Differenza tra Raggi X e Risonanza Magnetica: Una Guida Completa

La differenza tra un esame RM o RX non è sempre scontata, anzi è probabilmente uno dei fraintendimenti più comuni nel sistema sanitario. Frequentemente, risonanza magnetica ed RX vengono tra loro confuse. Malgrado per caratteristiche possano apparire non troppo difformi, tra le due esistono tuttavia differenze sostanziali.

Questo articolo è pensato per chiarire le differenze tra queste due tecniche di imaging, illustrandone le applicazioni, i vantaggi e gli svantaggi.

Informazioni Utili sulla Radiografia (RX)

Partiamo dalla definizione: una radiografia o RX utilizza delle radiazioni elettromagnetiche (di tipo X) e viene solitamente prescritta dal medico in caso di possibile o effettiva frattura delle ossa per constatare l’entità del danno subìto. La radiografia (RX) è l’indagine radiologica più frequentemente eseguita.

Il suo funzionamento può sembrare complesso ma possiamo immaginarlo come una stampa fotografica del nostro apparato: i raggi ionizzanti che attraversano il nostro corpo fissano un’impronta sulla pellicola che mostrerà lo stato di salute delle nostre ossa. Utilizza raggi X sfruttando il principio che alcuni attraversano il corpo, altri invece in base allo spessore e al tipo di tessuto incontrato, vengono fermati. L’immagine in negativo si crea perché i raggi X che attraversano i diversi tessuti vengono assorbiti in maniera differente dal nostro corpo.

Si tratta di una procedura indolore e molto rapida: il paziente dovrà solo indossare un camice ospedaliero ed avvicinarci alla lastra, cercando di restare il più possibile immobile. A questo viene richiesto unicamente di indossare un camice e una protezione da apporre intorno alla zona genitale; a questo punto è sufficiente avvicinarsi ad una lastra verticale - un sistema fotosensibile - e cercare di rimanere più fermi possibili.

Una volta concluso l’esame, il radiologo analizzerà i dati, comunicando al paziente il referto. Nella sua variante classica, il corpo di colui che vi si sottopone viene esposto alle radiazioni generate da un macchinario. Ciò che ne risulterà sarà un’immagine nella quale emergerà la differente capacità dei tessuti di lasciar penetrare questi raggi. Il mezzo di contrasto, eventualmente, potrà servire per rendere più evidente la superficie dell’organo o del tessuto da analizzare.

APPLICAZIONE. Permette di diagnosticare facilmente traumi e patologie ossee ed è uno strumento fondamentale per una prima valutazione degli organi interni del torace e dell’addome, anche in Pronto Soccorso. A livello polmonare, la radiografia è invece in grado di evidenziare formazioni cancerose. Tuttavia, il campo d’azione della radiografia non deve essere limitato all’apparato scheletrico, ma coinvolge anche gli organi addominali che possono essere analizzati tramite il mezzo di contrasto.

Nel corso della radiografia, il radiologo può disporre di diverse soluzioni. In altre parole, avrà la possibilità di far posizionare il paziente sia in piedi che disteso. Nel caso in cui le zone interessate dall’esame siano le articolazioni, queste possono essere osservate sia in fase di rilassamento che sotto sforzo.

Come tutti gli esami, anche la radiografia va eseguita solo se necessario. Alcune controindicazioni della radiografia possono essere costituite dagli effetti potenzialmente dannosi che i raggi X causerebbero nei confronti di alcune parti del corpo, come i testicoli. Per tale motivo, attualmente l’RX viene prescritta con molta cautela. L’utilizzo di alcuni ausili, come degli schermi in piombo, protegge ad esempio le donne da danni alle ovaie. Il personale sanitario, nel momento in cui l’esame viene effettuato, si sposta verso un ambiente adiacente. Ciò nonostante, in generale è possibile affermare che non si tratta di un esame pericoloso.

Detto questo, è evidente che tra la radiografia e la risonanza magnetica esistono delle differenze. Il primo elemento differenziante concerne i costi. La radiografia comporta infatti una spesa decisamente più contenuta. Visto tuttavia l’uso dei raggi X, non è possibile sostenere che la radiografia rappresenti un esame non invasivo.

Radiografia: Come si acquisiscono le immagini?

Non tutti i raggi emessi, però, arrivano al rilevatore, infatti alcuni di essi passano attraverso il corpo.

Radiografia: Ci sono controindicazioni?

La principale controindicazione all’effettuarezione di una radiografia è lo stato di gravidanza certo o presunto della paziente.

Informazioni Utili sulla Risonanza Magnetica (RM)

Una risonanza magnetica o RM è una tecnologia più recente rispetto alla radiografia e non prevede l’utilizzo di radiazioni o di raggi X ma che si basa sulla fisica dei campi magnetici. È una tecnica diagnostica che sfrutta i campi magnetici per ottenere immagini dettagliate di tutti i distretti corporei. Questo esame non utilizza radiazioni ionizzanti ed è possibile sottoporsi più volte alla procedura anche ad intervalli ravvicinati. La risonanza magnetica costituisce una metodologia diagnostica che si avvale delle proprietà magnetiche dei nuclei di alcuni elementi chimici. Essa si caratterizza per un grado di invasività piuttosto basso, dato che non si serve di alcuna radiazione ionizzante. Diversi studi condotti di recente sono giunti alla conclusione che la risonanza magnetica, per via del proprio funzionamento, non sortisce alcun tipo di danno per la salute del paziente.

Si tratta di una procedura abbastanza semplice: il paziente si sdraia su un lettino in posizione supina e viene inserito in un “tubo” aperto alle estremità nel quale viene sottoposto ad un forte campo magnetico. Grazie a questo procedimento i nostri protoni acquistano energia e seguono l’andamento del campo magnetico. Una volta che quest’ultimo viene spento, gli atomi tornano a muoversi nella direzione originale emettendo così un segnale che verrà intercettato per creare un’immagine.

Ad oggi, è ormai possibile sottoporsi ad una risonanza magnetica nella stragrande maggioranza delle cliniche e degli ospedali. Trattandosi di una tecnica radiologica, eseguirla ed interpretarne i dati che ne risulteranno costituiscono due incombenze che spettano solo al medico radiologo. La risonanza magnetica basa il proprio funzionamento sulla presenza di grossi magneti. Questi ultimi avranno il compito di dar vita a dei campi magnetici che modificheranno l’orientamento degli atomi di idrogeno presenti nelle cellule dei tessuti che si andranno ad analizzare.

Prima di far adagiare l’utente su un lettino, il personale medico gli fornisce una serie di indicazioni utili, concernenti quel che è libero di fare durante l’esame e quello che al contrario non può fare. Il tecnico radiologo consegnerà un insieme di oggetti, dai cuscini fino ad arrivare a dei tappi per le orecchie, volti a rendere la risonanza meno stressante e più confortevole.

Il referto, rappresentato su diversi piani (sagittale, coronale e assiale), sarà molto più dettagliato rispetto a quello di un esame RX. La parte del corpo che deve essere analizzata viene usualmente rappresentata su tre piani differenti: sagittale, coronale e assiale. L’immagine che ne risulterà sarà di tipo tridimensionale. La procedura non comporta alcun rischio per l’essere umano che a seconda del caso, potrà anche ripetere l’esame a breve distanza di tempo.

La risonanza magnetica viene solitamente effettuata per esaminare i diversi organi, lo scheletro o le articolazioni, a seconda della patologia presentata dal paziente. Essa si caratterizza per un grado di invasività piuttosto basso, dato che non si serve di alcuna radiazione ionizzante. Il suo campo di azione è essenzialmente circoscritto a quelli che vengono chiamati tessuti molli.

È fondamentale comunicare la presenza di pacemaker, protesi ed eventuale materiale metallico nel proprio corpo. Prima di essere sottoposti all’esame il personale sanitario si accerterà che non siano presenti pace-maker, clip vascolari e protesi metalliche anche se da diverso tempo la maggior parte dei metalli usati in campo medico sono compatibili con la risonanza magnetica. Il paziente si sdraia su un lettino all’interno del macchinario e dovrà seguire le indicazioni fornite dal tecnico di radiologia attraverso un microfono. Anche per questo esame può essere necessario iniettare il mezzo di contrasto.

È importante sottolineare che le tre tecniche di cui si è parlato non sono interscambiabili. Ad influenzare direttamente gli ambiti diagnostici di entrambi sono gli strumenti di cui ciascuno giova. Nella risonanza magnetica si utilizzano esclusivamente dei campi magnetici. Se è vero che l’RX è infatti efficace nel diagnosticare ad esempi degli stati artrosici, è altrettanto vero che la sua efficacia viene sensibilmente limitata se ad esempio si dovessero diagnosticare delle problematiche che interessano sia il tendine che il muscolo.

Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): Come si acquisiscono le immagini?

La generazione delle immagini di un esame RMN si basa sul concetto della risonanza magnetica. In questa situazione i protoni dell’idrogeno contenuto nel corpo si allineano in direzione dell’asse del campo magnetico. Gli impulsi rilasciati dai protoni vengono acquisiti da antenne specifiche che li mandano al sistema di elaborazione delle immagini che, tramite sofisticati algoritmi, li traduce in informazioni visive.

Quando si utilizza la risonanza?

L’acquisizione delle varie sequenze che completano lo studio può durare dai 15 minuti alle due ore in base al tipo di esame. L’utilizzo di mezzi di contrasto allunga i tempi medi dell’esame poiché comporta l’acquisizione di sequenze aggiuntive dopo la somministrazione endovenosa del farmaco.

Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): Ci sono controindicazioni?

TAC (Tomografia Assiale Computerizzata)

La TC è una tecnica di diagnostica usata in Radiologia che utilizza le radiazioni ionizzanti per ottenere delle immagini tridimensionali. La TC viene impiegata soprattutto in campo neurologico per valutare eventuali emorragie ma è molto utile anche in campo ortopedico per la valutazione delle strutture scheletriche e in campo oncologico per diagnosticare i tumori e seguire nel tempo i progressi delle terapie.

Può essere utile anche in campo vascolare per valutare lo stato dei vasi sanguigni e in campo cardiologico per lo studio del cuore. In alcuni casi è necessario iniettare il mezzo di contrasto, un liquido che rende le strutture da esaminare più visibili. Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno dell’apparecchiatura.

APPLICAZIONE. La TC ha un vasto campo di applicazione: viene impiegata in neurologia per valutare eventuali emorragie, ictus, tumori cerebrali, in ortopedia per lo studio di patologie ossee benigne e maligne e per la pianificazione preoperatoria delle fratture scheletriche, in oncologia per la diagnosi e il follow up dei tumori, in cardiologia per lo studio delle arterie coronarie e in campo vascolare per valutare lo stato dei vasi sanguigni.

La TC rispetto alla radiografia utilizza una dose maggiore di radiazioni (sebbene le apparecchiature di ultima generazione siano in grado di ridurre notevolmente la radiazione somministrata al paziente).

Che differenza c’è tra radiografia e Tac?

TC (tomografia computerizzata): come si acquisiscono le immagini?

Quando si utilizza la TC?

L’esame in sé dura pochi minuti, il paziente viene prima posizionato sul lettino dal tecnico di Radiologia e istruito sulle varie fasi dell’esame in modo che possa essere il più collaborativo possibile.

L’utilizzo di MDC per via endovenosa negli esami TC permette la visualizzazione e la differenziazione delle strutture anatomiche in esame. Vengono utilizzati MDC iodati non ionici che consentono di visualizzare strutture vascolari e organi interni in base alle tempistiche di circolo del farmaco nel corpo.

Tomografia Computerizzata (TC): ci sono controindicazioni?

Come per la radiografia, la maggiore controindicazione per una TC èriguarda lo stato di gravidanza certo o presunto della paziente.

Tabella Riassuntiva delle Differenze

Caratteristica Radiografia (RX) Risonanza Magnetica (RM) Tomografia Computerizzata (TC)
Radiazioni Utilizza raggi X (radiazioni ionizzanti) Non utilizza radiazioni Utilizza raggi X (radiazioni ionizzanti)
Tessuti Visualizzati Principalmente ossa, ma anche organi interni Tessuti molli (organi, muscoli, tendini, legamenti) Strutture scheletriche
Tempo di Esecuzione Breve (pochi minuti) Lungo (20-50 minuti) Breve (pochi minuti)
Costo Inferiore Superiore Medio
Controindicazioni Gravidanza Pacemaker, protesi metalliche Gravidanza

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