La rinoscopia anteroposteriore è una pratica ambulatoriale mininvasiva che permette la visualizzazione diretta delle cavità nasali e del rinofaringe nel cane. Si tratta di un esame di fondamentale importanza per la diagnosi delle patologie delle cavità nasali.
Indicazioni e Sintomi
In corso di rinopatia i segni clinici maggiormente rilevabili sono: starnuti, scolo nasale, impedito transito della colonna d’aria, respiro russante, sbruffo, stertore, stridore, dispnea inspiratoria e respirazione a bocca aperta. Questi sintomi possono essere causati da patologie infettive, infiammatorie, neoplastiche, anomalie anatomiche congenite o acquisite.
Le patologie nasali e laringee, seppur molto diverse tra loro dal punto di vista terapeutico e prognostico, si manifestano spesso con i medesimi sintomi clinici (es. scolo nasale cronico, starnuti ricorrenti, stertore, starnuto inverso e russamento).
È consigliata in corso di patologie ad insorgenza acuta (es. evento traumatico (es.) o corpi estranei (es.). Solo attraverso l’esame rinoscopico è infatti possibile essere certi di una completa rimozione della spiga.
Trascurare queste situazioni o trattarle genericamente (es.) mette il paziente a rischio di cronicizzazione ed aggravamento della patologia in atto. “Tamponare” il problema con l’utilizzo di farmaci senza il corretto iter diagnostico potrebbe peggiorare il quadro.
Spesso, la gestione terapeutica di molti di questi sintomi con antinfiammatori e antibiotici, seppur temporaneamente efficace, mette il paziente a rischio di cronicizzazione ed aggravamento della patologia in atto. L’uso indiscriminato di antibiotici, ad esempio, nella maggior parte dei cani migliora ma non risolve il sintomo che recidiva sempre e potrebbe essere rischioso poiché causativo di antibiotico-resistenza, pericolosa per in nostri pet ma anche per i proprietari.
Si consiglia pertanto di arrivare sempre alla diagnosi della patologia primaria, al fine di poter impostare la cura migliore, attraverso: visita clinica, esami del sangue, l’utilizzo di diagnostica per immagini indiretta (radiologia/tomografia) ed infine dell’esame endoscopico.
Ad esempio, una neoplasia diagnosticata in fase iniziale potrebbe essere curata in maniera molto più efficace rispetto ad una neoplasia molto estesa, se trascurata nelle fasi iniziali. Anche la micosi nasali se non prontamente diagnosticata potrebbe portare ad aggravamento fino anche al decesso del paziente.
Iter Diagnostico
L’iter diagnostico prevede raccolta anamnestica, visita clinica (che deve includere l’ispezione del cavo orale), utilizzo della diagnostica per immagini (esame radiografico, TC, RM) ed indagini ematobiochimiche.
Prima di tutto bisogna capire la causa primaria. A questo scopo è consigliato eseguire esami del sangue ed esame radiografico, dopodiché si potrebbe procedere con l’esecuzione di una rinoscopia.
Si tratta di un esame di fondamentale importanza per la diagnosi delle patologie delle cavità nasali. L’indagine comprende sia l’esecuzione di una rinoscopia rigida anterograda (ovvero passando attraverso le narici) sia di una rinofaringoscopia flessibile retrograda che consente di ispezionare le coane ed il rinofaringe.
In corso di rinoscopia è possibile ottenere prelievi a scopo diagnostico (biopsie e brushing). La rinoscopia è la tecnica ideale per la rimozione di corpi estranei (spighe vegetali).
Tecniche di Rinoscopia
Sia per la rinoscopia anterograda che per quella retrograda si utilizza preferibilmente il decubito sternale. Per la rinoscopia antrograda si possono utilizzare strumenti flessibili o rigidi, mentre le ottiche flessibili sono indispensabili per la valutazione del rinofaringe.
Le ottiche flessibili sono inoltre dotate di un canale di lavoro interno che consente l’utilizzo di strumenti ancillari quali pinze (biopsia, corpo estraneo), cytobrush e laser (debulking) e permette di effettuare irrigazioni ed aspirazioni di materiale accumulato nelle cavità nasali.
Il paziente viene posto in anestesia generale e deve essere sempre intubato; la preparazione prevede un digiuno da cibo di almeno 12 ore.
Procedura di Rinoscopia
Il rinofaringe va ispezionato per primo, poiché dopo la rinoscopia anterograda a questo livello si accumulano fluidi di lavaggio, detriti e sangue che ne impedirebbero una completa visualizzazione. La presenza del riflesso rinofaringeo può rendere questa manovra frustrante e la sua presenza non significa necessariamente che il piano anestesiologico non sia adeguato.
In alcuni casi può essere utile nebulizzare a questo livello un anestetico locale, come lidocaina. L’indagine del rinofaringe prevede la visualizzazione di diverse strutture: palato molle, margine libero del palato molle, mucosa della parete rinofaringea dorsale, apertura delle tube di Eustachio, coane, setto nasale, e turbinati nasali caudali.
Dopo la valutazione del rinofaringe, si esegue l’indagine delle cavità nasali per via anterograda.
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