L’azotemia è un valore che fa riferimento ai livelli di azoto, precisamente quello non proteico, presenti nel sangue. L’azoto non proteico è il prodotto di scarto del metabolismo delle proteine, ed indica principalmente il contenuto nel sangue dell’urea, che viene prodotta soprattutto dal fegato per poi essere eliminata attraverso le urine. L’azoto proteico invece, fa riferimento agli amminoacidi utilizzati dal nostro organismo.
Il compito di espellere l’azoto non proteico dal sangue viene ricoperto dai reni: se il livello di azotemia dovesse essere elevato, è il segnale che i reni non stanno funzionano bene, in quanto non riescono a favorire lo smaltimento di queste scorie. E se negli esami del sangue notaste questo valore sballato?
Esistono diverse cause di azotemia alta, tra cui:
- Pre-renale: si verifica quando il fluido non scorre abbastanza attraverso i reni, causando concentrazioni elevate di creatinina sierica e urea.
- Intra-renale: identifica un malfunzionamento o danneggiamento dei reni.
Come dicevamo, l’azotemia alta può essere dovuta anche ad una dieta esageratamente proteica, in quanto le proteine contengono circa il 15% di azoto. I valori corretti di azoto non proteico nel sangue sono generalmente compresi tra i 22 e i 46 milligrammi per decilitro: questo valore varia in base all’età del paziente e al sesso, ed è fondamentale consultarsi con il proprio medico di base qualora si notasse un’anomalia sospetta di questo valore nei risultati del sangue.
Malattia Renale Cronica (MRC) e Insufficienza Renale Cronica (IRC)
Si definisce malattia renale cronica (MRC) ogni malattia che interessi il rene e che possa provocare perdita progressiva e completa della funzione renale o complicanze derivanti dalla ridotta funzione renale. La malattia renale cronica si definisce anche come presenza di danno renale, evidenziato da particolari reperti laboratoristici, strumentali o anatomo-patologici, o ridotta funzionalità renale che perduri da almeno 3 mesi, indipendentemente dalla malattia di base.
La Società Italiana di Nefrologia stima che in Italia circa una persona su 10 abbia una MRC, spesso senza saperlo. La naturale conseguenza della MRC è rappresentata dall'insufficienza renale cronica (IRC), ossia dalla perdita progressiva e irreversibile della funzione renale, cioè con la riduzione della funzione di filtrazione dei reni. In questo modo si riduce, da parte dei reni la capacità di depurare l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso.
La perdita completa della funzione renale rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto. Esami di laboratorio semplici e di basso costo su sangue ed urine consentono la diagnosi precoce di MRC, ed in particolare la valutazione della velocità del filtrato glomerulare e la presenza di microalbuminuria. Le persone con MRC sono a elevato rischio non solo di insufficienza renale, ma anche di malattia cardiovascolare. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono prevenire o ritardare sia la comparsa di IRC che la morbilità e mortalità cardiovascolare.
La causa più comune di IRC è la nefropatia diabetica; una malattia insidiosa, progressiva e irreversibile con compromissione della funzionalità renale. In passato la definizione di IRC si basava sui valori di creatinina nel sangue. Più recentemente si è accertato che in realtà malattie che causano danni al rene iniziano a dare disfunzioni assai prima dell’innalzamento dei valori di creatinina ed è quindi opportuno fare diagnosi precoci per prevenire - o almeno rallentare - la progressione della malattia.
L’incremento dell’azotemia è uno dei segni cardinali dell’insufficienza renale cronica. In presenza di livelli cronicamente elevati di azotemia si determina quella che viene chiamata sindrome uremica, caratterizzata da riduzione anche marcata dell’appetito, nausea, vomito, astenia e facile affaticabilità. L’acidosi metabolica è determinata dall’incapacità del rene di eliminare il carico di una parte di acidi introdotti con la dieta o prodotti dal metabolismo.
La dieta ipoproteica porta a un miglioramento dei sintomi della sindrome uremica. La restrizione delle proteine e del fosforo comporta un miglioramento dei sintomi della sindrome uremica e la riduzione della produzione di acidi. E’ fondamentale altresì curare molto l’alimentazione per evitare che si verifichi una malnutrizione causata da inadeguato introito di proteine e calorie, dall’ esaurirsi dei depositi proteici dell‘organismo, dall’aumentata degradazione degli aminoacidi e delle proteine del muscolo a causa dell‘acidosi metabolica, soprattutto in presenza di infezioni o malattie infiammatorie.
Per la gestione ottimale della persona affetta da IRC è opportuno che il paziente sia seguito da un dietista esperto col supporto di un team motivato per assicurare il raggiungimento e/o il mantenimento di uno stato nutrizionale soddisfacente. Purtroppo la situazione a livello italiano non vede ancora la presenza capillare di Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica in tutti i presidi ospedalieri ove vengono seguiti pazienti con IRC. Pertanto di seguito verranno date alcune indicazioni di massima, basate sulle Linee Guida Italiane delle Società di Nefrologia e di Dietetica e Nutrizione Clinica.
Raccomandazioni Dietetiche Generali
Ridurre la quantità di proteine rispetto ai soggetti sani. Consumare circa 0.7 g di proteine per kg (riferirsi al peso ideale). L’apporto calorico deve essere di circa 35 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età < 60 anni e di circa 30 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età > 60 anni. L’apporto calorico è di fondamentale importanza in quanto se risulta inferiore a 30-35 Kcal/kg, il paziente in dieta ipoproteica va incontro, nel tempo, a malnutrizione. Un simile apporto calorico deve essere garantito aumentando, rispetto alla dieta di un soggetto sano, le percentuali di carboidrati e di lipidi nella dieta.
I tre capitoli che seguono indicano gli alimenti non consentiti, consentiti con moderazione, consentiti e consigliati in caso della patologia indicata. Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato.
L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione. In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato", valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un "rischio elevato". Mantenere uno stile di vita attivo compatibilmente con il grado della malattia (abbandona la sedentarietà! Adeguato controllo della pressione arteriosa. Controllare il peso corporeo al mattino prima della colazione.
Alimenti da Evitare o Limitare
- Carne rossa e insaccati
- Cioccolata
- Pasta, pane, pizza (preferire alimenti aproteici)
- Legumi
- Uova
- Formaggi
- Fritti
- Pesce azzurro
- Dado per fare il brodo e alimenti in scatola o salamoia
- Caffè, vino e birra (con moderazione)
- Alimenti trasformati, ricchi di proteine, grassi e sodio
- Alimenti ricchi di potassio e fosforo (consultare il nefrologo)
Alimenti Consigliati
- Vegetali a foglia verde (carciofi, barbabietole, asparagi, cetrioli)
- Frutti di bosco
- Mele
- Pesce magro
- Cereali integrali (preferibilmente aproteici)
- Condimenti: olio extravergine di oliva o olio di semi (non di semi vari)
- Pane toscano
Consigli Aggiuntivi
- Assolutamente vietato fumare per evitare di sovraccaricare ulteriormente i reni.
- Ridurre il sale aggiunto alle pietanze e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità.
- Attenzione ai farmaci.
- Per ridurre ulteriormente il quantitativo di fosforo degli alimenti è consigliato metterli a bagno in un recipiente e tenuti in frigo 8-9 ore prima della cottura.
- Scegliere carne magra e pesce fresco o surgelato (evitare le varietà grasse come il salmone).
- Se l'acqua semplice stanca alla lunga, si può provare a insaporirla aggiungendo una spruzzata di limone o lime. Altre opzioni salutari e idratanti sono le tisane, l'acqua di cocco e i succhi di frutta o di verdura freschi.
Esempi di Ricette
- Risotto al radicchio trevigiano
- Filetto di merluzzo con ciliegini
- Hamburger di melanzane
- Insalata di riso con zucchine e peperoni
- Mezze maniche alla ratatouille
- Branzino al trito di basilico con le verdure
- Spiedini di pesce spada e cipolla rossa
- Filetto di orata con polenta
Non esistono cibi proibiti per chi soffre di malattia renale cronica, occorre solo prestare attenzione alla quantità e alla frequenza di consumo degli alimenti a maggior contenuto di sostanze “critiche” per i reni. È importante sottolineare che non esiste una dieta uguale per tutti i pazienti con Malattia renale cronica. Ogni paziente è a sé. Per esempio, non è necessario ridurre i quantitativi di frutta e verdura a maggiore contenuto di potassio, o bollire sempre la verdura se i valori di potassio nel sangue sono buoni. Se invece si ha il potassio alto va fatta più attenzione, ma è una questione di misura. L’intervento del dietista in una terapia nutrizionale non deve essere visto in senso punitivo, ma deve essere accolto con positività. L’obiettivo del dietista è innanzitutto quello di educare il paziente a mangiare correttamente, facendo le scelte nutrizionali più salutari, permettendo comunque di non rinunciare al piacere del mangiare bene insieme.
Dieci Alimenti con Elevato Contenuto di Sodio
Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. Ecco un elenco di alcuni alimenti con un alto contenuto di sodio:
- Salsa di soia: (5,72/100 grammi prodotto).
- Minestrone liofilizzato: (5,6/100 grammi prodotto).
- Prosciutto crudo di Parma: (2,57/100 grammi prodotto).
- Caviale: (2,2/100 grammi di prodotto).
- Salmone affumicato: (1,88/100 grammi di prodotto).
- Salame Brianza: (1,8/100 grammi di prodotto).
- Salame Felino: (1,69/100 grammi di prodotto).
- Salame Napoli: (1,69/100 grammi di prodotto).
- Pecorino: Formaggio prodotto con latte di pecora.
- Prosciutto crudo disossato, privo di grasso visibile: (2,4/100 grammi di prodotto).
Ricorda, è sempre meglio consultare un medico o un dietologo per una dieta personalizzata in base alle tue esigenze specifiche.
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