Differenza tra Autopsia e Biopsia: Cosa Sono e Quando Vengono Eseguite

Nonostante la denominazione simile, autopsia e biopsia sono due esami diversi con scopi e procedure distinte. Questo articolo esplora in dettaglio cosa sono questi esami, quando vengono eseguiti e quali informazioni forniscono.

Cos'è l'Anatomia Patologica?

L’anatomia patologica è quella branca della medicina che studia le alterazioni macroscopiche e microscopiche provocate dai processi morbosi negli organi e nei tessuti dell’organismo umano. Mira a risalire, dalle alterazioni constatate, all’interpretazione delle varie manifestazioni cliniche della malattia e a fornire una diagnosi. L’anatomopatologo è un medico specializzato in anatomia patologica, il cui ruolo principale è formulare diagnosi di malattia attraverso l’esame micro e macroscopico dei tessuti.

Autopsia: L'Esame Post-Mortem

L’anatomia patologica riguarda anche le analisi eseguibili “post-mortem”, ovvero dopo la morte del paziente. Lo scopo dell’esecuzione dell’autopsia è prevalentemente quello di accertare le cause della morte di una persona qualora queste siano sconosciute o dubbie.

Esistono due tipi di autopsia: quella giudiziaria e quella diagnostica. L’autopsia giudiziaria è quella che viene disposta dal Pubblico Ministero, d’ufficio o a seguito di una denuncia, per l’ipotesi di reato di omicidio colposo da parte del medico o dei medici che hanno avuto in cura il paziente. L’autopsia verrà svolta da un consulente medico legale nominato dal Pubblico Ministero, che poi scriverà una relazione in cui saranno indicati i motivi del decesso.

Ebbene, se all’esito dell’autopsia il consulente medico legale del Pubblico Ministero riterrà che non vi sia stata responsabilità penale dei medici, probabilmente il P. M. Se così fosse, i familiari potranno comunque opporsi alla richiesta di archiviazione del P. M. e vi sarà una udienza davanti al Giudice per le Indagini Preliminari. Dopodichè, se il G. I. P. accoglierà la richiesta del P. M. il procedimento penale verrà archiviato. Viceversa, se rigetterà la richiesta del P.

Sentenza della Corte di Cassazione

Riportiamo nell’ultimo paragrafo di questo articolo, la sentenza della Corte di Cassazione n.

  1. Cassazione civile sez. III, n.
  2. Cassazione civile sez. III, n.

Biopsia: Prelievo di Tessuto da un Essere Vivente

Il significato letterale di biopsia (dal greco béoq, "vita", e çyiq, "vista") è osservazione di frammenti di organo o tessuto prelevati da un essere vivente.

L’esame istologico è un importante strumento diagnostico utilizzato soprattutto in Medicina per le analisi pre- intra- e post-operatorie in ambito prevalentemente chirurgico. L'esame istologico può essere effettuato anche in ambito intraoperatorio (c.d.

L'esame intraoperatorio può venire richiesto al fine di chiarire la diagnosi di malattia, nel caso questa non sia già stata posta in precedenza, o quando durante l'operazione emergano nuovi quesiti diagnostici.

L’esame istologico, tecnicamente parlando, è una valutazione microscopica delle caratteristiche morfologiche di un frammento di tessuto adeguatamente asportato. Normalmente, i frammenti di tessuto vengono dapprima "fissati" (per evitare la decomposizione) in apposite soluzioni (formaldeide tamponata al 10%, alcool, ecc.), disidratati (xilolo), inclusi in paraffina (per renderli consistenti e adatti al taglio) e tagliati in sezioni di pochi µm di spessore, mediante un apposito strumento, detto microtomo.

Tipologie di Biopsia

Il prelievo bioptico può essere eseguito chirurgicamente mediante asportazione di tutta la lesione (biopsia escissionale) o prendendo solo un campione della stessa (biopsia incisionale). Oltre che con intervento chirurgico, la biopsia può essere effettuata per via transcutanea con ago (agobiopsia epatica, renale ecc.) o per via endoscopica (lungo le vie aeree, tubo digerente, vasi) con particolari pinze dette biotomi (biopsia bronchiale, transbronchiale, gastrica, intestinale ecc.).

Altrimenti (e più frequentemente) il campione bioptico, dopo essere stato posto in liquido fissativo per arrestare i processi di autodegenerazione (autolisi), viene immerso e impregnato in una sostanza che faccia da supporto (inclusione) per facilitare il taglio. La sostanza usata per l'inclusione è la paraffina, che è liquida a temperatura elevata e solida a temperatura ambiente.

Colorazioni Istologiche

Le sezioni istologiche, una volta raccolte su vetrino, vengono colorate per la visualizzazione delle varie componenti tissutali al microscopio. La colorazione più semplice e tradizionale è quella con ematossilina-eosina. L'ematossilina è una sostanza basica che, per affinità con gli acidi nucleici, colora in blu i nuclei, mentre l'eosina è un colorante acido che colora in rosa i citoplasmi delle cellule e la matrice interstiziale. Altre colorazioni possono evidenziare la matrice interstiziale fibrillare reticolare, collagena ed elastica, rispettivamente con l'impregnazione argentica, il metodo Van Gieson e il metodo Weigert. Colorazioni istochimiche consentono l'identificazione di costituenti cellulari e tissutali secondo reazioni chimiche note, come il metodo PAS (acido periodico di Schiff) con cui sostanze contenenti gruppi glicolici o loro derivati aminici e alchilaminici, come il glicogeno e i mucopolisaccaridi neutri, vengono colorate in rosso magenta dopo che i gruppi sono stati ossidati per formare dialdeidi. Esistono anche colorazioni per microrganismi, di cui la più comune è quella di Gram.

Importanza della Biopsia

La biopsia è indispensabile, oltre che per la diagnosi, anche per stabilire la stadiazione patologica delle neoplasie (pTNM). L'esame del patologo (p) individua le dimensioni del tumore (T), l'eventuale presenza di metastasi linfonodale (N), l'infiltrazione venosa e le metastasi a distanza (M), nonché il grado istologico di differenziazione. Con tecniche di immunoistochimica è anche possibile, tra l'altro, stabilire l'attività proliferativa delle cellule neoplastiche e, in caso di tumore mammario, rilevare l'eventuale presenza di recettori ormonali.

Agobiopsia Percutanea

L'agobiopsia percutanea, divenuta di uso comune negli anni Cinquanta, viene principalmente applicata a fegato e rene. Si esegue per via transcutanea con una siringa a cui è collegato un ago del diametro di 1-1,5 mm: facendo ruotare l'ago ed estraendolo, si asporta il tessuto rimasto nel lume dell'ago stesso. Oltre a definire le alterazioni morfologiche, con impiego di tecniche di immunoistochimica e di ibridazione in situ, il patologo è ora in grado di identificare anche l'agente infettivo, come i virus A, B, C e D delle epatiti, e di stabilire la patogenesi da immunocomplessi o da autoanticorpi di alcune glomerulonefriti.

Microscopia Elettronica

Nell'ambito della patologia renale, la microscopia elettronica a trasmissione è spesso risolutiva sul piano diagnostico, come nel caso di glomerulonefriti su base ereditaria, di sindromi nefrosiche con quadro istologico apparentemente normale (glomerulonefrite a lesioni minime) e in corso di malattie sistemiche e metaboliche.

Tecniche Bioptiche Eco-Guidate e TAC-Guidate

Per l'esigenza di effettuare prelievi mirati si sono poi sviluppate tecniche di pratiche bioptiche eco-guidate e TAC-guidate in cui il prelievo viene effettuato rispettivamente con l'ausilio di ultrasuoni o di indagini di tomografia assiale computerizzata (TAC). Per organi interni, come quelli dell'apparato respiratorio e digerente, la biopsia viene effettuata con la guida dell'endoscopia a fibre ottiche, che permette di eseguire prelievi bioptici mirati, talora anche terapeutici, come è il caso delle polipectomie (biopsie endoscopiche escissionali).

Biopsia nel Trapianto di Organi

Particolare importanza ha la biopsia nel monitoraggio del rigetto negli organi solidi trapiantati, in particolare nel caso del cuore. Proprio quest'ultima esigenza ha favorito lo sviluppo delle tecniche di prelievo transvenoso, o transarterioso di miocardio con biotomo. Le vie di accesso più usate sono la vena femorale o la vena giugulare, e la biopsia viene fatta nel miocardio ventricolare destro, in corrispondenza del setto. Si prelevano frustoli di dimensioni da 1 a 4 mm, a seconda del biotomo impiegato; per ottenere una adeguata rappresentazione di miocardio, è necessario prelevare 4 o 5 frustoli. Nel primo anno da trapianto, la biopsia endomiocardica viene ripetuta 15-20 volte. La posizione del biotomo può essere controllata con l'ecocardiografia.

La relativa semplicità di esecuzione ha fatto sì che la biopsia endomiocardica venga impiegata non solo nei trapianti ma anche nella pratica diagnostica delle miocarditi e delle cardiomiopatie. Anche in questi casi il prelievo bioptico può essere sottoposto a indagini particolari, che si affiancano all'esame istopatologico. È il caso della microscopia elettronica, usata nella diagnosi di alcune cardiomiopatie, di indagini di biologia molecolare, fra cui la più usata è la PCR (Polymerase chain reaction) per l'individuazione di virus nelle miocarditi.

FNAB (Fine Needle Aspiration Biopsy)

Molto diffuso, infine, è un particolare tipo di agobiopsia che si esegue per aspirazione utilizzando aghi di calibro molto piccolo, solitamente con un diametro di 0,6 mm (calibro 22 gauge) e conosciuto con il termine di FNAB (Fine needle aspiration biopsy). La tecnica permette di aspirare cellule che possono essere direttamente strisciate su vetrino e colorate, con o senza previa rapida fissazione. La colorazione che si esegue di routine è quella di Papanicolau. Si tratta di una metodica che viene eseguita per via percutanea, può essere eco-guidata o TAC-guidata, è poco invasiva, rapida e semplice. Viene usata prevalentemente nella diagnostica oncologica: l'esiguità del calibro dell'ago evita che il prelievo causi la disseminazione della neoplasia attraverso i vasi linfatici cutanei.

Biopsia al Seno: Agoaspirato vs Biopsia

La diagnosi precoce del cancro al seno gioca un ruolo fondamentale nel migliorare le prospettive di guarigione e nella gestione efficace della malattia. Due procedure comuni utilizzate per ottenere campioni di tessuto dal seno per l’analisi sono l’agoaspirato e la biopsia al seno.

Agoaspirato

L’agoaspirato è una procedura diagnostica che coinvolge l’uso di un ago sottile per aspirare un campione di cellule dal seno. Questa tecnica è spesso utilizzata quando un nodulo o una massa è visibile tramite esami di imaging come la mammografia o l’ecografia. Durante un agoaspirato, il paziente viene posizionato in una posizione comoda, e la zona interessata del seno viene sterilizzata. Successivamente, viene utilizzato un ago sottile per prelevare una piccola quantità di tessuto o liquido dalla massa o dal nodulo sospetto. Il campione viene quindi inviato per l’analisi al microscopio, aiutando i medici a determinare se le cellule sono cancerogene o no.

Biopsia al Seno

A differenza dell’agoaspirato, la biopsia al seno è una procedura più invasiva che coinvolge il prelievo di un campione più grande di tessuto. Ciò consente una valutazione più approfondita delle cellule e della loro struttura. La biopsia al seno offre diversi vantaggi rispetto all’agoaspirato. Innanzitutto, fornisce una maggiore quantità di tessuto per l’analisi, consentendo una diagnosi più accurata e approfondita dando notizie più affidabili sulla diagnosi istologica. Inoltre, può essere utilizzata quando un agoaspirato non è sufficiente o non fornisce informazioni chiare.

In sintesi, sia l’agoaspirato che la biopsia al seno sono procedure importanti per la diagnosi precoce del cancro al seno. Mentre l’agoaspirato è meno invasivo e più veloce, la biopsia al seno offre una valutazione più approfondita del tessuto. La scelta tra le due procedure dipende da vari fattori, tra cui le caratteristiche del tumore e le esigenze specifiche del paziente.

Biopsia Liquida

Nonostante la denominazione simile, siamo di fronte a due esami diversi. La biopsia tradizionale, detta anche tissutale, si esegue esportando un frammento o un intero tessuto che potrebbe essere interessato dal cancro. La biopsia liquida, invece, è così definita perché viene eseguita sul sangue, di solito attraverso un comune prelievo. Questo esame, al momento, viene utilizzato a scopo predittivo, non diversamente da quanto avviene con i test genomici. Ciò implica che l’esecuzione della biopsia liquida abbia luogo a tumore già diagnosticato, per monitorare l’evoluzione della malattia e avere quindi informazioni utili per definire un iter terapeutico efficace. Alla base di questa sperimentazione c’è la ricerca di segni di metilazione nel DNA libero circolante dei partecipanti allo studio, ossia oltre 6000 individui che al momento dell’arruolamento non avevano ricevuto diagnosi di tumore. I primi risultati dello studio hanno confermato la positività alla ricerca per l’1,4% dei partecipanti.

Biopsia Cutanea

Cos'è la Biopsia Cutanea?

La biopsia cutanea consiste nel prelievo in anestesia locale di una lesione cutanea o talvolta di una sua porzione. Lo scopo ultimo è l’analisi del campione da anatomo-patologi esperti che possono così stabilire di che tipo di alterazione si tratta. A tale scopo il campione viene adeguatamente trattato in laboratorio, osservato al microscopio e sottoposto a esami specifici, per accertarne la natura, con il fine ultimo di stabilire se le cellule siano o meno tumorali e, nel caso, di quale tipo.

Nel dubbio che una lesione possa essere tumorale, si preferisce asportarla interamente (biopsia escissionale) qualora sia sufficientemente piccola. Se invece è più estesa, il medico può decidere di prelevare in un primo tempo solo una piccola parte di tessuto (biopsia incisionale), al fine di capire se occorre un ulteriore intervento per rimuovere l’intera area, evitando però di intervenire, lasciando segni vistosi, finché questo non è chiarito. Le biopsie parziali tendono a essere più frequentemente eseguite in caso di patologie potenzialmente non tumorali.

Quando è Indicata una Biopsia Cutanea?

La biopsia cutanea è indicata quando:

  • È necessario confermare una diagnosi, soprattutto per sospetti tumori maligni come il melanoma, il carcinoma basocellulare, quello spinocellulare e altri tipi di cancro che possono manifestarsi sulla pelle.
  • È richiesto un monitoraggio istopatologico per valutare la progressione della malattia o l’efficacia dei trattamenti.

Tipi di Biopsia Cutanea

Esistono diversi tipi di biopsie cutanee, ciascuno indicato per specifiche situazioni cliniche:

  • Biopsia escissionale: consiste nella rimozione completa della lesione, inclusi i margini di pelle circostante. Questa tecnica è spesso preferita per lesioni sospette come il melanoma, poiché consente sia la diagnosi sia il trattamento con un unico intervento.
  • Biopsia incisionale: è una procedura semplice che utilizza un bisturi o un piccolo strumento cilindrico (punch) per prelevare un campione cutaneo. È ideale per lesioni di piccole dimensioni, o di grandi dimensioni laddove è consigliata una piccola biopsia per una conferma diagnostica prima di procedere all’intera asportazione. Inoltre, è usata in aree delicate o in cui si preferisce un approccio meno invasivo, come il volto.
  • Biopsia “saucerization” (shave profonda): con questa tecnica si rimuove la lesione con un margine di pelle circostante tramite una tecnica di rasatura. È rapida, non richiede sutura e garantisce un buon risultato cosmetico, soprattutto in ambito ambulatoriale.

Come si Effettua?

Solitamente la procedura viene effettuata in ambulatorio, quindi non è sempre necessario recarsi in ospedale. Il medico che la esegue deve informare il paziente riguardo ai motivi che lo portano a eseguire la biopsia e al tipo di procedura usata. Il paziente deve informare il medico sulla sua storia clinica, su eventuali allergie a farmaci e anestetici locali, e su eventuali trattamenti in corso.

Chi Può Sottoporsi a una Biopsia Cutanea?

Sì, la biopsia cutanea è un esame a cui si possono sottoporre tutti e che non ha controindicazioni. Può eventualmente rimanere una piccola cicatrice.

Preparazione all'Esame

No, non è richiesta nessuna preparazione specifica.

È Necessario Essere Accompagnati?

In genere non è necessario farsi accompagnare. Tuttavia, è possibile che il numero di prelievi effettuati o la loro localizzazione renda fastidiosa la guida.

L'Esame è Doloroso?

No, i prelievi di tessuto sono effettuati in anestesia locale. I pazienti in genere riportano soltanto un senso di tensione della pelle nell’area interessata dall’indagine. Anche il fastidio che si può riscontrare nei due giorni successivi si allevia facilmente con la semplice applicazione di ghiaccio. Il medico può prescrivere antidolorifici per alleviare il dolore nel sito della biopsia.

Se sono statti applicati punti di sutura si deve prestare un po’ più attenzione, evitare alcuni movimenti e cercare di mantenere l’area asciutta. Più raramente si può avvertire dolore, sanguinamento o può insorgere un’infezione. In questi casi è consigliato farsi rivalutare dal medico. Le medicazioni vanno ripetute e mantenute per un periodo di circa 5-10 giorni. In caso di un prelievo bioptico di piccole dimensioni si può riprendere l’attività lavorativa immediatamente. Nel caso di rimozioni più estese è in genere previsto un periodo di convalescenza di 24-48 ore.

È importante ricordare che le cicatrici sono sensibili ai raggi solari per circa 4-5 mesi e che quindi vanno adeguatamente protette per prevenire infiammazioni e altri problemi, soprattutto se la biopsia è effettuata appena prima del periodo estivo.

Rischi dell'Esame

No, è un esame del tutto sicuro.

Durata dell'Esame

Il tempo richiesto per una biopsia cutanea varia a seconda del tipo di prelievi effettuati e del loro numero. In genere oscilla tra i 15 e i 90 minuti.

Osservazione Post-Esame

Per i prelievi più semplici si può tornare a casa immediatamente dopo l’intervento. Qualora sia stato usato un sedativo, è necessario che scompaiano i suoi effetti. L’attesa è comunque breve: non più di 45-60 minuti.

Ripresa delle Attività Quotidiane

Si può tornare subito alla vita di tutti i giorni. Tuttavia è necessario medicare con cura le ferite per i 5-10 giorni successivi.

Biopsia Polmonare

La biopsia è una procedura medica che consiste nel prelevare ed asportare un pezzo di tessuto da un organo per esaminarlo microscopicamente ed evidenziare eventuali anomalie.

Tipi di Biopsia Polmonare

  • Biopsia con ago: viene eseguita prelevando un campione di tessuto con un ago, dopo aver anestetizzato la cute della persona. Per individuare la giusta sede si utilizza l’ausilio della TAC (si parla di “biopsia TAC - guidata”). La biopsia con ago viene anche definita transtoracica o percutanea.
  • Biopsia aperta: viene eseguita in sala operatoria, previa visione diretta dei polmoni.

Le evidenze scientifiche raccomandano di eseguire una TC del torace prima di eseguire una biopsia polmonare. Le immagini della TC devono aiutare il medico a scegliere la procedura più indicata, a seconda della zona che deve essere aggredita. La biopsia polmonare viene fatta a scopo diagnostico. Essendo una procedura invasiva, la biopsia polmonare non è esente da rischi.

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