L'automonitoraggio glicemico è fondamentale per il paziente che si trova a dover convivere con una patologia cronica, che va curata per tutta la vita. Il monitoraggio glicemico domiciliare è reso agevole dalla disponibilità di vari tipi di glucometro che si adattano alle varie esigenze dei pazienti. Quasi tutti gli strumenti per la misurazione della glicemia tramite prelievo capillare tengono in memoria un buon numero dei valori glicemici misurati e la maggior parte hanno la possibilità di scaricare i dati sul PC per elaborazioni statistiche.
Cos'è il Diario Alimentare e a Cosa Serve?
Il diario alimentare è uno strumento molto utile per monitorare e capire le abitudini e i comportamenti alimentari di una persona - sia per il professionista della salute sia per il paziente stesso che spesso non si rende conto delle proprie cattive abitudini a tavola. Viene usato in diversi ambiti collegati alla nutrizione, per esempio in caso di diabete e/od obesità.
Il diario alimentare è utile per:
- Calcolare o verificare il proprio rapporto Insulina:Carboidrati (rapporto I:CHO).
- Conoscere la propria reazione glicemica a ogni alimento.
- Capire come le diverse variabili influenzano la glicemia (stress, sport, ciclo etc) nei diversi momenti della giornata e della vita stessa.
Come è Fatto un Diario Alimentare per la Persona con Diabete?
Il diario alimentare è un vero e proprio diario in cui il paziente annota ogni giorno a ogni pasto tutto ciò che mangia o beve e in quali condizioni (in cucina, in sala, con la tavola apparecchiata in modo frugale o meno, in solitudine o in compagnia, orario etc), senza dimenticare l’attività fisica svolta (che dovrebbe essere per tutti di moderata intensità ma regolare) e la sua durata.
Per la persona con diabete, in particolare per chi ha una diagnosi recente di diabete e deve ancora elaborare la malattia e per chi fa la conta dei carboidrati (diabete tipo 1 e diabete tipo 2 in terapia insulinica) per migliorare la somministrazione delle giuste unità di insulina, usare uno strumento come il diario alimentare, è un’ottima abitudine che aiuta ad impostare la conta dei carboidrati, ed è utile per la gestione quotidiana della malattia e della terapia più adeguata. Tutto ciò a patto di compilarne con precisione ogni sua parte. Il diario alimentare aiuta ad avere un quadro generale della situazione di ciascuna persona affetta da diabete.
Il diario alimentare per la persona con diabete, va fatto per un arco di tempo di almeno una settimana (7 giorni), ovviamente meglio un periodo più lungo, in modo da includere anche i weekend, durante cui le abitudini alimentari possono essere diverse per orari, durata, qualità/quantità del cibo, luogo dove si consuma il pasto, compagnia etc.
Cosa Bisogna Sempre Registrare nel Diario Alimentare?
Bisogna sempre registrare:
- La data.
- L’orario dei pasti, includendo anche gli spuntini, quantità degli alimenti che si consumano per ogni pasto (in grammi, pesati a crudo).
- I carboidrati contenuti (il punteggio totale o dei singoli alimenti calcolati con un’app o con libriccino fornito dalla propria Diabetologia di riferimento).
- La glicemia prima del pasto (glicemia pre-prandiale) e la glicemia post-prandiale, a due ore dopo il pasto (chi ha il microinfusore è facilitato altrimenti occorre fare diverse misurazioni capillari durante la compilazione del diario).
- Quante unità (U) di insulina si fanno ad ogni pasto.
- Gli eventuali episodi di ipoglicemia e/o iperglicemia e come sono stati corretti (per esempio, alle 3 di notte ho avuto un’ipo (glicemia a 48) e ho mangiato un biscotto e bevuto un succo di frutta). Anche eventuali ipercorrezioni vanno riportate in modo da avere un quadro realistico.
Durante la visita, dall’analisi del diario alimentare - quando compilato in modo preciso - si decideranno le possibili strategie terapeutiche, insieme al proprio team diabetologico o al nutrizionista. Per questo è importante essere sinceri; il diario non serve per dare un giudizio ma per fornire delle raccomandazioni quante più mirate e precise possibili alle reali esigenze del singolo caso.
Nel proprio diario alimentare, occorre prevedere anche uno spazio per le note ove inserire tutti i fattori che a vostro avviso hanno influito sulla glicemia, quindi:
- Attività fisica (tipologia, orario, durata, intensità).
- Eventi stressanti (litigio con il partner, problemi al lavoro, esame, incidente, etc) perché è ben noto come anche l’adrenalina che si libera con lo stress aumenti la glicemia.
- Malattie e assunzione di farmaci (tipologia, durata, etc).
- Periodo del ciclo mestruale (durante i giorni che lo precedono, le glicemie sono in genere più alte; durante le mestruazioni, le glicemie tendono a essere più basse). Anche per monitorare il ciclo, si può scaricare un’applicazione e poi riportare i dati nel diario oppure basta notare in che periodo ci si trova durante la sua compilazione.
Il Diario Alimentare è Utile Anche Nella Persona con Diabete di Tipo 2?
Certamente SI. Il diario alimentare è utile anche nella persona con diabete tipo 2 non in terapia con insulina che quindi non effettua la conta dei carboidrati. Questo perché un diario fatto bene, compilato con precisione (e sincerità!!!) e portato o fatto vedere per via telematica al proprio diabetologo o nutrizionista, consente al professionista di darvi consigli adeguati alla vostra situazione reale, correggere eventuali errori difficili da individuare da soli (per esempio sostituzioni o associazioni sbagliate) e - cosa molto importante - se alcuni alimenti che si consumano magari abitualmente tendono ad alzare troppo la glicemia. Consiglio sempre ai miei pazienti di portare alle visite il proprio diario alimentare.
Cosa Cambia per la Persona con Obesità Associata o Meno al Diabete?
Per la persona che soffre anche di obesità (o solo di obesità che rappresenta un fattore di alto rischio di diabete tipo 2), il diario alimentare contiene anche una o più colonne in cui annotare pensieri ed emozioni correlati al pasto oppure al consumo di uno o più alimenti particolari, che possono andare dalla sensazione di avere esagerato al senso di colpa oppure, molto spesso, alla necessità di conforto che il soggetto cerca in quel cibo, un tentativo di riempire un vuoto affettivo con il cibo. Uno spazio va dedicato anche alla sensazione di fame - sazietà, cioè si chiede al paziente di registrare se ha fame prima del pasto e se e quando, dopo aver mangiato, percepisce una sensazione di sazietà, eccessiva o meno oppure fa fatica a percepirla.
Quando e Quante Volte Controllare la Glicemia nell'Arco della Giornata?
Sono molte le persone che ce lo chiedono. Non esiste una regola generale, valida per tutti. Dipende dal tipo di diabete e dagli obiettivi individuali che si vogliono raggiungere: più che “quando?” è utile chiedersi “perché è utile che mi misuri la glicemia?”. La necessità di monitorare la glicemia dipende da diversi fattori. L’autocontrollo dovrebbe essere eseguito con modalità e frequenza personalizzate su ciascuna persona diabetica in base al tipo di terapia e alla risposta individuale a essa nonché adattato e intensificato in base a eventuali situazioni che possono presentarsi di giorno in giorno (altre patologie, episodi di ipoglicemia asintomatica, ipoglicemie notturne, variazione della terapia ipoglicemizzante, caldo molto intenso e prolungato, stress intenso etc).
L’autocontrollo della glicemia a domicilio deve essere considerato indispensabile poiché solo attraverso questa pratica ogni persona diabetica può raggiungere e mantenere gli obiettivi del trattamento personalizzato. In particolar modo nei soggetti trattati in trattamento intensivo con insulina, il controllo della glicemia prima di ogni pasto è spesso necessario per decidere la dose di insulina da praticare in base alla glicemia del momento e al tipo di pasto previsto per prevenire le ipoglicemie.
Frequenza e Orari dei Controlli Glicemici
Il numero di controlli giornalieri della glicemia è in genere più elevato all’inizio della terapia o in occasione delle variazioni della stessa e tende a diminuire nel tempo con il raggiungimento dei valori glicemici desiderati e stabili.
- Numero illimitato di controlli in condizioni di squilibrio glicemico o presenza di malattie concomitanti, per periodi limitati alla risoluzione del fatto.
Diabete di Tipo 2 Trattati con Sola Dieta Associata ad Attività Fisica Moderata e Regolare
I controlli della glicemia non vanno fatti a caso e nemmeno sempre e solo alla stessa ora in quanto la glicemia varia nell’intero arco della giornata.
In questi pazienti, i valori della glicemia sono influenzati principalmente dalla dieta, dall’attività fisica e dallo stile di vita. Come principio generale, anche in questi soggetti l’automonitoraggio della glicemia potrebbe agevolare il controllo del diabete in alcuni momenti della giornata e/o della settimana (per esempio dopo un pasto: glicemia post-prandiale, oppure prima e dopo l’attività fisica, nei giorni festivi rispetto a quelli feriali, prima di una visita di controllo o di un evento stressante etc). Lo schema di automonitoraggio glicemico va stabilito insieme al proprio diabetologo in base alle caratteristiche e alle esigenze individuali.
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