La Risonanza Magnetica (RM) è uno degli strumenti diagnostici più avanzati in medicina. La Risonanza Magnetica è una tecnica diagnostica che permette di esaminare diversi distretti del corpo umano attraverso immagini tridimensionali. La Risonanza Magnetica del Valparma Hospital restituisce immagini ad alta definizione con evidenti specificità dei dettagli. La Risonanza è un esame di primaria importanza nella diagnosi di numerose malattie ed essendo innocua può essere ripetuta anche a breve distanza per controlli e follow up.
Quando si tratta di dover eseguire una risonanza magnetica, è indispensabile precisare se la stessa deve essere eseguita con o senza mezzo di contrasto.
Cos'è la Risonanza Magnetica e Come Funziona?
La RM sfrutta il comportamento degli atomi di idrogeno presenti nell’acqua dei nostri tessuti, allineandoli con un campo magnetico. Impulsi di onde radio li “disturbano” e, quando tornano all’allineamento originale, emettono segnali convertiti in immagini. La Risonanza Magnetica è una metodica che utilizza radiazioni elettromagnetiche innocue per il paziente.
Risonanza Magnetica Senza Contrasto
La risonanza magnetica senza contrasto è la modalità standard: le immagini riflettono le caratteristiche intrinseche dei tessuti e sono utili per visualizzare strutture anatomiche e identificare lesioni come ernie del disco o anomalie congenite. La RM senza contrasto, infatti, fornisce tutte le informazioni necessarie in diverse situazioni, sfruttando le naturali differenze di segnale tra i tessuti. Alcune patologie cerebrali acute, come nel caso di ictus acuto, sono un esempio in cui è fondamentale distinguere ischemia da emorragia.
Risonanza Magnetica Con Contrasto
Tuttavia, le informazioni senza contrasto non sono sempre abbastanza specifiche per differenziare tessuti o caratterizzare lesioni; ed è qui che interviene il mezzo di contrasto, solitamente a base di gadolinio, che viene iniettato per via endovenosa per alterare temporaneamente il segnale magnetico in alcune aree, rendendo più visibili specifiche strutture, processi patologici o anomalie. Il MdC si distribuisce, difatti, nei vasi sanguigni e negli organi alterando, solo temporaneamente, le proprietà molecolari delle strutture, che si trovano all’interno del campo magnetico, in cui vanno a localizzarsi, modificando il segnale che il macchinario riesce poi a tradurre in immagine.
Quando è Necessario il Mezzo di Contrasto?
La scelta del medico di prescrivere al paziente una risonanza magnetica con contrasto si basa su precise indicazioni cliniche. Serve per evidenziare aree di attività infiammatoria o lesioni attive in infezioni (es. ascessi) o infiammazioni croniche (es. identificazione di processi infiammatori o infettivi).
Tipi di Mezzi di Contrasto
Esistono diversi mezzi di contrasto, impiegabili in occasione di una risonanza magnetica con contrasto. I mezzi di contrasto più noti e utilizzati sono quelli a base di gadolinio, un metallo delle terre rare, disciolto in una soluzione acquosa. Tra i meno usati e conosciuti, si segnalano quelli a base di ossido di ferro e quelli a base di manganese.
Preparazione all'Esame con Contrasto
Se l’esame prevede l’utilizzo del mezzo di contrasto è necessario essere a digiuno da almeno 6 ore. Osservare un digiuno completo nelle ultime 6 ore che precedono l'esame. L’utilizzo del Mezzo di Contrasto solitamente richiede che il paziente si presenti a stomaco vuoto, quindi deve attenersi ad un completo digiuno nelle 6-8 ore precedenti l’esame. I farmaci normalmente assunti possono essere ingeriti con acqua.
In fase di prenotazione, stabilito che l’esame deve essere eseguito con somministrazione di mezzo di contrasto, l’operatore richiederà al paziente il valore della creatininemia, che dovrà essere inferiore al valore di 1.2 per poter eseguire l’esame senza precauzioni particolari. Per l’utilizzo del Mezzo di Contrasto è richiesto l’esame della creatinina non più vecchio di 1 mese. Si tratta di analisi del sangue per conoscere la funzionalità renale, da effettuare con semplice prelievo ematico. In presenza di un valore superiore, l’operatore, su consiglio del Medico radiologo, farà presente al paziente la necessità di sottoporsi ad idratazione con infusione endovenosa di soluzione fisiologica, onde evitare effetti collaterali o reazioni avverse al mezzo di contrasto.
Procedura dell'Esame
Come una risonanza magnetica convenzionale, anche la risonanza magnetica con contrasto è rumorosa. Dopo essersi privato di qualsiasi oggetto e indumento con parti metalliche e aver risposto alle ultime domande pre-esame, il paziente deve stendersi, in posizione supina, su un apposito lettino scorrevole, che servirà a immetterlo all'interno dell'apparecchiatura diagnostica. A guidare e assistere il paziente durante l'accomodamento sul lettino, è un tecnico di radiologia, il quale, subito dopo, provvede anche a fornirgli tutte le possibili comodità (es: cuscini, coperte, tappi per le orecchie ecc.) e a dargli le ultime istruzioni fondamentali al corretto svolgimento dell'esame.
Di norma, l'iniezione del mezzo di contrasto avviene in una vena del braccio, mediante siringa, e ha una durata compresa tra i 10 e i 30 secondi. Per la maggior parte dei pazienti, l'iniezione del mezzo di contrasto è indolore e non provoca alcun tipo di malessere particolare; per una minoranza dei pazienti, invece, è associata a sensazioni/disturbi temporanei, come per esempio: brividi di freddo, nausea, mal di testa e/o vomito. Gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l'iniezione; dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione.
Una volta terminata la risonanza magnetica con contrasto, un incaricato del personale medico aiuta il paziente a scendere dal lettino e a rimettersi in piedi; dopodiché, lo invita a rivestirsi e a seguirlo in un'apposita sala d'attesa dell'ospedale (o della clinica), dotata di ogni comfort. La presenza di un sistema di comunicazione garantisce un controllo completo della situazione e la possibilità, a chi si sta sottoponendo alla procedura, di riferire eventuali malesseri o problematiche.
Rischi e Controindicazioni
L’impiego del mezzo di contrasto offre un gran numero di vantaggi diagnostici; tuttavia, comporta anche alcune controindicazioni e, seppur raramente, potenziali rischi. La risonanza magnetica con contrasto è una procedura diagnostica sicura per la maggior parte delle persone.
- Tra gli effetti avversi lievi - che sono, fortunatamente, i più comuni - si registrano principalmente: mal di testa, nausea e/o vertigini.
- Moderata reazione allergica al gadolinio.
- Severa reazione allergica al gadolinio.
- Fibrosi nefrogenica sistemica: È una rara condizione morbosa altamente debilitante, che risulta dalla formazione di tessuto cicatriziale sulla cute, sulle articolazioni, sugli occhi e sugli organi interni.
- Ritenzione di gadolinio nei tessuti: È un fenomeno che, secondo alcune ricerche, riguarderebbe un 1% della dose di gadolinio iniettata.Sempre in base alle medesime ricerche, i tessuti più colpiti sarebbero il tessuto osseo e il tessuto cerebrale.
- Compromissione renale, poiché il gadolinio è eliminato dai reni; quindi, in caso di grave insufficienza renale, c’è un rischio molto raro di Fibrosi Sistemica Nefrogenica (FSN).
- Lo stato di gravidanza: La gravidanza rappresenta una controindicazione relativa alla risonanza magnetica con contrasto. Sulla base di attendibili ricerche scientifiche, i medici affermano che l’allattamento al seno non rappresenta in alcun modo una controindicazione alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto al gadolinio.
Al contempo, è fondamentale segnalare al personale medico la presenza di qualsiasi dispositivo medico impiantato o corpo estraneo metallico, come pacemaker, neurostimolatori, clip chirurgiche, protesi metalliche (anche se compatibili), filtri vascolari o schegge (specialmente nell’occhio). Questa metodica non si può effettuare nei pazienti portatori di protesi metalliche e cardiostimolatori (pace-maker e defibrillatori). Qualsiasi valutazione di compatibilità va effettuata da personale specializzato e caso per caso.
Vantaggi della RM Senza Contrasto
I vantaggi del mezzo di contrasto sono indubbi, ma spesso la risonanza magnetica senza contrasto è la scelta primaria e sufficiente o, addirittura, preferibile, per una diagnosi accurata.
Durata dell'Esame e Disponibilità dei Risultati
L’esame ha una durata media di 20 minuti. L’esame dura dai 20 ai 60 minuti e durante la procedura è fondamentale rimanere immobili. Il referto è disponibile 4 giorni lavorativi dopo l'esecuzione dell'esame. Il referto è disponibile 4 giorni lavorativi dopo l'esecuzione dell'esame. Per visite specialistiche o ulteriori approfondimenti è necessario presentare il referto che troverai sul dossier clinico online.
Considerazioni Finali
La scelta tra RM con o senza contrasto è una decisione clinica del medico, basata sulla domanda diagnostica, la storia clinica del paziente e gli esami precedenti. Indipendentemente dal contrasto, la risonanza magnetica richiede una preparazione specifica per garantire massima sicurezza e accuratezza.
Praticamente priva di effetti collaterali e con pochissime controindicazioni, la risonanza magnetica fornisce immagini tridimensionali chiare e dettagliate dei cosiddetti tessuti molli (nervi, muscoli, legamenti, adipe, vasi sanguigni ecc.) e dei cosiddetti tessuti duri (ossa e cartilagini).
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