La diastasi addominale è una problematica che incide sulla salute e sul benessere di molte persone ed è determinata da vari fattori. La diastasi dei retti addominali consiste nella separazione eccessiva della parte destra dalla parte sinistra del muscolo retto addominale, le quali si allargano, allontanandosi della linea mediana (che le divide a metà ed è evidenziata dalla linea scura che compare in gravidanza, detta “alba”).
Cause e Fattori di Rischio
- Gravidanza: La gravidanza emerge come uno dei principali fattori scatenanti la diastasi addominale. Durante il terzo trimestre, circa il 66% delle gestanti mostra segni di diastasi, e questa condizione persiste nel 30-60% delle donne anche dopo il parto. Il rischio e la gravità della diastasi tendono ad aumentare con gravidanze multiple o gemellari, evidenziando un legame diretto tra il numero di gravidanze e l’entità del problema. Le donne che hanno mantenuto un’attività fisica regolare prima e durante la gravidanza si trovano particolarmente a rischio.
- Eccesso di attività fisica: Un’altra causa significativa è rappresentata dall’eccesso di attività fisica, specialmente se non adeguatamente monitorata. Gli sport e gli esercizi che implicano un sovraccarico dei muscoli retti e della linea alba possono portare alla lacerazione di questi tessuti e alla conseguente diastasi.
- Aumento di peso e obesità: L’aumento progressivo del peso corporeo gioca un ruolo critico nello sviluppo della diastasi addominale. Questa condizione causa una distensione continua della muscolatura addominale, trasformando la linea alba in una struttura meno capace di contenere i visceri addominali.
- Genetica e familiarità: Anche la predisposizione genetica ha un ruolo non trascurabile. Le condizioni legate a una cattiva qualità del collagene, per esempio, possono predisporre all’insorgenza della diastasi addominale.
- Età avanzata: L’avanzare dell’età porta con sé una naturale diminuzione dell’elasticità tissutale, contribuendo allo sviluppo della diastasi.
Diagnosi
In genere, il medico diagnostica la diastasi addominale attraverso il solo esame obiettivo. Utili le prove dinamiche e in ortostasi per la conferma diagnostica e la definizione di ernia riducibile. In caso di dubbi consiglierà di eseguire una risonanza magnetica (o una TAC) o un’ecografia dei MUSCOLI DELLA PARETE ADDOMINALE per valutare l’entità.
L’ecografia addominale è considerata lo standard d’oro per la diagnosi della diastasi. La valutazione della gravità della diastasi viene quasi sempre effettuata mediante esami radiografici come l’ecografia della parete addominale, la TAC e la risonanza magnetica. Questi strumenti forniscono una misurazione molto precisa dell’entità della separazione muscolare, espressa come distanza tra i muscoli retti (IRD: Inter Rectus Distance, distanza tra i due muscoli retti in centimetri).
Ecografia: Vantaggi e Svantaggi
L’ecografia è un metodo diagnostico ampiamente utilizzato, ma presenta alcuni limiti:
- In primo luogo, l’essere operatore-dipendente con conseguente possibilità di variabilità di risultato tra operatori diversi.
- Ulteriore svantaggio dell’ecografia è l’essere poco panoramica; questo limita la valutazione precisa dei difetti di parete di dimensioni più cospicue. Infatti le dimensioni della sonda ecografica rappresentano all’incirca le dimensioni massime della misura che si può effettuare. Va da sé che se la sonda lineare come normalmente avviene, ha una lunghezza di circa 5-5,5 cm, le misurazioni massime si aggirano su quel valore. Quindi può essere difficile quantificare con precisione diastasi superiori ai 5.5 cm.
TC e RM: Vantaggi e Svantaggi
Le misurazioni ottenute in TC/RM sono meno operatore dipendente e più facilmente riproducibili e questo rappresenta sicuramente un vantaggio, così come il fatto che queste metodiche sono intrinsecamente più panoramiche, adatte a misurare difetti di parete molto ampi. Però ci sono alcuni svantaggi. Poi sono metodiche più costose e meno disponibili sul territorio, con tempi di attesa più lunghi per ottenere un appuntamento e questo vale soprattutto per la RM. Per tutto quanto si è detto risulta ragionevole concludere che l’indicazione a TC/RM debba rimanere di competenza specialistica : sarà il chirurgo a decidere la necessità e scegliere il momento.
Trattamenti
Per curare la diastasi addominale, è fondamentale rivolgersi a uno specialista esperto e qualificato.
- Fisioterapia: Il fisioterapista è la figura di riferimento quando il trauma (anche dovuto alla gravidanza) è recente (sotto l’anno) e poco esteso. Un tipo di intervento non invasivo consiste nell’utilizzo del taping, fasce elastiche da applicare sull’addome che, grazie alla loro azione drenano e “massaggiano ad ogni movimento” la muscolatura superficiale e, anche attraverso la massoterapia manuale dell’esperto, si arriva così al tessuto connettivo. Inoltre possono attenuare il gonfiore perché i tessuti vengono continuamente drenati/stimolati.
- Chirurgia: L’intervento chirurgico è l’unica soluzione che possa richiudere definitivamente la distanza che si è venuta a creare eliminando il fattore estetico e funzionale e, nel caso specifico di donne che sono state protagoniste di una o più gravidanze e ci sia pelle in eccesso, l’operazione chirurgica consiste nell’addominoplastica. L’addominoplastica è un’incisione nella zona sopra il pube attraverso la quale verrà effettuata la ricostruzione della parete addominale che chiude la diastasi. Alla fine dell’intervento rimarrà solo un cicatrice simile a quella di un parto cesareo e il risultato sarà permanente.
Prevenzione
Quando ci si confronta con la possibilità di sviluppare una diastasi addominale dopo il parto, la prevenzione riveste un ruolo cruciale nel mantenere la salute e l’integrità del corpo. Per prevenire la diastasi addominale, è fondamentale adottare una serie di misure che includono esercizi di riabilitazione mirati, da eseguire a distanza di alcune settimane dalla nascita del bambino. È importante sottolineare che non bisogna iniziare precocemente gli esercizi di riabilitazione, poiché ciò potrebbe peggiorare le caratteristiche della diastasi addominale.
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