Dieta per Gotta e Colesterolo: Consigli Alimentari

La gotta torna a colpire nel nostro paese, a danno di circa 500 mila italiani. Un numero elevatissimo, ma destinato a crescere secondo le stime della Società Italiana di Reumatologia, a causa di una mancata cultura della ‘buona alimentazione’. Non più “la malattia del Re” che un tempo colpiva chi poteva permettersi di mangiare tanto, oggi interessa anche (e soprattutto) chi si alimenta in maniera errata.

La gotta ha per il 70% una origine genetica, a cui poi contribuiscono altri importanti fattori (invecchiamento, patologie correlate, assunzione di farmaci, quali i diuretici che ostacolano l’eliminazione di acido urico) ed il regime alimentare. Inteso che la cura per la gotta è farmacologica, è possibile aiutare il controllo e la riduzione della sintomatologia con una dieta priva (o scarsa) di ‘purine’.

Alimentazione in caso di iperuricemia e gotta

Una parte delle proteine contenute nel nostro corpo (endogene o introdotte con l’alimentazione) rappresenta il substrato per la formazione delle purine. Le purine (o nucleo proteine) che non vengono utilizzate subiscono un processo metabolico che porta alla formazione dell’acido urico.

L’acido urico è normalmente presente nel sangue in concentrazioni che sono lievemente superiori nell’uomo rispetto alla donna e che tendono a aumentare con l’età. Con il termine iperuricemia si intende una condizione asintomatica caratterizzata da un aumento dei livelli di acido urico nel sangue. Quando si verifica la precipitazione nei liquidi organici o nei tessuti, con formazione di depositi di urato monosodico nelle articolazioni, si parla di gotta.

Cos'è l'Iperuricemia?

L’iperuricemia indica l’aumento nel sangue, oltre i valori ritenuti fisiologici, di acido urico (uomo 4-7 mg/100 ml, donna 3-6,5 mg/100 ml). Con il termine “gotta” si intendono, invece, una serie di manifestazioni patologiche riconducibili all’iperuricemia, come artriti, sinoviti tendinee, tofi, nefropatie e calcoli renali di acido urico.

L’iperuricemia è causata da un’iperproduzione, o da una ridotta escrezione, di acido urico. Questo acido è una sostanza cristallizzabile normalmente presente nel nostro organismo, è il prodotto finale del metabolismo delle purine, ossia sostanze azotate che formano il nostro DNA (acidi nucleici). Possono essere prodotte dal nostro stesso metabolismo o derivare dalla degradazione di alcuni alimenti. Quando viene prodotto troppo acido urico, originato dalle purine, e l’organismo non riesce a smaltirlo, esso tende a depositarsi nelle articolazioni e a provocare la gotta.

Un ruolo importante nello sviluppo dell’iperuricemia lo svolge la genetica, ma è nota l’associazione tra iperuricemia e manifestazioni cliniche della sindrome metabolica. L’articolazione colpita più di frequente è la metatarso-falangea dell’alluce, ma l’acido urico può accumularsi anche in altre sedi e tessuti (es.

L’iperuricemia viene diagnosticata attraverso un semplice esame del sangue, mentre per la diagnosi di gotta è necessario il riscontro di elevati valori ematici di acido urico e l’esame delle urine, in aggiunta alla raccolta di informazioni sullo stato di salute del paziente (indagine anamnestica) e all’esame obiettivo, cioè l’insieme di manovre diagnostiche effettuate dal medico per verificare la presenza o l’assenza di segni indicativi della malattia indagata.

L’esame al microscopio del liquido sinoviale (un fluido che grazie alla sua azione lubrificante protegge le superfici articolari dall’usura e dal logorio), da cui emergono i cristalli di acido urico con la tipica forma ad ago, serve per confermare la diagnosi di gotta. Di norma, chi ha la gotta deve seguire una specifica cura farmacologica (prescritta dal medico).

Dieta per iperuricemia e gotta: Indicazioni generali

  • Idratarsi a sufficienza (bere almeno 2 litri di acqua al giorno);
  • Limitare cibi ad elevato contenuto di purine;
  • Evitare digiuni prolungati e pasti abbondanti;
  • L’amido aiuta l’escrezione di acido urico, quindi inserire pasta e cereali nella propria alimentazione;
  • Le ciliegie hanno una particolare efficacia nel ridurre i livelli di uricemia come anche gli agrumi ricchi in vitamina C;
  • Valutare integrazioni di omega-3 per contrastare l’infiammazione.

Alimenti da evitare e limitare

Escludere, in presenza di gotta o iperuricemia, tutti gli alimenti ricchi in purine (contenuti soprattutto in prodotti di origine animale, ad eccezione di uova e latticini) e limitare gli eccessi proteici. A pasto sono concessi circa 100 gr di carne, 50 gr di insaccati e 150 gr di pesce.

Alimenti da evitare:

  • Alcool. La sua ingestione oltre a favorire l’aumento di peso, favorisce la produzione di acido urico da parte dell’organismo e ne riduce inoltre l’eliminazione da parte dei reni.
  • Pesce ad alto contenuto di purine come acciughe, alici, sardine, sgombri.
  • Molluschi e frutti di mare.
  • Frattaglie, selvaggina, insaccati.
  • Strutto, lardo.
  • Prodotti industriali; alimenti conservati; dadi da cucina.
  • Bevande zuccherine contenenti fruttosio.

Alimenti da limitare:

  • Pesce a medio contenuto di purine: spigola, carpa, cernia, luccio merluzzo, nasello, palombo, sogliola, rombo, trota.
  • Alcuni tipi di verdure quali asparagi, spinaci, cavolfiori.
  • Funghi.
  • Carni, pollame e affettati.
  • Legumi.

Alimenti Consigliati

  • Pasta e riso non integrali, grissini, crackers, fette biscottate, cereali in genere.
  • Formaggi a basso contenuto di grassi come Asiago, Bel Paese, crescenza, fior di latte, fontina, mozzarella, scamorza oppure, tra quelli stagionati, Grana Padano DOP.

Grana Padano DOP è il formaggio più ricco di calcio tra tutti quelli comunemente consumati, apporta inoltre buone proteine ad alto valore biologico, vitamine essenziali come quelle del gruppo B (B2 e B12) e antiossidanti come zinco, selenio e vitamina A.

  • Verdure di stagione.
  • Frutta fresca, ricordando però di consumarla con moderazione per il suo contenuto di fruttosio (zucchero della frutta).

Combattere il sovrappeso

Ridurre il peso, se in eccesso, è l’arma più efficace per combattere i livelli di uricemia. Una alimentazione ipocalorica equilibrata, studiata insieme al medico specialista o nutrizionista in relazione alle esigenze nutrizionali individuali ed associata ad attività fisica, può contribuire a ridurre gradualmente peso e circonferenza addominale.

L'alimentazione dovrebbe essere all'insegna della moderazione calorica, in modo da evitare, per quanto possibile, abbuffate ed eccessi. La riduzione graduale del peso superfluo sembra infatti apportate più benefici di un regime dietetico attento solo all'eliminazione dei cibi ricchi in purine. Non a caso, di solito, le persone più pesanti hanno livelli maggiori di acido urico.

Valgono poi tutte le altre indicazioni in merito alla riduzione di grassi soprattutto di origine animale, di bevande e alimenti dolci, all’assunzione di almeno cinque porzioni di frutta al giorno (le ciliegie in particolare sono efficaci contro l’uricemia) e di verdura.

In caso di sovrappeso od obesità, si raccomanda la riduzione del peso e del girovita, ossia la circonferenza addominale, indicatrice della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato"; valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un "rischio elevato".

Tornare ad un peso normale permette di ridurre non solo i livelli di uricemia nel sangue, ma anche di ridurre gli altri fattori di rischio cardiovascolare (come ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, insulino-resistenza).

Praticare attività fisica almeno tre volte a settimana (150 minuti a settimana minimo, ottimali 300 minuti) sia di tipo aerobico che di rinforzo muscolare (anaerobico). Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà! Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana per complessivi 150 minuti, ottimali 300, sia di tipo aerobico, sia di rinforzo muscolare (anaerobica).

Dieta per Gotta e Colesterolo

La dieta adatta per tenere sotto controllo sia il livello di colesterolo nel sangue sia il livello di acido urico deve essere molto povera di grassi saturi e di proteine animali. In pratica:

  • Latte scremato e yogurt magro vanno bene.
  • Poca carne (escludere carni rosse, salumi e insaccati e preferire le carni bianche come pollo coniglio, tacchino).
  • Meglio mangiare pesce, 2 o 3 volte la settimana.
  • Molta frutta e verdura fresche e di stagione tutti i giorni (3 porzioni di frutta e 2 porzioni di verdura cruda e cotta).
  • Niente burro, panna, strutto.
  • Condire con olio extravergine d’oliva a crudo, non più di 4 cucchiai al giorno.
  • Niente formaggi grassi.
  • Pane, pasta e riso in quantità adeguata al peso.
  • Poco vino rosso, ma solo ai pasti e niente birra, aperitivi e superalcolici.
  • Poco sale usando spezie e aromi naturali preferiti a piacere.

Perché affidarsi a noi per l'alimentazione in caso di iperuricemia e gotta è vantaggioso?

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Questi accorgimenti non devono essere considerati sostitutivi delle indicazioni del Medico. Per una dieta personalizzata si consiglia di consultare il Nutrizionista.

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