Proteina C-Reattiva (PCR): Analisi del Sangue, Valori Normali e Interpretazione

L’infiammazione è una sorta di reazione del nostro organismo di fronte a uno stimolo. Per verificare se nel nostro organismo è in corso un’infiammazione è possibile eseguire alcuni test; la presenza della proteina C-reattiva nel sangue periferico, per esempio, può essere un indice importante di infiammazione. Ma come misurarla e come questa può essere di aiuto? Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cos’è il test PCR del sangue, altrimenti noto come esame della proteina C-reattiva.

Indice dei contenuti

  • Cos’è la proteina C-reattiva (PCR)
  • Perché eseguire un test PCR del sangue?
  • Come si esegue l’esame della proteina C-reattiva
  • Quali sono i valori normali del PCR
  • Come abbassare il valore della proteina C-reattiva?
  • Cos’è la proteina C-reattiva ultrasensibile

Cos’è la proteina C-reattiva (PCR)

La proteina C-reattiva, da cui l’acronimo PCR utilizzato per indicare l’esame ematico, è una proteina prodotta dal fegato e rilasciata nel sangue in presenza di una infezione, una infiammazione o un danno ai tessuti. La PCR (Proteina C Reattiva) è una glicoproteina che viene prodotta nel fegato in risposta a traumi o infezioni che innescano processi infiammatori. In condizioni normali, quindi in un paziente sano, i livelli di PCR nel sangue sono molto bassi, e aumentano se, appunto, c’è una infiammazione, ovvero una reazione del nostro corpo per protegge i tessuti e aiutarli a guarire da lesioni, infezioni o altre malattie.

La Proteina C Reattiva (PCR) svolge un ruolo importante nell'aiutare i meccanismi della difesa immunitaria: si lega alle molecole di agenti patogeni, di corpi estranei e delle cellule dei tessuti danneggiati favorendo l’attivazione del sistema complemento e delle cellule fagocitarie. Dal punto di vista funzionale, la proteina C reattiva è molto simile alle immunoglobuline di classe G (IgG), sostanze che si attivano per svolgere un'azione di difesa dell'organismo. A differenza di queste, però, la proteina C reattiva non è diretta specificamente contro un determinato antigene.

Se l’infiammazione dura troppo a lungo, diventando cronica, può danneggiare i tessuti sani. Le cause di una infiammazione, però, possono essere molteplici, alcune lievi (come un taglietto), altre gravi, e questo esame si limita a dirci solo che è presente; ecco perché il test PCR è da considerarsi solo come una indagine di primo livello, alla quale faranno seguito una serie di controlli più approfonditi finalizzati all’individuazione del problema.

Perché eseguire un test PCR del sangue?

Valori anomali di proteina C-reattiva nel sangue sono indicativi di un’infiammazione in corso, da indagare con esami specifici. In genere, il medico tende a prescrivere il test PCR del sangue in presenza di alcuni sintomi associabili ad un’infezione batterica, come:

  • febbre o brividi;
  • battito cardiaco accelerato;
  • respiro accelerato;
  • nausea;
  • vomito.

Questo esame può inoltre aiutare ad individuare o monitorare l’infiammazione in condizioni acute o croniche, tra cui:

  • infezioni da batteri o virus, come bronchite, polmonite, tubercolosi, scarlattina, varicella, mononucleosi;
  • malattie infiammatorie intestinali; disturbi dell’intestino, che includono il morbo di Crohn e la colite ulcerosa;
  • malattie autoimmuni, come lupus, artrite reumatoide e vasculite;
  • malattie polmonari, come l’asma;
  • cardiopatie;
  • tumori.

Inoltre, il test PCR viene anche utilizzato per vedere se i trattamenti per l’infiammazione cronica funzionano o per prendere decisioni terapeutiche laddove il paziente dovesse sviluppare una sepsi, ovvero un’infezione molto grave del sangue. Questo esame può essere prescritto dal proprio medico nel caso in cui abbia il sospetto ci sia una patologia che causa uno stato infiammatorio acuto. L’aumento di Proteina C Reattiva (PCR) che deriva in conseguenza di questi stati patologici fa sì che il clinico possa richiedere indagini più approfondite per una diagnosi certa o monitorare l’andamento di una malattia.

Come si esegue l’esame della proteina C-reattiva

Il test PCR del sangue è un esame di semplice esecuzione, che prevede un classico prelievo ematico dal braccio, come avviene per tantissime altre indagini di routine. Per l'analisi della proteina C reattiva, il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue.

Non è necessaria una preparazione particolare, ma alcuni farmaci potrebbero influenzare i risultati, quindi si raccomanda di seguire le indicazioni del medico, al quale va sempre illustrata la propria condizione e le terapie in atto. Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. Inoltre, occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti. È opportuno evitare, nei giorni immediatamente precedenti l’esame, un esercizio fisico intenso perché potrebbe causare aumenti improvvisi del livello di PCR. Se, oltre a quelli del PCR, si devono controllare anche altri valori, potrebbe essere richiesto il digiuno nelle 8 ore precedenti.

Quali sono i valori normali del PCR

Come già sottolineato, nei pazienti sani, quindi in assenza di uno stato infiammatorio, i valori della proteina C-reattiva sono molto bassi. Di norma, la proteina C-reattiva (PCR) è presente nel sangue in concentrazioni molto basse, inferiori a 8 milligrammi/litro (mg/l). Valori di riferimento inferiori a 8 milligrammi/litro (mg/l) e, sotto ai 10 mg/L, indicano l’assenza di un’infiammazione attiva. La concentrazione di PCR nel sangue si misura in milligrammi per litro. Nelle persone sane, il valore medio della proteina C reattiva è compreso tra 0,5 mg/l e 10 mg/l, con una variabilità che dipende dall'età e dal sesso del paziente.

In caso di infiammazione i valori tendono ad aumentare molto rapidamente, fino a raggiungere addirittura i 500-1000 mg/l negli stati infiammatori più gravi. Una diminuzione dei valori indica una riduzione dell’infiammazione. È importante ricordare che alcune condizioni e/o farmaci possono provocare un aumento della concentrazione di questa proteina nel sangue, come la pillola contraccettiva, le terapie ormonali, la gravidanza, così come l’obesità. La concentrazione di PCR può essere aumentata negli stadi più avanzati della gravidanza, così come durante la terapia sostitutiva ormonale (es. estrogeni). Sarà il medico ad interpretare i dati raccolti e valutare il da farsi.

Se il livello di PCR è superiore alla norma spetta al medico curante indagarne le cause. Dopo aver valutato i risultati, il medico può orientarsi meglio e consigliare altre indagini di approfondimento. Se i valori della PCR risultano bassi, significa che un disturbo apparentemente associato a un'infiammazione, in realtà non lo è. La causa dei sintomi è, dunque, da ricercarsi altrove.

Come abbassare il valore della proteina C-reattiva?

Come spiegato, livelli di proteina C-reattiva (PCR) nel sangue elevati potrebbero indicare la presenza di un’infiammazione nel corpo; è importante ribadire, però, che la PCR stessa non è una malattia, ma un semplice marker di infiammazione. Per ridurre i livelli di proteina C-reattiva nel sangue è essenziale identificare e trattare la causa sottostante dell’infiammazione. Questo potrebbe implicare il trattamento di infezioni, condizioni autoimmuni o altre malattie infiammatorie.

Non esiste, quindi, una procedura standard, perché dipende dallo stato di salute del paziente. In linea generale, però, esistono alcune strategie utili ad abbassare i livelli di questa proteina:

  • adottare uno stile di vita sano: mantenere un corretto peso corporeo, seguire una dieta equilibrata e fare regolare attività fisica possono contribuire a ridurre l’infiammazione nel corpo;
  • alimentazione sana: una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani può aiutare a ridurre l’infiammazione. Alcuni alimenti, come il pesce ricco di acidi grassi omega-3, sono noti per avere proprietà anti-infiammatorie;
  • limitare il consumo di zuccheri e grassi saturi: ridurre l’assunzione di zuccheri aggiunti e grassi saturi può aiutare a controllare l’infiammazione. Questi alimenti, infatti, possono contribuire all’aumento del peso corporeo ma anche favorire condizioni come il diabete di tipo 2;
  • limitare l’alcol e smettere di fumare: l’eccessivo consumo di alcol e il fumo di sigaretta possono contribuire all’infiammazione nel corpo. Ridurne il consumo o eliminarli completamente dalla propria vita può aiutare a ridurre l’infiammazione e i livelli di PCR;
  • gestire lo stress: lo stress cronico può contribuire all’infiammazione nel corpo. Pratiche come lo yoga, la meditazione, l’arte e l’attività fisica possono aiutare a gestire lo stress e ridurre quindi lo stato infiammatorio;
  • monitorare la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo: mantenere la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo sotto controllo può contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, che sono spesso associate all’infiammazione.

Se i livelli di PCR sono persistentemente alti, è importante consultare un medico, che può identificare la causa dell’infiammazione e consigliare un piano di trattamento personalizzato.

Cos’è la proteina C-reattiva ultrasensibile

La proteina C-reattiva ultrasensibile (PCR-us o CRP-us, dall’inglese Highly Sensitive C-Reactive Protein, hs-CRP) è una variante del test di proteina C-reattiva (PCR), che è ultrasensibile nella rilevazione dei livelli di questa proteina nel sangue. Il test di PCR-us è in grado di misurare quantità molto basse di proteina C-reattiva nel sangue, spesso nell’ordine di milligrammi per litro (mg/L). Questa elevata sensibilità permette di rilevare anche una piccola infiammazione, il che è particolarmente utile nella valutazione del rischio di malattie cardiovascolari.

Infatti, livelli elevati di PCR-us nel sangue sono stati associati a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, inclusi infarto del miocardio e ictus.

Tabella riassuntiva dei valori normali e significato clinico di alcuni esami del sangue

Parametro Campione Significato clinico Range di normalità Unità convenzionali Unità SI
Complemento C3 Siero Elemento del sistema immunitario 75-161 mg/dl 0,75-1,61 g/l
Complemento C4 Siero Elemento del sistema immunitario 16-47 mg/dl 0,16-0,47 g/l
Globuli Bianchi 3,8-10,8 x 103 /μl 3,8-10,8 x 109/l

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