Ipoglicemia Neonatale: Cause, Trattamento e Gestione

L'ipoglicemia neonatale è una condizione che si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue del neonato scendono al di sotto dei valori normali. Si tratta dell'abbassamento del livello di concentrazione di glucosio nel sangue. L'ipoglicemia è una riduzione del glucosio nel sangue che può portare problemi alla funzione cerebrale.

Secondo la Società Italiana di Neonatologia, l'ipoglicemia ha una frequenza pari a circa il 10% dei nati a termine e si manifesta principalmente durante le prime 24-48 ore di vita (SIN 2022). Sebbene generalmente sia semplice da diagnosticare e trattare, se trascurata può causare danni significativi, inclusi gravi problemi cerebrali. È importante garantire che il neonato mantenga livelli di glucosio stabili, poiché un apporto costante è vitale per il benessere di tutti gli organi, in particolare del cervello.

Cause dell'Ipoglicemia Neonatale

Un basso livello di zucchero nel sangue nei neonati è un disturbo abbastanza comune, noto come ipoglicemia neonatale. I bambini hanno bisogno di zucchero nel sangue (glucosio) per produrre energia e per il corretto funzionamento del cervello. Il piccolo, prima della nascita, riceve il glucosio attraverso la placenta, una volta venuto al mondo lo assume attraverso il latte materno o quello in formula. Il livello di glucosio può scendere se:

  • C'è troppa insulina nel sangue.
  • Il bambino non sta producendo abbastanza glucosio.
  • Il corpo del bambino sta usando più glucosio di quello che viene prodotto.
  • Il bambino non è in grado di nutrirsi abbastanza per mantenere alto il livello di glucosio (è frequente se la montata lattea non arriva subito).

L'ipoglicemia neonatale si verifica quando il livello di glucosio nel neonato provoca sintomi o è al di sotto del livello considerato sicuro per l'età del bambino. Si verifica in circa 1-3 su ogni 1.000 nascite.

Diverse cause e fattori di rischio possono predisporre i neonati a questa condizione potenzialmente pericolosa:

  • Eccessiva Insulina nel Sangue: Conosciuta anche come ipoglicemia iperinsulinemica persistente dell’infanzia, questa situazione si verifica quando c’è troppa insulina nel sangue, portando a una riduzione drastica dei livelli di glucosio.
  • Riserve di Glicogeno Limitate: Il glicogeno serve come deposito energetico di glucosio. Da notare è che i bambini piccoli o prematuri hanno spesso depositi di glicogeno bassi e diventano ipoglicemici a meno che non siano alimentati presto e spesso.
  • Ridotta Glicogenolisi e Gluconeogenesi: Questi processi metabolici sono cruciali per mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue. La glicogenolisi converte il glicogeno in glucosio, mentre la gluconeogenesi produce glucosio da sostanze non carboidratiche.
  • Iperinsulinismo: L'iperinsulinismo determina una rapida caduta del glucosio sierico nelle prime 1-2 ore dopo la nascita, quando si interrompe l'apporto continuo di glucosio dalla placenta. I neonati di madri diabetiche hanno iperinsulinemia causata da alti livelli di glucosio materni; possono sviluppare ipoglicemia transitoria dopo la nascita, quando il glucosio materno è ritirato. Sebbene l'iperinsulinismo sia transitorio nella maggior parte dei casi, cause meno frequenti e di lunga durata comprendono l'iperinsulinismo congenito, l'eritoblastosi fetale grave e la sindrome di Beckwith-Wiedemann.

Anche se l'insulina è il fattore primario, i livelli di glucosio dipendono anche dall'ormone della crescita, dal cortisolo e dai livelli di ormone tiroideo.

Fattori di Rischio

Un basso livello di zucchero nel sangue è più probabile nei neonati con uno o più di questi fattori di rischio:

  • Nato prima del termine
  • Ha un'infezione grave o ha bisogno di ossigeno subito dopo il parto
  • La madre ha il diabete
  • Ha avuto una crescita lenta in utero
  • È più piccolo o più grande rispetto all'età gestazionale

Diversi sono i fattori di rischio che possono predisporre i neonati a questa condizione potenzialmente pericolosa.

  • Neonati troppo piccoli o troppo grandi (macrosomia) per l’età gestazionale: Neonati con peso significativamente inferiore o superiore alla media per l’età gestazionale sono a maggiore rischio.
  • Neonati prematuri od oltre termine: I neonati prematuri hanno riserve di glicogeno limitate a causa dello sviluppo incompleto dei loro organi, inclusi il fegato e il pancreas, che sono cruciali nella regolazione del glucosio.
  • Neonati nati da mamme diabetiche: La presenza di diabete gestazionale o di tipo 1 o 2 nella madre può esporre il feto a elevati livelli di glucosio durante la gravidanza, stimolando una produzione eccessiva di insulina nel neonato.
  • Neonati con malattie genetiche rare: Alcune condizioni genetiche possono influenzare la capacità del neonato di mantenere livelli adeguati di glucosio nel sangue.

Sintomi

È vero che molti neonati con ipoglicemia possono non mostrare sintomi evidenti subito dopo la nascita, rendendo le analisi del sangue di routine fondamentali nella cura neonatale. Questi test servono ad identificare i neonati a rischio e per garantire che ricevano un trattamento tempestivo.

È fondamentale per i medici, i genitori e il personale infermieristico riconoscere questi segni e sintomi per intervenire rapidamente:

  • Problemi Respiratori: La tachipnea e l’apnea sono sintomi preoccupanti che possono indicare diverse complicazioni, compresa l’ipoglicemia.
  • Pianto Debole o Acuto, Convulsioni e Tremori: Variazioni nel pianto possono essere un segnale di disagio.

Questa condizione, se non affrontata con tempestività, può avere conseguenze serie sullo sviluppo neurologico del bambino.

Diagnosi

La procedura standard prevede la misurazione immediata dei livelli di glucosio nel sangue del neonato non appena si manifestano sintomi clinici suggestivi di ipoglicemia, o se il bambino appartiene a una categoria a rischio. Lo standard di riferimento per la misurazione della glicemia è il test enzimatico praticato su plasma in «tempo reale». Il limite di questo test è la riduzione dei valori di 7-9 mg/dl ogni 30 minuti di ritardo nell’esecuzione del test in laboratorio.

A tal proposito, l’uso di strisce reattive direttamente a letto del neonato rappresenta un metodo efficace per ottenere una prima stima dei livelli di glucosio, permettendo un intervento immediato anche prima di ricevere i risultati delle analisi di laboratorio più precise, ma bisogna tener presente la tendenza di questo test a sottostimare la glicemia plasmatica mediamente del 10-18%.

È fondamentale sottolineare che, benché le strisce reattive offrano un risultato rapido, questi non sono definitivi e devono sempre essere seguiti da un’analisi di laboratorio per confermare la diagnosi di ipoglicemia.

Trattamento

La terapia ha lo scopo di riportare il soggetto ad avere normali livelli di glucosio nel sangue. Questo può avvenire attraverso la somministrazione di zucchero per bocca o di una soluzione glucosata per via endovenosa. Nelle forme più gravi, la cura deve prevenire l'isorgere di problematiche al sistema nervoso centrale. Nelle ipoglicemie legate a iperinsulinismo o problemi del metabolismo, la terapia si basa su uno specifico approccio dietetico e farmacologico.

Data la mancanza di una definizione standard di ipoglicemia nel caso dei neonati è importante definire delle soglie operative per definire quando è il momento di intervenire. Definire con un numero esatto l'ipoglicemia neonatale clinicamente significatica è difficile e sarebbe inesatto dare una cifra specifica. In generale, i valori normali dovrebbero essere > 70-80 mg/dL, mentre una glicemia < 40-45 mg/dL indica ipoglicemia. A tutti i bambini appena nati va controllata la glicemia e se i valori risultano inferiori a 70-80 mg/dL, è necessario eseguire una nuova valutazione della glicemia ogni 30 minuti o 1 ora.

I bambini con un basso livello di zucchero nel sangue dovranno ricevere un'alimentazione extra con latte materno o formula. A volte viene somministrato dello zucchero per via orale o una soluzione per via endovenosa.

Neonati con concentrazioni ridotte di glucosio nel sangue dovrebbero beneficiare di alimentazioni aggiuntive, sia con latte materno che con formula, qualora l’allattamento materno non fosse sufficiente a causa di una limitata produzione di latte. Come opzione secondaria si può utilizzare Destrosio al 40% nella quantità di 0,5 ml/kg (può essere somministrato anche insieme al latte).

In situazioni in cui persistono bassi livelli di glucosio nel sangue, può essere presa in considerazione la somministrazione di medicinali per elevare tali livelli:

  • IDROCORTISONE, che diminuisce il consumo di glucosio periferico, a dosi di 10-15 mg/Kg al giorno ripartite in 2-3 somministrazioni o mediante infusione continua.
  • DIAZOSSIDO, che blocca la secrezione di insulina (scelta primaria nell’iperinsulinismo), somministrato per via orale a 5 mg/Kg ogni 8 ore. L’effetto si manifesta generalmente entro 48-72 ore.

Monitoraggio e Prevenzione

Nell’affrontare situazioni delicate come l’ipoglicemia neonatale, la precisione, la tempestività nella diagnosi e nell’intervento terapeutico assumono un ruolo cruciale. Considera, per esempio, un neonato a rischio di ipoglicemia: la semplicità con cui è possibile monitorare i livelli di glucosio nel sangue rende imperdonabile ogni esitazione o omissione di controllo.

L’ipoglicemia si previene evitando il digiuno prolungato ed assumendo una dieta iperglucidica.

Importanza dell'Allattamento al Seno

Se è certamente importante monitorare attentamente la glicemia del neonato prematuro, piccolo per la data gestazionale, o con qualche patologia, non ha senso monitorare sistematicamente, come in molti punti nascita avviene, il livello di glucosio dopo la nascita, nei neonati sani, a termine, senza sintomi, allattati al seno. Questo, tenuto conto anche dei falsi positivi, e della varietà di parametri utilizzati per decidere quale calo sia “normale” nel neonato, causa una serie di conseguenze che vanno oltre il semplice generare ansia.

Infatti, molto spesso un glucosio “troppo basso” innesca per reazione un intervento di allontanamento del neonato dalla mamma e la somministrazione di formula per lattanti o glucosata (acqua e zucchero), il che a sua volta può causare reazioni a catena, oltre a costituire un ostacolo al buon avvio dell’allattamento al seno.

La ABM (Academy of Breastfeeding Medicine) ha redatto un protocollo per il monitoraggio e la gestione dell’ipoglicemia neonatale. Riguardo alle modalità di monitoraggio, afferma: “Lo screening per il glucosio dovrebbe essere attuato solo per i neonati a rischio e per quelli che mostrano segni clinici compatibili con un quadro di ipoglicemia. L’allattamento precoce non dovrebbe essere impedito solamente perché il neonato presenta segni compatibili con la necessità di monitoraggio del glucosio”. In effetti, non separare il bambino dalla mamma, non stressarlo e favorire l’allattamento al seno è anzi la terapia di elezione per il bambino ipoglicemico.

Come afferma il dottor Jack Newman, uno dei massimi esperti mondiali di allattamento al seno, “Non c’è ragione per un bambino a rischio di ipoglicemia (es. figli di madri diabetiche) di essere automaticamente trasferito alle unità di cure speciali. Dovrebbe stare invece con la madre, pelle a pelle, essere nutrito a richiesta e lo staff infermieristico dovrebbe aiutare assicurandosi che il bambino poppi bene al seno.

La diatriba sull’ipoglicemia è futile perché basata su generalizzazioni. Non c’è motivo di preoccuparsi di una possibile ipoglicemia in un neonato sano nato a termine, ben nutrito ed idratato, allattato esclusivamente al seno, solo perché occasionalmente si fa una dormita di 6 ore. Diversa è la situazione per il neonato a rischio (perché prematuro, malato, o con un allattamento che sta stentando a decollare), che tende a dormire molto e poppare poco, in cui anche un intervallo di 4 ore può essere eccessivo e che va svegliato attivamente e a cui va offerto il seno o il latte in altro modo.

Quindi tutto sta alla valutazione individualizzata della situazione, con cura ma senza allarmismi.

Betty Crase in Questo articolo alla fine conclude: “Per tutti i neonati a termine, nello studio di Hawdon, il fattore con maggior influenza sul valore del glucosio nel sangue è stato l’intervallo fra le poppate, con il raggiungimento dei valori più bassi quando gli intervalli erano prolungati. Intervalli fino a otto ore fra le poppate però non erano collegati a concentrazioni eccessivamente basse di glucosio nel sangue.

Prognosi

La prognosi dell’ipoglicemia è molto variabile. Ipoglicemie che esordiscono in età neonatale, sia di grado severo, sia di grado lieve ma prolungate, possono provocare un danno neurologico permanente (epilessia, disabilità intellettiva). Le malattie con il rischio maggiore di presentare esiti neurologici sono l’iperinsulinismo congenito e i difetti di beta ossidazione. Nelle altre forme di ipoglicemia, in cui altre fonti energetiche alternative al glucosio (chetoni, lattato) possono essere utilizzate dal sistema nervoso centrale.

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