Cura della Motilità Spermatica e Spermiogramma: Approfondimenti sulla Fertilità Maschile

La salute degli spermatozoi rappresenta un fattore cruciale per la capacità di una coppia di concepire. Questo aspetto, ovvero la capacità dei gameti maschili di muoversi in modo efficiente attraverso il sistema riproduttivo femminile per raggiungere e fecondare l’ovulo, è particolarmente importante ai fini della fertilità.

Spermiogramma: un'analisi diagnostica chiave

Uno spermiogramma è un’indagine diagnostica utile a valutare la fertilità maschile: analizza diversi parametri del liquido seminale, fornendo informazioni sulla quantità e la qualità degli spermatozoi presenti. Viene generalmente richiesto in caso di difficoltà di concepimento.

L'analisi pratica dello sperma segue le raccomandazioni del manuale di laboratorio dell’OMS per l’esame e il trattamento dello sperma umano. Lo scopo dell’analisi dello sperma è caratterizzare il potenziale di fertilità del maschio, che viene integrato da indagini cliniche ed endocrine prima che venga presa una decisione definitiva sulle opzioni di trattamento. In termini pratici, l’esecuzione dettagliata di un’analisi macroscopica e microscopica del liquido seminale è decisiva per ottenere risultati validi e successive decisioni terapeutiche.

Parametri valutati nello spermiogramma

  • Motilità: la capacità degli spermatozoi di muoversi. Si analizzano la percentuale di gameti mobili e la loro velocità. Questo parametro riguarda la capacità di muoversi degli spermatozoi che può influenzare la fertilità.

In genere si prendono in considerazione due tipi di motilità: la progressiva e la non progressiva. La prima si riferisce al modo di “nuotare” dei gameti maschili in linea principalmente retta o in grandi cerchi; la seconda è indicativa di altri tipi di movimenti (non in linea retta e cerchi stretti).

Affinché possano attraversare il muco cervicale per fecondare l’ovulo di una donna, gli spermatozoi devono avere una motilità progressiva di almeno 25 micrometri al secondo. In caso contrario si parla di astenozoospermia.

Cause della scarsa motilità degli spermatozoi

La causa esatta dei problemi di mobilità degli spermatozoi può variare. Alcuni uomini possono soffrirne a causa di fattori genetici, mentre altri potrebbero avere una patologia non diagnosticata. Varie condizioni che colpiscono i testicoli possono provocare una scarsa motilità degli spermatozoi. Anche l’abuso e l’uso a lungo termine di steroidi anabolizzanti può ridurre il numero e la motilità degli spermatozoi. Lo stesso vale per alcune droghe e rimedi erboristici.

Stile di vita e fattori ambientali

Stile di vita e fattori ambientali giocano un ruolo importante nella motilità degli spermatozoi. Il fumo, per esempio, è stato collegato alla diminuzione della motilità degli spermatozoi, soprattutto per chi fuma più di 10 sigarette al giorno. Uomini che lavorano nelle forze armate o con posti di lavoro che includono la pittura, la guida, o ripetuti traumi alla zona pelvica possono essere a rischio per infertilità lavoro-indotta. Droghe ricreative, steroidi, determinati farmaci, ma anche l’abuso di alcol ed il fumo di sigaretta possono ridurre la motilità degli spermatozoi. Non solo: anche essere in sovrappeso con un indice di massa corporea di 25 o più può influire sia sulla qualità che sulla quantità dei gameti.

Si consiglia pertanto di attendere “un’attesa” da 2 a 5 giorni prima della diagnosi dell’eiaculato e di documentare eventuali deviazioni da questa. Una breve astinenza sessuale inferiore a 48 ore può portare a una riduzione del numero degli spermatozoi; un’astinenza sessuale prolungata superiore a 7 giorni può, ad esempio, ridurre la motilità degli spermatozoi.

Oligo-Asteno-Teratozoospermia (OAT)

L’oligo-asteno-teratozoospermia (OAT) è frequentemente segnalata negli uomini provenienti da coppie infertili. L’eziologia alla base della TAO è nella maggior parte dei casi sconosciuta e una varietà di fattori che contribuiscono possono dare origine alla sindrome.

Trattamenti per migliorare la motilità spermatica

Per quanto riguarda i trattamenti proposti, questi si basano su terapie farmacologiche mediche/integrative o chirurgiche.

Terapie farmacologiche

  • FSH: il trattamento con FSH può essere suggerito con scarsa evidenza in uomini selezionati provenienti da coppie infertili, uomini normogonadotropi con oligozoospermia idiopatica o TAO, nel tentativo di migliorare i parametri quantitativi e qualitativi dello sperma e il tasso di gravidanza.
  • Antiestrogeni: gli antiestrogeni, come tamoxifene e clomifene, sono ampiamente utilizzati da decenni per il trattamento dell’infertilità maschile idiopatica, portando ad un aumento significativo della concentrazione e della motilità degli spermatozoi, in assenza di effetti avversi significativi.
  • Antiossidanti: In circa la metà degli uomini infertili si riscontra uno squilibrio tra stress ossidativo e capacità antiossidante nel plasma seminale. La supplementazione di antiossidanti nei maschi subfertili può migliorare i tassi di natalità vivi per le coppie che frequentano le cliniche della fertilità.
  • Inibitori dell’aromatasi: sono stati raccomandati agli uomini con parametri spermatici alterati e un basso rapporto testosterone/estrogeni. Diversi piccoli studi che hanno utilizzato letrozolo o anastrozolo hanno rivelato un aumento significativo dei parametri spermatici.

Intervento chirurgico

Nella oligo-asteno-teratozoospermia, la chirurgia può aiutare a rimuovere una causa di compromissione spermatogena (come il varicocele), a correggere i disturbi dello svuotamento del tratto seminale distale (dovuti a cisti intraprostatica o stenosi del dotto eiaculatorio), a migliorare i risultati dell’ICSI. Il trattamento del varicocele nelle coppie infertili che riferiscono TAO associata a varicocele palpabile può essere discusso con la coppia, prendendo in considerazione il monitoraggio solo nei casi con varicocele subclinico, trattando invece i giovani maschi con progressiva insufficienza testicolare e/o deterioramento seminale.

Recenti meta-analisi mostrano un miglioramento della qualità dello sperma in seguito alla riparazione palpabile del varicocele, possibilmente con un tasso di concepimento più elevato dopo l’intervento chirurgico rispetto al mancato intervento chirurgico e diminuzione del danno al DNA spermatico. Inoltre, la varicocelectomia può aumentare il livello di testosterone totale negli uomini ipogonadici con subfertilità.

Stile di vita

Per tale motivo gli esperti consigliano uno stile di vita adeguato, che escluda tali potenziali rischi, soprattutto se si sta cercando di raggiungere il sogno di una paternità. Finora, non ci sono prove sufficienti da studi interventistici reali che i cambiamenti nello stile di vita migliorino la fertilità maschile.

Infertilità maschile: aspetti generali

L’infertilità è un problema importante per la salute riproduttiva umana e colpisce circa il 15% delle coppie in tutto il mondo. L’infertilità può derivare da disturbi dello sviluppo sessuale o da disturbi endocrini della riproduzione con esordio nell’infanzia, nella prima infanzia o nell’adolescenza.

L’infertilità maschile, che rappresenta circa la metà di tutti i casi di infertilità, si manifesta generalmente con una diminuzione del numero degli spermatozoi definita azoospermia o oligozoospermia, con un’attenuata motilità degli spermatozoi detta astenozoospermia o una percentuale maggiore di spermatozoi morfologicamente anomali, teratozoospermia.

Queste caratteristiche degli spermatozoi, definite in termine di quantità/concentrazione nell’eiaculato, volume, morfologia e motilità vengono studiate nell’analisi dello sperma, chiamato spermiogramma.

Considerazioni aggiuntive

La qualità dello sperma è soggetta a influenze endocrine ed esterne che devono essere riconosciute e, se necessario, trattate. L’assunzione regolare di farmaci può influenzare l’asse del controllo ormonale (asse ipotalamo-ipofisi-gonadi). Le infezioni febbrili acute possono compromettere temporaneamente la spermatogenesi e provocare una ridotta qualità dello sperma, che di solito ritorna alla normalità dopo 3-6 mesi.

Dal punto di vista sociale, il dato dell’età media dei papà italiani è di 35 anni, che ci colloca tra i più vecchi in Europa.

Ogni caso è comunque a se stante: è fondamentale in caso di infertilità, ovvero di tentativi senza successo per almeno 12 mesi, rivolgersi ad un centro specializzato come Raprui, diretto dalla dottoressa Monica Antinori, luminare che ha aiutato a concepire e a far nascere oltre 1600 bambini, con il suo team. Il tutto grazie ad una accurata diagnosi iniziale.

leggi anche: