La colposcopia e la vulvoscopia sono due procedure diagnostiche importanti nell'ambito della ginecologia. Entrambe utilizzano uno strumento chiamato colposcopio per esaminare i tessuti genitali femminili, ma si concentrano su aree diverse. Questo articolo esplorerà in dettaglio le differenze tra questi due esami, come vengono eseguiti e quando sono raccomandati.
Cos'è la Colposcopia?
La parola colposcopia deriva dal greco "kolpos" (vagina) e "skopeo" (osservazione). Si tratta di un'indagine diagnostica di II° livello effettuata attraverso uno strumento chiamato colposcopio. Il colposcopio è una specie di microscopio che riesce ad ingrandire l'immagine del tessuto visionato fino a 40 volte. Il colposcopio emette un fascio luminoso che penetrerà nelle zone sane mentre verrà riflesso dalle zone lesionate mettendo così in rilievo zone infette, infiammate o degenerate, displasie e tumori.
Come si Esegue la Colposcopia?
Per effettuare la colposcopia è necessario porre in evidenza il collo dell’utero mediante lo speculum vaginale e devono essere applicati dei liquidi reagenti (acido acetico al 5% e soluzione jodo-jodurata).
- La paziente viene fatta distendere su un lettino ginecologico.
- Viene inserito lo speculum per allargare la cavità vaginale.
- Vengono rimosse secrezioni e depositi.
- Vengono esaminate anche vagina e cervice uterina.
Prima della colposcopia la portio viene detersa con una soluzione di acido acetico al 3-5%. In seguito viene applicato acido acetico al 3-5%, che mette in rilievo le lesioni sospette. Dopo 30-60 secondi dall'applicazione di acido acetico infatti le cellule con displasia o con infezione da HPV riflettono maggiormente la luce rendendo bianca l'area in cui si trovano. Quest'area viene chiamata “acetobianca”. In questo modo si riescono ad individuare anche le lesioni sub-cliniche meno evidenti ad occhio nudo. Al termine di ciò viene effettuato il test di Shiller, che consiste nella colorazione delle mucose con soluzione di Lugol (iodio odurato). Il tessuto normale si colora di mogano bruno grazie al legame tra iodio e glicogeno presente nei tessuti sani.
Quando Effettuare la Colposcopia?
La colposcopia si effettua al di fuori del ciclo mestruale, meglio se a metà ciclo. Consente dunque una valutazione di condizioni patologiche come infiammazioni, infezioni, neoplasie o lesioni precancerose.
Interpretazione dei Risultati della Colposcopia
Il quadro che può apparire al colposcopio dopo applicazione di acido acetico può essere:
- Epitelio bianco (un'area bianca dai margini netti)
- Mosaico (piccole aree bianche vicine separate da capillari)
- Puntato (area bianca ricca di puntini rossi che rappresentano le papille)
- Vasi atipici (vasi sanguigni irregolari)
Effetti Collaterali della Colposcopia
In genere la colposcopia non è dolorosa. A volte, l’acido acetico può causare un lieve e passeggero bruciore nel momento in cui viene applicato. Qualche volta, dopo l’esame si può avere una piccola perdita di sangue che generalmente cessa da sola in poco tempo. Di rado, la perdita di sangue può risultare cospicua (specie nei casi di lesioni neoplastiche) tale da richiedere l’applicazione di agenti antiemorragici (es. Tranex) o di soluzioni emostatiche a base di ferro (sol.
Cos'è la Vulvoscopia?
La vulvoscopia è l'equivalente della colposcopia, ma valuta vulva e perineo ed è parte integrante della colposcopia. La vulvoscopia consiste in una “colposcopia” dei genitali esterni. L'equivalente maschile è chiamato peniscopia o episcopia.
La vulvoscopia è una prestazione specialistica utile per l’analisi approfondita delle patologie vulvari. La vulvoscopia è un esame diagnostico effettuato con un dispositivo ottico chiamato colposcopio, che consente di osservare con ingrandimento e luce diretta la superficie della vulva.
Come si Esegue la Vulvoscopia?
La procedura si effettua in ambulatorio, in posizione ginecologica. La paziente viene fatta distendere su un lettino ginecologico, in modo che il ginecologo, avvalendosi del colposcopio, possa osservare in dettaglio la superficie vulvare e in particolare: il clitoride, le piccole e le grandi labbra, l'imene, il meato urinario, lo sbocco delle ghiandole vaginali e il perineo. Il medico utilizza un colposcopio posizionato esternamente per osservare la vulva con un ingrandimento ottico. Può applicare soluzioni (acido acetico o iodio) per evidenziare meglio eventuali anomalie. L'intera procedura, non invasiva e non dolorosa, può avere una durata variabile a seconda del caso clinico. La vulvoscopia può essere integrata con la palpazione delle zone interessate e con l’esecuzione di una biopsia, vale a dire il prelievo di un piccolo campione di tessuto da inviare in laboratorio.
A livello vulvare è preferibile non utilizzare acido acetico perché questa zona è estremamente reattiva a questa sostanza a causa di infiammazioni e irritazioni locali e ciò determinerebbe un alta percentuale di falsi positivi, a cui seguirebbero allarmismi e accanimento terapeutico.
Quando Effettuare la Vulvoscopia?
La vulvoscopia può essere eseguita da sola o durante una colposcopia. L’esame non viene eseguito, in genere, durante il ciclo mestruale, a meno che non sia strettamente necessario.
La vulvoscopia può essere prescritta per la prevenzione nelle pazienti a rischio.
Preparazione all'Esame
La paziente dovrebbe informare il medico di eventuali allergie e dell’assunzione di farmaci in corso, in particolare anticoagulanti e antiaggreganti, così come di un eventuale stato di gravidanza.
L'esame di norma è indolore, non invasivo, non traumatico, non prevede anestesia, dura 10-15 minuti e può tranquillamente essere prescritto in gravidanza.
Durata dell'Esame
L’esame ha una durata variabile tra i 15 e i 30 minuti, in base alla complessità della valutazione o alla necessità di eseguire prelievi tissutali.
Papilloma Virus Umani (HPV)
I Papilloma virus umani sono virus a doppia elica di DNA che hanno come bersaglio principale la cute e le mucose anogenitali e orofaringee. Sono virus molto comuni nella popolazione umana mondiale. La principale via di trasmissione è rappresentata da quella sessuale, tanto che fino all’80% delle donne sessualmente attive si stima vengano in contatto con il virus almeno una volta nella loro vita, e di queste circa il 50% con un genotipo ad alto rischio.
Degli oltre 150 tipi, identificati numericamente, 14 sono definiti ad alto rischio e collegati all’insorgenza di tumori in vari distretti corporei : cervice uterina, vulva, vagina, ano, pene, testa-collo (ALTO RISCHIO (HR: High Risk - HPV 16,18,31,33,35,39,45,51,52,56,58,59,66,68).
Biopsia
Contestualmente alla colposcopia può essere effettuata una biopsia per valutare la malignità della lesione apparsa al colposcopio. La biopsia è indicata in caso di paptest positivo a L-SIL, H-SIL, AS-CUS, ASC-H e AG-CUS.
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