Lo screening mammografico per il tumore al seno ha dimostrato di ridurre la mortalità a livello di popolazione per le donne nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni. In Italia, il programma di screening mammografico prevede l’invito gratuito per le donne in questa fascia d’età. Ma sorge spontanea una domanda: sarebbe bene iniziare i controlli prima?
Completamente diversa è invece l’indicazione ai controlli periodici individuali, che devono iniziare già a 30-35 anni con un’ecografia mammaria annuale e dai 40 anni anche con una mammografia annuale, l’unico esame in grado di identificare ad esempio le micro-calcificazioni che sono spesso una spia di una iniziale lesione tumorale.
I Tre Pilastri degli Studi "Contro" lo Screening Precoce
Alcuni studi mettono in discussione l'utilità di iniziare lo screening mammografico prima dei 50 anni, basandosi su tre principali argomentazioni:
- Sensibilità ai raggi: Nelle donne giovani, il tessuto mammario è più sensibile ai raggi, aumentando leggermente il rischio di insorgenza di un tumore al seno.
- Mancanza di prove di riduzione della mortalità: Non ci sono prove conclusive che una mammografia regolare tra i 40 e i 49 anni riduca la mortalità.
- Densità del tessuto mammario: Sotto i 50 anni, il tessuto della mammella è generalmente più denso, rendendo difficile identificare un eventuale tumore con la mammografia. Ciò può portare a falsi allarmi e ulteriori accertamenti non necessari.
L'Importanza della Mammografia Annuale Dopo i 40 Anni
È importante sottoporsi alla mammografia annuale a partire dai 40 anni di età. Questo consente di identificare le lesioni mammarie quando hanno piccole dimensioni (preferibilmente sotto il centimetro) e non sono palpabili, cioè quando non hanno coinvolto le strutture circostanti e quando non sono arrivate a coinvolgere i linfonodi dei cavi ascellari. Oltre a individuare lesioni molto piccole, la mammografia consente di definire meglio la posizione e l’estensione del tumore e di verificare l’eventuale presenza di altre lesioni sospette.
La validità di queste indicazioni è stata nuovamente confermata, nei giorni scorsi, da uno studio pubblicato sulla rivista Radiology e condotto dai ricercatori americani del Swedish Cancer Institute di Seattle su oltre duemila pazienti con carcinoma mammario e un’età compresa fra i 40 e i 49 anni: nelle partecipanti che si erano sottoposte a mammografia (tramite la quale era stata scoperta la malattia) la prognosi si è rivelata migliore perché la neoplasia era in uno stadio iniziale, più facile da curare e dunque meno letale e con minori probabilità di ricaduta.
Mammografia ed Ecografia: Un Approccio Combinato
L’età dai 30 ai 50 anni è in effetti la più delicata dal punto di vista diagnostico, poiché coesistono tutte le patologie, benigne (fibroadenomi, cisti, displasia) ma anche neoplastiche. È quindi opportuno abbinare la mammografia all’ecografia e possibilmente al controllo specialistico dal senologo che, in base ai vari fattori di rischio (come la familiarità) e agli esiti degli esami, può indirizzare la singola donna verso il corretto iter di prevenzione.
L'ecografia, invece, può essere utile solo in casi particolari, soprattutto nelle donne più giovani o per approfondire la natura di un nodulo, e non è raccomandata in generale come test di screening in sostituzione o in aggiunta alla mammografia.
Radiazioni: Un Rischio Controllabile
Per quanto riguarda i possibili danni da radiazioni è doveroso ricordare che la moderna mammografia digitale utilizza dosi di radiazioni bassissime, assolutamente non pericolose. La mammografia digitale è l’esame Gold Standard per la diagnosi delle lesioni mammarie.
Screening Individuale vs. Screening di Massa
Se un esame per la diagnosi precoce è proposto a tutte le persone in una certa fascia di età e con particolari caratteristiche, è chiamato “esame di screening” perché è appunto rivolto a un’intera popolazione con caratteristiche comuni all'intero gruppo (per esempio, persone dello stesso genere e di una certa fascia di età) e non a specifici individui con determinate storie familiari.
Tuttavia alcune donne possono aver bisogno di fare la mammografia anche in età più giovanile, per esempio se hanno una storia familiare di cancro al seno oppure perché hanno una mammella con alcune caratteristiche particolari che, sulla base degli studi condotti finora, possono favorire la comparsa di un tumore. Nel loro caso non si parla però di screening, perché non rientrano nella categoria generale, ma di esami diagnostici prescritti sulla base di caratteristiche individuali.
Il Ruolo degli Screening Oncologici
Sottoporsi a regolari screening oncologici è fondamentale per una diagnosi precoce. Gli screening oncologici giocano un ruolo cruciale nell'individuare precocemente i tumori, aumentando così le possibilità di sopravvivenza attraverso una diagnosi tempestiva. Chi fuma o ha anni di fumo alle spalle, dovrebbe sottoporsi allo screening ogni anno.
Tuttavia, va tenuto presente che sottoporsi ad alcuni di essi senza un reale rischio di sviluppare patologie neoplastiche può comportare più rischi che benefici, come l'esposizione a radiazioni o risultati falsi positivi. Pertanto, è essenziale valutare attentamente la necessità di tali esami in base alla storia clinica e ai fattori di rischio individuali.
Sovra-diagnosi: Un Aspetto da Considerare
Nel caso del tumore al seno identificato tramite mammografia, alcuni studi segnalano il rischio di sovra-diagnosi, ovvero di individuare un alto numero formazioni che rimarrebbero indolenti anche senza essere trattate. Il problema è che a parità di diagnosi è molto difficile oggi sapere a priori quali tumori si comporteranno in modo più o meno aggressivo.
Nella maggior parte dei casi i tumori diagnosticati con gli screening sono carcinomi in situ, ossia la forma di cancro al seno che nella stragrande maggioranza dei casi regredisce spontaneamente. È bene però ricordare che in alcuni casi (una minoranza) ciò non avviene e la malattia può diffondersi e dare metastasi. Il problema è che non c'è modo di sapere in anticipo se e quando questo accadrà. Né è possibile distinguere, a parità di diagnosi, quale tumore sarà aggressivo e quale non lo sarà.
La decisione di sottoporsi a mammografia al di fuori degli screening deve basarsi su un’informazione completa sui pro e contro e deve essere presa dopo un colloquio con un medico in grado di valutare per quanto possibile il profilo di rischio della singola donna.
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