Differenza tra Ecodoppler ed Ecografia: Una Guida Completa

Ecografia, ecodoppler ed ecocolordoppler sono metodiche diagnostiche basate tutte sull’impiego degli ultrasuoni, che riproducono immagini tridimensionali degli organi esaminati.

Come Funzionano Ecografia, Ecodoppler ed Ecocolordoppler?

Le onde acustiche sono prodotte, emesse e ricaptate da un trasduttore contenuto nella sonda manovrata dal medico operatore e fatta scivolare sulla cute su un sottile strato di gel transonico (gelatina ad alto contenuto acquoso). Le onde ultrasonore emesse dalla sonda attraversano il corpo e vengono riflesse a seconda della diversa capacità di assorbimento dei vari tessuti. Gli ultrasuoni di ritorno (echi), ricaptati dal trasduttore, vengono convertiti in immagini da un computer.

L’ecografo, cioè l’apparecchio per le ecografie nel suo insieme, è costituito oltre che dalle sonde anche da un’unità base che contiene un computer per analizzare gli echi e trasformarli in immagini, dai comandi per la regolazione dell’apparecchiatura, da un monitor su cui appare l’immagine e una tastiera.

Il paziente viene fatto denudare nella parte da esaminare e distendere su di un lettino; il medico, dopo aver cosparso con un gel denso la zona interessata, tramite la sonda appoggiata sulla regione da controllare, procederà con la visualizzazione delle immagini.

Ecografia: Principi e Applicazioni

L’ecografia è una tecnica che utilizza onde sonore a bassa frequenza che “rimbalzando” sui tessuti organici permette di evidenziarne la struttura. Contrariamente ai metodi come le radiografie, non fa uso di radiazioni ionizzanti, bensì crea un’immagine dell’interno del corpo usando onde sonore di alta frequenza, che non possono essere captate dalle nostre orecchie: gli ultrasuoni. I suoni che riusciamo normalmente a udire hanno una frequenza che va dai 20 hertz ai 20.000 hertz al massimo; gli ultrasuoni per la diagnostica medica hanno invece frequenze da uno a venti megahertz.

Per effettuare un’ecografia, il medico utilizza una sonda di dimensioni ridotte, da tenere in mano, detta trasduttore, che viene appoggiata sulla pelle in corrispondenza dell’area da esaminare. Questo apparecchio emette impulsi sonori di alta frequenza nel corpo, e funge sia da trasmittente sia da ricevente, captando gli impulsi riflessi dall’organo o dal tessuto da esaminare. Più nello specifico, ogni volta che le onde sonore incontrano una superficie di separazione tra diversi tipi di tessuto, parte di esse vengono riflesse all’indietro e sono captate dal trasduttore.

Ogni sonda contiene numerosi cristalli piezoelettrici, ossia materiali ceramici che vibrano in risposta al passaggio di elettricità, producendo le onde sonore; viceversa, quando la sonda capta le onde riflesse dall’area esaminata succede l’opposto - cioè i cristalli convertono la pressione delle onde in corrente, e questa corrente forma un segnale che viene trasformato in immagine dal sonografo.

La strumentazione è di fatto in grado di calcolare la distanza tra i diversi tessuti a partire dal tempo impiegato dalle onde per tornare alla sonda e dalla velocità del suono attraverso i tessuti del corpo. È grazie a questa informazione che il sonografo riesce a ricostruire l’immagine dell’area che si sta analizzando. Oggi, con questa tecnologia, abbiamo la possibilità di visualizzare immagini tridimensionali anche in grande dettaglio.

Utilizzo dell'Ecografia

L’ecografia viene spesso associata alla gravidanza poiché, non facendo uso di raggi X, è molto sicura per il feto, che è estremamente sensibile agli effetti delle radiazioni ionizzanti. Tuttavia, gli ultrasuoni sono adatti a moltissime indagini che coinvolgono i tessuti molli: dagli esami ginecologici e urologici all'ispezione dell’interno del collo e della testa in otorinolaringoiatria, dall’osservazione della struttura intracranica dei neonati all’individuazione di calcoli renali o biliari, fino all’ecocardiogramma, cioè l’analisi ecografica del cuore che può permettere di monitorare il battito e il corretto funzionamento delle valvole, e in caso di valutare l’entità di un danno al tessuto cardiaco dopo un infarto.

Oltre che per uso diagnostico, l’ecografia è utilizzata nelle biopsie degli organi interni, durante le quali consente guidare meglio lo strumento con cui si preleva il tessuto da analizzare.

La frequenza delle onde sonore utilizzate varia a seconda del tipo di analisi. Per esempio, per strutture superficiali come la tiroide, i muscoli, i tendini, i legamenti e le ghiandole del seno si usano ultrasuoni di frequenza maggiore (7-18 megahertz), mentre per esaminare gli organi più in profondità come il fegato, i reni e il cuore, o per visualizzare l’interno dell’addome, è più adatta una sonda che produce onde di frequenze inferiori (1-6 megahertz).

Ecodoppler: Il Principio Doppler e le sue Applicazioni

Con l’ecografia è possibile anche monitorare il flusso nei vasi sanguigni, tramite una modalità di analisi detta ecografia doppler o eco-doppler. L’effetto Doppler è il principio su cui si basano molte tecniche ecografiche in cui si esplorano tessuti biologici in movimento, come i flussi sanguigni. L’effetto Doppler è quindi un’aggiunta all’ecografia semplice che permette di meglio studiare i vasi arteriosi e venosi grazie al movimento del sangue che vi scorre.

Il principio fisico alla base è l’effetto Doppler, per cui, quando ricevitore e sorgente si trovano in movimento l’uno rispetto all’altro, le onde sonore percepite dal primo hanno una frequenza diversa rispetto a quella dei suoni emessi dalla seconda.

In particolare, se l’onda recepita dalla sonda ha una frequenza superiore rispetto a quella emessa, ricevitore e sorgente si stanno avvicinando, mentre se, viceversa, si stanno allontanando, la frequenza risulterà inferiore. L’eco-doppler è molto utilizzata nell’analisi del flusso venoso e può fornire informazioni che riguardano la velocità e la resistenza allo scorrimento del sangue, consentendo di mettere in evidenza restringimenti (stenosi) dei vasi, rallentamenti o inversioni della regolare direzione del flusso sanguigno.

Ecocolordoppler: Visualizzazione a Colori del Flusso Sanguigno

Aggiungendo il colore alla modalità precedente, aiuta nella diagnostica del flusso e nella rilevazione della presenza di eventuali ostacoli. ll Color Doppler, grazie alla colorazione effettuata mediante calcolatore, può studiare il movimento e la direzione del flusso sanguigno. Il principio si fonda sulla associazione in tempo reale di una immagine ecografica bidimensionale con un segnale Doppler pulsato. Ecodoppler ed Ecocolordoppler sono, pertanto, tecniche non invasive di diagnostica per immagini che permettono la visualizzazione ecografica dei vasi sanguigni e lo studio del flusso ematico.

Queste informazioni possono essere visualizzate colorando in modo diverso nell’immagine le parti di flusso in avvicinamento e quelle in allontanamento (tipicamente di rosso le prime e di blu le seconde), e si parlerà in questo caso di ecocolordoppler. Tale tecnica non consente di visualizzare molto bene i vasi più piccoli, più profondi o con un flusso molto lento, per i quali si preferisce usare il cosiddetto power Doppler, che misura l’energia delle onde riflesse e ha maggior sensibilità (anche se non consente di individuare la direzione del flusso).

Le due tecniche si possono combinare nel power doppler direzionale, che unisce un’alta sensibilità alle informazioni fornite dall’ecocolordoppler.

Uno degli esami più frequentemente eseguiti per lo studio dei vasi sanguigni è l’ecografia Doppler, più semplicemente conosciuta come Ecodoppler ed Ecocolordoppler. L’Ecodoppler e l’Ecocolordoppler sono esami rapidi e molto utili per ricevere informazioni precise sulla morfologia e funzionalità dei vasi sanguigni e del cuore. Ci permettono di studiare la circolazione arteriosa e venosa e di valutare lo stato dei vasi sanguigni e del flusso di sangue presente al loro interno.

Passiamo ad un punto fondamentale, ovvero delineare le principali differenze tra questi due esami apparentemente identici e valutarne caratteristiche e peculiarità. L’Ecodoppler è un esame non invasivo ed esente da rischi, quindi facilmente ripetibile, appartenente alla branca della diagnostica per immagini, attraverso il quale è possibile visualizzare immagini ad alta definizione del cuore e dei principali vasi sanguigni ed analizzarne la funzionalità ed il flusso ematico.

L’Ecocolordoppler è un’evoluzione dell’Ecodoppler ed è un esame particolarmente indicato per l’analisi delle strutture vascolari. Infatti, rispetto al precedente esame, l’Ecocolordoppler produce immagini a colori che consentono di studiare in maniera più precisa ed approfondita lo stato del flusso sanguigno e del cuore. Per questo motivo, tra i due esami, è il più utilizzato e quello di cui andremo a trattare.

Come Viene Eseguito l’Ecocolordoppler?

La modalità di esecuzione dell’Ecocolordoppler è molto semplice, ma andiamo di seguito a trattarne più nello specifico. Al pari della normale ecografia, l’Ecocolordoppler è un esame rapido, della durata variabile di 15-30 minuti, e viene sempre eseguito da personale tecnico-medico mediante una sonda, posta esternamente sulla cute.

Le immagini riprodotte consentono di ottenere informazioni sia morfologiche che funzionali sui vasi sanguigni analizzabili evidenziando patologie, sia su adulti che su bambini, che col tempo potrebbero diventare gravi o invalidanti. Mentre l’Ecodoppler restituisce sul monitor immagini bidimensionali in bianco e nero, nel caso dell’Ecocolordoppler queste immagini sono a colori: convenzionalmente si utilizza il rosso per le arterie e il blu per le vene.

Quando Eseguire un Ecocolordoppler?

L’Ecocolordoppler può essere un ottimo strumento di diagnosi e monitoraggio di diverse patologie. L’Ecocolordoppler è indicato per la diagnosi di malattie arteriose e venose e per monitorare lo stato di salute di soggetti particolarmente a rischio per malattie cardiovascolari (fumatori, diabetici, soggetti affetti da ipertensione arteriosa o ipercolesterolemia).

Vediamo insieme quali sono gli esami eseguibili e a cosa servono:- Ecocolordoppler degli arti superiori ed inferiori: valuta la funzionalità delle vene delle braccia e delle gambe, e l’eventuale presenza di ostruzioni.

Ecocolordoppler Tiroideo: Un Esame Specifico

L’Ecocolordoppler della Tiroide e della Paratiroide è un esame di primo livello, cioè utile per fare diagnosi, indolore e non invasivo che viene eseguito per studiare la morfologia e le dimensioni della tiroide e delle paratiroidi, mettendo in evidenza i vasi sanguigni che scorrono nella zona anatomica dove si trova.

Il paziente viene fatto sdraiare in posizione supina. La sonda viene spostata alla base del collo, in modo da passare lentamente sui vari quadranti, così da ottenere immagini complete. La morfologia della tiroide viene messa in relazione a quella degli organi vicini al fine di verificare se ci sono alterazioni.

L’Ecocolordoppler tiroideo è un esame indolore che dura circa 15-20 minuti e non richiede preparazione preventiva.

Si tratta di due esami non invasivi che utilizzano gli ultrasuoni per analizzare la vascolarizzazione e il tessuto della tiroide, la ghiandola del collo responsabile della regolazione del metabolismo. La procedura è praticamente la stessa: una sonda viene fatta scorrere sul collo del paziente grazie all’ausilio di uno speciale gel, che serve a facilitare la trasmissione delle onde meccaniche.

La principale differenza tra ecografia e eco-Doppler sta nel fatto che la prima fornisce indicazioni sulla tiroide, mentre la seconda è utile per l’analisi dei vasi sanguigni legati alla ghiandola. L’ecografia serve ad analizzare la struttura e la morfologia della tiroide, segnalando la presenza di eventuali anomalie come noduli, cisti o infiammazioni.

Sicurezza dell'Ecografia

L’ecografia è un esame molto sicuro, non invasivo e completamente indolore. Nella sua pur breve storia di uso medico non è stato confermato alcun caso di effetti indesiderati per l’utilizzo di questa tecnica con le apparecchiature moderne e in mano a professionisti con adeguata formazione.

Tuttavia, ovviamente si verificano effetti fisici: le onde sonore infatti sono in grado di esercitare pressione e trasferire energia meccanica ai tessuti, riscaldandoli. Anche se normalmente il flusso sanguigno è in grado di trasportare il calore in eccesso dai tessuti, in linea teorica non si possono escludere, in circostanze particolari, effetti biologici derivanti dall’aumento di temperatura. In alcuni esperimenti condotti inviando ultrasuoni ad alta potenza a feti di piccoli mammiferi , è stata osservata una riduzione nella funzionalità di alcune aree del midollo spinale.

Per questo motivo, così come per le altre tecniche diagnostiche, l’esposizione agli ultrasuoni va limitata al minimo indispensabile, specialmente per quanto riguarda quelli a maggior intensità emessi dai dispositivi per l’eco-doppler.

Tipologie di Ecografie

  • Ecografia tiroide e paratiroide: studia la struttura della tiroide, i vasi sanguigni e gli organi vicini. Consente di verificare l’eventuale presenza di noduli, la loro dimensione, la struttura interna (solida, liquida, mista) e il grado di vascolarizzazione.
  • Ecografie pediatriche: in base al quesito diagnostico, possono essere effettuate in diversi distretti dell’organismo, al fine di valutare la presenza di infiammazioni, infezioni e disfunzioni congenite.
  • Ecografie ostetriche: studiano il feto all’interno dell’utero materno. Nel corso della gravidanza sono almeno tre le ecografie ostetriche che devono essere effettuate:
    • la prima, denominata “office”, consente di visualizzare il numero di embrioni, nonché l’attività cardiaca, stabilisce la datazione della gravidanza ed esclude la presenza della spina bifida e altre malformazioni.
    • La seconda, chiamata “morfologica”, valuta l’anatomia fetale, attraverso un’analisi approfondita di ogni organo, individua la localizzazione della placenta e il sesso del feto.
    • La terza, “di accrescimento”, consente di appurare appunto la crescita del feto, prendendo come riferimento i parametri rilevati nella “morfologica”.
  • Ecografie alle anche dei neonati: è un esame diagnostico che rientra nello screening neonatale. Permette di visualizzare i rapporti articolari e la maturità dell’anca neonatale, consentendo di diagnosticare precocemente anomalie, quali la displasia e la lussazione.

Ecocolordoppler: Un Approfondimento

L’ecocolordoppler è una metodica diagnostica non invasiva, che attraverso l’utilizzo degli ultrasuoni, consente di visualizzare i principali vasi sanguigni dell’organismo e controllare il flusso ematico al loro interno. L’ecocolordoppler viene impiegato principalmente per lo studio e il monitoraggio delle patologie vascolari, quali stenosi arteriose e venose, aneurismi, trombosi e insufficienze vascolari.

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