Digiuno Prima della Risonanza Magnetica con Contrasto: Guida Completa

La risonanza magnetica (RM) è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza radiazioni elettromagnetiche totalmente innocue per l’organismo. Il segnale che si ottiene dalle radiazioni viene elaborato da un computer in grado di visualizzare sullo schermo la corrispondente immagine su vari piani del corpo umano. Tale immagine può essere poi elaborata e riversata su CD.

A cosa serve la risonanza magnetica?

La risonanza magnetica consente di visualizzare la colonna vertebrale, le articolazioni e gli organi interni del paziente. Viene utilizzata per diagnosticare una grande varietà di patologie, tra le quali:

  • Sospette alterazioni della colonna vertebrale.
  • Patologie dell’apparato muscolare e osteo-articolare.
  • Patologie del sistema nervoso centrale e periferico.
  • Patologie del sistema cardio-vascolare.
  • Patologie delle ghiandole mammarie.
  • Patologie del distretto uro-genitale.
  • Patologie dell’apparato gastro-intestinale.

Preparazione alla Risonanza Magnetica con Contrasto

Nel caso della risonanza magnetica con contrasto, invece, è necessario il digiuno. È necessario rispettare il digiuno da cibi solidi di 4 ore prima dell'esame. È consentito assumere piccole quantità di sostanze liquide zuccherate per mantenere un buon livello di energia fisica. Non assumere cibo o bevande nelle 4 ore che precedono l'esame.

Si raccomanda di svuotare la vescica appena prima di effettuare l'esame. Il giorno prima dell'esame è consigliata una dieta prevalentemente liquida. È consigliabile anche effettuare un clistere rettale prima di recarsi allo studio radiologico.

Nel caso delle risonanze dell’addome è altamente consigliata una pulizia intestinale affinché la qualità delle immagini sia alta.

Esami del Sangue Necessari

Considerata l'elevata probabilità di effettuare lo studio con mezzo di contrasto, è necessario munirsi di esame del sangue di Creatinina e clearence recente. Se lo studio RM è previsto con mezzo di contrasto e il paziente ha più di 65 anni, è necessario munirsi di esame del sangue di Creatinina e clearence di data recente (in caso di problemi renali è necessario effettuare queste analisi a qualsiasi età). Tutti coloro che devono sottoporsi alla risonanza con mezzo di contrasto devono eseguire un dosaggio della creatinina nel sangue prima dell’esame. Questo parametro è un indicatore dell’efficienza della funzione renale. Il gadolinio può avere azione nefrotossica nei pazienti con insufficienza renale.

Si ricorda di munirsi delle analisi del PSA e di tutta la documentazione radiologica e clinica eventualmente a disposizione.

Altre Raccomandazioni

  • L'esame RM non dovrebbe essere effettuato nelle 4-6 settimane dopo la biopsia prostatica.
  • SI consiglia (non obbligatorio) al paziente di evitare eiaculazioni nei 2-3 giorni prima dell'esame.

Come si svolge la risonanza?

Per essere sottoposto alla risonanza magnetica il paziente deve indossare un camice fornito dal personale e distendersi su un lettino scorrevole che viene posizionato all’interno di un cilindro cavo, aperto a entrambe le estremità, costituito da un potente magnete dentro cui vengono irradiati fasci di onde radio. Durante tutta la durata dell’esame, il paziente dovrà restare fermo e rilassato mentre il lettino scorre avanti e indietro per consentire l’analisi della parte interessata da parte dei macchinari.

Poiché l’emissione delle onde radio provoca una serie di rumori forti e secchi, che potrebbero risultare fastidiosi, vengono forniti degli appositi auricolari che il paziente dovrà indossare. Un problema potrebbe però essere rappresentato dal rumore prodotto dal macchinario durante l’esecuzione. In alcune strutture il personale fornisce al paziente dei tappi per le orecchie o delle cuffie attraverso cui ascoltare musica, che copre il suono dell’apparecchiatura. Non è, invece, consentito portare apparecchi propri.

La durata della risonanza magnetica varia a seconda delle parti del corpo che devono essere esaminate. Si oscilla fra i 20 minuti necessari per uno studio del cranio, ai 60 minuti necessari per studi più complessi. Mediamente 30 minuti, ma può arrivare anche a 40-45.

Controindicazioni e Rischi

La risonanza magnetica è un esame innocuo e indolore che non presenta rischi a patto che vengano rispettati alcune precauzioni. Vediamo, nei dettagli, quali sono.

Pazienti con Pacemaker Cardiaco, Neurostimolatori e Protesi

La risonanza magnetica non può essere effettuata su pazienti portatori di pacemaker cardiaco, di neurostimolatori, di strutture metalliche quali, ad esempio, protesi, viti, valvole cardiache, che siano state inserite nel corpo in seguito a importanti interventi chirurgici. In caso contrario, il campo magnetico potrebbe provocarne lo spostamento in altra sede e/ alterarne il funzionamento.

In presenza di protesi metalliche fisse (anca o ginocchio), di chiodi e viti per frattura o di protesi dentarie, la risonanza magnetica può essere effettuata a seconda di qual è la parte del corpo da esaminare, che deve necessariamente trovarsi lontano dalle protesi che disturbano l’immagine, e dal tipo di materiale di cui è composta la protesi.

Pazienti Claustrofobici

La risonanza magnetica è sconsigliata nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia. Un’altra criticità è legata alla sensazione di claustrofobia scatenata dal fatto di dovere stare all’interno del dispositivo per un intervallo di tempo relativamente lungo, sebbene oggi lo spazio a disposizione sia maggiore rispetto a quello delle vecchie apparecchiature. Alcune strutture dispongono di apparecchiature per risonanza aperte sui lati. Questi dispositivi riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone.

In casi particolari, il medico propone una leggera sedazione.

Pazienti in Stato di Gravidanza e Allattamento

Per le pazienti in stato di gravidanza l’esame è sconsigliato nei primi tre mesi di gestazione e in ogni caso deve essere eseguito solo dietro precisa indicazione specialistica, ad esempio per la valutazione di fratture per cui risulti controindicato l’esame radiografico (bacino).

Nei casi in cui per effettuare la risonanza magnetica sia necessario iniettare un mezzo di contrasto, le donne che allattano dovrebbero raccogliere prima dell’esame il latte occorrente per le 24 ore successive alla risonanza.

Pazienti che Utilizzano Contracettivi Intrauterini (Spirale)

Le donne che utilizzano mezzi contraccettivi intrauterini, come la spirale, devono accertarsi, una volta effettuata la risonanza magnetica, che il dispositivo non abbia subito spostamenti sotto l'effetto dei campi magnetici prodotti nel corso dell'esame.

Rischi dell'Esame

Una volta attuate tutte le precauzioni, l’unico rischio connesso alla risonanza magnetica è costituito dalla possibilità di reazione allergica alla sostanza eventualmente utilizzata come mezzo di contrasto. La reazione allergica può manifestarsi con sintomi lievi (nausea, vomito e prurito). A volte, qualche secondo dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, si può avvertire una sensazione di calore che passa dal braccio, alla gola, alla testa, all’addome e alle gambe.

In casi eccezionali possono verificarsi reazioni più gravi, rischio che aumenta se si è affetti da gravi disfunzioni renali, delle quali è sempre consigliabile avvertire il personale. Il rischio di reazione al gadolinio dipende da una predisposizione personale del soggetto.

In passato sono state emesse rarissime segnalazioni di farmacovigilanza relativamente ad una malattia, la fibrosi nefrogenica sistemica, in persone con grave insufficienza renale in seguito all’uso di alcuni mezzi di contrasto con gadolinio. L’allergia al mezzo di contrasto si manifesta generalmente in forma lieve (prurito e nausea).

Il Mezzo di Contrasto

L’elemento fondamentale sul quale si basa il mezzo di contrasto usato nella risonanza magnetica è costituito dal Gadolinio. Esistono diversi tipi di mezzo di contrasto, lineari o macrociclici, a seconda del complesso chelante. Tuttavia, l’Agenzia Europea dei Medicinali ha vietato l’uso di quelli lineari, in via precauzionale nonostante non vi siano stati segni clinici di tossicità ma solo problemi di stabilità.

Cosa Portare il Giorno dell'Esame

Il giorno dell’appuntamento è possibile arrivare nella struttura sanitaria nella quale la procedura verrà effettuata da soli.

Oltre agli esami del sangue, si ricorda di munirsi di tutta la documentazione radiologica e clinica eventualmente a disposizione.

Dopo la Risonanza Magnetica

Certo, dopo la risonanza magnetica potrai mangiare quello che vorrai. Alcune strutture consentono di scaricare il referto direttamente dal portale, quando disponibile.

Risonanza Magnetica: Applicazioni Specifiche

  • Risonanza magnetica lombosacrale: Utile per studiare i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le vertebre del tratto lombare e di quello sacrale della colonna vertebrale.
  • Risonanza magnetica al ginocchio: Impiegata per diagnosticare problemi quali distorsioni, fratture, distorsioni, alterazioni della cartilagine e dei menischi (anche di origine sportiva) o del midollo osseo (come l’osteomielite).
  • Risonanza magnetica per endometriosi: Rappresenta l’esame gold standard non invasivo per la diagnosi di endometriosi.
  • Risonanza magnetica per sclerosi multipla: Permette al neurologo di individuare la malattia anche al primo episodio sospetto.
  • Risonanza magnetica per acufene: Permette di raccogliere informazioni sulle diverse strutture indagate (orecchio interno, strutture nervose retrococleari, nervo acustico).
  • Risonanza magnetica con contrasto all’addome: Viene utilizzata per studiare fegato, reni, pancreas, milza e vescica.
  • Risonanza magnetica con mezzo di contrasto al seno: Viene eseguita per studiare un gran numero di tessuti e patologie.

Risonanza Magnetica vs Altre Tecniche di Imaging

La principale differenza tra RM e TC risiede nell’uso delle radiazioni ionizzanti, assente nella RM. Vengono, inoltre, usate apparecchiature diverse (sempre aperte nella TC, aperte o chiuse nella RM). Molto approssimativamente, per lo studio dell’osso è meglio la TC, mentre per i tessuti molli la RM.

L’ecografia viene utilizzata in molti ambiti della pratica clinica ed è estremamente vantaggiosa perché non utilizza radiazioni ionizzanti ma ultrasuoni, ha costi limitati e può essere eseguita in sicurezza da tutti i pazienti, comprese le donne in età fertile. Tanto è vero che si usa molto in gravidanza.

L’ecografia può essere utile per studiare gli strappi muscolari, gli ematomi e le meniscopatie. Per le altre patologie viene generalmente prescritta la RM.

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