Sono tante le domande dei neo genitori alle prese con la dentizione decidua dei loro bimbi, come ad esempio: i denti da latte cariati devono essere curati oppure no? A quanti anni spunta il primo dentino? Cosa fare se un dente da latte non cade? Quale dentifricio usare per i denti da latte?
Non c’è un momento preciso in cui iniziano a spuntare i denti da latte, i tempi variano da bambino a bambino. In linea generale i dentini cominciano la loro eruzione intorno ai 6-8 mesi. In alcuni casi l’eruzione dei denti da latte può essere molto fastidiosa e provocare un ematoma gengivale, che in genere tende a risolversi spontaneamente con l’ eruzione del dente stesso. Infatti, come dicevamo, l’età in cui spuntano e cadono i denti decidui è indicativa e cambia da bambino a bambino.
Anche per i denti da latte è importante una corretta igiene orale per evitare l’insorgere di problemi ai denti. Dopo l’anno si può iniziare a utilizzare uno spazzolino specifico per bambini per una pulizia più accurata. Un qualsiasi dentifricio specifico per bambini va bene.
I denti da latte possono diventare neri o più scuri per diversi motivi, primo fra tutti la carie. Un dente deciduo può cambiare colore anche come conseguenza di un trauma o assunzione di cibi pigmentanti. I denti da latte cariati vanno assolutamente curati e non estratti. È importante che i denti da latte rimangano in arcata per tutto il tempo necessario perché uno dei loro compiti è mantenere lo spazio per il dente permanente.
Il rischio che si sviluppi la carie può essere ridotto facendo assume ai bambini una soluzione a base di fluoro dalla nascita fino ai 6-7 anni. In questo modo i denti saranno più resistenti agli acidi prodotti dal batterio responsabile della carie. Le macchie bianche sui denti sono dovute a un eccesso di fluoro. Oltre a un impatto estetico poco gradevole, questo tipo di macchie non creano particolari problemi. In caso di trauma dentale è importante mantenere la calma e, se non sono sufficienti un bacio e un po’ di ghiaccio, è utile avere qualche nozione di primo intervento.
Tuttavia, se siamo normalmente portati a controllare che i bambini non intraprendano scalate domestiche sui mobili del salotto o decidano di fare gli equilibristi dove non immagineremmo mai, nel caso di attività sportive di contatto non è automatico pensare di proteggere i denti.
Quando è Necessaria l'Estrazione di un Dente da Latte?
I denti da latte sono una parte importante della struttura dentale di un bambino, ma a volte diventa necessario rimuoverli. Ci sono diverse ragioni per le quali l’estrazione dente da latte è necessaria:
- Sovrapposizione dentale: i denti da latte possono diventare sovrapposti ai denti permanenti, causando dolore e problemi di masticazione.
- Infezione: i denti da latte sono suscettibili di infezioni, soprattutto se hanno una carie profonda.
- Problemi di sviluppo: a volte i denti da latte non erompono correttamente o non cadono naturalmente.
- Danno: i denti da latte possono essere danneggiati da una lesione o da un trauma.
- Inoltre, a volte i denti da latte sono semplicemente troppo stretti o inclinati, rendendo difficile la pulizia e il controllo dell’igiene orale. Questo può portare a una maggiore incidenza di carie o infezioni.
In alcuni casi, l’estrazione dente da latte è anche raccomandata per motivi ortodontici.
L’estrazione dente da latte è una procedura relativamente semplice e sicura eseguita per prevenire problemi dentali futuri. Il dentista discute con i genitori le ragioni per cui l’estrazione è necessaria e le opzioni disponibili, comprese le eventuali alternative.
Come Avviene l'Estrazione di un Dente da Latte?
L’estrazione dente da latte è una procedura semplice e relativamente rapida:
- Radiografia: prima di effettuare l’estrazione, il dentista potrebbe richiedere una radiografia per valutare lo stato del dente da latte e dei denti vicini.
- Anestesia: prima di iniziare la procedura, il dentista somministra un’anestesia locale per anestetizzare la zona interessata. Questo aiuta a ridurre il dolore e a rendere la procedura più confortevole per il paziente.
- Rimozione: una volta che l’anestesia è in effetto, il dentista utilizza strumenti adeguati a rimuovere il dente da latte. Questo può includere pinze dentali, levigatrici dentali o curette.
- Punti: in alcuni casi, potrebbe essere necessario inserire dei punti per suturare la zona dove è stato estratto il dente.
- Spazio tra i denti: l’estrazione dente da latte crea spazio tra i denti, che è importante per l’eruzione dei denti permanenti.
L’estrazione dente da latte è una procedura dell’odontoiatria infantile che può causare dolore e fastidio, ma questi sono generalmente gestibili con l’utilizzo di un’anestesia adeguata. Ci sono diverse opzioni di anestesia disponibili per questa procedura, tra cui anestesia locale, sedazione cosciente e anestesia generale.
Cura Post-Estrazione
Dopo la procedura, il dentista può prescrivere farmaci per il dolore per aiutare a gestire il fastidio. I genitori del bambino devono seguire attentamente le istruzioni del dentista per prevenire l’infezione e garantire una guarigione rapida e sicura. Questo include evitare cibi duri e cibi caldi, evitare di masticare dalla parte interessata e mantenere la bocca pulita.
L’estrazione dente da latte è una procedura comune e relativamente semplice che è eseguita per risolvere problemi di sovrapposizione, infezione, danno o problemi di sviluppo dei denti da latte. Con l’utilizzo di un’anestesia adeguata e il rispetto delle indicazioni fornite dal dottore, l’estrazione può essere eseguita in modo sicuro e indolore.
Gestione dei Traumi Dentali nei Denti Decidui
Le lesioni traumatiche alla dentatura decidua presentano problemi particolari che spesso richiedono una gestione molto diversa rispetto a quella utilizzata per la dentizione permanente degli adulti.
Innanzi tutto niente panico! La radiografia è utile perché, se il dente è permanente, è possibile vedere la presenza di fratture della radice e il suo grado di maturazione.
Le lesioni analizzate sono state raggruppate secondo i seguenti criteri:
- Frattura del solo smalto
- Frattura di smalto e dentina senza esposizione pulpare
- Frattura coronale con esposizione pulpare
- Frattura coronale con coinvolgimento della radice del dente
- Frattura della radice del dente
- Frattura dell’osso alveolare
- Mobilità dentale
- Sublussazione
- Lussazione estrusiva
- Lussazione laterale
- Lussazione intrusiva
- Avulsione dentale
Frattura del solo smalto
Segno clinico: Frattura che coinvolge esclusivamente lo smalto del dente.
Indagine radiografica: La radiografia non è consigliata.
Trattamento:
- Levigare le eventuali parti taglienti
- Informazioni ai genitori
- Fare attenzione a non traumatizzare ulteriormente il dente durante la masticazione per poi in progressione abituarsi alla nuova forma dentale.
- Aiutare la guarigione gengivale mantenendo pulita l’area, aiutandosi con uno spazzolino da denti morbido o un batufolo di cotone imbevuto in una soluzione, senza alcool, di clorexidina gluconato al 0,2%. La pulizia va effettuata 2 volte al giorno per una settimana.
Frattura di smalto e dentina senza esposizione pulpare
Segno clinico: Frattura che coinvolge lo smalto e la dentina del dente, la polpa non è esposta. Verificare che il frammento o i frammenti rotti siano stati trovati tutti, specialmente se all’incidente non era presente un adulto o vi sia stata una perdita di coscienza. Spesso i frammenti mancanti sono stati dispersi fuori dalla bocca, ma va sempre considerato il rischio che siano infiltrati nei tessuti molli del cavo orale, ingeriti o aspirati.
Indagine radiografica: La radiografia è opzionale, la radiografia deve essere effettuata quando si sospetta che il frammento fratturato sia incluso nelle labbra, nella guancia o nella lingua.
Trattamento:
- Ricoprire tutta la dentina esposta con un vetroionomero o con la resina composita.
- La ricostruzione della corona fratturata può essere eseguita subito utilizzando la resina composita o differita all’appuntamento successivo.
- Informazioni ai genitori
- Fare attenzione a non traumatizzare ulteriormente il dente durante la masticazione per poi in progressione abituarsi alla nuova forma dentale.
- Aiutare la guarigione gengivale mantenendo pulita l’area, aiutandosi con uno spazzolino da denti morbido o un batufolo di cotone imbevuto in una soluzione, senza alcool, di clorexidina gluconato al 0,2%. La pulizia va effettuata 2 volte al giorno per una settimana.
Frattura coronale con esposizione pulpare
Segno clinico: Frattura che coinvolge lo smalto e la dentina del dente, la polpa è esposta. Verificare che il frammento o i frammenti rotti siano stati trovati tutti, specialmente se all’incidente non era presente un adulto o vi sia stata una perdita di coscienza. Spesso i frammenti mancanti sono stati dispersi fuori dalla bocca, ma va sempre considerato il rischio che siano infiltrati nei tessuti molli del cavo orale, ingeriti o aspirati.
Indagine radiografica: Effettuare una radiografia periapicale utilizzando la pellicola di dimensione 0 (2,2 X 3,5 cm) o una radiografia occlusale di dimensione 2 (3,1 X 4,1 cm). L’indagine radiografica va effettuata per scopo diagnostico e per documentare la situazione iniziale. La radiografia deve essere effettuata coinvolgendo i tessuti molli, quando si sospetta che il frammento fratturato sia incluso nelle labbra, nella guancia o nella lingua.
Trattamento:
- Conservare la polpa effettuando una pulpotomia, effettuando una anestesia locale.
- Applicare una pasta di idrossido di calcio non indurente sulla polpa e proteggere con un cemento vetroionomerico e finalizzare la ricostruzione una resina composita tradizionale.
- La pulpotomia cervicale (rimozione di tutta la polpa coronale) è indicata per grandi esposizioni pulpari.
Recentemente è stato introdotto l’utilizzo di cementi bioceramici (MTA) al posto dell’idrossido di calcio. Le modalità di trattamento dipendono dall’età del bambino e dalla sua capacità di tollerare le procedure cliniche. Il trattamento è invasivo è può determinare nel bambino la fobia del dentista (anche a lungo termine), pertanto è necessario consultarsi con i genitori prima di procedere. Un team con esperienza nel trattare le lesioni dentali sui bambini (pedodonzista) è consigliabile.
Spesso in una situazione di emergenza è difficile individuare il trattamento più indicato, pertanto solo quando è possibile differire il trattamento è preferibile inviarlo ad un pedodonzista.
Informazioni ai genitori:
- Fare attenzione a non traumatizzare ulteriormente il dente durante la masticazione per poi in progressione abituarsi alla nuova forma dentale.
- Aiutare la guarigione gengivale mantenendo pulita l’area, aiutandosi con uno spazzolino da denti morbido o un batufolo di cotone imbevuto in una soluzione, senza alcool, di clorexidina gluconato al 0,2%. La pulizia va effettuata 2 volte al giorno per una settimana.
Frattura coronale con coinvolgimento della radice del dente
Segno clinico: Frattura che coinvolge lo smalto, la dentina e la radice del dente. La polpa può essere o non essere esposta. Il frammento di dente può essere fratturato, ma non completamente distaccato.
Indagine radiografica: Effettuare una radiografia periapicale utilizzando la pellicola di dimensione 0 (2,2 X 3,5 cm) o una radiografia occlusale di dimensione 2 (3,1 X 4,1 cm). L’indagine radiografica va effettuata per scopo diagnostico e per documentare la situazione iniziale.
Frattura della radice del dente
Segno clinico: I segni clinci cambiano in base alla posizione della frattura nella radice del dente. Il frammento coronale è mobile è puo essere dislocato. Sono presenti interferenze articolari con il dente antagonista.
Indagine radiografica: Effettuare una radiografia periapicale utilizzando la pellicola di dimensione 0 (2,2 X 3,5 cm) o una radiografia occlusale di dimensione 2 (3,1 X 4,1 cm). L’indagine radiografica va effettuata per scopo diagnostico e per documentare la situazione iniziale. La frattura è localizzata nel terzo medio della radice o nel terzo apicale.
Pulpectomia nei Denti Decidui
Per pulpectomia si intende l’asportazione dell’intera polpa dentaria, camerale e radicolare, negli elementi dentari con polpa non vitale o irreversibilmente infiammata, a seguito di carie o traumi. I fattori che influenzano il trattamento endodontico di un elemento sono rappresentati principalmente dal tipo di anatomia radicolare, dalla difficoltà di stabilire l’esatta collocazione del forame apicale, per il rimaneggiamento durante il fisiologico processo di rizolisi e dall’esiguo spessore del pavimento camerale.
Una volta individuati gli imbocchi radicolari, si esegue un iniziale sondaggio dei canali con file manuali, per definire la corretta “lunghezza di lavoro”. La detersione dei canali radicolari risulta determinante per la creazione di un ambiente il più sterile possibile; questa può essere effettuata con lavaggi di acqua ossigenata alternata ad ipoclorito di sodio (diluizione 1% ). Questo garantisce la dissoluzione di sostanze organiche e la detersione di eventuali canali laterali, vista l’azione battericida nei confronti dei batteri gram- e gram+.
I cementi canalari più usati sono: la pasta iodoformica in associazione con idrossido di calcio; l’ossido di zinco eugenolo, che ha una buona capacita di sigillo coronale, ma una limitata attività antibatterica, con effetto lesivo per i permanenti corrispondenti e irritante per i tessuti periapicali; l’idrossido di calcio, il cui meccanismo d’azione sembra essere legato principalmente alle caratteristiche di alcalinità ed alla presenza di ioni calcio. La strumentazione canalare deve essere eseguita, ponendo attenzione alla contigua gemma del dente permanente.
Radiografie nei Bambini: Quando Sono Necessarie?
Dopo una prima visita odontoiatrica, può capitare che il dentista richieda di eseguire delle radiografie al bambino e molti genitori, in seguito a tale richiesta sono assaliti dai dubbi: "Sarà pericoloso? Quante radiazioni assorbirà? In ortodonzia, gli esami radiografici si rendono necessari quando, a seguito dell'esame clinico, si evidenzia la necessità di effettuare un trattamento ortodontico.
L'esame radiografico di elezione in tutti i soggetti nei quali esista un sospetto di carie in elementi dentali decidui o permanenti, è la radiografia endorale di tipo bite-wing che consente una diagnosi precisa di carie ed è di aiuto soprattutto in presenza di carie tra un dente e l'altro, che talvolta non sono visibili all'esame della bocca. In odontoiatria l’uso della TC è gradualmente diminuito dall'introduzione della CBCT. Tutte le procedure sono inoltre ottimizzate in modo tale da mantenere la dose di radiazioni ionizzanti al livello più basso ragionevolmente ottenibile, tenendo conto del peso e dell’età dei bambini.
Una gravidanza (accertata, sospetta o anche solo possibile) rappresenta una potenziale controindicazione all'esecuzione di esami con radiazioni ionizzanti.
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