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Cos'è il Danno Assonale Diffuso (DAI)?
Il trauma cranico è una delle condizioni più complesse e varie in cui possa incorrere l’organismo umano. Una delle conseguenze più devastanti del trauma cranico è il danno assonale diffuso (DAI), spesso sottovalutato ma di fondamentale importanza. Conosciuto anche come danno assonale diffuso o con la sigla DAI, il danno assonale si caratterizza per un danno a carico degli assoni della sostanza bianca cerebrale. Come suggerisce il termine "diffuso", il danno assonale non è un infortunio cerebrale circoscritto, ma interessa più aree del cervello.
È definito “assonale” perché interessa gli assoni, cioè le fibre nervose conduttrici dell’impulso nervoso in direzione centrifuga rispetto al corpo cellulare del neurone. Gli assoni sono le parti prolungate delle cellule neuronali. L'assone è il caratteristico prolungamento cellulare di cui sono forniti i neuroni, che serve a quest'ultimi per diffondere i segnali nervosi emessi da o destinati a il cervello. A seconda dello scopo del neurone di appartenenza, l'assone può essere o meno ricoperto da una guaina di mielina; l'assone dotato della guaina mielinica è anche detto fibra nervosa.
Il danno assonale diffuso è una lesione cerebrale traumatica grave causata da forze di accelerazione o decelerazione che provocano lo stiramento e la rottura degli assoni nel cervello. Caratterizzato, come suggerisce il nome, dalla rottura degli assoni, il danno assonale riconosce nei traumi alla testa che provocano lo scuotimento violento del cervello contro il cranio la sua causa principale.
Cause e Meccanismi
Il danno assonale diffuso (DAI) si verifica quando il cervello subisce un danno a seguito di una forza esterna violenta, come negli incidenti stradali, infortuni sportivi o sul lavoro. Il meccanismo lesivo comprende un primo impatto chiamato “colpo” e un secondo denominato “contraccolpo”, che può verificarsi sia anteriormente-posteriormente che lateralmente. Quando le forze sono impartite al collo e alla testa, specialmente le forze rotazionali, il tessuto cerebrale stesso viene attorcigliato, lesionato e stravolto. Ciò non accade in un’area del cervello specifica (conosciuta come “lesione focale”) ma in modo diffuso.
Un’ulteriore causa di lesione cerebrale può dipendere dall’alta velocità (una caduta da un’altezza elevata o incidente automobilistico ad alta velocità). Si parla, in proposito, di “stress isotropo”. Mentre il trauma assonale diffuso riguarda la deformazione o l’allungamento del tessuto cerebrale, che dà luogo a lacerazione, lo stress isotropo causa un danno attraverso un “impulso” o “onda pressoria” che si propaga nel cervello ad una velocità straordinaria.
Gravità del Danno Assonale
Il danno assonale può variare per gravità; a seconda dell'entità della lesione cerebrale, infatti, può essere lieve, moderato o severo.
Sintomi e Conseguenze del Danno Assonale Diffuso
Per prima cosa, le vittime di un danno assonale perdono conoscenza per qualche ora; successivamente, potrebbero riprendersi, manifestando una serie di sintomi neurologici correlati alla sede delle lesioni cerebrali, oppure entrare in uno stato di coma o stato vegetativo, il cui esito è spesso fatale. Di norma, il danno assonale causa una perdita di coscienza della durata di qualche ora (in genere 6 o poco più); dopodiché, il paziente entra in coma o in stato vegetativo, oppure si riprende, manifestando però una serie di sintomi che dipendono dall'area cerebrale lesionata.
Il danno è evidenziato dall’alterazione della coscienza e da lesioni a carico del corpo calloso e del tronco, specialmente evidenti alla Risonanza Magnetica. Il danno assonale produce lesioni permanenti; questo significa che gli assoni, una volta danneggiati, sono irrimediabilmente fuori uso. Se è grave, il danno assonale può portare al coma o allo stato vegetativo. Come riportato in precedenza, il 90% dei casi di coma dovuti a un danno assonale è irreversibile.
Diagnosi del Danno Assonale Diffuso
Per la diagnosi di danno assonale, i medici devono fare affidamento soprattutto all'esame obiettivo e all'anamnesi, in quanto test strumentali come la risonanza magnetica o la TAC al cervello sono incapaci di rilevare le lesioni cerebrali. È importante osservare che Tac e RM o rx non colgono il trauma assonale diffuso nella materia bianca, ma solo il DTI.
La valutazione neuropsicologica risulta cruciale poiché gli strumenti diagnostici convenzionali come risonanza magnetica o TAC cerebrale non sempre rilevano anomalie neurologiche, specialmente nel trauma cranico lieve. Fino a poco tempo fa, era più difficile visualizzare il danno alla materia bianca attraverso risonanza magnetica rispetto ai danni alla sostanza grigia.
Esistono diverse tecniche di imaging che possono essere utilizzate per diagnosticare e valutare il danno assonale diffuso:
- Risonanza Magnetica (RM): L’Imaging a risonanza magnetica divide radiograficamente il cervello in strati attraverso l'uso di campi magnetici e fornisce molti più dettagli rispetto alla TC. La RM perciò, non solo può rilevare un’iperintensità nella sostanza bianca, ma riesce anche ad individuare la presenza di eventuali atrofie cerebrali (restringimento delle circonvoluzioni cerebrali), altro fenomeno che sopraggiunge con l’avanzare dell’età.
- Imaging con Tensore di Diffusione (DTI): L’imaging con tensore di diffusione è uno strumento di risonanza magnetica attraverso il quale vengono usati speciali software per riuscire ad analizzare parti del cervello a cui una normale risonanza non potrebbe arrivare. Questa nuova tecnologia permette la visualizzazione di danni naturali della materia bianca.
- Angio-RM: L’ Angio-RM o Angio-Risonanza magnetica, è un mezzo di raffigurazione della carotide e delle arterie vertebrali del collo e del cervello che non prevede l’iniezione di sostanze nel sangue.
Trattamento e Riabilitazione
Le lesioni cerebrali prodotte da un danno assonale sono difficilmente visibili agli esami di imaging.
Il trattamento del danno assonale diffuso si concentra sulla gestione dei sintomi e sulla riabilitazione. Le opzioni terapeutiche includono:
- La somministrazione di corticosteroidi, al fine di ridurre l'edema cerebrale.
- Un programma specifico di riabilitazione, al fine di recuperare parte delle funzioni cognitive andate perdute e/o minimizzare i deficit acquisiti con le lesioni cerebrali. Il programma di riabilitazione varia da paziente a paziente, a seconda dei deficit presenti. In un programma di riabilitazione per le vittime un danno assonale, potrebbero rientrare trattamenti come, per esempio, la logoterapia, la fisioterapia e la terapia occupazionale.
- Il tipico supporto medico offerto alle persone in coma o in stato vegetativo.
Dopo una lesione cerebrale si può migliorare attraverso interventi mirati che sfruttano la ridondanza delle reti neurali cerebrali. Il neuropsicologo può aiutare attraverso interventi di psico-educazione diretti sia ai familiari che al soggetto, interventi comportamentali e preparazione per un rientro sociale, scolastico o lavorativo realistico.
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