Il telopeptide C-terminale del collagene tipo I, noto anche come CTX (C-terminal telopeptide), è un biomarcatore specifico che deriva dalla degradazione del collagene di tipo I. Il telopeptide C-Terminale del collagene di tipo 1, in sigla CTX, è uno specifico marker del ricambio osseo, misurabile nel siero (plasma) sanguigno, utile per la diagnosi e il monitoraggio di patologie dello scheletro, in particolare dell’osteoporosi.
Cos'è il CTX e Come Funziona
Il collagene di tipo I è formato da tre catene polipeptidiche che si avvolgono l'una intorno all'altra per formare una struttura a tripla elica. Il telopeptide C-terminale (CTX) è una polipeptide derivato dalle estremità del collagene di tipo I.
Per capire a cosa serva misurare il CTX è necessario partire dalla fisiologia delle ossa. Queste cellule specializzate hanno il compito di scomporre il tessuto osseo e in particolare la matrice ossea extracellulare, la quale a sua volta è prevalentemente fatta di fibre di collagene di tipo 1, sintetizzate dall’osso stesso. In questo modo le ossa del corpo umano mantengono per buona parte della vita le stesse dimensioni e la stessa robustezza.
L’intero processo metabolico di rimodellamento dura 90 giorni, per poi riprendere da capo. Così le ossa diventano più sottili, fragili e vulnerabili alle fratture. Per capire se una persona è a rischio di fragilità ossea è utile dosare la concentrazione dei frammenti peptidici di collagene del tipo 1 liberati nel plasma sanguigno proprio durante il processo di degradazione.
Importanza Clinica del CTX
Il livello di CTX nel sangue o nelle urine è considerato un indicatore affidabile del turnover osseo. Il telopeptide C-terminale del collagene tipo I (CTX) è un biomarcatore estremamente utile e versatile per valutare il turnover osseo. La sua misurazione offre preziose informazioni cliniche che possono facilitare la diagnosi e il monitoraggio di diverse condizioni ossee e metaboliche.
Il CTX viene spesso utilizzato per monitorare l'efficacia delle terapie per l'osteoporosi, come i bifosfonati e gli inibitori del RANKL.
Come si Esegue l'Esame del CTX
Il test per il CTX viene solitamente eseguito mediante un semplice prelievo di sangue. Per sottoporvisi è necessario presentarsi al laboratorio analisi a digiuno di almeno 8 ore, durante le quali è consentito bere un pochino d’acqua.
La prescrizione di un esame come il dosaggio ematico del telopeptide C-terminale del collagene di tipo 1 (CTX), ovvero di un marker del riassorbimento osseo, di solito si rende necessaria quando vi sia il sospetto di una malattia degenerativa dello scheletro come l’osteoporosi e nel controllo della stessa durante le terapie.
Il dosaggio del sangue del telopeptide C-terminale del collagene di tipo 1 può dare diversi esiti, dai quali è possibile capire chi sia a rischio di osteoporosi. L’esame per la misurazione dei livelli di CTX è un marker osseo e si esegue previo prelievo di sangue.
Fattori che Influenzano i Livelli di CTX
Diversi fattori biologici possono influenzare i livelli di CTX, inclusi l'età, il sesso e i ritmi circadiani. Anche fattori come l'attività fisica e l'assunzione di calcio possono avere un impatto sui livelli di CTX.
CTX e Osteonecrosi della Mandibola (ONJ)
Alla luce di questo nuovo scenario farmacologico, sempre più variegato e complesso e in continua evoluzione, la Società Americana dei Chirurghi Orali e Maxillo-facciali (Aaoms) nel Position Paper del 2014 inerente le linee guida per la prevenzione e il trattamento della ONJ [8], ha sostituito il vecchio acronimo BR-ONJ (bisphosphonate-related osteonecrosis of the jaw) con quello di MR-ONJ (medication-related osteonecrosis of the jaw) allo scopo di sensibilizzare la classe odondoiatrica alle nuove evidenze scientifiche che correlano la ONJ non solo ai bisfosfonati (peraltro meno utilizzati nella pratica clinica rispetto al passato), ma anche ai nuovi numerosi farmaci attualmente usati nel campo della patologia osteo-metabolica sia essa benigna o maligna.
La terapia con bisfosfonati riduce il valore del CTX sierico riportandolo all’interno del fisiologico range della pre-menopausa mentre il denosumab, che possiede un’attività anti-riassorbitiva più potente, determina nella maggior parte dei pazienti una soppressione del CTX sierico (< 0,100 ng/ml).
Il Position Paper 2014 della AAOMS [8] rimarca il fatto che gli studi a favore del ruolo predittivo del CTX sierico hanno spesso una piccola numerosità campionaria, non sono ben controllati e non riportano il valore basale (pre-terapia antiriassorbitiva) del CTX dei pazienti arruolati.
Osteoporosi: un Contesto Clinico Importante
L’osteoporosi è una malattia degenerativa che colpisce con più frequenza le donne dopo la menopausa, ma che in generale rappresenta un importante fattore di rischio per fratture spontanee anche negli uomini anziani.
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