Creatinina Alta e Dieta: Il Ruolo dei Legumi e Consigli Alimentari

La creatinina rientra tra i prodotti di scarto del nostro organismo e valutarne i valori ematici è importante ai fini della salute. Valori di creatinina troppo alti possono rappresentare un campanello d’allarme di tipo patologico e richiedere degli opportuni approfondimenti. Secondo le ultime stime fornite dalla Società Italiana di Nefrologia, un italiano su dieci soffre, anche a sua insaputa, di una malattia cronica renale. Una malattia renale, secondo gli esperti, richiede una diagnosi precoce e un trattamento mirato per prevenire o ritardare sia una condizione di insufficienza renale acuta o cronica, sia la comparsa di complicanze cardiovascolari a cui spesso è associata.

In questo contesto, l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Ma una volta “sfruttata”, ciò che resta è una molecola di scarto (catabolita) che è appunto la creatinina. Dopo essere stata rilasciata nel sangue, la creatinina è filtrata dai reni e escreta attraverso l’urina. La creatinina è una sostanza chimica prodotta durante il metabolismo della creatina, un amminoacido presente nei muscoli.

Come la Dieta Influenza i Livelli di Creatinina

L’alimentazione per creatinina alta, laddove tale anomalia sia dovuta all’eccessivo consumo di proteine e non a cause patologiche prevede, intuibilmente, la riduzione dell’apporto proteico. Come abbiamo detto, la creatinina è un prodotto di scarto del metabolismo proteico. Quindi ridurre l’assunzione di proteine può favorire un abbassamento dei livelli di creatinina. Anche mangiare più frutta e verdura aiuta ad abbassare l’assunzione di proteine.

  • Modera la quantità di proteine nella dieta.
  • Le ricerche indicano che il consumo di grandi quantità di proteine può aumentare i livelli di creatinina, almeno temporaneamente.
  • In particolare, è bene limitare la carne rossa e i latticini.
  • Limita il consumo di cibi ricchi di purine: le purine sono un gruppo di sostanze organiche azotate presenti in tutte le cellule.
  • Le più conosciute sono l’adenina, la guanina, la caffeina, la teobromina e l’acido urico.
  • Riduci il sodio: una dieta ricca di sodio può aumentare la pressione sanguigna e “stressare” i reni.

Nutrienti Critici e Alimenti da Limitare

I nutrienti critici per l’insufficienza renale sono: le proteine, il fosforo, il sodio e il potassio. Al fine di evitare l’ipertensione e il ristagno dei liquidi, è importante ridurre al minimo l’introito di sodio e quindi il consumo di sale da cucina (evitando anche i sali iposodici, poiché ricchi di potassio), ma anche di formaggi stagionati, insaccati, dadi da brodo, sughi pronti, cibi in scatola o precotti e prodotti da forno, come grissini, crackers, ecc. Attenzione anche all’apporto di fosforo e potassio!

Formaggi ricchi di fosforo e quindi da limitare sono ad esempio l’emmenthal, l’asiago e il formaggio grana. Anche i crostacei e diversi tipi di pesce (spigola e orata d’allevamento, baccalà, salmone, pesce spada) sono ricchi di fosforo, così come il tuorlo d’uovo, il cacao amaro in polvere e il cioccolato. Prediligere invece prodotti caseari come i fiocchi di latte magro, la ricotta di pecora e il formaggio spalmabile che sono meno impattanti sui livelli di fosforo. L’avocado, le banane e le castagne, sono invece ricchi di potassio, insieme alle patate, ai cavoletti di Bruxelles e ai carciofi.

Alimenti Consigliati e Strategie di Cottura

Per quanto concerne l’apporto proteico, le fonti proteiche da prediligere sono quelle di origine vegetale, come cereali e legumi. È bene inoltre apportare una buona quantità di fibra, il cui introito sembra agire in modo benefico sui livelli di creatinina negli individui con patologia renale cronica. Il consumo di pesce fresco e carni bianche, in termini di quantità, va impostato a seconda del soggetto. In condizioni normali, l’acqua rientra tra gli alimenti che fanno bene ai reni. In caso di patologia renale, invece, l’apporto di liquidi deve essere strettamente controllato, tenendo conto anche di quelli contenuti negli alimenti.

Per ridurre il contenuto di potassio contenuto nei legumi e nelle verdure, è possibile ricorrere all’ammollo e alla successiva cottura in acqua, che dovrà anche essere sostituita più volte nel corso della bollitura. Per preservare al meglio i benefici delle verdure, è consigliabile consumarle crude o cotte a vapore. Evitare la cottura in acqua, che può causare la perdita di vitamine e minerali. È importante anche evitare l’aggiunta di sale o di condimenti grassi. Se necessario, si possono utilizzare spezie e aromi per insaporire le verdure, come il pepe, il rosmarino o il timo.

Tra le verdure più indicate per chi ha la creatinina alta ci sono i peperoni, le zucchine, i pomodori, le carote e le cipolle. Queste verdure sono ricche di vitamine e minerali, ma povere di potassio e fosforo. Anche l’aglio è un ottimo alleato: grazie alle sue proprietà diuretiche, aiuta i reni a eliminare l’eccesso di liquidi e di scorie, tra cui la creatinina.

Il Ruolo dei Legumi nella Dieta per la Creatinina Alta

I legumi (ceci, lenticchie, fagioli, piselli, cicerchie, fave, lupini, soia) vengono spesso tolti dal menù dei pazienti con malattie renali perché ritenuti eccessivamente ricchi di fosforo e potassio e poveri di proteine nobili. In realtà questi valori si riferiscono ai legumi secchi e non cotti. La cottura riduce drasticamente il contenuto di fosforo e potassio, soprattutto la bollitura o la doppia bollitura. Il fosforo contenuto nei legumi viene assorbito poco dal nostro organismo. Va bene consumare anche i legumi già cotti, basta solo sciacquarli per rimuovere l’eccesso di sale. Per non eccedere nel quantitativo proteico, bisogna considerare i legumi come secondo piatto e quindi al posto di carne, pesce, formaggi e uova accompagnati da pane, pasta o altri cereali, meglio se aproteici.

Malattia Renale Cronica e Dieta: Un Approccio Globale

Si definisce malattia renale cronica (MRC) ogni malattia che interessi il rene e che possa provocare perdita progressiva e completa della funzione renale o complicanze derivanti dalla ridotta funzione renale. La malattia renale cronica si definisce anche come presenza di danno renale, evidenziato da particolari reperti laboratoristici, strumentali o anatomo-patologici, o ridotta funzionalità renale che perduri da almeno 3 mesi, indipendentemente dalla malattia di base.

La Società Italiana di Nefrologia stima che in Italia circa una persona su 10 abbia una MRC, spesso senza saperlo. La naturale conseguenza della MRC è rappresentata dall'insufficienza renale cronica (IRC), ossia dalla perdita progressiva e irreversibile della funzione renale, cioè con la riduzione della funzione di filtrazione dei reni. In questo modo si riduce, da parte dei reni la capacità di depurare l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso. La perdita completa della funzione renale rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto. Esami di laboratorio semplici e di basso costo su sangue ed urine consentono la diagnosi precoce di MRC, ed in particolare la valutazione della velocità del filtrato glomerulare e la presenza di microalbuminuria. Le persone con MRC sono a elevato rischio non solo di insufficienza renale, ma anche di malattia cardiovascolare. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono prevenire o ritardare sia la comparsa di IRC che la morbilità e mortalità cardiovascolare.

La causa più comune di IRC è la nefropatia diabetica; una malattia insidiosa, progressiva e irreversibile con compromissione della funzionalità renale. In passato la definizione di IRC si basava sui valori di creatinina nel sangue. Più recentemente si è accertato che in realtà malattie che causano danni al rene iniziano a dare disfunzioni assai prima dell’innalzamento dei valori di creatinina ed è quindi opportuno fare diagnosi precoci per prevenire - o almeno rallentare - la progressione della malattia.

Linee Guida e Raccomandazioni per la Dieta nella MRC

Un ruolo fondamentale, nell’alleviare il lavoro dei reni già compromessi, è svolto dalla dieta che è, dunque, la prima prevenzione. L’intervento del dietista in una terapia nutrizionale non deve essere visto in senso punitivo, ma deve essere accolto con positività. L’obiettivo del dietista è innanzitutto quello di educare il paziente a mangiare correttamente, facendo le scelte nutrizionali più salutari, permettendo comunque di non rinunciare al piacere del mangiare bene insieme. Nella terapia nutrizionale vanno limitati i cibi che affaticherebbero di più i reni e in questo possono aiutare molto i prodotti aproteici.

Gli alimenti aproteici come pasta, pane e altri prodotti da forno aiutano il paziente perché sono una fonte di energia “pulita”, ovvero forniscono un adeguato apporto calorico aiutando a ridurre la quantità di proteine che si mangiamo durante la giornata, senza andare a ridurre le porzioni.

  • Ridurre la quantità di proteine rispetto ai soggetti sani.
  • Consumare circa 0.7 g di proteine per kg (riferirsi al peso ideale).
  • L’apporto calorico deve essere di circa 35 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età < 60 anni e di circa 30 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età > 60 anni.
  • L’apporto calorico è di fondamentale importanza in quanto se risulta inferiore a 30-35 Kcal/kg, il paziente in dieta ipoproteica va incontro, nel tempo, a malnutrizione.
  • Un simile apporto calorico deve essere garantito aumentando, rispetto alla dieta di un soggetto sano, le percentuali di carboidrati e di lipidi nella dieta.

Per ridurre ulteriormente il quantitativo di fosforo degli alimenti è consigliato metterli a bagno in un recipiente e tenuti in frigo 8-9 ore prima della cottura.

E’ fondamentale altresì curare molto l’alimentazione per evitare che si verifichi una malnutrizione causata da inadeguato introito di proteine e calorie, dall’ esaurirsi dei depositi proteici dell‘organismo, dall’aumentata degradazione degli aminoacidi e delle proteine del muscolo a causa dell‘acidosi metabolica, soprattutto in presenza di infezioni o malattie infiammatorie

Stile di Vita e Altre Raccomandazioni

Oltre alla dieta, è importante adottare uno stile di vita sano per gestire la creatinina alta e la MRC:

  • Mantenimento o raggiungimento del peso ideale.
  • In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale.
  • Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato", valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un "rischio elevato".
  • Mantenere uno stile di vita attivo compatibilmente con il grado della malattia (abbandona la sedentarietà!
  • Adeguato controllo della pressione arteriosa.
  • Controllare il peso corporeo al mattino prima della colazione.
  • Attenzione ai farmaci.
  • Non fumare.

Esempi di Ricette per una Dieta Renale

Di seguito sono riportati alcuni esempi di ricette adatte a chi soffre di problemi renali e deve tenere sotto controllo i livelli di creatinina:

  • Risotto al radicchio trevigiano
  • Filetto di merluzzo con ciliegini
  • Hamburger di melanzane
  • Insalata di riso con zucchine e peperoni
  • Mezze maniche alla ratatouille
  • Branzino al trito di basilico con le verdure
  • Spiedini di pesce spada e cipolla rossa
  • Filetto di orata con polenta

Creatinina Bassa: Cosa Fare?

È comunque utile sottolineare che la dieta da sola potrebbe non risolvere completamente il problema della creatinina elevata. La creatinina bassa è una condizione poco preoccupante. Solitamente non presenta sintomi tranne nei casi di rapida perdita di massa muscolare. Lo sport può aiutare a ripristinare i corretti valori di questa molecola nel sangue e nelle urine. Ma nel caso in cui la creatinina si dovesse mantenere bassa potrebbe essere utile ricorrere ad un integratore a base di creatina.

Un’altra condizione che può portare a valori ematici di creatinina bassa è la gravidanza. In questo caso, si possono registrare bassi valori di creatinina dovuti al fenomeno di emodiluizione. Si tratta di un’evenienza tipica della gestazione in cui il volume plasmatico aumenta progressivamente per sopperire alle esigenze metaboliche della madre e del feto. Quindi cosa mangiare in caso di creatinina bassa? È utile aumentare l’apporto di creatina e quindi di proteine ad alto valore biologico con la dieta, che può essere molto importante. Allora, spazio a uova, carne magra, pesce, latte e derivati.

I Dieci Alimenti con Più Sodio

Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. E’ buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia).

Ecco i dieci alimenti che contengono più sodio:

  1. Salsa di soia (sodio: 5,72/100 grammi prodotto)
  2. Minestrone liofilizzato (sodio: 5,6/100 grammi prodotto)
  3. Prosciutto crudo di Parma (sodio: 2,57/100 grammi prodotto)
  4. Caviale (sodio: 2,2/100 grammi di prodotto)
  5. Salmone affumicato (sodio: 1,88/100 grammi di prodotto)
  6. Salame Brianza (sodio: 1,8/100 grammi di prodotto)
  7. Salame Felino (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto)
  8. Salame Napoli (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto)
  9. Pecorino
  10. Prosciutto crudo disossato, privo di grasso visibile (sodio: 2,4/100 grammi di prodotto)

Conclusioni

È comunque utile sottolineare che la dieta da sola potrebbe non risolvere completamente il problema della creatinina elevata. È comunque utile sottolineare che la dieta da sola potrebbe non risolvere completamente il problema della creatinina elevata.

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