La risonanza magnetica (RM) è una tecnica di screening diagnostico non invasiva che utilizza campi magnetici e onde radio per ottenere immagini dettagliate e ad alta definizione degli organi e dei tessuti interni del corpo.
Come Funziona la Risonanza Magnetica
La risonanza magnetica si effettua con l’ausilio di una grossa apparecchiatura a forma di tunnel che funge da magnete. Durante l’esame il campo magnetico così generato “riorienta” temporaneamente gli atomi di idrogeno del paziente, mentre le onde radio inducono questi atomi a inviare deboli segnali che vengono utilizzati per creare delle immagini in sezione degli organi o dei tessuti analizzati, proprio come fossero delle “fette”.
Al paziente viene fatta indossare una cuffia che attutisce il suono del macchinario in funzione. Una volta sdraiato, il paziente viene introdotto nel “tunnel” ed esposto al campo magnetico mentre le onde radio vengono orientate verso il corpo.
Un operatore in una stanza attigua potrà visionare le immagini del cervello e del tronco encefalico mentre vengono trasmesse sul monitor di un pc e interagire con il paziente stesso per tramite di un microfono.
L’esame ha una durata variabile tra i 15 e i 45 minuti, ed è del tutto indolore, perché chi vi si sottopone non percepisce né il campo magnetico, né le onde radio.
Applicazioni della Risonanza Magnetica
La risonanza magnetica è un esame utilissimo per diagnosticare condizioni patologiche come quelle che possono colpire il cervello, il cervelletto e il tronco encefalico/midollo spinale.
Neurologia
Uno dei settori in cui, negli ultimi anni, la Risonanza Magnetica ha dato un contributo fondamentale è lo studio del sistema nervoso e delle sue patologie. Tra gli impieghi più diffusi e importanti c’è lo studio dei tumori, sia nella prima fase di identificazione e stadiazione, sia nei successivi controlli durante e dopo il trattamento terapeutico.
“Con le macchine più avanzate, che hanno tempi di indagine estremamente contenuti e una maggior definizione delle immagini - spiega la dottoressa Maria Consuelo Valentini, esperta di Neuroradiologia e responsabile del Servizio di Neuroradiologia dell’Ospedale CTO di Torino -, possiamo effettuare esami innovativi.
Ad esempio la spettroscopia, un sistema di analisi della biochimica dei tessuti che valutando la concentrazione di alcuni metabolici orienta sull’integrità dei neuroni piuttosto che sulla proliferazione di cellule tumorali o di necrosi tissutale.
Attraverso la Risonanza Magnetica funzionale, poi, i neuroradiologi riescono a fornire ai neurochirurghi una mappa dettagliata delle aree del cervello di primaria importanza, come i centri della parola, della visione e del movimento, e l’esatto posizionamento di una massa tumorale rispetto ad esse.
Un’altra tecnica di studio è la trattografia, che ricostruisce in tre dimensioni il decorso delle fibre nervose dell’encefalo. Così possiamo vedere, ad esempio, da dove partono i segnali per muovere una mano, e se l’eventuale presenza di cellule tumorali interferisce con questa funzione.
Tali informazioni sono fondamentali per la pianificazione della terapia: intervento chirurgico o trattamento radiante. Tutte queste metodiche, naturalmente, sono di notevole supporto anche nella diagnosi e nello studio delle altre patologie neurologiche.
A sé stante è la tecnica di RM funzionale (FMRI). Si tratta di un esame che serve a monitorare gli scambi metabolici all’interno del cervello e per tale ragione è utile ad isolare le aree cerebrali in cui funzionalità importanti come il linguaggio, o il movimento volontario, vengono gestite, in vista di interventi chirurgici al cervello.
La RM al cervello e tronco encefalico e la RM funzionale sono esami prescritti per la diagnosi o il monitoraggio di malattie neurodegenerative, tumori e metastasi, lesioni del nervo acustico o ottico, traumi cerebrali e loro conseguenze, demenze e Alzheimer, patologie vascolari, ictus e ischemie.
Cardiologia
Un altro strumento estremamente utile nello studio delle malattie cardiache, in funzione da poco tempo in Humanitas Gavazzeni è la Risonanza Magnetica ad alto campo. “Con questa macchina si riesce a studiare tutto il muscolo cardiaco, il suo movimento, la perfusione e la sua vitalità - precisa Angeli -.
È una metodica potenzialmente in grado di fornire gli stessi dati che si otterrebbero da un’ecocardiografia e da una scintigrafia miocardica“.
Oncologia
È una metodica per studiare il tumore alla mammella che unisce i principali vantaggi della RM ad un’elevata definizione dell’immagine, con lo scopo di identificare anche piccolissimi noduli, impalpabili ed invisibili con le tecniche tradizionali: la Risonanza Magnetica ad elevata risoluzione spaziale arriva dallo Sloan Kettering di New York, uno dei principali centri oncologici del mondo.
Spiega il dottor Francesco Pane, responsabile della Diagnostica Senologica di Humanitas Centro Catanese di Oncologia, che ha introdotto questa tecnica per la prima volta in Italia: “Attualmente la mammografia rimane la sola indagine diagnostica che provatamente riduce la mortalità per cancro della mammella.
Come tutte le metodiche di imaging ha comunque anche dei limiti, ad esempio in presenza di un’elevata densità ghiandolare, di protesi mammarie o di cicatrici chirurgiche.
La tecnica di studio della mammella con la Risonanza Magnetica non è ancora oggi univoca nei diversi Centri. La Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto endovenoso (Gadolinio) sfrutta la neoangiogenesi del tumore, cioè la sua ipervascolarizzazione (un tessuto tumorale induce la formazione di nuovi vasi sanguigni intorno a sé e al proprio interno).
La neoangiogenesi fa sì che le lesioni tumorali acquisiscano precocemente e velocemente il mezzo di contrasto, ma altrettanto rapidamente lo dismettano. Per questo motivo il tempo è fondamentale.
Per avere la massima velocità di acquisizione bisogna utilizzare un campo di vista - cioè un diametro - molto ampio, che comprende entrambe le mammelle. La risoluzione quindi è minore e non c’è una buona definizione morfologica.
L’approccio innovativo messo a punto a New York invece predilige un’elevata risoluzione spaziale, piuttosto che la velocità e il tempo. Grazie all’utilizzo di una particolare bobina dedicata - cioè di un accessorio da posizionare in prossimità della parte anatomica da studiare - appositamente pensata per il seno, si ha una migliore risoluzione dell’immagine.
L’utilizzo di un campo di vista dedicato per ogni singola mammella permette un’ottima valutazione morfologica delle lesioni, contenendo i tempi di acquisizione.
Preparazione all'Esame
Ci si presenta a questo esame digiuni, in caso di uso del mezzo di contrasto almeno da 4 ore, ma non è necessario sospendere l’eventuale assunzione di farmaci.
Questo perché i potenti effetti del campo magnetico potrebbero interferire con il funzionamento di questi dispositivi. Attenzione anche in caso di protesi articolari metalliche.
Risonanza Magnetica Veterinaria
La risonanza magnetica (RM) è emersa come una delle tecnologie più rivoluzionarie nel campo della medicina veterinaria, offrendo immagini dettagliate e diagnostiche di alta qualità che sono cruciali per trattare diverse condizioni patologiche negli animali.
La RM è una tecnica avanzata che utilizza un campo magnetico e onde radio per creare immagini dettagliate degli organi e delle strutture interne del corpo. Tra i principali vantaggi della risonanza magnetica veterinaria vi sono la sua capacità di fornire un’eccellente visualizzazione dei tessuti molli e la sua efficacia nell’identificare condizioni patologiche che altre forme di diagnostica per immagini potrebbero non rilevare.
La tecnologia RM riduce al minimo l’esposizione alle radiazioni, eliminando quasi completamente il rischio associato con altre forme di imaging. La bassa esposizione ai raggi non solo protegge gli animali da potenziali danni a lungo termine, ma è anche più accettabile per i proprietari degli animali, che possono essere preoccupati per la sicurezza delle procedure diagnostiche.
La RM è particolarmente utile per esaminare il sistema nervoso centrale, offrendo immagini dettagliate del cervello e della colonna vertebrale. Oltre al sistema nervoso, la RM è in grado di fornire immagini eccezionali delle strutture muscolo-scheletriche, inclusi i muscoli, le ossa, le articolazioni, e i tessuti molli.
La risonanza magnetica è superiore alla TAC in molti aspetti, soprattutto quando si tratta di visualizzare i tessuti molli e il sistema nervoso. In generale, la RM è la scelta migliore per diagnosi che richiedono una visualizzazione dettagliata dei tessuti molli, come nel caso delle malattie neurologiche o muscolo-scheletriche.
La capacità di ottenere diagnosi precise è una delle principali ragioni per la scelta della risonanza magnetica in campo veterinario. La risonanza magnetica è il metodo di elezione per l’analisi del sistema nervoso centrale, permettendo una diagnosi accurata di malattie come infiammazioni, tumori cerebrali, e danni spinali.
Le malattie dell’orecchio medio e interno possono essere particolarmente difficili da diagnosticare con precisione. La risonanza magnetica è altamente efficace nell’esaminare il naso e i tessuti molli, identificando infiammazioni, tumori, e corpi estranei.
La tempestività delle diagnosi può spesso fare la differenza tra una gestione efficace della malattia e conseguenze più gravi. Una diagnosi tempestiva è essenziale per trattare efficacemente le malattie, soprattutto quelle che possono peggiorare rapidamente.
L’uso della risonanza magnetica per diagnosi tempestive non solo aumenta le possibilità di un esito positivo ma riduce anche il disagio e il dolore per gli animali.
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