Dieta Chetogenica ed Effetti sul Colesterolo LDL: Cosa Sapere

Come per molte altre condizioni di salute, l'alimentazione svolge un ruolo cruciale nella gestione del colesterolo alto. Sentiamo spesso parlare di colesterolo alto, ma non tutti sanno cos’è.

Cos'è il Colesterolo?

Da un punto di vista scientifico, il colesterolo indica delle particolari molecole di grasso (lipidi, per usare il termine tecnico) che compongono la membrana delle cellule e si trovano nel sangue e in tutti i tessuti del corpo umano. Il colesterolo è una molecola essenziale per la salute. A parte il fatto che eliminare il colesterolo dall’organismo è impossibile, ma farlo porterebbe danni gravissimi.

Colesterolo HDL e LDL: Qual è la Differenza?

Esistono due tipi principali di colesterolo:

  • Colesterolo buono (HDL): Associato a lipoproteine ad alta densità, definite dalla sigla HDL.
  • Colesterolo cattivo (LDL): Associato alle lipoproteine a bassa intensità, LDL, comunemente associate a fenomeni negativi per la loro capacità di trasportare l’eccesso di colesterolo dal fegato alle arterie.

Il colesterolo “cattivo”, secondo le indicazioni mediche, dovrebbe restare al di sotto dei 130 mg/dl. Quindi, quando qualcuno dice di avere il colesterolo alto fa riferimento al quantitativo di molecole di LDL presenti nel sangue. Però, per valutare la pericolosità di questa condizione, non bisogna guardare al dato singolo ma metterlo in relazione con il livello di HDL (che invece, quando alto, ha effetti positivi) e anche con quello dei trigliceridi.

Convenzionalmente, la condizione di ipercolesterolemia inizia a un livello di colesterolo totale superiore a 200 mg/dl. Ancora più nello specifico, l’LDL non dovrebbe superare i 100 mg/dl, l’HLD, non dovrebbe scendere sotto i 40 mg/dl e i trigliceridi dovrebbero mantenersi inferiori a 150 mg/dl.

Cause e Rischi del Colesterolo Alto

Le cause del colesterolo alto possono essere molteplici. L’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri stima che in Italia una persona su tre soffra di ipercolesterolemia, patologia comunemente conosciuta come “colesterolo alto”. Per capire se si soffre di colesterolo alto, basta effettuare delle semplici analisi del sangue con prelievo.

L'ipercolesterolemia, infatti, si presenta come uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari. Più precisamente, un aumento del colesterolo cattivo in eccesso tende ad accumularsi sulle pareti dei vasi sanguigni, formando placche che possono ostacolare il corretto flusso del sangue e possono essere alla base di ischemie vascolari.

È importante notare che anche chi è magro, sportivo e mangia “pulito”, potrebbe comunque star dando una mano all’aterosclerosi.

Dieta Chetogenica e Colesterolo: Mito o Realtà?

Un comune malinteso sulla dieta chetogenica è che essa provochi un aumento del colesterolo. Tuttavia, le evidenze scientifiche raccontano una storia diversa. Negli ultimi anni la dieta chetogenica è diventata qualcosa di più di una moda: per alcuni è quasi una filosofia alimentare. La dieta chetogenica è spesso oggetto di dibattito riguardo i suoi effetti sulla salute cardiaca.

Numerosi studi indicano che la dieta chetogenica può migliorare il profilo lipidico. Ad esempio, una ricerca pubblicata sul Journal of Lipid Research ha evidenziato che, nonostante l'aumento del colesterolo LDL (colesterolo cattivo) in alcuni individui, i benefici complessivi sul colesterolo HDL e sui trigliceridi sono significativi. Inoltre, uno studio su Nutrition & Metabolism ha riscontrato una riduzione dei marcatori di infiammazione, migliorando ulteriormente la salute cardiovascolare.

La dieta chetogenica può anche contribuire a ridurre la pressione sanguigna. Non solo, altre conferme arrivano da Nutrition Reviews e da due studi pubblicati su MDPI. Il primo ha evidenziato che la dieta chetogenica può ridurre i marcatori di infiammazione, migliorando la salute cardiovascolare generale e il secondo ha mostrato che i partecipanti a una dieta chetogenica hanno riportato miglioramenti significativi nei livelli di glucosio nel sangue e nella sensibilità all'insulina.

La dieta chetogenica può anche contribuire a ridurre la pressione sanguigna. Un controllo migliore della glicemia e una riduzione dell'insulino-resistenza, ottenuti con la dieta chetogenica, possono ridurre il rischio di malattie cardiache. La riduzione dell'infiammazione è un altro beneficio potenziale della dieta chetogenica.

La dieta chetogenica VLCKD (Very Low-Calorie Ketogenic Diet) può offrire vari benefici per i livelli di colesterolo. Studi scientifici hanno dimostrato che questa dieta può aumentare i livelli di HDL (colesterolo buono) e ridurre i trigliceridi, contribuendo a migliorare il profilo lipidico complessivo.

Evidenze Scientifiche e Studi Clinici

Substantial and Sustained Improvements in Blood Pressure, Weight and Lipid Profiles from a Carbohydrate Restricted Diet pubblicato nell'International Journal of Environmental Research and Public Health. Questo studio osservazionale ha seguito 154 pazienti con diabete di tipo 2 o tolleranza al glucosio compromessa, evidenziando che una dieta a basso contenuto di carboidrati ha portato a riduzioni significative della pressione arteriosa sistolica e diastolica, nonché a miglioramenti del profilo lipidico.

Queste ricerche dimostrano che la dieta chetogenica, se seguita correttamente e sotto supervisione medica, può avere effetti benefici significativi per le persone con colesterolo alto, migliorando il profilo lipidico e la salute cardiovascolare complessiva.

La chetosi nutrizionale, ottenuta attraverso diete chetogeniche, digiuno intermittente o altre metodologie, mostra promettenti effetti cardioprotettivi, agendo su infiammazione, funzione endoteliale e metabolismo lipidico.

Benefici della Chetosi Nutrizionale

I principali meccanismi attraverso cui la chetosi nutrizionale esercita effetti cardioprotettivi includono:

  • Riduzione dell'infiammazione e dello stress ossidativo grazie alle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti dei corpi chetonici.
  • Miglioramento della funzione dell’endotelio vascolare, aumentando la biodisponibilità dell’ossido nitrico e contribuendo a ridurre il rischio di aterosclerosi.
  • Modulazione del metabolismo lipidico riducendo i livelli di trigliceridi e promuovendo un aumento delle HDL.

Altri Metodi per Indurre la Chetosi Nutrizionale

Oltre alla dieta chetogenica, altri metodi possono indurre la chetosi nutrizionale:

  • Digiuno intermittente o prolungato che riduce le riserve di glicogeno e aumenta la produzione di corpi chetonici.
  • Esercizio fisico intenso che esaurisce il glicogeno muscolare, favorendo la chetosi.
  • Consumo di trigliceridi a catena media (MCTs) che vengono rapidamente metabolizzati in corpi chetonici.

Rischi e Precauzioni della Dieta Chetogenica

Il problema è che non tutti reagiamo allo stesso modo. Alcuni soggetti, magri, atletici e metabolicamente in salute, possono sviluppare un drammatico aumento dei livelli di colesterolo LDL dopo aver adottato questo tipo di alimentazione. In questi casi, le placche possono aumentare.

Uno studio americano su 548 pazienti ha dimostrato che, in alcuni casi, questo regime alimentare può portare a un incremento estremo della colesterolemia LDL, con un picco massimo di 665 mg/dL. Inoltre, una ricerca recente ha evidenziato come nei soggetti sovrappeso o obesi l'adozione di una dieta VLCHF per 24 settimane abbia comportato un aumento del colesterolo LDL del 100% nei primi e del 50% nei secondi, rispetto ai soggetti normopeso.

I rischi delle diete VLCHF diventano ancora più evidenti nei soggetti con predisposizione genetica. L'elevato apporto di grassi può alterare la clearance dell'LDL e modificare il microbiota intestinale, riducendo la capacità dell'organismo di gestire correttamente il colesterolo. Inoltre, alcuni individui possono essere predisposti a una maggiore sintesi o assorbimento di colesterolo, rendendoli particolarmente vulnerabili agli effetti negativi di queste diete.

Recentemente, complice il crescente utilizzo dei social network, tra i giovani si stanno diffondendo regimi dietetici molto sbilanciati tra cui una versione estremizzata di dieta chetogenica, la very low-carb high-fat (VLCHF). Secondo gli endocrinologi dell'Associazione Medici Endocrinologi (AME), alcuni casi riportati in letteratura dimostrano che l'adozione di questi regimi alimentari può condurre a un drammatico aumento dei livelli di colesterolo LDL, con conseguente incremento del rischio cardiovascolare.

Esempi di Diete Sbilanciate e Effetti sulla Salute

"Negli ultimi anni stiamo assistendo a un'adesione crescente a regimi alimentari squilibrati, spesso propagandati senza una solida base scientifica sui social network", afferma Filippo Egalini, insieme ai colleghi della Commissione Lipidologia e Metabolismo dell'AME. "Queste diete, in alcuni soggetti, possono portare a livelli di colesterolo LDL paragonabili a quelli dell'ipercolesterolemia familiare omozigote, una condizione associata a un elevato rischio cardiovascolare".

Uno degli esempi più eclatanti riguarda due fratelli di 33 e 28 anni, giunti a una visita specialistica per la gestione delle dislipidemie con valori di colesterolo LDL rispettivamente di 580 e 464 mg/dL. Nonostante un'assenza di familiarità per dislipidemie e una regolare attività fisica, la loro alimentazione da oltre un anno era composta quasi esclusivamente da carne rossa e prodotti caseari ad alto contenuto di grassi, con un apporto di carboidrati inferiore al 3%. Gli accertamenti diagnostici hanno evidenziato segni di aterosclerosi precoce, una condizione che aumenta notevolmente il rischio di eventi cardiovascolari.

Un altro caso riguarda un paziente di 23 anni con colesterolemia LDL pari a 472 mg/dL, il quale aveva adottato una dieta "zero-carb" basata su uova, pancetta, carne e fegato crudi, con un apporto minimo di verdure. Dopo tre mesi, riducendo il consumo di alimenti ad alto contenuto di grassi saturi e introducendo pesce, verdure e frutta, il suo colesterolo LDL è sceso a 131 mg/dL, dimostrando come la modifica della dieta possa avere un impatto significativo sui livelli lipidici.

Effetti Collaterali e Limiti

Durante le prime fasi della dieta chetogenica, è comune sperimentare effetti collaterali come stanchezza, nausea, alitosi, calo di concentrazione e malessere generale dovuti all'adattamento metabolico del corpo. Sul lungo termine, invece, possono manifestarsi rischi come squilibri elettrolitici, alterazioni vitaminiche, carenze nutrizionali, crisi ipoglicemiche. È doveroso sottolineare che questa dieta non è adatta a tutti: è sconsigliata alle persone affette da insufficienza renale, gravi patologie epatiche o disturbi alimentari.

Alla luce di queste evidenze, la comunità scientifica invita alla prudenza. "La dieta VLCHF andrebbe evitata nei soggetti con ipercolesterolemia familiare e in coloro che presentano un elevato rischio cardiovascolare", affermano gli esperti. "Per chi volesse seguirla, è fondamentale il monitoraggio da parte di un professionista della salute, al fine di prevenire effetti indesiderati sul metabolismo lipidico".

Conclusioni

Le ricerche suggeriscono che la dieta chetogenica, se ben pianificata e monitorata, può avere effetti positivi sulla salute del cuore. La dieta chetogenica non è per tutti. Può avere un senso terapeutico in certi contesti. La trasparenza scientifica va praticata, non solo dichiarata. Se si pre-registra uno studio, bisogna avere il coraggio di mostrare i risultati, anche quando scomodi. È così che si costruisce fiducia.

L'alimentazione è un elemento chiave per la salute cardiovascolare e i dati emergenti suggeriscono che le mode dietetiche estreme possano comportare rischi significativi. Lasoluzione rimane un approccio equilibrato, basato su evidenze scientifiche e supportato dalla consulenza di esperti, per garantire il benessere a lungo termine.

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