Differenza tra TAC, Risonanza Magnetica e PET: Una Guida Completa

TAC, Risonanza magnetica e PET: sono tre esami diagnostici molto diffusi. Ma in cosa si differenziano e quando si ricorre all’uno o all’altro? Il professor Arturo Chiti, responsabile di Medicina Nucleare all’istituto Humanitas di Milano, ci spiega le differenze tra i vari esami e perché non sono interscambiabili.

Principi di Funzionamento e Applicazioni

La TAC (Tomografia assiale computerizzata) è forse l’esame più conosciuto e attraverso l’uso di raggi X permette di osservare differenze in termini di densità e di forma degli organi. La Tac usa i raggi X (forma). La TC è una tecnica di diagnostica usata in Radiologia che utilizza le radiazioni ionizzanti per ottenere delle immagini tridimensionali. In alcuni casi è necessario iniettare il mezzo di contrasto, un liquido che rende le strutture da esaminare più visibili. Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno dell’apparecchiatura.

La TC viene impiegata soprattutto in campo neurologico per valutare eventuali emorragie ma è molto utile anche in campo ortopedico per la valutazione delle strutture scheletriche e in campo oncologico per diagnosticare i tumori e seguire nel tempo i progressi delle terapie. Può essere utile anche in campo vascolare per valutare lo stato dei vasi sanguigni e in campo cardiologico per lo studio del cuore.

La Risonanza Magnetica (RM o RMN) fornisce un’idea di come si distribuiscono le molecole di acqua nel nostro corpo. La risonanza magnetica osserva le molecole di acqua (forma e componente funzionale). La risonanza magnetica è una tecnica diagnostica che sfrutta i campi magnetici per ottenere immagini dettagliate di tutti i distretti corporei. Questo esame non utilizza radiazioni ionizzanti e per questo è possibile sottoporsi più volte alla procedura anche ad intervalli ravvicinati.

La risonanza viene prescritta soprattutto nel settore neurologico, per evidenziare patologie dell’encefalo o del midollo, ma è molto utile anche in campo oncologico per la diagnosi dei tumori. Spesso si ricorre alla risonanza anche in campo ortopedico- per valutare la struttura delle ossa- e in ambito cardiologico per valutare la funzione cardiaca. Anche per questo esame può essere necessario iniettare il mezzo di contrasto. Il paziente si sdraia su un lettino all’interno del macchinario e dovrà seguire le indicazioni fornite dal tecnico di radiologia attraverso un microfono.

La risonanza magnetica prevede un protocollo da seguire molto preciso, che comprende la rimozione di oggetti metallici, come gioielli, orecchini, piercing, e non può essere eseguita su alcuni soggetti, in particolare quelli che hanno un pacemaker o una protesi articolare metallica, impianti cocleari o altri dispositivi che potrebbero entrare in conflitto con il campo magnetico del macchinario. Le immagini possono mostrare chiaramente la parte del corpo sottoposta a indagine, comprese eventuali aree anomale, ed evidenziare l’efficacia di determinate funzioni del corpo.

PET (Tomografia ad Emissione di Positroni)

La PET non esiste come metodica singola perché a seconda del radiofarmaco che viene utilizzato si possono osservare cose diverse. La Pet evidenzia alcuni processi metabolici (funzione). In particolare la Pet usa dei radiofarmaci che mostrano di volta in volta particolati utili per una determinata malattia (consumo di zuccheri per il tumore, accumulo di amiloide per l’Alzheimer) a livello funzionale; di solito in combinazione con la Tac, che valuta bene anche l’anatomia.

Come lo notiamo? Per esempio, il cervello è l’organo del nostro corpo che consuma più zucchero e se ci sono delle zone che funzionano meno possiamo osservare un abbassamento del consumo di zucchero. Iniettiamo una sostanza che viene presa dalle cellule come se fosse zucchero e che ha attaccata una lampadina che emette dei positroni. Durante il decadimento, alcuni elementi radioattivi perdono massa emettendo positroni, che sono particelle presenti nell’atomo. Questo processo comporta l’emissione di una particella luminosa, il fotone.

Nella PET vengono iniettate sostanze radioattive, che vengono tracciate dall’apparecchiatura lungo il loro percorso per studiare le aree in cui si distribuiscono, proprio grazie al fatto che emettono positroni e particelle luminose. Le immagini registrate dall’apparecchiatura evidenziano le aree dove il tracciante si è distribuito e accumulato. Queste vengono ricostruite da un software che fornisce una ricostruzione tridimensionale colorata.

Tipicamente si tratta di cellule tumorali, che assorbono molto glucosio perché, essendo in fase di attiva replicazione, sono nel pieno della loro attività metabolica. Una molecola biologica con funzioni di trasporto (detta carrier): generalmente viene iniettato il glucosio. Le cellule tumorali ne assorbono una grande quantità per fare fronte alle loro esigenze metaboliche: lo studio della distribuzione del tracciante può quindi risultare utile per la diagnosi e il monitoraggio dei tumori. Sono grandi divoratori di glucosio anche i tessuti in stato di infiammazione attiva.

La persona che si sottopone alla PET viene ricevuta dal medico nucleare, che la informa sulle modalità della procedura. Viene registrato il suo peso, utile al calcolo della dose corretta di radiofarmaco da iniettare. Successivamente viene inserito un catetere venoso attraverso il quale verrà iniettato il radiofarmaco ed una soluzione fisiologica che idrata in maniera ottimale i tessuti. Il radiofarmaco viene preparato al momento perché la sua radioattività decade piuttosto rapidamente.

Poiché lo scopo della PET è lo studio della distribuzione del radiofarmaco nell’organismo, è necessario dopo la sua somministrazione, attendere circa 40-45 minuti fra l’iniezione e l’esame vero e proprio. Dopo avere svuotato la vescica il paziente può sottoporsi all’esame vero e proprio, per il quale viene fatto accomodare su un lettino a scorrimento fluido che si inserisce nell’apparecchiatura. Lo studio della distribuzione di tracciante radioattivo dura dai 20 ai 60 minuti (a seconda del sito che si deve esaminare) e richiede che il paziente stia fermo.

Il radiofarmaco dimezza la sua radioattività in circa 110 minuti. Se la PET è negativa, significa che l’esame non ha rilevato la presenza di cellule con attività metabolica intensa. La persona che si sottopone alla PET deve osservare digiuno assoluto nelle 6 ore precedenti l’esame. Il giorno precedente l’alimentazione deve escludere i carboidrati, che possono interferire con il glucosio che viene somministrato durante l’esame. Non occorre un abbigliamento particolare.

Integrazione di PET e TAC

Attualmente si parla di imaging ibrido o multimodale: i macchinari per la PET infatti eseguono PET e TAC perché la PET è appunto un esame funzionale e quindi non fornisce un’idea dell’anatomia esatta della lesione o dell’alterazione che possiamo localizzare, mentre la TAC è una metodica che ci dà una valutazione peculiare e precisa dell’anatomia e dunque la PET-TAC ci consente di avere a disposizione il meglio delle due metodiche. Se con la TAC (anche con mezzo di contrasto) abbiamo solo un’immagine di densità e con la Risonanza vediamo meglio i tessuti molli perché sono ricchi di acqua, con la PET abbiamo più possibilità a seconda del radiofarmaco utilizzato: il consumo di zucchero, i depositi di amiloide, il rimaneggiamento dell’osso o l’espressione di particolari recettori di alcuni tumori.

Le scansioni PET sono spesso combinate con la TAC per produrre immagini ancora più dettagliate. In questo caso si parla di PET-TC o PET-TAC (in inglese PET-CT). La TC evidenzia le alterazioni anatomiche dei tessuti esaminati, mentre la PET consente di studiare la funzionalità degli organi.

Tabella Comparativa

Esame Principio di Funzionamento Informazioni Fornite Applicazioni Principali
TAC Raggi X Densità e forma degli organi Valutazione di emorragie, strutture scheletriche, tumori
Risonanza Magnetica Campi magnetici Distribuzione delle molecole d'acqua nei tessuti Patologie dell'encefalo e del midollo, diagnosi di tumori, valutazione delle ossa e della funzione cardiaca
PET Radiofarmaci Processi metabolici, consumo di zucchero, depositi di amiloide Diagnosi e monitoraggio dei tumori, valutazione delle demenze, studio del flusso cardiaco

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