La misurazione della creatinina sierica è un esame di largo impiego nella pratica medica quotidiana e rientra nel set di esami di laboratorio preoperatori prescritti normalmente.
Infatti le malattie renali acute e croniche sono state ben correlate ad aumenti anche relativamente piccoli della creatinina sierica e ad un aumento del rischio di morbilità e mortalità.
Al contrario, la rilevanza dei livelli di creatinina sierica al di sotto del range normale è molto meno percepita e apprezzata nella pratica clinica.
Cosa rappresenta la creatinina
La creatinina sierica non è solo un marker della funzione renale. La creatinina è un metabolita della creatina e come tale un sottoprodotto del metabolismo muscolare.
La quantità totale di creatinina generata dalla creatina è determinata dalla funzione muscolare, dall'assunzione di carne e generazione de novo di creatina.
Poiché la creatinina è liberamente filtrata attraverso il glomerulo e non è né riassorbita né metabolizzata dal rene, nella pratica clinica serve come marker della funzione renale.
Limitazioni della creatinina sierica
Tuttavia, la creatinina sierica ha importanti limitazioni: può richiedere 24-36 ore per aumentare dopo un danno renale definito, può sovrastimare la funzione renale a causa della secrezione nel tubulo prossimale e può aumentare in seguito alla somministrazione di farmaci che inibiscono la secrezione tubulare nonostante nessuna alterazione della funzionalità renale.
Inoltre, la creatinina è distribuita nell'acqua dell’organismo e misurata come concentrazione e può, quindi, essere influenzata dalle variazioni dello stato del volume corporeo.
Creatinina: intervalli di riferimento
Poiché ci sono differenze di età e sesso nella generazione della creatinina, la determinazione dei suoi intervalli di riferimento normali basati sulla popolazione è stata oggetto di approfondimenti.
Dopo la nascita, la creatinina sierica rapidamente diminuisce fino a un valore di circa 0,25 mg/dL durante il primo mese di vita e poi inizia ad aumentare linearmente con l'età.
La creatinina sierica rimane costante per i soggetti sani tra i 20 e i 70 anni di età, nei soggetti maschi (bianchi) con un valore medio di 0,90 mg/dL e un intervallo di riferimento normale tra 0,63-1,16 mg/dL e nelle donne (bianche) con a media di 0,70 mg/dL e intervallo di riferimento normale tra 0,48-0,93 mg/dL (1).
In entrambi i sessi al di sopra dell'età di 70 anni la creatinina sierica ricomincia ad aumentare lentamente.
Questi intervalli di riferimento possono servire come primo strumento per avvisare il medico della presenza di una possibile alterazione della funzione renale (1).
Significato delle variazioni del dato analitico
Creatinina elevata (o in incremento)
La relazione tra creatinina sierica e il tasso di filtrato glomerulare stimato (eGFR) è iperbolica e la sua conversione in una scala di risultati eGFR consente una più facile interpretazione del declino della funzionalità renale.
La disponibilità di misurazioni individuali longitudinali della creatinina sierica (cioè misurazioni seriali) può consentire la possibilità di passare progressivamente da intervalli di riferimento basati sulla popolazione a valori rispetto al paziente, consentendo un processo decisionale più rapido e accurato la funzione renale dell'individuo e la possibile diagnosi precoce della disfunzione renale e il rinvio precoce al nefrologo (1).
Creatinina bassa
Le cause di una bassa concentrazione di creatinina sierica includono: ridotta massa muscolare, malattie del fegato, significativo sovraccarico di liquidi e scarso stato nutrizionale, ma anche aumento della clearance renale come è osservato in gravidanza.
Un basso valore di creatinina si configura come un importante fattore di rischio per un esito sfavorevole.
Creatinina bassa e mortalità
In letteratura è descritta l'associazione tra aumento della mortalità e livelli più bassi di creatinina nei pazienti in dialisi cronica, in quelli che iniziano il supporto renale in terapia intensiva e nei pazienti più anziani.
Tuttavia emergono prove sulla associazione tra una bassa creatinina sierica al basale e un aumento della mortalità ospedaliera in modo concentrazione-dipendente.
L’analisi retrospettiva sui dati di oltre 1 milione di pazienti adulti ricoverati in terapia intensiva ha consentito di valutare l'associazione tra il picco di concentrazione sierica di creatinina nelle prime 24 ore di ricovero in terapia intensiva e la mortalità ospedaliera (2).
Una concentrazione di creatinina sierica pari a 0,68 mg/dl nelle prime 24 ore dopo il ricovero in terapia intensiva era indipendentemente associata a un rischio di mortalità aumentato; nei pazienti con una creatinina <0,34 mg/dl, le probabilità aggiustate di morte in ospedale erano più di 2 volte superiori rispetto a quelli con valori compresi nell'intervallo 0,80-0,90 mg/dl e superavano il rischio dei soggetti con una creatinina elevata >2,05 mg/dl.
L'associazione tra bassa creatinina sierica preoperatoria ed esiti postoperatori è stata valutata in soggetti in cui era programmato un intervento non urgente (3).
Su 1.809.576 pazienti, il 27,8% dei maschi e il 23,5% delle femmine avevano una bassa creatinina sierica preoperatoria, il 14,6% ha avuto complicanze e l'1,2% è deceduto.
Per i maschi, rispetto alla creatinina di riferimento (0,85 -1,04), quelli con creatinina sierica ≤0,44 avevano il 55% in più di probabilità di mortalità e l'82% ha aumentato le probabilità di complicanze maggiori.
Altrettanto per le donne, rispetto all'intervallo di riferimento da 0,65 a 0,84, quelle con creatinina sierica ≤0,44 avevano il 49% in più di probabilità di mortalità e il 76% in più di probabilità di complicanze maggiori.
È probabile che la relazione tra bassi livelli di creatinina sierica e mortalità sia più complessa di quanto si possa ipotizzare a prima vista.
Ad esempio, la creatinina sierica nei pazienti critici (2) può sovrastimare la funzione renale e una percentuale di pazienti con un livello di creatinina sierica inferiore al range normale può aver avuto una funzione renale significativamente compromessa.
Così come una bassa creatinina sierica nel contesto di livelli adeguati di albumina può implicare un marcato decondizionamento fisico o atrofia muscolare, visto che la mortalità nei soggetti con creatinina < 0,44 mg/dL nelle prime 24 ore dal ricovero aumentava con l'aumento dei livelli di albumina al ricovero ed era più alta in quelli con un'albumina plasmatica ≥45 g/L (2).
Inoltre nella valutazione di questi soggetti il punteggio APACHE II include un basso valore di creatinina come fattore di rischio e assegna due punti allo score di gravità se il livello di creatinina più estremo nelle prime 24 ore è <0,6 mg/dL (2).
Tuttavia una bassa creatinina preoperatoria è un dato di comune riscontro nella valutazione preoperatoria di soggetti in condizioni non urgenti e associato a scarsi esiti post-chirurgici (3).
Perché è importante misurare questo parametro e cos’è la clearance della creatinina
Prevenire danni gravi ai reni è possibile, grazie alla semplice misurazione nel sangue e nelle urine della creatinina e della clearance renale.
La malattia renale cronica è una condizione di alterata funzionalità dei reni, è diffusa in circa il 10% della popolazione ma è in costante aumento.
Con uno stile di vita sano e la diagnosi precoce, però, è possibile evitare i danni più gravi che possono condurre a dialisi e trapianto.
Che cos’è la creatinina
La creatinina è una sostanza di scarto prodotta nei muscoli, durante la loro contrazione, a partire dalla creatina.
La creatina è sintetizzata dal fegato o può essere assunta come integratore, nel caso degli sportivi, ed è una fonte di energia per il muscolo.
Creatinina: a cosa serve
A differenza della creatina, la creatinina non ha alcuna utilità per l’organismo. Tutta la quantità prodotta dai muscoli, viene riversata nel sangue e filtrata dai reni all’interno dei glomeruli.
Giunta nei tubuli, diversamente per quanto accade ad altre sostanze che possono risultare ancora utili all’organismo, questa non viene riassorbita.
Tutta la creatinina viene quindi convogliata nelle vie urinarie e poi viene eliminata con le urine.
Perché misurare la creatinina
Pur non avendo alcuna utilità per l’organismo, il test della creatinina è un ottimo indicatore del funzionamento renale.
La misurazione viene normalmente prescritta ai pazienti che già soffrono delle patologie che possono comportare problemi ai reni, come diabete e ipertensione.
Tuttavia, può essere eseguita a scopo preventivo anche da persone perfettamente sane.
In particolare, al di sopra dei 50 anni è consigliato effettuare il test con una cadenza annuale o al massimo biennale.
La misurazione del livello di creatinina viene ovviamente eseguita anche quando si manifestano sintomi che sono correlabili con un’alterata funzionalità dei reni, come:
- gonfiore al viso, alle caviglie e ai piedi
- difficoltà ad urinare, con dolore e urina scura
- dolore alla schiena, nella zona dei reni
- disturbi della concentrazione e del sonno
Creatinina: valori normali
La misurazione della creatinina può essere effettuata nel sangue e nelle urine. I dati ottenuti possono essere correlati per ottenere la clearance della creatinina.
Vediamo prima, però, le modalità di analisi dei valori di creatinina e capiamo quali sono i livelli considerati normali, nel sangue e nelle urine.
La sera prima dell’esame, per cautela, si consiglia di evitare il consumo di carne e di avvisare il medico se si stanno assumendo farmaci o integratori di creatina (che potrebbero falsare le analisi).
Creatininemia: valori di riferimento
La concentrazione di creatinina nel sangue si misura in milligrammi di creatinina per decilitro di sangue (mg/dl).
I valori variano in funzione di età, sesso, peso e altezza della persona.
Nei bambini e nelle donne, ad esempio, è normale avere valori più bassi che negli uomini a causa della minore massa muscolare.
È altrettanto normale che una persona anziana o poco muscolosa abbia valori più bassi rispetto ad uno sportivo.
In genere i valori normali di creatininemia, per gli adulti, sono compresi tra 0,84 e 1,21 mg/dl (fonte ISS).
Nello specifico, bisogna sempre tenere in considerazione i valori indicati come rifermento dal laboratorio dove sono state effettuate le analisi.
Creatinina alta e creatinina bassa nel sangue: le cause
Valori di creatininemia più bassi del normale non sono comuni e generalmente non destano preoccupazione, perché dipendono da condizioni come la gravidanza, la senilità o una dieta povera di proteine.
Al contrario valori alti nel sangue possono indicare la presenza di un danno, a causa del quale i reni non riescono a compiere il loro lavoro di filtraggio del sangue.
Le cause di valori troppo alti di creatininemia, oltre all’insufficienza renale, possono essere:
- patologie come ipertensione, diabete, ipertiroidismo;
- assunzione di alcuni farmaci tossici per i reni, come antibiotici, diuretici, chemioterapici;
- traumi muscolari o ustioni.
Velocità di filtrazione glomerulare stimata
La velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) è un’indicazione stimata, quindi basata su dei calcoli, del corretto funzionamento renale e si misura in millilitri di sangue depurato al minuto (ml/min).
I valori normali sono compresi tra 90 e 120 ml/min.
Tale parametro si ottiene elaborando il valore della creatininemia con delle formule che tengono in considerazione anche l’età, il sesso, l’etnia, il peso e l’altezza del paziente.
Creatinina nelle urine
La misurazione della creatinina nelle urine è utile per affinare le indagini ed avere delle indicazioni più precise sulla concentrazione di tale sostanza.
Tale esame avviene mediante la raccolta di urine nell’arco di 24 ore.
Per raccogliere correttamente le urine, il paziente deve gettare via la prima urina del mattino e raccogliere le urine dal campione successivo in poi.
Le urine vanno raccolte in un contenitore, in genere del volume di 2,5l.
Le ultime urine raccolte devono essere le prime del mattino successivo.
Creatininuria: valori di riferimento
La concentrazione della creatinina nelle urine si misura in mg di creatinina nell’arco delle 24 ore (mg/24h).
Anche in questo caso i valori possono variare molto in funzione delle caratteristiche del paziente.
Il valore normale di riferimento medio, comunque, si aggira intorno a 800mg/24h.
Tuttavia si può arrivare anche a 2000mg/24h.
Come sempre, bisogna tenere come riferimento i valori indicati dal laboratorio presso il quale è stata effettuata l’analisi.
Clearance creatinina: cos’è e a cosa serve
Una volta misurate le concentrazioni di creatinina nel sangue e nelle urine, è possibile calcolare la clearance della creatinina.
Si tratta un indicatore preciso della funzionalità renale, perché indica quanti millilitri di sangue vengono depurati in un minuto dai reni.
Tale indicatore si misura in millilitri al minuto (ml/min).
L’intervallo di normalità è molto variabile e va da 85 a 125 ml/min.
La creatinina è una sostanza che deriva dalla creatina. Viene liberata nel sangue a seguito di lavoro muscolare o di un danno muscolare e il suo valore è un indicatore del funzionamento della filtrazione renale.
La creatina è una proteina presente in abbondanza nei muscoli che ha il compito di conservare l’energia chimica delle cellule muscolari.
In realtà la creatina viene eliminata solo in parte con le urine, in quanto parte di quella filtrata a livello del glomerulo renale, viene poi riassorbita dal tubulo.
La creatininemia è la quantità di creatinina contenuta nel siero ematico. Il valore normale è tra 0,8 e 1,2 mg/dl e quando vengono riscontrati valori superiori significa che il rene non è stato in grado di depurare adeguatamente il sangue dalla creatinina.
La creatinuria è invece la quantità di creatinina presente nelle urine. Una riduzione della creatinuria si associa, di norma, con un aumento della cretininemia.
La clearance della creatinina è un valore che si calcola tenendo conto del volume di urina emesso per minuto e i valori della creatininemia.
La velocità di filtrazione glomerulare è il parametro utilizzato per valutare la gravità dell’insufficienza renale. È il valore che valuta la velocità con cui il sangue viene filtrato e ripulito da creatinina e altre scorie.
Sono presenti numerose formule per calcolare il GFR e sono disponibili calcolatori online e applicazioni.
Per insufficienza renale terminale si intende un rene che ha esaurito completamente la sua funzionalità e la sua capacità di filtrare e depurare il sangue.
L’azotemia è un valore che si associa frequentemente a quello della creatinina. Per azotemia si intende il valore di azoto presente nel sangue.
Queste scorie vengono immesse nel circolo ematico fino a che non vengono eliminate dal rene sotto forma di urea.
I valori normali di azotemia sono tra 15 e 50 mg/dl, anche se ogni laboratorio utilizza parametri che possono differire fra loro.
Un aumento dei valori può essere indice di danno renale acuto o cronico.
Le malattie renali sono spesso secondarie ad altre patologie. Sono infatti conseguenza di ipertensione arteriosa, obesità, diabete e ipercolesterolemia.
L’insufficienza renale è una condizione in cui i reni non riescono a funzionare adeguatamente, e non sono in grado di eliminare le scorie presenti nel sangue.
Si parla invece di insufficienza renale cronica quando la malattia renale è irreversibile e danneggia progressivamente il rene nel corso degli anni.
I segni e sintomi di una malattia renale possono essere numerosi.
È utile anche calcolare il residuo vescicale post-minzionale attraverso un’ecografia che viene effettuata prima e dopo la minzione.
Creatinina e metabolismo muscolare
La produzione di creatinina è correlata al metabolismo della creatina, sostanza fondamentale per i muscoli e la loro contrazione.
Durante l'assorbimento della creatina da parte dei muscoli, una piccola parte di questa sostanza viene convertita in creatinina in maniera irreversibile e costante nel tempo.
La creatinina prodotta grazie a questa “conversione” si riversa nel sangue e viene eliminata dalle urine.
La misura della creatinina avviene in due modi: attraverso le analisi del sangue (creatinemia) e quelle delle urine (creatininuria delle 24 ore).
Negli adulti, i valori normali variano da 0,6 a 1,3 mg/dl (milligrammi per decilitro di sangue).
Livelli bassi di creatinina possono invece essere causati da anemie, atrofia muscolare e stati debilitativi.
La creatinina è un prodotto di rifiuto sintetizzato dall'organismo durante il metabolismo della creatina, la stessa sostanza che, se assunta tramite specifici integratori alimentari, promette di aumentare la prestazione atletica.
In effetti, la creatina esercita un'importante funzione energetica, intervenendo negli sforzi fisici violenti e di breve durata, come il sollevamento da terra di un carico pesante, o un improvviso scatto per rincorrere l'autobus.
Durante le reazioni energetiche che coinvolgono la creatina, una piccola quota di questo amminoacido viene spontaneamente e irreversibilmente convertita in creatinina.
Dal momento che tutta la creatinina filtrata dal glomerulo viene completamente escreta (non vi è riassorbimento), il suo livello nelle urine costituisce un indice sensibile e specifico di funzionalità renale.
Se il livello di creatinina è troppo basso significa che l'attività filtrante del rene è compromessa e si avrà, di riflesso, un aumento della concentrazione di creatinina nel sangue.
Di conseguenza, per determinare la clearance renale della creatinina è necessario eseguire una raccolta delle urine nelle 24 ore, valutando poi la creatininuria (concentrazione di creatinina nelle urine) e la creatininemia (concentrazione di creatinina nel plasma).
Un aumento della creatinina nel sangue può essere causato dall'assunzione di farmaci che esercitano un'azione nefrotossica, ossia che risultano tossici per i reni, tra cui antibiotici, diuretici e chemioterapici.
Una riduzione della creatinina sierica può essere associata comunemente a situazioni di debolezza e gravidanza, soprattutto fino al secondo trimestre.
Dieta a basso contenuto di proteine.
Il dosaggio della creatinina urinaria viene invece effettuato su un campione di test raccolto nelle 24 ore.
Questo secondo esame viene prescritto e abbinato al primo esame per ottenere una valutazione più sicura della funzionalità renale.
Esiste infine un terzo esame ancora più approfondito della creatinina, chiamato Creatinina Clearence.
Se il valore di creatinina plasmatica è più alto del normale e la persona non è particolarmente muscolosa, significa che i reni non stanno funzionando in modo corretto.
L'aumento della concentrazione di creatinina nel sangue può suggerire la presenza di patologie o condizioni che colpiscono la funzionalità renale, scompenso cardiaco, diabete, dieta ricca di proteine, eccessi sportivi, ipertiroidismo e traumi muscolari.
Il risultato dev'essere approfondito con l'esame della clearance.
Se la creatinina plasmatica risulta bassa, probabilmente si tratta di una persona con una scarsa massa muscolare o con patologie che diminuiscono la stessa.
Se il valore è più alto del normale, probabilmente si tratta semplicemente di una persona con scarsa massa muscolare.
Informazioni cliniche sulla creatinina sierica
Il test della creatinina ematica è normalmente richiesta insieme con il test dell'azotemia per valutare la funzionalità renale.
Se i test della creatinina e dell'azotemia risultano anomali o se il paziente presenta una malattia di base, come il diabete, che si sa avere effetti sul rene, allora questi due test potrebbero essere utilizzati per monitorare la progressione della disfunzione renale e l'efficacia del trattamento.
L'aumento dei livelli di creatinina nel sangue indicano malattie o condizioni che colpiscono la funzionalità renale.
Queste possono includere: glomerulonefriti, pielonefriti, necrosi acuta tubulare, malattie prostatiche, calcoli renali, o altre cause di ostruzione del tratto urinario, ridotto apporto di sangue al rene dovuto a shock, disidratazione, collasso cardiaco, aterosclerosi, o complicanze diabetiche.
La creatinina può anche aumentare temporaneamente come risultato di un danno muscolare.
Bassi livelli di creatinina non sono comuni e non sono normalmente causa di preoccupazione.
Possono essere presenti in condizioni che determinano una diminuzione della massa muscolare.
I livelli di creatinina sono in genere leggermente più bassi durante la gravidanza.
Informazioni cliniche sulla creatinina urinaria
I livelli urinari di creatinina sono indicatori della funzionalità glomerulare.
Se la funzione renale di filtrazione è normale, la concentrazione di creatinina nel siero e la quantità eliminata nelle urine rimangono costanti e sono in relazione con la massa muscolare.
Nel caso di deterioramento della sua funzione, il rene non riesce ad eliminare la creatinina prodotta in modo da mantenere la normale concentrazione di creatinina nel sangue: questa perciò aumenta e, in modo approssimato, raddoppia ad ogni riduzione del 50% della capacità renale di filtrazione.
I livelli di creatinina nei drenaggi sono utili al clinico per valutare la natura del versamento oggetto di drenaggio.
Valori di creatinina urinaria inferiori o pari a 0.20 g/L sono indicativi di adulterazione del campione.
Preparazione all'esame
Nelle 8-12 ore che precedono il prelievo, è importante evitare di praticare un intenso esercizio fisico. Quest'attività può infatti alterare i valori della creatinina.
In particolare, ci sono alcune ricerche scientifiche le quali hanno evidenziato che la carne cotta potrebbe aumentare la concentrazione di creatinina nel sangue.
Astenersi dall’assumere cibi di questo tipo è, di conseguenza, un’altra richiesta che potrebbe essere fatta in preparazione al test.
Sarebbe preferibile, inoltre, astenersi anche dall’attività fisica nelle 8-12 ore che precedono le analisi.
Misurazione della creatinina
L’esame per misurarne la concentrazione nell’organismo consiste in un semplice prelievo di sangue o di un test sulle urine.
Nel caso in cui l’analisi venga effettuata su campioni ematici, è denominata creatininemia. Si procede prelevando un campione di sangue dalla vena del braccio.
Infine, i risultati di questi due esami possono essere utilizzati per un terzo test che serve ad approfondire ulteriormente il quadro clinico del paziente.
Interpretazione dei risultati
Le analisi possono fungere da indicatore dello stato di salute dei reni. Il valore normale di creatinina nel sangue è compreso tra gli 0,84 e gli 1,21 mg/dl.
Tuttavia, valori diversi dalla norma non indicano necessariamente la presenza di una patologia.
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.
Alla luce della molteplicità dei fattori che possono incrementare i livelli di creatinina nel sangue, per una valutazione corretta dello stato di salute del paziente, è necessaria una anamnesi completa.
Questo significa che il medico deve essere informato sulle abitudini, gli stili di vita e gli eventuali trattamenti farmacologici che il paziente sta seguendo per formulare una diagnosi idonea e indicare le cure più adeguate.
Un’elevata concentrazione di creatinina nel sangue, infatti, può indicare una condizione di disfunzionalità renale.
Meno comune, invece, è la condizione di ipocreatininemia (livelli bassi di creatina nel sangue), che solitamente non costituisce motivo di preoccupazione.
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