La disfunzione erettile (DE) è un comune problema di salute maschile, la cui incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. Si stima che tra i pazienti affetti da disfunzione erettile il 9,1% degli uomini abbia un’età compresa tra 40 e 49 anni, il 15,2% tra 50-59 anni, il 29,4% tra 60 e 69 anni e il 54,9% maggiore di 70 anni. La DE è definita come l’incapacità persistente di raggiungere e mantenere un’erezione adeguata ad avere un rapporto sessuale.
Ipertensione e Disfunzione Erettile
L’ipertensione è un problema medico comune che colpisce circa un terzo della popolazione italiana. Negli ultimi due decenni, il numero degli uomini con diagnosi di ipertensione è costantemente aumentato parallelamente alla prevalenza dei suoi fattori di rischio, come la sindrome metabolica, il diabete, l’obesità e l’attività sedentaria. I pazienti ipertesi hanno anche un rischio aumentato di sviluppare malattie renali croniche, disturbi cognitivi e problematiche sessuali. L’ipertensione può portare allo sviluppo di numerose malattie cardiovascolari, tra cui la sindrome coronarica acuta, l’ipertrofia ventricolare sinistra, la fibrillazione atriale.
Pertanto, una significativa attenzione è stata rivolta verso la cura dell’ipertensione per prevenire il danno agli organi terminali e per migliorare la qualità di vita del paziente. La DE è difatti sempre più diffusa nei pazienti con ipertensione e può servire da spia per altre malattie cardiovascolari.
Il trattamento di un paziente con disfunzione erettile e l’ipertensione rappresenta, dunque, una sfida clinica. Le due malattie sono strettamente correlate e condividono fattori di rischio sovrapposti. Inoltre, il trattamento farmacologico dell’ipertensione può influire negativamente sulla funzione sessuale, ed alcuni trattamenti farmacologici per la disfunzione erettile sono controindicati in determinati casi di ipertensione.
Fattori di Rischio Comuni
I principali fattori di rischio per lo sviluppo della disfunzione erettile sono gli stessi dell’ipertensione, incluso lo stile di vita sedentario, obesità, apnea notturna, sindrome metabolica, diabete e ipertensione stessa.
Diagnosi e Valutazione
E’ fondamentale un’attenta analisi della storia clinica pregressa, e l’uso di un questionario validato. Bisogna ricercare eventuali altre patologie, tra cui: il diabete, malattie cardiovascolari, iperlipidemia e sindrome da apnee notturne. L’Urologo durante la visita deve valutare: le caratteristiche sessuali secondarie, l’indice di massa corporea (BMI), la valutazione dei polsi periferici e cicatrici di eventuali interventi chirurgici pregressi. Il fulcro di tutto l’esame è la palpazione del pene e la valutazione di dimensioni e morfologia del pene, cicatrici, fibrosi, placche di Peyronie, posizionamento del meato uretrale, dimensioni e consistenza dei testicoli.
La disfunzione sessuale vasculogenica è la principale causa di DE. Tuttavia, a causa della complessa natura della disfunzione erettile, è importante conoscere altri farmaci assunti che potrebbero contribuire alla sintomatologia. Quando la diagnosi di disfunzione sessuale vasculogenica è stata effettuata, lo specialista dovrà elaborare un trattamento efficace.
Trattamenti per l'Ipertensione e la Disfunzione Erettile
Cambiamenti dello stile di vita e l’adozione di un atteggiamento più sano potrebbero rappresentare un’opzione iniziale di trattamento efficace ed economico. La vera complessità è quella di trovare il trattamento farmacologico antipertensivo più appropriato per questi pazienti.
Le maggiori società scientifiche suggeriscono che i beta-bloccanti di vecchia generazione (ad esempio il propranololo) sono i principali colpevoli di disfunzione erettile, mentre quelli più recenti (carvedilolo, celiprololo) hanno un effetto negativo meno pronunciato. La DE attribuita ai beta-bloccanti è stata tradizionalmente collegata ad effetti centrali e periferici che aumentano la latenza di inizio dell’ erezione.
I diuretici costituiscono un altro agente antiipertensivo correlato negativamente alla funzione sessuale. E’ stato ipotizzato che a causare disfunzione erettile sia l’effetto dei diuretici sulle cellule muscolari lisce del tessuto erettile del pene.
I Sartani (antagonisti del recettore dell’angiotensina) bloccano l’azione vasocostrittiva dell’angiotensina II, e quindi, consentono il rilassamento della muscolatura liscia e maggiore flusso ematico nelle arterie del pene durante l’erezione. Oltre alle classi principali di antipertensivi appena menzionate, esistono altre classi di farmaci (definite secondarie) come gli alfa-1-antagonisti (prazosina, terazosina, doxazosina ecc.), alfa-2-agonisti (ad es. metildopa, clonidina, guanfacina) e inibitori della renina (ad es.
In conclusione il cardiologo dovrebbe optare per l’utilizzo di un sartano seguito da un ACE-inibitore o calcio-antagonista. Altre molecole dovrebbero essere attentamente considerate per gli effetti collaterali sessuali sopra citati.
Trattamenti per la Disfunzione Erettile
Se un uomo continua a lamentare disfunzione erettile dopo l’ottimizzazione del suo regime antiipertensivo e modifica dello stile di vita, l’andrologo dovrebbe ipotizzare l’utilizzo di trattamenti più efficaci. Il trattamento di prima linea per la disfunzione erettile è l’uso di inibitori delle fosfodiesterasi-5 (PDE-5). Questi farmaci bloccano l’attività dell’isoenzima PDE-5, che aumenta i livelli di guanosina monofosfato ciclico, che comporta vasodilatazione e tumescenza del pene.
Dopo l’introduzione del primo inibitore della PDE-5, il Viagra (sildenafil) nel 1998, il trattamento della disfunzione erettile è stato rivoluzionato. Sebbene gli inibitori della PDE-5 agiscano attraverso la vasodilatazione, va specificato che i cambiamenti della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca sono piccoli e non clinicamente significativi.
Una parte dei pazienti non risponderà agli inibitori della PDE-5, con conseguente avanzamento alla linea successiva di terapia. La terapia di seconda linea prevede iniezioni intracavernose o intrauretrali di prostaglandine (iniezione di vasodilatatori direttamente all’interno del pene), od in alternativa l’utilizzo di un vacuum device (uno strumento capace di creare un’erezione con l’applicazione di una pressione negativa).
In caso di insoddisfazione o insuccesso terapeutico esiste una soluzione definitiva di terza linea che è l’impianto di una protesi peniena. Esistono due tipi di protesi : semirigide e gonfiabili. I pazienti ipertesi possono sottoporsi senza alcun problema all’intervento chirurgico di apposizione della protesi peniena.
La Creatina e la Funzione Sessuale
La creatina è una sostanza che l'organismo umano può sintetizzare in autonomia a partire dagli amminoacidi glicina, metionina e arginina. Questo derivato amminoacidico che il corpo sintetizza e che può introdurre anche con la dieta (la creatina è contenuta in buone quantità in alimenti di origine animale), si trova soprattutto nel tessuto muscolare e ha un ruolo primario nella produzione di energia che viene utilizzata durante le contrazioni muscolari rapide e intense.
Non si può dire che l'assunzione di creatina influisca direttamente sulla qualità delle performance sessuali. Non esiste una relazione diretta tra l'assunzione di integratori alimentari a base di creatina e il testosterone. La creatina è un derivato amminoacidico e non può essere paragonato ai farmaci per l'erezione, come il viagra (sildenafil) e il cialis (tadalafil). Gli integratori a base di creatina consentono di assumere una sostanza naturale che aumenta l'energia, la forza e la potenza a livello muscolare migliorando di conseguenza il livello delle prestazioni atletiche e la crescita muscolare.
Per questo, è totalmente inutile assumere la creatina prima di un rapporto sessuale e non bisogna in alcun modo aspettarsi che possa funzionare migliorando la libido e la prestazione sessuale. La creatina non è un farmaco per stimolare l'erezione e per aumentare la libido e non è un integratore per stimolare la produzione endogena di testosterone o testosterone booster. L'assunzione di creatina non ha effetti diretti sulla libido. Secondo alcuni studi, l'assunzione di creatina può stimolare la produzione di testosterone, il principale ormone sessuale e anabolico maschile. La creatina non causa impotenza.
Tutti gli integratori, compresa la creatina, devono essere assunti solo in casi di necessità e nei tempi e nei modi stabiliti con un medico o un nutrizionista. Nei casi in cui l'assunzione venga protratta nel tempo e/o in dosi elevate (superiori, per intenderci, ai 3 grammi quotidiani ovvero la dose standard giornaliera) sono stati segnalati effetti collaterali dovuti all'uso di creatina come: ritenzione idrica, crampi muscolari, nausea, disidratazione, disturbi gastrointestinali, febbre e vertigini.
Insufficienza Renale e Disfunzione Sessuale
Problemi all'erezione così come una diminuzione del desiderio sessuale od anche un danno nella produzione di spermatozoi si possono avere quando i reni sono gravemente ammalati. Questi disturbi si possono sviluppare sia prima che dopo l'inizio di una eventuale dialisi e spesso, dopo un trapianto renale, scompaiono.
Cause e problematiche da considerare
Le cause che determinano delle ripercussioni a volte importanti sulla risposta sessuale, soprattutto a livello dell’erezione, non sono ancora completamente chiarite. Una varietà di fattori possono essere ipotizzati come le tossine uremiche in circolo, oppure le alterazioni del metabolismo dei minerali e l'iperparatiroidismo spesso presente. Uomini con una insufficienza renale frequentemente presentano una riduzione del testosterone ematico e una riduzione severa del numero di spermatozoi, parametri che spesso si normalizzano dopo avere ricevuto un nuovo rene.
In circa il 50% dei dializzati è presente un aumento della prolattina e questo può causare disturbi del desiderio sessuale. Soggetti pluridializzati possono andare incontro ad accelerati fenomeni di arteriosclerosi con ipertensione arteriosa, gravi disturbi vascolari, anche a livello delle arterie peniene e questi possono scatenare un problema all’erezione.
Con una certa frequenza gli uomini, in presenza di insufficienza renale, presentano stati ansiosi e depressivi che richiedono l'utilizzo di farmaci che a loro volta possono alterare una regolare vita sessuale. Infine nei pazienti in dialisi sembra possibile il verificarsi di un danno immunologico a livello del sistema nervoso autonomo e questo può scatenare problemi sulla risposta sessuale.
Proposte terapeutiche
La terapia proposta, quando il problema è prevalentemente ormonale, è quella di somministrare l'ormone mancante (generalmente il testosterone) oppure di abbassare la prolattina. Se il problema è vascolare è possibile utilizzare, sotto stretto controllo andrologico e nefrologico, le terapie per via orale come il Sildenafili, il Tadalafil oppure il Vardenafil, a volte anche le iniezioni intracavernose di farmaci vasoattivi possono essere indicate se i primi farmaci non funzionano.
In alcuni casi selezionati (copie ben strutturate ed affiatate) si consiglia anche l'utilizzo di un Vacuum-device. Le protesi peniene in questi pazienti vanno considerate sempre come l'ultimo tentativo terapeutico per le facili e possibili complicanze intra e post-operatorie. Questa scelta deve essere discussa sempre attentamente con il paziente che deve essere informato in modo preciso dell'aumentato rischio di infezioni ed erosioni che si hanno soprattutto quando siamo in presenza di un trapianto renale e conseguente terapia immunosoppressiva.
Trattamento Interventistico Percutaneo per la Disfunzione Erettile Vasculogenica
Sangiorgi G, Colantonio R, Antonini G, Savino A, De Luca F, Sperandio M. Il trattamento interventistico percutaneo può risolvere la disfunzione erettile vasculogenica. G Ital Cardiol 2016;17(10 Suppl. 1):12S-21S.
Erectile dysfunction (ED) is defined as the inability to get and maintain a sufficient erection to ensure an acceptable sexual activity for the subject and the partner. Although ED does not represent per se a serious disease, it carries a notable and severe influence on quality of life, with significant implications on familiar and social relationship; DE may cause depression, shame, impairment of personal esteem and relational problems. Among many possible etiologies of ED, atherosclerotic disease of penile arteries represents one of the most frequent causes, so it should always be looked for in patients with multiple risk factors for cardiovascular disease or an established coronary or peripheral artery disease.
Up to 75% of patients with ED have a stenosis of the iliac-pudendus-penile artery system, deputy to perfusion of male genital organ. Recently the potential treatment of this pathologic condition by percutaneous approach has emerged with valid angiographic results and with a significant improvement in symptoms and quality of life. This review focuses on the normal anatomy and physiology of erection, the pathophysiology of ED, the common points between ED and ischemic cardiomyopathy and, lastly, the new chance of endovascular intervention for ED, to give our cardiologist colleagues the opportunity to screen and adequately treat patients with vascular ED.
Anatomia e Fisiologia dell'Erezione
L’erezione maschile è un complesso meccanismo che coinvolge risposte neuro-vasculo-tissutali. In particolare il meccanismo dell’erezione include sia una fase di dilatazione arteriosa, sia il rilassamento della muscolatura trabecolare delle cellule muscolari lisce a livello dei corpi cavernosi e, in ultimo, l’attivazione di un meccanismo veno-occlusivo a livello degli stessi.
Normalmente, l’erezione è legata a stimoli visivi e tattili che comportano un aumento del flusso sanguigno a livello delle arterie che vanno a riempire il tessuto dei corpi cavernosi del pene. Nello stesso momento, l’espansione dei corpi cavernosi, legata all’aumento del flusso sanguigno, provoca uno schiacciamento delle vene che sono deputate a far defluire il sangue dal pene, garantendo in questo modo il mantenimento dell’erezione durante il rapporto.
Se paragoniamo il meccanismo dell’erezione ad una gomma di automobile che viene gonfiata, per avere un’erezione naturale abbiamo quindi bisogno di: a) un sistema nervoso funzionante (qualcuno che attivi l’aria); b) un buon flusso arterioso (il tubo del compressore); c) dei corpi cavernosi sani (una buona camera d’aria); d) la capacità di bloccare la fuoriuscita venosa di sangue (che non vi sia perdita nella camera d’aria).
Il termine DE è stato recentemente sostituito al termine “impotenza”, in quanto il desiderio sessuale e la capacità ad avere un orgasmo ed un’eiaculazione può essere assolutamente normale nonostante il paziente non sia in grado di avere o mantenere l’erezione. La DE non è di per sé una malattia “grave”, ma il suo impatto sulla qualità di vita risulta estremamente rilevante, andando ad incidere anche sulle relazioni familiari e interpersonali. Depressione, vergogna, riduzione dell’autostima e problematiche di coppia sono sintomi ed esperienze comunemente riferiti da chi è affetto da DE.
Epidemiologia della Disfunzione Erettile
Oltre 300 milioni di uomini nel mondo e 35 milioni in Europa sono affetti da DE. Purtroppo, nella maggior parte dei casi questi pazienti non ricercano in maniera esplicita un inquadramento medico e terapeutico, soprattutto per imbarazzo, paura o per mancata conoscenza delle possibilità terapeutiche. In questo studio la prevalenza di DE nella popolazione dell’area di Boston è stata del 52% in uomini tra i 40 ed i 70 anni di età non ospedalizzati; la prevalenza specifica per una DE lieve, moderata o severa è stata rispettivamente del 17.2%, 25.2% e 9.6%.
I dati sulla DE in Italia collocano il problema - in termini di prevalenza - tra quelli di più frequente riscontro, a fronte di una richiesta trascurabile di intervento da parte dei pazienti. Infatti, il 12.8% degli uomini intervistati nel corso di un’indagine epidemiologica in Italia riferisce di avere una qualche forma di DE e, di questi, il 30% la forma completa. La prevalenza aumenta con l’aumentare dell’età: dall’1.7% nella fascia di età dai 20 ai 39 anni fino al 48% nei soggetti sopra i 70 anni.
In particolare, il 46% dei soggetti affetti da cardiopatia ischemica risulta anche avere una DE, e di questi il 75% ha problemi ad avere un’erezione e il 67% a mantenerla.
In linea generale, tra tutte le cause organiche, sono almeno cinque quelle maggiormente riscontrate: neurogeniche, ormonali, arteriogeniche, cavernoso/venogeniche e farmacologiche. Inoltre, basandosi sui dati forniti da studi angiografici, la maggior parte dei pazienti affetti da DE (~75%) presenta una stenosi del sistema ileo-pudendo-penieno, che è quello deputato all’irrorazione dell’organo genitale maschile.
La maggior parte dei pazienti affetti da DE sono quindi proprio quelli che noi cardiologi vediamo quotidianamente per disturbi di angina pectoris o dopo un infarto, per ipertensione arteriosa, diabete mellito, scompenso cardiaco, insufficienza renale cronica, o patologie più rare quali la sclerosi multipla. In definitiva, la presenza di DE ha un valore predittivo simile o maggiore di eventi cardiovascolari futuri rispetto ai fattori di rischio tradizionali quali una familiarità per cardiopatia ischemica, fumo, diabete ed iperlipidemia.
La DE si accompagna comunemente ad una cardiopatia silente con un intervallo temporale medio tra la comparsa di DE e la cardiopatia ischemica dai 2 ai 5 anni. Il 71% dei pazienti aveva sintomi di DE prima della comparsa di sintomatologia anginosa, ed una correlazione simile è stata dimostrata in pazienti diabetici asintomatici.
In uno studio di popolazione in pazienti tra i 40 ed i 70 anni, l’aggiunta della DE al Framingham risk score in un modello statistico di analisi multivariata è risultato in una riclassificazione di 5 su 78 pazienti da basso rischio (rischio <5%) a rischio intermedio (rischio tra 5% e 10%). Quindi la DE può essere particolarmente utile nella stratificazione del rischio cardiovascolare nei pazienti in cui il rischio possa essere sottostimato rispetto ad una stratificazione basata sul solo Framingham.
Inoltre, la valutazione della DE deve includere il grado di severità in quanto una DE più severa è associata ad un rischio maggiore di eventi cardiovascolari, malattia coronarica, severità dell’aterosclerosi coronarica e rischio di malattia ostruttiva periferica (Tabella 1)38-48.
APPROCCIO AL PAZIENTE CON DISFUNZIONE ERETTILE La DE riconosce dive... ed in pazienti sottoposti a trapianto renale. renale da più di 6 mesi. i livelli serici di testosterone totale/libero e la prolattina. casi. DE, rispettivamente 61% vs. gruppi. tra coloro che erano affetti da DE e quelli esenti da DE (65% vs. di DE (p=0,12). patologia in sé ma anche per le terapie correlate. o viene poco rimarcato in letteratura. end-stage. ed in pazienti sottoposti a trapianto renale. renale da più di 6 mesi. i livelli serici di testosterone totale/libero e la prolattina. casi. DE, rispettivamente 61% vs. gruppi. tracoloro che erano affetti da DE e quelli esenti da DE (65% vs. di DE (p=0,12). patologia in sé ma anche per le terapie correlate. o viene poco rimarcato in letteratura. end-stage.
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