Alternative alla Colonscopia: Colonscopia Virtuale e Videocapsula

Alcuni pazienti richiedono indagini alternative alla colonscopia tradizionale. Le principali richieste riguardano la colonscopia virtuale (che è una TAC meglio definita come TAC-Colografia) e la videocapsula.

Videocapsula Endoscopica

La capsula endoscopica (Videocapsula endoscopica, Video capsula) o Sistema Diagnostico Given Imaging mediante Videocapsula prende spunto dalla necessità di esplorare uno dei tratti più oscuri ed irraggiungibili dell’apparato gastroenterico: l’intestino tenue. Questo tratto intestinale, lungo dai 6 a 8 metri, decorre dopo il duodeno sino alla valvola ileocecale.

Esso non è raggiungibile né dal Gastroscopio dall’alto (Gastroscopia) né dal colonscopio dal basso (Colonoscopia). Per fare questa endoscopia, che si chiama Enteroscopia, si deve utilizzare l’Enteroscopio, che è un endoscopio molto lungo. Le manovre per arrivare così in profondità sono piuttosto cruente e necessitano di una anestesia generale.

Si può esplorare il piccolo intestino con la radiologia, con gli esami del Rx Digerente (Tenue Seriato) o del più selettivo Clisma del tenue, ma essi presentano limiti tecnici oggettivi, in quanto non consentono la visione diretta della mucosa intestinale. Metodiche radiologiche più recenti sono la Entero-TC e la Entero-RM. Ma anche queste riproducono al computer o su lastra immagini ricostruite, senza visione diretta dell’interno del viscere.

La capsula endoscopica o videocapsula ha dimensioni effettive di 11 mm. di diametro per una lunghezza di 27 mm, facilmente ingeribile da parte del paziente. L’involucro esterno, trasparente nella parte frontale davanti all’obbiettivo, è di materiale plastico biocompatibile e naturalmente indigeribile.

La capsula endoscopica o videocapsula o microcamera è in grado di acquisire due immagini al secondo, per la durata di circa otto ore dalla sua attivazione, corrispondenti all’autonomia delle batterie. Automaticamente, le immagini vengono trasmesse ad un registratore digitale per mezzo di otto sensori applicati all’addome del paziente secondo un preciso schema. Il registratore è sostenuto alla vita del paziente da un’apposita cintura regolabile.

Preparazione della Capsula Endoscopica

La preparazione della video capsula endoscopica comprende l’assunzione di lassativi osmotici la sera prima, a dosaggio ridotto del 50% rispetto alla preparazione per la colonscopia. In particolare si consiglia l’assunzione di 2 litri della diluizione di Selg Esse 1.000.

La mattina dell’esame il paziente sarà digiuno ed assumerà 3-4 cucchiaini di Mylicon gocce. Dopo aver ingoiato la videocapsula, potrà bere due ore dopo l’assunzione e prendere un the con 2 fette biscottate 4 ore dopo. Durante l’esame il paziente può lasciare l’ospedale e dedicarsi alle sue abituali attività, con l’unica avvertenza di evitare l’esposizione a campi magnetici, in grado di interferire con il funzionamento della capsula (per esempio la risonanza o il metal detector delle banche).

Trascorse otto ore il paziente tornerà in ospedale per la consegna del registratore. Non si dovrà fare altro che scaricare le otto ore di registrazione in un apposito computer, dove un software provvede a compattare le immagini in un video di 45 minuti. La capsula verrà espulsa per vie naturali nell’arco di 24-48 ore seguenti.

La Capsula Endoscopica o videocapsula non sostituisce né la Gastroscopia né la Colonoscopia, ma rappresenta uno strumento aggiuntivo e complementare. Il limite maggiore di questo strumento di indagine è che nella sua forma attuale si presta esclusivamente allo studio dell’intestino tenue e questo per due motivi.

Il primo motivo è che lo stomaco ed il colon hanno un calibro piuttosto ampio e le sorgenti luminose della capsula non sono abbastanza potenti per garantire l’illuminazione necessaria; il secondo è che la capsula non è guidabile e quindi, sia nello stomaco che nel colon, a differenza del tenue dove si infila perfettamente, tende a girare su se stessa, riprendendo a caso e impedendo un’esplorazione completa dell’interno dei visceri.

La capsula rappresenta uno strumento aggiuntivo e complementare nell’individuazione di anormalità dell’intestino tenue, con particolare attenzione alla ricerca delle cause di sanguinamento oscuro, al morbo di Crohn, alla poliposi e alla celiachia refrattaria. L’indagine con videocapsula è controindicata durante la gravidanza, in pazienti portatori di pace-maker cardiaci o di altri dispositivi elettromedicali, in pazienti gastroresecati o con restringimenti noti a carico dell’apparato digerente. L’utilizzo della capsula endoscopica deve essere riservata a pazienti selezionati, a completamento di un adeguato iter diagnostico. Anche gli aspetti economici non sono trascurabili.

L’impossibilità di telecomandare la video capsula dall’esterno, di eseguire biopsie, di utilizzare questo strumento, a causa delle sue dimensioni, nei pazienti con stenosi intestinali, non ci permettono attualmente di applicare in maniera estesa questa metodica.

Patency o Capsula Fantasma

Quando si ha il sospetto di una stenosi intestinale per la presenza di una malattia infiammatoria o per pregresso intervento chirurgico, si può far ingoiare prima al paziente la così detta “Patency o capsula fantasma”. Non serve alcuna preparazione ed il suo utilizzo serve a controllare la pervietà dei tratti intestinali. La capsula Patency è formata di metilcellulosa, lattosio e solfato di bario e si scioglie a contatto con il contenuto intestinale 40 ore dopo l’ingestione.

Se non si ritrova nelle feci dopo un certo lasso di tempo, si conferma la sua persistenza nell’intestino con un sistema a radiofrequenze o con una lastra dell’addome. Il fatto che essa si sciolga non rende necessario nessun intervento per rimuoverla.

Videocapsula per il Colon

Dal 2010 è prodotta una capsula con una campo di ripresa a 360° e una regolazione dinamica dei fotogrammi al secondo, a seconda della velocità in cui si muove nel tratto intestinale. Con queste innovazioni, i ricercatori clinici tentano di utilizzare l’endoscopia capsulare anche per l’esplorazione del colon.

Per l’esame di videocapsula per il colon, la preparazione deve essere molto più impegnativa, perchè è fondamentale per la riuscita dell’indagine, al di là delle già presenti limitazioni tecniche. Il giorno precedente l’esame, la dieta deve essere liquida, senza latte e succhi di frutta e si devono assumere 3 litri di soluzione di PEG la sera.

Il giorno dell’esame alle ore 6:00 si deve assumere un altro litro di soluzione di PEG, alle ore 7:45 una compressa di domperidone da 20 mg, alle ore 8:00 si ingerisce la video capsula con un bicchiere d’acqua. Alle ore 10:00 si devono bere 45 ml di soluzione di NaP (Fosfato di Sodio) con un altro litro d’acqua e alle ore 14:00 ancora 30 ml di soluzione di NaP con un altro litro d’acqua. Alle ore 15:00 si può assumere un drink con integratori di elettroliti. Alle ore 16:30 è necessaria una somministrazione di una supposta da 10 mg di Bisacodile.

La situazione di questa tecnica di videocapsula per il colon è ancora lontana da un utilizzo clinico di massa. I ricercatori riportano che la sensibilità e specificità della videocapsula nella diagnosi di polipi e cancri avanzati è più bassa, comparata con la colonscopia tradizionale. La sensibilittà è strettamente influenzata dal livello di preparazione intestinale.

Dai risultati ottenuti sino ad oggi emergono i limiti dell’esame endoscopico del colon con la video capsula. Essa ha una sensibilità bassa, anche per lesioni avanzate, come i carcinomi già invasivi. L’esame è incompleto in circa il 10% dei soggetti esaminati. La preparazione intestinale prevede, oltre ai lassativi utilizzati per la colonscopia, l’ulteriore assunzione di due dosi di soluzione di fosfati e di liquidi.

Colonscopia Virtuale (Colon-TC)

Che cos'è la colonscopia virtuale? La colonscopia virtuale (colon TC - Tomografia Computerizzata) è un’indagine diagnostica radiologica non invasiva che permette di visualizzare la parete interna del colon senza l’utilizzo di una sonda endoscopica, attraverso un esame TC dell’addome a bassa dose. L'esame si svolge dopo aver introdotto nell'addome CO2, gas che a differenza dell’aria viene riassorbito senza creare alcun disagio.

A cosa serve la Colonscopia Virtuale?

La colon TAC permette di studiare tutto l’ambito colico e le sue patologie, individuandone precocemente le cause come ad esempio: polipi; diverticoli; neoplasie; coliti. Questa procedura rappresenta attualmente una valida alternativa alla colonscopia convenzionale nella prevenzione del cancro del colon-retto.

Chi può sottoporsi alla Colonscopia Virtuale?

L’esame fornisce indicazioni a scopo diagnostico per tutti i pazienti che presentano disturbi intestinali e che, a discrezione del medico, potrebbero richiedere uno studio radiologico del colon (dolori addominali, alterazioni dell’alvo, sospetta malattia diverticolare, etc). Una delle principali indicazioni riguarda i pazienti sottoposti a colonscopia ottica risultata incompleta.

A scopo preventivo invece, la colonscopia virtuale può essere indicata per tutti i soggetti, maschi e femmine, di età superiore ai 50 anni, come stabilito dalle linee guida sullo screening del cancro del colon-retto pubblicate dalla American Cancer Society. Può essere inoltre prescritto in sostituzione al clisma opaco a doppio contrasto, rispetto al quale ha una specificità e una sensibilità diagnostica nettamente superiore.

Oppure in alternativa alla colonscopia convenzionale per i pazienti nei quali la colonscopia convenzionale sia risultata incompleta, nei pazienti anziani o defedati, specie con problematiche cardiache o respiratorie. È inoltre indicata nei pazienti che presentano un approccio psicologico sfavorevole alla colonscopia tradizionale.

Come si esegue la Colonscopia Virtuale?

La colon TAC consiste in un esame TC a bassa dose di radiazioni, che non richiede l’introduzione di alcuna sonda endoscopica, né sedazione e si segue in ambulatorio. Prima di procedere alla colonscopia virtuale, il colon viene disteso mediante insufflazione di anidride carbonica attraverso il retto utilizzando un sottilissimo catetere.

Lo studio si esegue in ambulatorio, con il paziente in posizione prona e supina, allo scopo di differenziare le lesioni dai residui fecali che si mobilizzano con il cambio di posizione, residui che sono stati preventivamente “colorati” da una soluzione di mezzo di contrasto somministrata per bocca circa due ore prima. Le scansioni hanno una durata media di pochi secondi.

I dati acquisiti con la colonscopia virtuale sono elaborati da potenti software che consentono al radiologo di “navigare” virtualmente all’interno del lume del colon per identificare le differenti patologie.

Preparazione alla Colonscopia Virtuale

Per prepararsi all’esame il paziente deve seguire una semplice dieta a basso residuo di scorie (senza frutta e verdura) nei giorni precedenti l’indagine è assumere un blando lassativo.

Vantaggi e Svantaggi della Colonscopia Virtuale

La colonscopia virtuale è un esame sicuro, che non presenta rischi né controindicazioni, accurato, e ben tollerato. Dimostra però scarsa sensibilità per le lesioni piatte e i polipi di dimensioni inferiori ai 5 millimetri.

Perché preferire la colonscopia virtuale?

  • Minore invasività e migliore tollerabilità: è molto meno invasiva e dolorosa rispetto alla colonscopia tradizionale, in quanto non richiede l’inserimento di una sonda per tutta la lunghezza del colon. La procedura è generalmente ben tollerata.
  • Indicata per pazienti con controindicazioni alla colonscopia tradizionale: può essere una valida alternativa per pazienti anziani e/o in condizioni precarie di salute e in pazienti con controindicazioni alla colonscopia tradizionale (come cardiopatici o bronchitici cronici).
  • Potenziale necessità di una colonscopia tradizionale successiva: nel caso in cui l’esame rilevi uno o più polipi o altre lesioni sospette, il paziente viene generalmente indirizzato a una colonscopia tradizionale per la rimozione dei polipi e l’esecuzione di biopsie.

Colonscopia Tradizionale: Punti Chiave

  • Possibilità di rimuovere polipi (polipectomia): prevenendo così il cancro del colon-retto.
  • Necessità di una preparazione intestinale rigorosa: spesso considerata fastidiosa dai pazienti.

Colonscopia Virtuale vs Colonscopia Tradizionale: Confronto

Scopo dell’esame: se lo scopo principale è lo screening in una persona senza sintomi e senza un alto rischio, la colonscopia virtuale può essere un’opzione meno invasiva, soprattutto per chi teme la procedura tradizionale.

Preferenze del paziente: alcuni pazienti preferiscono la colonscopia virtuale per la sua natura meno invasiva e la mancanza di sedazione, consentendo un rapido ritorno alle attività quotidiane.

Condizioni mediche: la colonscopia virtuale può essere più indicata per pazienti anziani, fragili o con controindicazioni alla colonscopia tradizionale.

Rischio di lesioni: nei pazienti con un basso rischio di polipi o neoplasie, la colonscopia virtuale potrebbe essere preferibile.

La colonscopia virtuale è dolorosa?

Generalmente è ben tollerata e meno invasiva della colonscopia tradizionale. A parte una sensazione di gonfiore, non si avverte dolore.

È necessaria la sedazione per la colonscopia?

La colonscopia virtuale di solito non richiede anestesia o sedazione. Per la colonscopia tradizionale, viene comunemente somministrato un sedativo e un antidolorifico. In rari casi, la colonscopia tradizionale può essere eseguita senza sedazione, ma la tolleranza è inferiore. La sedazione comporta rari rischi.

Quale preparazione intestinale è richiesta?

Entrambe le procedure richiedono una preparazione intestinale per pulire il colon. Per la colonscopia virtuale, la preparazione è generalmente più blanda, con una dieta priva di scorie e un farmaco emolliente non lassativo. La colonscopia tradizionale richiede una preparazione più completa con lassativi e una dieta liquida.

Quanto dura ciascun esame?

La colonscopia virtuale dura circa 12-15 minuti. La colonscopia tradizionale dura in genere 15-30 minuti, ma può variare a seconda della necessità di biopsie o rimozione di polipi.

Quali sono i rischi di ciascun esame?

La colonscopia virtuale comporta un basso rischio di complicanze. La colonscopia tradizionale presenta rari rischi come perforazione o sanguinamento, soprattutto in caso di rimozione di polipi.

Posso guidare dopo l’esame?

Dopo la colonscopia virtuale, di solito si può tornare alle normali attività quotidiane. Dopo la colonscopia tradizionale con sedazione, è necessario farsi accompagnare e non si può guidare per 24 ore.

La colonscopia virtuale rileva tutti i polipi?

La colonscopia virtuale ha un’alta accuratezza per i polipi di dimensioni pari o superiori a 6 mm, ma la sua sensibilità diminuisce per i polipi più piccoli e per le lesioni piatte.

Cosa succede se viene trovato un polipo durante la colonscopia virtuale?

Se viene rilevato un polipo durante la colonscopia virtuale, il paziente viene generalmente indirizzato a una colonscopia tradizionale per la rimozione e la biopsia.

Qual è la migliore per lo screening del tumore del colon-retto?

Entrambe le tecniche possono essere utilizzate per lo screening. La scelta dipende da vari fattori, tra cui le linee guida locali, le preferenze del paziente e le condizioni cliniche. La colonscopia tradizionale ha il vantaggio di permettere la rimozione immediata dei polipi.

Idrocolon Pulizia

L’idrocolon pulizia è un’alternativa comoda, veloce ed efficace alla preparazione tradizionale per la colonscopia. Per migliorare l’esperienza del paziente nella preparazione alla colonscopia, in Humanitas Mater Domini è ora possibile scegliere di sottoporsi all’idrocolon pulizia, una procedura che si esegue come alternativa e non in sostituzione alla preparazione tradizionale. Numerosi i vantaggi.

“L’idrocolon pulizia, o colon wash, è un’alternativa comoda ed efficace in quanto si esegue il giorno stesso della colonscopia, immediatamente prima dell’esame. La procedura permette un lavaggio completo e accurato rispetto al tradizionale clistere che agisce solo sull’ultima parte del colon. Viene eseguita dall’operatore, mediante l’inserimento nel canale anale di un tubicino di piccolo diametro che permette l’irrigazione del colon.

L’idrocolon pulizia è la preparazione ideale anche per pazienti anziani e fragili poiché offre maggior comfort rispetto alla procedura tradizionale. “La procedura è ottimale anche per chi vive una vita frenetica e ha bisogno di sottoporsi all’esame colonscopico in tempi brevi.

Pancolonscopia

La sonda a fibre ottiche, molto flessibile e sottile, ha una fonte luminosa e una videocamera alla sua estremità che trasmette le immagini su un monitor visionato dal medico durante l'esame. Viene visualizzato e valutato nell'ordine il sigma, il colon discendente, il trasverso, poi l'ascendente e il cieco.

Un intestino lungo e tortuoso può non essere completamente esplorabile, tuttavia, se la conformazione anatomica lo consente è possibile visualizzare l'ultimo tratto del tenue che confina con il cieco. A differenza della colonscopia, la sonda è soltanto più lunga e flessibile. La procedura è identica, ma più completa.

L'indagine dura mediamente circa 30-45 minuti. Oltre alla visualizzazione, la pancolonscopia può essere operativa, consente cioè di eseguire anche una biopsia per asportare lesioni polipoidi, escrescenze generalmente di natura benigna, per evitare la loro possibile degenerazione in tumori maligni.

La sedazione è cosciente. Permette al paziente di sopportare meglio il fastidio dell'aria insufflata che può provocare crampi addominali e stimolo ad evacuare. Al termine dell'esame, il paziente resta in osservazione per circa 1 ora.

L'esame necessita di una adeguata preparazione. Il colon deve essere vuoto e pulito perché la presenza di residui fecali non permetterebbe una buona visualizzazione delle pareti intestinali. Viene pertanto raccomandata una dieta specifica, da iniziare almeno 5 giorni prima dell'esame, per rendere le feci acquose.

Il giorno prima dell'esame non si devono ingerire cibi solidi e si può assumere soltanto brodo, acqua, zucchero, tè e tisane. È necessario inoltre sospendere, su prescrizione medica, farmaci anticoagulanti e antiaggreganti nei giorni che precedono la procedura.

Alla dimissione il paziente viene informato che potrebbero protrarsi alcuni disagi minimi perché la presenza di gas e i lievi spasmi intestinali si risolvono solitamente dal giorno successivo l'esame.

Pur essendo una procedura sicura, è tuttavia invasiva pertanto non è priva di rischi e presenta alcune potenziali complicanze, la più grave delle quali è la perforazione intestinale. Comune complicanza è il sanguinamento che può essere arrestato già durante la procedura.

Possono inoltre insorgere reazioni indesiderate ai farmaci sedativi e agli analgesici, pertanto, viene raccolta una attenta anamnesi anestesiologica prima dell'esame. Sono da segnalare eventuali pregresse reazioni e farmaci ed allergie note.

La pancolonscopia è controindicata in caso di diverticolite acuta e di megacolon tossico (improvvisa dilatazione del colon a causa di un processo infiammatorio). È da evitare anche dopo un intervento chirurgico all'addome e in caso di gravi patologie cardiache e disturbi respiratori.

Tabella Comparativa: Colonscopia Virtuale vs. Colonscopia Tradizionale

Caratteristica Colonscopia Virtuale Colonscopia Tradizionale
Invasività Minimamente invasiva Invasiva
Sedazione Di solito non necessaria Comunemente utilizzata
Preparazione intestinale Più blanda Più completa
Durata dell'esame 12-15 minuti 15-30 minuti
Rischio di complicanze Basso Raro, ma presente (perforazione, sanguinamento)
Rilevamento polipi Alta accuratezza per polipi > 6mm Alta accuratezza per tutti i polipi
Rimozione polipi No (richiede colonscopia tradizionale successiva) Sì (polipectomia)

leggi anche: