L'ecografia dell'addome completo è un'analisi non invasiva dell'interno della zona addominale.
Si possono osservare fegato, colecisti, vie biliari, reni, pancreas, milza, aorta, vescica e organi genitali interni (ovaie, utero o prostata) tramite l'ecografia dell'addome completo.
È un esame che, nella sua semplicità, richiede un’attenzione particolare in fase di preparazione per la buona riuscita, sia in termine di alimentazione nei giorni precedenti l’esame, sia per il digiuno.
Come si svolge l'esame
L'ecografia dell'addome completo è un'analisi relativamente veloce (15 o 20 minuti).
Il medico fa sdraiare il paziente in posizione supina e gli cosparge l'addome con un gel trasparente.
Scorrendo la sonda ecografica sull'addome il medico visiona le immagini prodotte dagli ultrasuoni in tempo reale su uno schermo.
Durante l'esame il medico può chiedere al paziente di muoversi o cambiare posizione.
L'esame non è doloroso o invasivo.
Preparazione all'esame: cosa mangiare e cosa evitare
Nei giorni precedenti l'ecografia dell'addome completo è bene osservare una dieta leggera e mantenere il digiuno a partire da 6 ore prima.
Nei 2-3 giorni precedenti all'esame è consigliabile un'alimentazione leggera, composta da pasti poveri di grassi e scorie.
- È necessario osservare un digiuno da almeno 6 ore e presentarsi all’esame con la vescica piena.
- A tal proposito si consiglia di bere 1 litro d’acqua, rigorosamente non gasata, a partire da un’ora prima dell’esame.
Per una corretta valutazione della vescica e del basso addome, è opportuno presentarsi all’esame con la vescica moderatamente distesa; si consiglia quindi di non urinare nelle 2-3 ore precedenti l’esame e di bere almeno mezzo litro di acqua mezz’ora prima dell’esame (sono esclusi i bambini ed i pazienti cardiopatici o nefropatici sottoposti a restrizioni idriche, che dovranno chiedere in merito al proprio medico curante).
Nei due-tre giorni precedenti l’esame è importante curare l’alimentazione per limitare il meteorismo addominale.
Evitare insaccati, verdura, frutta, formaggi, legumi, latte, latticini e bevande gasate e caffè, limitare il consumo di carne di maiale ed assumere pasta pane, patate e riso in moderata quantità.
Cosa mangiare
Si consiglia di consumare:
- Pasta e riso non integrali conditi con olio extravergine di oliva (assolutamente da evitare sughi, salse e pesti)
- Carne bianca con cottura ai ferri
- Pesce al forno, dove preferire il pesce azzurro al salmone che risulta piuttosto grasso.
Dieta specifica per diverse tipologie di pazienti
Persona onnivora
Il giorno prima evita il consumo di pane, pasta, riso, patate, legumi, verdura, formaggi, latte e latticini, bibite gassate, caffe'.
Consentito invece il consumo di carni bianche, pesce, frutta sbucciata.
Digiuna a partire dalle 6-8 ore precedenti all'esame.
Persona vegetariana o vegana
Può mangiare riso in bianco in quantità moderata, e alcune verdure che "normalmente non provocano gonfiore", come carote, cetrioli, zucchine, insalata, ecc.
Paziente cateterizzato
Deve comunque bere acqua non gassata e chiudere preventivamente con un apposito tappo il catetere o, se collegato a un contenitore, pinzare il catetere in modo che la vescica non si svuoti.
Limitazioni e vantaggi dell'ecografia
Nella diagnostica medica è considerato esame di primo livello per il basso costo, per l’innocuità dovuta al mancato utilizzo di radiazioni ionizzanti e la ripetibilità anche nel breve tempo.
Tali fattori, insieme alla non invasività, limitano al minimo i disagi del paziente nell’approccio all’ecografia.
È un esame operatore-dipendente, un’attenta conoscenza dell’anatomia ecografica e un’ampia esperienza clinica del medico rappresentano le basi fondamentali per la sua esecuzione.
Limitanti la performance dell’esame diagnostico sono le caratteristiche somatiche del paziente (spessore pannicolo adiposo e struttura ossea) ed il meteorismo intestinale.
Tali indicazioni sono rivolte a tutti i pazienti che si approcciano allo studio ecografico dell’addome, da non estendere a bambini, pazienti cardiopatici e nefropatici sottoposti a restrizioni idriche che dovranno rivolgersi al medico curante per avere informazioni adeguate in merito.
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