Creatinina: Principio del Metodo Enzimatico Colorimetrico e Interpretazione Clinica

L’esame delle urine è da considerarsi il primo esame diagnostico sviluppato nella storia della medicina e ha accompagnato lo sviluppo del corpus di conoscenze scientifiche lungo i secoli. Il concetto che l’analisi delle urine prodotte nell’arco di un giorno siano una buona fotografia dello stato di salute di un individuo è ampiamente accettato nella pratica clinica.

Tuttavia, deve essere ricordato che l’urina è una matrice che presenta una serie di peculiari problematiche analitiche dovute alla presenza di composti inorganici e organici, di molecole a bassa massa molare ma anche di polimeri, oltre alla possibile presenza di cellule, batteri o funghi che modificano rapidamente la sua composizione nel tempo. Si tratta quindi, a tutti gli effetti, di una matrice complessa, che richiede metodi che siano in grado di coprire un ampio intervallo di concentrazioni con adeguata accuratezza.

La raccolta delle urine in un arco di 24 ore è da considerarsi lo standard di riferimento per la misura quantitativa degli analiti di comune interesse; l’arco temporale delle 24 ore, coprendo le ore diurne e notturne, compensa l’impatto sia dell’attività fisica che del ritmo circadiano sulla escrezione di alcune molecole. Riguardo a specifici quesiti clinici, nelle situazioni di urgenza clinica o nel caso di scarsa compliance del paziente, può essere utilizzata anche una raccolta a 2 ore oppure ad 8 ore, sebbene, in questi casi l’interpretazione dei dati necessiti di cautela.

La creatinina, sostanza di scarto prodotta nei muscoli, è il risultato della reazione metabolica di una molecola chiamata creatina fosfato. L’esame del sangue relativo serve a misurare la sua concentrazione ematica. La creatinina, normalmente, viene liberata nel sangue una volta prodotta e, successivamente, eliminata attraverso le urine grazie all’azione di filtraggio da parte dei reni.

Perché Fare il Test della Creatinina?

Al di là di un monitoraggio generale delle condizioni di salute di una persona, le analisi della creatinina nel sangue vengono prescritte nel momento in cui sono presenti indicatori di una insufficienza renale. Nel caso in cui il paziente abbia una patologia renale e necessiti di monitoraggio costante possono essere prescritte le analisi della creatinina a intervalli regolari per valutare la funzionalità renale. La creatinina viene inoltre richiesta nel momento in cui il paziente sta seguendo cicli di dialisi.

Campione Richiesto e Preparazione all'Esame

L’esame per misurare la concentrazione di creatinina nell’organismo consiste in un semplice prelievo di sangue o di un test sulle urine. Nel caso in cui l’analisi venga effettuata su campioni ematici, è denominata creatininemia. Si procede prelevando un campione di sangue dalla vena del braccio.

Ci sono alcune ricerche scientifiche le quali hanno evidenziato che la carne cotta potrebbe aumentare la concentrazione di creatinina nel sangue. Astenersi dall’assumere cibi di questo tipo è, di conseguenza, un’altra richiesta che potrebbe essere fatta in preparazione al test. Sarebbe preferibile, inoltre, astenersi anche dall’attività fisica nelle 8-12 ore che precedono le analisi.

Misurazione della Creatinina e Interpretazione dei Risultati

Le analisi possono fungere da indicatore dello stato di salute dei reni. Il valore normale di creatinina nel sangue è compreso tra gli 0,84 e gli 1,21 mg/dl. Tuttavia, valori diversi dalla norma non indicano necessariamente la presenza di una patologia.

Alla luce della molteplicità dei fattori che possono incrementare i livelli di creatinina nel sangue, per una valutazione corretta dello stato di salute del paziente, è necessaria una anamnesi completa. Questo significa che il medico deve essere informato sulle abitudini, gli stili di vita e gli eventuali trattamenti farmacologici che il paziente sta seguendo per formulare una diagnosi idonea e indicare le cure più adeguate.

Un’elevata concentrazione di creatinina nel sangue, infatti, può indicare una condizione di disfunzionalità renale. Meno comune, invece, è la condizione di ipocreatininemia (livelli bassi di creatina nel sangue), che solitamente non costituisce motivo di preoccupazione.

Esame Chimico Morfologico Urine (ECMU)

Per referto ECMU si intende la risposta ad una richiesta del clinico relativa ad accertamenti volti a definire lo stato del paziente relativamente all’apparato urinario contenente informazioni clinicamente utili. L’impostazione del profilo di risposta deriva da una tradizione in atto da oltre quarant’anni, da quando cioè le strisce reattive hanno modificato l’esame chimico-fisico e improntato il modo di esporre i risultati.

La risposta nel profilo urinario è l’anello terminale di una catena di azioni: richiesta, raccolta, valutazione dell’idoneità del campione, analisi, valutazione della congruenza tra esame chimico-fisico e microscopico, interpretazione del profilo in chiave clinica. Quindi vanno refertati quei parametri che sono stati definiti obbligatori e di indubbia utilità clinica nella linea guida per la fase analitica di ECMU. Essi sono: Densità relativa (conduttività e/o osmolalità), Creatinina, Albumina, Emoglobina, Esterasi leucocitaria, Esame frazione corpuscolata.

Considerata la diversità degli analiti che compongono l’ECMU occorre specificare quali siano i metodi utilizzati per l’esecuzione dei singoli esami o loro raggruppamenti. Indicare quindi se il laboratorio utilizza solo e sempre la chimica secca su dip-stick o se alcuni test come l’albumina, vengono saggiati in chimica liquida o immunoturbidimetria, così come se la creatinuria viene eseguita con metodo enzimatico o cinetico colorimetrico (Jaffè) o su striscia reattiva.

Il referto ECMU è l’atto ufficiale e definitivo con cui vengono comunicati i risultati dei vari componenti analizzati, pertanto essi rappresentano l’oggetto principale di attenzione da parte dei clinici, come indicato dalla norma ISO 15189:2012. I risultati vanno inseriti in colonna accanto alla descrizione del test, subito prima della rispettiva unità di misura e del valore di riferimento. Vanno inseriti i risultati solo degli esami eseguiti; si preferisce refertare in ordine prima l’esame chimico e poi quello del sedimento.

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