I trigliceridi sono un tipo di grasso (lipide) presente nel sangue. Sono la principale forma di deposito energetico del corpo. Dopo aver mangiato, il corpo converte le calorie non utilizzate immediatamente in trigliceridi, che vengono immagazzinati nelle cellule adipose. I trigliceridi si ritrovano nel sangue, che li distribuisce ai vari tessuti che li richiedono.
Definizione e valori di riferimento
I trigliceridi, che rappresentano circa il 95-98% dei lipidi contenuti nell'organismo, sono composti organici costituiti da una molecola di glicerolo e tre molecole di acidi grassi. Si tratta di composti insolubili in acqua che pertanto vengono trasportate nel sangue da particolari carrier chiamati lipoproteine. La concentrazione fisiologica dei trigliceridi plasmatici è compresa tra 150 e 200 milligrammi su millilitro: al di sotto della soglia minima si parla di ipotrigliceridemia, un termine medico con cui si indicano livelli bassi di trigliceridi nel sangue.
Per gli adulti, un valore desiderabile è inferiore a 150 mg/dl (1,7 mmol/L); valori tra 150 e 199 mg/dl sono ai limiti, mentre oltre 200 mg/dl sono considerati elevati. Per i ragazzi (under 18), il valore desiderabile è inferiore a 90 mg/dl. Livelli superiori a 500 mg/dl sono “molto elevati” e aumentano significativamente il rischio di pancreatite acuta.
Trigliceridi e colesterolo: differenze e funzioni
Sebbene spesso confusi, trigliceridi e colesterolo hanno funzioni distinte nell’organismo. I trigliceridi sono una riserva energetica, mentre il colesterolo contribuisce alla formazione di membrane cellulari e ormoni. Il colesterolo è una sostanza grassa prodotta dal fegato, fondamentale per alcune funzioni cellulari, ma il suo accumulo in eccesso nel sangue può portare a problematiche cardiovascolari. I trigliceridi, invece, sono grassi che l’organismo utilizza per produrre energia.
Le lipoproteine sono una combinazione di proteine e vari tipi di grassi (colesterolo, trigliceridi, vitamine liposolubili ecc.) e ne esistono vari tipi. I chilomicroni sono deputati al trasporto dei grassi alimentari assorbiti dall’intestino al fegato e ai muscoli, passando prima per il circolo linfatico. VLDL e LDL sono entrambe considerate tipi di colesterolo "cattivo". In genere queste frazioni non vengono rilevate negli esami del sangue standard.
Bisogna inoltre considerare che, secondo uno studio, quando i trigliceridi nel sangue sono inferiori a 100 mg/dl, i valori di colesterolo LDL possono essere in qualche modo sovrastimati dalle formule usate nei laboratori.
Cause dei trigliceridi bassi
Mentre un'elevata concentrazione di trigliceridi (ipertrigliceridemia) viene considerata un vero e proprio disturbo metabolico, una concentrazione inferiore ai 50 milligrammi su millilitro non costituisce generalmente un problema, anche se quantità particolarmente esigue potrebbero indicare una patologia genetica. I trigliceridi nel sangue possono raggiungere concentrazioni inferiori alla norma a causa di diversi fattori. Alcuni di questi sono benigni e dipendono dallo stile di vita. Invece, altri corrispondono a patologie potenzialmente gravi.
Le principali cause di un basso livello di trigliceridi sono:
- Malnutrizione
- Regimi dietetici poveri di carboidrati e lipidi
- Ipertiroidismo
- Disturbi epatici
- Patologie autoimmuni
- Disordini metabolici genetici
- Celiachia
- Sovrallenamento sportivo
- Assunzione di alcuni farmaci tra cui statine e acido nicotinico
Malattie e condizioni associate
- Fibrosi cistica: La causa della fibrosi cistica è una mutazione del gene CFTR che prende il nome dalla malattia (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator). L’alterazione determina la produzione di muco eccessivamente denso che ostruisce i dotti pancreatici, impedendo che gli enzimi prodotti dal pancreas raggiungano l’intestino. Quindi, la persona affetta da fibrosi cistica non digerisce né assorbe le sostanze grasse, incluse le vitamine liposolubili (A, D, K, E), e si verifica un’importante riduzione della concentrazione di trigliceridi nel sangue.
- Ipertiroidismo: L’ipertiroidismo è una condizione nella quale la tiroide risulta iperattiva e produce un eccesso di ormoni.
- Celiachia: La celiachia è una patologia infiammatoria cronica di origine genetica che non permette un regolare assorbimento dei nutrienti a livello intestinale.
- Ipobetalipoproteinemie: Un gruppo di malattie del metabolismo lipoproteico responsabile di ipotrigliceridemia per una riduzione dell’efficienza dell’assorbimento dei grassi.
- Abetalipoproteinemia (ABL o Sindrome di Bassen-Kornzweig): Un caso particolare di ipobetalipoproteinemia in cui queste apolipoproteine sono assenti a causa di una rara mutazione genetica.
Trigliceridi bassi e dimagrimento
- Dimagrimento Eccessivo: Una dieta troppo drastica può occasionalmente determinare ipotrigliceridemia.
- Malnutrizione: Può verificarsi nelle forme gravi di anoressia nervosa o in alcune tipologie di tumore.
- Digiuno Prolungato: L’ipotrigliceridemia può manifestarsi anche dopo un digiuno prolungato, una perdita di peso troppo rapida nei soggetti obesi.
Sintomi dei trigliceridi bassi
Un basso livello di trigliceridi di solito non presenta alcun significato clinico, non essendo causa di sintomi particolarmente incisivi. Tuttavia, quando il livello di queste molecole diminuisce troppo bruscamente, può indicare la presenza di una patologia autoimmune oppure la genesi di disturbi di tipo metabolico. Va sottolineato che questi sintomi sono aspecifici e possono essere causati da molte altre condizioni.
I più comuni sintomi dell'ipotrigliceridemia sono i seguenti:
- Aumento della frequenza cardiaca
- Eccessiva sudorazione
- Irritabilità e insonnia
- Dimagramento
- Episodi di diarrea
- Gonfiore addominale
- Crampi intestinali
- Meteorismo
- Infiammazioni della retina
- Debolezza e atrofia muscolare
In caso di trigliceridi bassi è importante indagare la causa sottostante con opportuni accertamenti, guidati dal medico.
Diagnosi
Per misurare la trigliceridemia, è sufficiente effettuare un semplice esame del sangue venoso, da prelevare a digiuno. Per conoscere la concentrazione ematica di trigliceridi è sufficiente sottoporsi ad analisi del sangue.
Se viene confermata l’ipotrigliceridemia, il medico indagherà le cause sottostanti, considerando la storia medica, i sintomi e altri fattori di rischio.
Trattamento e rimedi
I rimedi più indicati in caso di ipotrigliceridemia sono principalmente collegati all'alimentazione, che deve riequilibrare la concentrazione di questi composti mediante l'assunzione di cibi adeguati. Il trattamento dipenderà dalla causa. Ristabilire l'equilibrio dei trigliceridi richiede un approccio multifaccettato che combina cambiamenti nello stile di vita e, in alcuni casi, interventi medici mirati.
È consigliabile assumere grassi sani da alimenti come l’olio extravergine di oliva, prodotti ittici ricchi di grassi essenziali, frutta secca, cereali integrali, legumi e frutta di stagione. Bisogna evitare del tutto le bevande alcoliche e smettere di fumare.
In caso di malnutrizione, potrebbe essere raccomandata una dieta più equilibrata con un adeguato apporto di grassi sani. Dieta equilibrata: consumare frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani.
Può essere opportuno assumere integratori contenenti acidi grassi insaturi che, oltre a stimolare la produzione di trigliceridi, migliorano il funzionamento dell'apparato cardiovascolare e abbassano l'indice di rischio di tutte le patologie collegate. La terapia più indicata deve essere personalizzata a seconda delle esigenze individuali e della gravità del disturbo.
È inoltre consigliabile ripetere l'esame del sangue a distanza di un mese su soggetti che abbiano evidenziato una concentrazione di trigliceridi inferiore alla soglia minima tollerabile.
Importanza dello stile di vita
- Esercizio Fisico: L’esercizio fisico prevede movimenti ripetitivi, programmati e strutturati specificamente destinati al miglioramento della forma fisica e della salute. Gli allenamenti aerobici a bassa intensità per intervalli di tempo più prolungati sono maggiormente coinvolti nella modulazione dei trigliceridi.
Considerazioni aggiuntive
Bassi livelli di trigliceridi non sono generalmente pericolosi. Ad esempio, uno studio suggerisce che tanto più bassi sono i trigliceridi di una persona, tanto minori saranno le sue probabilità di morire per qualsiasi causa. In questo studio, quasi 14.000 persone sono state seguite per 24 anni.
Se bassi valori di trigliceridi si associano ad alti livelli di HDL si tratta di una condizione ottimale, spia di un’alimentazione e uno stile di vita sani, con un buon apporto di "grassi buoni". Questo vale generalmente anche se i bassi livelli di trigliceridi si associano a valori elevati sia di HDL che LDL.
Le informazioni contenute in questa pagina non devono in alcun modo sostituire il rapportodottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata.
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