DHL Esami del Sangue: Significato di LDH e GGT

Gli esami del sangue, come quelli per la lattato deidrogenasi (LDH) e la gamma glutamil transpeptidasi (GGT), sono strumenti diagnostici importanti per valutare lo stato di salute di diversi organi e tessuti. Il dosaggio delle transaminasi LDH e GGT viene utilizzato principalmente quando il medico sospetta un malfunzionamento o una lesione a carico del fegato, del miocardio o di altri muscoli.

Lattato Deidrogenasi (LDH)

La lattato deidrogenasi (LDH) è un enzima presente nella maggior parte delle cellule dell'organismo. È un enzima che catalizza l'ossidazione dell'acido lattico ad acido piruvico. Il suo compito principale consiste nel metabolizzare il glucosio per renderlo energia fruibile. È contenuto in numerosi tessuti, soprattutto quelli con attiva metabolizzazione del glucosio, come muscolo, fegato, cuore e rene. La determinazione dei livelli di transaminasi nel sangue sono utili per valutare il corretto funzionamento epatico, ma possono riflettere anche lo stato di salute del cuore e dell'apparato muscolo-scheletrico.

Quando le cellule sono danneggiate o distrutte, l'enzima LDH è rilasciato nella frazione liquida del sangue (siero o plasma), oltre ad aumentare la propria concentrazione in altri liquidi biologici (es. liquor) in presenza di alcune patologie. Per tale motivo, non è un indice molto sensibile di alterazione epatocellulare, potendo aumentare anche in corso di infarto del miocardio, necrosi dei muscoli scheletrici, anemie emolitiche, leucemie e processi neoplastici, oltre che in corso di epatopatie acute e croniche. Il siero umano contiene una piccola quantità di LDH proveniente probabilmente dalla normale lisi cellulare e dagli eritrociti (globuli rossi) e il suo livello aumenta in modo significativo in seguito a lesioni di organi e tessuti vari. Questa specificità tissutale, rende il dosaggio della lattato deidrogenasi di grande interesse clinico per valutare la sede di un ipotetico danno tissutale.

LDH e Infarto

In condizioni normali, la lattato deidrogenasi 1 prevale sulla LDH2, mentre dopo un infarto cardiaco quest'ultima tende a prevalere; rispetto alle transaminasi e alla creatina chinasi, dopo un infarto i valori di lattato deidrogenasi aumentano più tardivamente (24-72 ore) e raggiungono valori massimi entro 3-4 giorni, per poi tornare alla normalità nell'arco di qualche settimana. Infarto del miocardio: la LDH liberata dalle cellule cardiache in necrosi mostra un aumento nel siero dopo circa 12-24 ore dall'inizio della sintomatologia clinica. Questo aumento raggiunge il picco di massima attività dopo 48-72 ore e il livello si mantiene elevato per 7-10 giorni.

Valori Normali di LDH

In una persona sana che non è affetta da particolari patologie, i livelli di Ldh nel sangue dovrebbero essere compresi tra le 80 e le 300 milliunità per millilitro (mU/ml).I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

LDH Alto: Cosa Significa?

I livelli alti di Ldh nel sangue, che indicano la presenza di un danno ai tessuti o alle cellule, dopo aver raggiunto la concentrazione massima iniziano a tornare alla normalità dopo uno specifico arco di tempo. Alte concentrazioni di lattato deidrogenasi indicano che alcuni tipi di tessuto sono danneggiati. Di solito, il valore dell'enzima aumenta quando inizia la distruzione cellulare, raggiungendo la massima concentrazione dopo un certo periodo di tempo, per poi decrescere.

L'incremento sierico della LDH può avvenire in tutte le condizioni patologiche caratterizzate dallo sviluppo di un danno cellulare irreversibile (necrosi), con perdita del contenuto citoplasmatico. Alti livelli di lattato deidrogenasi e gamma GT nel sangue sono segno di danni cellulari di tipo acuto o grave a carico di muscolo, fegato, cuore, rene o altri organi.

LDH Basso: Cosa Significa?

Valori bassi o normali della lattato deidrogenasi non indicano generalmente un problema. In qualche caso, ridotte concentrazioni possono essere osservate quando la persona ha ingerito grosse quantità di acido ascorbico (vitamina C). Riscontrare livelli di LDH più bassi rispetto alla norma è un fenomeno molto raro.

Tabella delle Cause di Aumento di LDH

Condizione Descrizione
Infarto del miocardio Danno alle cellule cardiache
Anemie emolitiche Distruzione dei globuli rossi
Anemia Perniciosa Anemia megaloblastica (i globuli rossi hanno dimensioni maggiori rispetto alla norma) da deficienza di vitamina B12 o di acido folico, soprattutto se non trattata.
Epatopatie Malattie del fegato
Necrosi muscolare Danno ai muscoli scheletrici
Processi neoplastici Tumori

Gamma Glutamil Transpeptidasi (GGT)

La gamma glutamil-transpepetidasi (gamma-GT o GGT) è un enzima contenuto in molti tessuti, tra cui fegato, intestino tenue, milza, pancreas e reni. È un enzima che catalizza il trasferimento di radicali gamma-glutammilici da diversi peptidi, in primis dal glutatione, ad altri peptidi, intervenendo quindi nel metabolismo del glutatione per favorire la detossificazione dei farmaci nel fegato.

GGT Alto: Cosa Significa?

Un aumento della concentrazione di GGT può essere dovuta, invece, a diverse situazioni, quali alcolismo, colestasi epatica, cirrosi, epatopatie, pancreatiti e uso di alcuni farmaci. Di solito, la GGT è il primo enzima epatico che aumenta nel sangue quando uno dei dotti che trasporta la bile dal fegato all'intestino si ostruisce (ad esempio, per un tumore o un calcolo). Tuttavia, la Gamma Glutamil Transferasi è aspecifica e poco utile quando occorre differenziare le varie cause di danno a carico del fegato (es. tumore o epatite) o altre patologie extra-epatiche (come la sindrome coronarica acuta). I farmaci che possono causare un incremento di GGT sono la fenitoina, la carbamazepina e i barbiturici, come il fenobarbital.

GGT Basso: Cosa Significa?

Quando dalle analisi emergono dei valori di GGT bassi, non c'è assolutamente nulla di cui preoccuparsi. Infatti, ridotti livelli di questo enzima indicano un buon funzionamento del nostro fegato. Concentrazioni normali o basse di GGT indicano, inoltre, l'improbabilità che il paziente abbia una malattia epatica o abbia consumato alcolici.

Colesterolo HDL

Il colesterolo è una sostanza grassa necessaria al corretto funzionamento dell’organismo, che interviene nella sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D, e contribuisce al mantenimento dell’integrità e della stabilità cellulare. Viene prodotto per lo più dall’organismo e in parte viene assunto dall’esterno mediante l’alimentazione. Esistono due tipologie di colesterolo: HDL (High Density Lipoprotein), definito buono, e LDL (Low Density Lipoprotein), quello cattivo.

HDL alto

In virtù del fatto che le HDL si occupano della rimozione del colesterolo dai vasi sanguigni, alte concentrazioni ematiche di questa lipoproteina sono associate ad una riduzione del rischio cardiovascolare e in particolare dell’aterosclerosi. Un’alta concentrazione di HDL (> 60 mg/dl) rappresenta una vera e propria protezione dalle malattie cardiovascolari.

HDL Basso

Il rischio di sviluppare aterosclerosi aumenta in presenza di livelli ematici inferiori alla norma di lipoproteine ad alta densità. Una bassa concentrazione di HDL (< 40 mg/dl per gli uomini e < 50 mg/dl per le donne) ne aumenta il rischio.

Come prepararsi all'esame

Prima di sottoporsi al prelievo di sangue, è necessario osservare un digiuno di almeno 8-10 ore. Durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua. Inoltre, prima dell'analisi occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti. Se i risultati forniscono un valore superiore, l'esame deve essere ripetuto dopo 7-15 giorni.

Come Abbassare il Colesterolo LDL e Alzare l'HDL

Per ridurre il colesterolo cattivo e contestualmente alzare i livelli di colesterolo HDL, è indispensabile in primis modificare il proprio stile di vita. A favorire l’ipercolesterolemia sono in primis uno stile di vita sedentario e un’alimentazione squilibrata. Secondo diversi studi epidemiologici, la Dieta Mediterranea è in grado di ridurre di circa il 30% l’incidenza di eventi cardiovascolari e più in generale di garantire un miglioramento dei livelli di colesterolo totale. Questo regime alimentare prevede l’assunzione giornaliera di olio extravergine di oliva, pasta e pane integrali, pesce azzurro, noci e mandorle.

Più in generale le linee guida consigliano di limitare il consumo di acidi grassi trans e acidi grassi saturi, in particolare, di carne rossa e processata, e grassi di origine animale. Gli acidi grassi omega 3 e 6 sono invece raccomandati, per aumentare l’HDL. In alcuni casi è utile affiancare alla dieta l’assunzione di integratori mirati. La terapia farmacologica elettiva è rappresentata dalle statine, che hanno una duplice azione: riducono il colesterolo e il rischio cardiovascolare.

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