Differenza tra Glicemia nel Sangue Venoso e Capillare

La glicemia misura la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. È importante mantenere i livelli sotto controllo in quanto sia l’iperglicemia che l’ipoglicemia (ovvero livelli rispettivamente troppo alti o troppo bassi di glucosio) possono determinare complicanze pericolose.

La regolazione della glicemia

La regolazione dei livelli ematici dipende principalmente dall’azione di due ormoni, l’insulina e il glucagone. Il primo promuove l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule quando il livello di questo zucchero aumenta, e il secondo aumenta il livello di glucosio nel sangue quando questo scende troppo.

Glicemia: Sangue Venoso vs. Capillare

La discrepanza tra la misurazione della glicemia su sangue venoso e quella su sangue capillare è legata al fatto che nel polpastrello viene misurata la glicemia su sangue capillare e non sangue venoso e vi è sempre una differenza di valori.

Il parametro di riferimento nella misurazione della glicemia, sul quale vengono fissati i range di normalità (60-100 mg/dl) e, di conseguenza, la diagnosi di diabete o delle alterazioni che lo precedono, è la concentrazione plasmatica di glucosio, quella cioè rilevata con prelievo venoso.

Il glucometro, che misura invece la glicemia capillare, ha l'obiettivo di avvicinare con la maggiore precisione possibile la glicemia plasmatica, tanto che un parametro imprescindibile (e obbligatorio) per l'immissione in commercio di tali strumenti è il garantire un determinato grado di accuratezza (secondo le norme ISO), ovvero la capacità di fornire un dato quanto più vicino al dato di riferimento (glicemia plasmatica).

Per verificare se il prelievo capillare è in grado di fornire analisi attendibili, è necessario un confronto con quello venoso convenzionale. Si tratta di un “ammettere”, perché si potrebbe anche non ritenere il prelievo venoso da braccio uno standard di riferimento assoluto.

Tutti gli operatori di medicina di laboratorio sanno che nessuno strumento è in grado di offrire risultati inequivocabili e senza alcun margine minimo di errore. La variabilità del risultato finale è legata a fattori biologici e strumentali, o più precisamente, al materiale in analisi e al metodo di analisi.

Fattori che influenzano la variabilità della glicemia

  • Fattori biologici: fisiologici, alterazioni alimentari, cambiamenti posturali o cambiamenti stagionali.
  • Qualità dello strumento: più la qualità dei componenti dello strumento è elevata, più è bassa la soglia di errore di base dello strumento.
  • Autocontrolli dello strumento: Più autocontrolli lo strumento esegue durante le analisi, più l’errore si riduce.
  • Usura dello strumento: Più campioni legge lo strumento, più è soggetto a degradazione della luce spettrofotometrica, usura dei componenti, riduzione della pulizia interna; tutte variabili che aumentano la percentuale di errore finale.

Inoltre, le strumentazioni certificate per autocontrollo devono avere meccanismi di auto calibrazione superiori a quelli presenti negli strumenti che non sono certificati per l’autocontrollo.

La glicemia misurata su sangue venoso è leggermente più bassa che sul sangue capillare ma la differenza sul piano pratico è priva di significato.

Se prendiamo come riferimento il valore di glucosio nel plasma, potremmo aggiungere un 5-10% a quello della macchinetta. Alcuni glucometri incorporano già un fattore di correzione. Verificare se il manuale lo dice, e qualora esista tale possibilità, verificare che la correzione sia impostata a nulla (pendenza 1, intercetta 0).

Cosa influenza la glicemia?

La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto. Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare.

Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante:

  • Seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura.
  • Praticare attività fisica regolarmente.
  • In caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.

Alimentazione e indice glicemico

L’indice glicemico indica quanto velocemente un alimento influenza il livello di zucchero nel sangue (glucosio) quando viene assunto da solo.

Gli alimenti con indice glicemico alto causano un rapido aumento del glucosio nel sangue. Si tratta di cibi che, nei processi digestivi, vengono scomposti rapidamente, come cibi zuccherati, pane bianco, pasta e riso non integrali, patate.

Alimenti a medio e basso indice glicemico, che provocano un aumento graduale dei livelli di zucchero nel sangue, sono per esempio i legumi, gli alimenti integrali e alcune varietà di frutta e verdura.

Le cause di ipoglicemia e iperglicemia

Glicemia alta: le cause

Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da:

  • Scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1).
  • Incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2).
  • Uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.

In casi più rari, l’iperglicemia può essere causata da alcune patologie, come:

  • Acromegalia (malattia causata da un eccesso di ormone della crescita).
  • Sindrome di Cushing (condizione causata da un eccesso di cortisolo nel sangue).
  • Pancreatite.
  • Tumori del pancreas.
  • Eventi stressanti acuti (ad esempio infarto del miocardio o ictus).
  • Episodi infettivi acuti.

Nelle persone in trattamento per il diabete, l’iperglicemia può dipendere da:

  • Scarsa aderenza alla dieta o alla terapia antidiabetica prescritta.
  • Vita sedentaria.
  • Inefficacia dei farmaci.

Glicemia bassa: le cause

L’ipoglicemia può avere diverse cause, tra cui le più comuni sono:

  • Eccessivo consumo di alcol in periodi di digiuno.
  • Terapia con sulfaniluree.
  • Sovradosaggio della terapia insulinica nei pazienti affetti da diabete.

In casi più rari l’ipoglicemia può essere causata da:

  • Patologie epatiche (cirrosi, per esempio) in condizioni di digiuno.
  • Tumori pancreatici.
  • Morbo di Addison, una malattia rara che colpisce le ghiandole surrenali.

I sintomi di ipoglicemia e iperglicemia

Glicemia alta: i sintomi

I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti.

Glicemia bassa: i sintomi

I primi sintomi dell’ipoglicemia possono comprendere:

  • Pallore.
  • Sensazione di stanchezza.
  • Sudorazione ingiustificata.
  • Nausea o fame.
  • Vertigini.
  • Tremore.
  • Battito cardiaco accelerato (tachicardia) o martellante (palpitazioni).
  • Irritabilità, ansia, sbalzi d’umore.
  • Mal di testa.

Se i livelli di glucosio nel sangue restano bassi a lungo, si possono manifestare altri disturbi, come:

  • Visione offuscata.
  • Debolezza e sonnolenza.
  • Difficoltà di concentrazione e stati confusionali.
  • Crisi epilettiche.
  • Collasso o svenimento.

Valori normali di glicemia

I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:

  • 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno.
  • Inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).

Quando i valori della glicemia sono preoccupanti?

  • Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl.
  • Si parla di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.
  • Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.
  • Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.
Condizione Valore di Glicemia
Normale (a digiuno) 70-99 mg/dl
Normale (2 ore dopo carico di glucosio) Inferiore a 140 mg/dl
Iperglicemia a digiuno 100-125 mg/dl
Alterata tolleranza al glucosio 140-199 mg/dl (2 ore dopo carico)
Diabete mellito (a digiuno) Uguale/Superiore a 126 mg/dl
Diabete mellito (casuale) Uguale/Maggiore a 200 mg/dl
Ipoglicemia (in diabetici) Inferiore a 70 mg/dl

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