEq/L
Potassio 3.5 - 5.0 mEq/L
Cloro 96 - 106 mEq/L

Il ruolo dell'ematocrito

L'ematocrito (abbreviato con Ht o HCT) è un indice espresso attraverso una percentuale o una frazione. L'ematocrito riflette sia il numero di globuli rossi, che il loro volume (volume corpuscolare medio o MCV). Inoltre, l'ematocrito è utile per valutare lo stato di idratazione. L'ematocrito viene prescritto come controllo generico per valutare lo stato di salute, in genere insieme al test dell'emoglobina o come parte dell'esame emocromocitometrico. Quest'indice può essere usato anche per valutare e monitorare a intervalli regolari quelle condizioni patologiche che comportano variazioni nei globuli rossi, come un'anemia o una policitemia.

L'ematocrito segnala l'esistenza di un problema con la produzione di globuli rossi e/o con la loro sopravvivenza, ma non indica la causa sottostante. Per questo motivo, gli aumenti o le diminuzioni dell'ematocrito devono essere interpretati insieme ad altri parametri, come il valore dell'emoglobina, la conta dei reticolociti e/o gli indici eritrocitari (MCV, MCH e RDW).

Un sangue troppo denso incontra maggiori difficoltà nel suo percorso. Per questo motivo un ematocrito troppo alto può peggiorare patologie cardiache preesistenti e vincere la resistenza dei vasi causando, per esempio, una pericolosissima emorragia cerebrale. Un elevato ematocrito favorisce anche la formazione di coaguli di sangue (trombi), che possono andare a occludere vasi importanti, con tutte le conseguenze negative del caso (infarto e ictus nei casi più gravi).

Sodio e squilibri: ipernatriemia e iponatriemia

Il sodio è uno dei minerali più abbondanti nel corpo umano, con circa 92 grammi presenti in un adulto. La maggior parte del sodio si trova nel sangue (40%) e nei liquidi extracellulari, mentre il restante è distribuito nel tessuto osseo (43%), nei connettivi e nel tessuto cartilagineo.

Ipernatriemia

L’ipernatriemia si verifica quando l’organismo contiene una quantità insufficiente di acqua rispetto al sodio, portando a un’elevata concentrazione di sodio nel sangue. Questo squilibrio è il risultato di una disidratazione, che può essere causata da diversi fattori, tra cui:

  • Scarsa assunzione di liquidi
  • Vomito
  • Diarrea
  • Uso di diuretici (farmaci che aumentano la produzione di urina)
  • Sudorazione eccessiva

Per prevenire l’ipernatriemia, è fondamentale mantenere un adeguato apporto di liquidi. Gli adulti sani dovrebbero consumare almeno 2 litri di liquidi al giorno, che possono includere acqua, altre bevande e alimenti ricchi di acqua come frutta e verdura.

I sintomi dell’ipernatriemia includono generalmente una forte sete, ma in casi più gravi si manifestano disturbi cerebrali come confusione, spasmi muscolari, convulsioni, coma e, in situazioni estreme, la morte. Il trattamento dell’ipernatriemia consiste principalmente nella reintegrazione dei liquidi. In casi più gravi, i liquidi vengono somministrati per via endovenosa in modo lento e controllato, per ridurre gradualmente i livelli di sodio e prevenire danni cerebrali permanenti.

Iponatriemia

L’iponatriemia si manifesta quando il corpo contiene una quantità insufficiente di sodio rispetto ai liquidi. Questo squilibrio può derivare da una perdita eccessiva di sodio, da patologie renali o da un’eccessiva assunzione di acqua. Condizioni come il vomito o la diarrea grave possono causare una perdita significativa di sodio.

I sintomi dell’iponatriemia riguardano principalmente il cervello, che è particolarmente sensibile alle variazioni dei livelli di sodio. I primi segnali includono letargia e confusione. Se i livelli di sodio diminuiscono rapidamente, i sintomi possono svilupparsi in modo rapido e grave, specialmente negli anziani. In situazioni più serie, possono comparire:

  • Spasmi muscolari
  • Convulsioni
  • Affaticamento
  • Mal di testa
  • Nausea e/o vomito

Il trattamento dell’iponatriemia dipende dalla gravità della condizione. Per casi lievi, può essere sufficiente limitare l’assunzione di liquidi a meno di un litro al giorno. Se la causa è un farmaco, come un diuretico, potrebbe essere necessario ridurre la dose o sospendere il farmaco. Nei casi più gravi, si può ricorrere alla somministrazione endovenosa di soluzioni saline, all’uso di diuretici per aumentare l’escrezione di liquidi, o a entrambi, con un approccio lento e controllato.

Disidratazione e analisi del sangue

Il nostro corpo perde molti liquidi ogni giorno: quando espelliamo i rifiuti (urina o feci), quando facciamo attività fisica (sudore), o anche solo tramite la respirazione. Per questo è importante bere spesso, perché ci permette di reidratare il nostro organismo. La disidratazione viene definita grave quando il 15% dei liquidi viene espulso dal corpo senza essere reintegrato.

La disidratazione può influenzare i valori degli esami del sangue, portando ad alterazioni come l'aumento dell'ematocrito e dei livelli di sodio (ipernatriemia).

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