Densitometria Ossea e Osteopenia: Interpretazione e Importanza

Negli ultimi decenni, la diagnosi e la gestione delle malattie ossee sono diventate un campo cruciale della medicina, soprattutto a seguito dell’innalzamento dell’età mediana della popolazione globale. La densitometria ossea, nota anche come densitometria a raggi X a doppia energia (DXA o DEXA), è una tecnica diagnostica non invasiva utilizzata per misurare la densità minerale ossea (BMD).

Cos'è la Densitometria Ossea (MOC o DXA)

L'esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi è la densitometria ossea, o mineralometria ossea computerizzata, indicata comunemente con la sigla MOC, che permette di misurare esattamente la densità minerale ossea (Bone Mineral Density, BMD), cioè la quantità (espressa in g/m2) di minerali presenti nello scheletro in toto o in alcuni distretti scheletrici particolarmente soggetti alla perdita di massa ossea. A volte la MOC viene chiamata anche DXA o DEXA (da Dual Energy X ray Absorbtiometry); in realtà queste due sigle indicano la tecnica con la quale viene eseguito l'esame.

La MOC è un esame semplice, rapido (non richiede più di 5 minuti) e assolutamente indolore. Prevede l'impiego dei raggi X, ma in dosi bassissime (di gran lunga inferiori a quelle di una radiografia e infinitamente più basse rispetto a una TAC), per cui si tratta di un esame sicuro, che si può ripetere tranquillamente nel tempo. La misurazione si esegue di solito a livello della colonna vertebrale (a livello lombare), del femore o del polso. La scelta del segmento da studiare dipende da diversi fattori, tra cui il sesso e l’età del paziente: in genere, si preferisce analizzare la colonna lombare nelle donne fino a 60 anni e negli uomini fino a 65, e il collo del femore nelle persone più anziane e/o in presenza di malattie della colonna lombare.

Come si svolge la procedura

Durante l’esame, il paziente si distende su un lettino e una macchina a raggi X passa sopra le aree della colonna lombare e del collo del femore. La macchina utilizza una bassa dose di radiazioni ionizzanti per misurare la quantità di radiazioni assorbite dalle ossa e determinare la densità minerale ossea.

Interpretazione dei Risultati: T-score e Z-score

La MOC fornisce una valutazione di tipo quantitativo e permette di valutare la densità minerale ossea (BMD) definita come rapporto tra contenuto minerale osseo e superficie ossea esaminata (g/cm2): esprime quindi una densità minerale di superficie e non volumetrica. Nella pratica clinica, più che ai valori di BMD, si fa riferimento ai valori di T-score o di Z-score.

Il T score misura la differenza fra il valore di BMD dell'osso esaminato e il campione di riferimento (soggetti sani di 30 anni esaminati nel momento in cui si raggiunge il massimo livello di massa ossea). Lo scostamento in più o in meno del valore misurato nella persona in esame dal valore medio della popolazione di riferimento si esprime come deviazione standard (DS) e ogni DS in meno equivale circa a una riduzione del 10-15% rispetto al valore medio di riferimento. Il numero di DS dalla media di riferimento si indica con il termine T-score.

Il Z-Score è molto simile al T-score, ma utilizza una popolazione statistica di riferimento più specifica, analoga per sesso, età ed etnia. Lo Zeta score misura la differenza tra il valore di BMD dell'osso esaminato e il campione di riferimento rappresentato da soggetti sani e di pari età. Nelle donne in pre-menopausa e negli uomini di età inferiore ai 50 anni bisogna fare riferimento allo Z-score, e non al T-score.

Valori di riferimento del T-score

I risultati dell’esame vengono espressi come un punteggio T-score. Il T-score confronta la densità minerale ossea del paziente con quella di un adulto sano del sesso stesso e della stessa età.

  • Un T-score di -1 o superiore è considerato normale.
  • Un T-score tra -1 e -2,5 è indicativo di osteopenia, una condizione di ridotta densità minerale ossea che aumenta il rischio di sviluppare l’osteoporosi.
  • Un T-score inferiore a -2,5 indica la presenza di osteoporosi.

Quando Sottoporsi alla MOC

La MOC non va considerata un test di screening da eseguire su tutta la popolazione. Tutti coloro che presentano uno o più fattori di rischio devono rivolgersi a un medico per valutare con lui il loro rischio di osteoporosi e di frattura. La densitometria è un esame importante per le donne che stanno affrontando la menopausa e per gli uomini di età superiore ai 70 anni, poiché questi gruppi di persone sono maggiormente a rischio di osteoporosi e fratture ossee. Tuttavia, la densitometria ossea lombare e femorale può essere consigliata anche a persone più giovani con fattori di rischio per l’osteoporosi, come bassa statura, storia familiare di osteoporosi o uso prolungato di steroidi.

“L’esame va prescritto a tutti quei soggetti, a prescindere dall’età, che presentino almeno uno dei seguenti fattori di rischio per fragilità scheletrica: pregresse fratture da fragilità; storia di malattie croniche o terapie note per essere cause di osteoporosi secondaria; riscontro radiologico di demineralizzazione ossea. Per le donne in post-menopausa altri criteri maggiori per indirizzare l’esecuzione dell’esame MOC-DEXA sono: familiarità per frattura di femore o di vertebra, menopausa prima dei 45 anni, magrezza (BMI ≤ 19 Kg/m2).

Frequenza di Ripetizione della MOC

Oltre che per diagnosticare un’eventuale osteoporosi, la MOC è utile per seguire l’andamento della perdita di massa ossea nel tempo. In alcuni casi, a seconda della situazione, tra una MOC e l'altra può passare anche qualche anno; in altri, l’esame dovrà essere ripetuto a intervalli più frequenti.

Osteoporosi: Una Panoramica

L’osteoporosi è una patologia caratterizzata dalla perdita di massa minerale nelle ossa. E’ molto frequente nelle donne in menopausa, a causa del calo di produzione ormonale. L’osteoporosi è una malattia ossea caratterizzata dalla riduzione della densità minerale ossea e dalla compromissione della struttura ossea. Questo aumenta il rischio di fratture, soprattutto delle vertebre, del collo del femore e del polso.

Come spiega il professor Gherardo Mazziotti, Responsabile della Sezione di Ricerca, Diagnosi e Cura delle Malattie Osteometaboliche di Humanitas: “L’osteoporosi è una malattia silente e l’esordio dei sintomi coincide con la comparsa di una frattura da fragilità. Tutti i distretti scheletrici sono affetti dall’osteoporosi e possono essere interessati da eventi fratturativi.

Secondo i dati forniti da Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) e International Osteoporosis Foundation (IOF), l’osteoporosi colpisce 75 milioni di persone tra Stati Uniti, Europa e Giappone, 200 milioni di donne in tutto il mondo ed è responsabile di 89 milioni di fratture ossee all’anno. Una donna su 3 e un uomo su 5 sperimenta va incontro nella vita a una frattura di questo tipo.

Il report “Broken bones, broken lives” pubblicato dalla stessa IOF nel 2017 ha fornito una fotografia aggiornata della situazione in 6 paesi europei, Italia compresa. Qui la prevalenza dell’osteoporosi si attesta al 23.1% nelle donne e al 7% negli uomini; nel 2017 sono stati registrati 563000 casi di frattura da fragilità, la cui prevenzione e gestione ha comportato per il sistema sanitario nazionale un onere pari a 9.4 miliardi di euro, superiore a quello richiesto da broncopneumopatia cronica ostruttiva BPCO e ictus ischemico.

Alternative alla MOC

In tempi recenti è stata introdotta in clinica anche la valutazione della massa ossea mediante apparecchiature ad ultrasuoni (ultrasonografia quantitativa o QUS), che misurano la velocità di trasmissione dell’onda a livello del calcagno, della patella e delle falangi delle mani.

La densitometria ossea ecografica è una tecnologia innovativa, sviluppata dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), che abbiamo adottato a Primus Forlì Medical Center. Sfrutta una tecnologia chiamata R.E.M.S. L’acronimo sta per Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry.

Cosa fare in caso di risultati anomali

In caso di risultati anomali, il medico potrebbe raccomandare di intraprendere delle misure per migliorare la salute delle ossa, come aumentare l’apporto di calcio e vitamina D, fare attività fisica regolare e assumere farmaci per l’osteoporosi.

Va infine precisato che il confronto con i valori di riferimento per l’età adulta non è attuabile con il valore di densità minerale ossea di un soggetto in età pediatrica o adolescenziale.

In virtù dell'importanza crescente che sta assumendo l'evento fratturativo nella valutazione diagnostico-terapeutica del paziente, è bene specificare che la presenza di frattura da trauma lieve è di per sé diagnostica di osteoporosi severa, indipendentemente dal valore del T-score. Inoltre, l'OMS non contempla l'utilizzo di aggettivi da affiancare alla diagnosi di osteoporosi o osteopenia (es: modesta osteopenia, marcata osteoporosi), eccetto l'aggettivo "severa" che viene riservato ai pazienti con fratture patologiche.

Nonostante infatti la densitometria ossea rappresenti tuttora il gold-standard per la diagnosi dell'osteoporosi e sia riconosciuta un importante indicatore del rischio di frattura, è noto che quest'ultimo dipende non solo dalla densità minerale ossea ma anche da altre caratteristiche dell'osso (es. micro e macrostruttura, caratteristiche del collagene, metabolismo) e da fattori di rischio anamnestici e clinici indipendenti dalle condizioni dell'osso (es. trattamento corticosteroideo concomitante, fumo, indice di massa corporea, rischio di caduta, comorbilità ecc). Ne deriva che la stima del rischio di frattura del soggetto sulla base del solo dato densitometrico risulta spesso inaccurata e che solo una valutazione medica integrata dei molteplici fattori di rischio per frattura può fornire al medico ed al paziente un'indicazione accurata per eventuali ulteriori accertamenti diagnostici o per trattamenti preventivi, farmacologici e non, del rischio di frattura.

Infine, particolare attenzione andrebbe posta a valori di BMD aumentata, secondari ad artefatti o a rare condizioni patologiche dell'osso, che molto spesso sono refertati come normali.

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