Diagnosi di Celiachia Senza Biopsia: Nuove Prospettive

Per la diagnosi di celiachia si eseguono inizialmente esami sierologici per la ricerca di anticorpi che segnalano l’intolleranza al glutine. Se i test risultano positivi la diagnosi deve essere poi confermata con una biopsia della mucosa duodenale, che dimostra l’atrofia dei villi intestinali. Tuttavia, diverse ricerche negli ultimi anni hanno valutato la possibilità di diagnosticare la malattia celiaca anche senza questo esame, almeno in gruppi circoscritti di pazienti.

Studio sull'accuratezza del test sierologico in pazienti adulti

La rivista Lancet Gastroenterology & Hepatology ha pubblicato uno studio multicentrico internazionale, coordinato da ricercatori dell’Università di Salerno, che suggerisce la possibilità di diagnosticare la celiachia in pazienti adulti con il test delle IgA sieriche anti-transglutaminasi tissutale (tTG-IgA), anche senza eseguire la biopsia.

Per questa ricerca sono stati arruolati 436 adulti (età media: 40 anni; 68% donne) con sospetta malattia celiaca che non presentavano deficit di IgA e non seguivano una dieta priva di glutine. I partecipanti, reclutati in 14 centri di quattro continenti (10 dall’Europa, 2 dall’Asia, 1 dall’Oceania, e 1 dal Sud America) sono stati invitati a eseguire presso il centro medico locale una biopsia duodenale.

La positività al test tTg-IgA è stata definita con multipli del limite superiore alla norma (ULN). L’esame istologico è stato valutato da un patologo locale con una rivalutazione da parte dei coordinatori dello studio per i casi discordanti (tTG-IgA positivo senza atrofia dei villi duodenali o tTG-IgA negativo con atrofia dei villi duodenali).

Risultati dei test

363 (83%) partecipanti allo studio erano positivi al test tTG-IgA e 73 (17%) negativi. In 341 partecipanti con test sierologico positivo la diagnosi è stata confermata dalla biopsia (veri positivi) e 22 avevano un’istologia negativa (falsi positivi). Dei 73 partecipanti con tTG-IgA sierica negativa, 7 avevano un’istologia positiva (falsi negativi) e 66 avevano un’istologia negativa (veri negativi).

Il valore predittivo positivo del test sierologico era pari al 93,9% (IC 95% 89,2-98,6), il valore predittivo negativo 90,4% (85,5-95,3), la sensibilità 98,0% (95,3-100,0) e la specificità era 75,0% (66,6-83,4).

Dopo la rivalutazione centrale dell’istologia duodenale in 29 casi discordanti, i veri positivi sono saliti a 348, e sono scesi a 15 i falsi positivi con un valore predittivo positivo del test salito al 95,9%. Da notare valore predittivo positivo delle tTG-IgA sieriche aumentava tanto più alti erano i valori superiori alla norma.

Linee guida e protocolli per la diagnosi

In Italia, l’applicazione del «Protocollo per la Diagnosi e il Follow up della celiachia» ha contribuito in modo determinante a migliorare la specificità della diagnosi di celiachia, riducendo il fenomeno delle diagnosi sbagliate.

Alla luce della definizione di nuove forme cliniche di celiachia e delle nuove raccomandazioni dell’ESPGHAN per la diagnosi in età pediatrica, il Board AIC ha ritenuto opportuno sottoporre al Ministero della Salute una proposta di revisione delle Linee Guida del 2008. La novità più importante delle nuove Linee Guida riguarda l’applicazione del protocollo ESPGHAN per la diagnosi di celiachia in età pediatrica ed adolescenziale.

Diagnosi di celiachia nei bambini senza biopsia

Le nuove raccomandazioni dell’ESPGHAN pubblicate nel 2020 confermano che è possibile porre diagnosi senza la necessità di eseguire la biopsia intestinale in casi selezionati pediatrici, come già suggerito nel 2012. Ciò è possibile indipendentemente dalla presenza di sintomi, laddove si registri positività per anticorpi antitransglutaminasi di classe IgA ad alto titolo (> 10 volte il valore di normalità del test) e positività per anticorpi antiendomisio di classe IgA su un nuovo prelievo di sangue; non è invece più necessaria la tipizzazione per HLA -DQ2 e/o -DQ8.

Secondo le nuove linee guida la diagnosi può essere posta senza necessità della biopsia intestinale, che indubbiamente è più impegnativa in età pediatrica.

Ma quali sono le condizioni per procedere alla diagnosi senza biopsia? “Devono essere soddisfatte due condizioni: un’analisi sierologica che evidenzi la presenza di valori molto elevati di anticorpi specifici per la celiachia, ovvero gli anticorpi antitransglutaminasi, e la conferma della positività, sempre nel sangue, degli anticorpi antiendomisio”, spiega il presidente Troncone.

Follow-up nel bambino e nell'adolescente

Inoltre nel 2022 ESPGHAN ha pubblicato un position paper che aggiorna anche il follow up del bambino e dell’adolescente, che aggiorna quanto già riportato nel Protocollo Ministeriale (pag 154, Sezione FOLLOW UP: tempi ed indagini), in particolare anticipando i tempi di follow up nell’età pediatrica: Secondo le nuove linee guida la prima visita di controllo dovrebbe essere programmata a 3-6 mesi dalla diagnosi, successivamente ogni 6 mesi fino alla normalizzazione dei livelli di anticorpi anti-transglutaminasi e poi ogni 12-24 mesi.

La malattia celiaca: una prospettiva più ampia

La malattia celiaca può essere oggi considerata, a tutti gli effetti, come una malattia auto immune di tipo sistemico, scatenata dall’assunzione del glutine e predisposta dagli HLA DQ2 e DQ8. Non di rado il quadro clinico è prevalentemente (se non esclusivamente ) caratterizzato dai segni dell’interessamento extraintestinale della malattia ( anemia, osteopenia, infertilità, dermatite erpetiforme o altra autoimmunità d’organo, stanchezza cronica, bassa statura, etc) senza che sia evidente la classica sindrome da malassorbimento correlata alla enteropatia con atrofia dei villi che caratterizza classicamente la malattia.

La presenza nel siero degli auto-anticorpi antitransglutaminasi è una caratteristica specifica della malattia e il loro dosaggio ha reso la conferma diagnostica molto più facile che in passato.

Nuovo studio: diagnosi senza biopsia negli adulti

Sono stati pubblicati su Gastroenterology i risultati di una metanalisi che suggerisce che nei pazienti adulti con livelli di immunoglobulina A-transglutaminasi tissutale di dieci o più volte maggiore rispetto alla norma (IgA-tTG ≥10×ULN) e una probabilità pre-test moderata o alta di malattia celiaca è possibile effettuare una diagnosi di celiachia senza effettuare endoscopia invasiva e biopsia duodenale (1).

I ricercatori hanno quindi effettuato una metanalisi degli studi che riportavano la sensibilità e la specificità delle IgA-tTG ≥10×ULN rispetto alle biopsie duodenali (Marsh ≥2) in adulti con sospetto di malattia celiaca, selezionando quelli disponibili su MEDLINE, EMBASE, Cochrane Library e Web of Science da gennaio 1998 a ottobre 2023.

In totale sono stati inclusi 18 studi per un totale di 12.103 partecipanti provenienti da 15 Paesi. La prevalenza di celiachia confermata con biopsia negli studi analizzati è risultata pari al 62% (IC al 95%, 40%-83%).

La sensibilità delle IgA-tTG ≥10×ULN è risultata del 51% (IC al 95%, 42%-60%) e la specificità del 100% (IC al 95%, 98%-100%). Il valore predittivo positivo dell’approccio senza biopsia per identificare pazienti con malattia celiaca è risultato pari al 65%, all’88%, al 95% e al 99% se la prevalenza della celiachia era pari, rispettivamente, all’1%, al 4%, al 10% e al 40%.

Secondo gli autori, questo approccio potrebbe però “portare a tempi diagnostici più brevi, a un aumento della soddisfazione del paziente e a una riduzione dei costi sanitari.

Tabella riassuntiva dei valori predittivi positivi

Prevalenza della celiachia Valore predittivo positivo
1% 65%
4% 88%
10% 95%
40% 99%

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