Cosa Significa Spirometria: Definizione, Utilizzo e Importanza

La spirometria è l'esame più comune per valutare la funzionalità respiratoria, attraverso il quale si misurano volumi e flussi respiratori.

Che cos’è la spirometria?

La spirometria è l’esame più comune per valutare la funzionalità polmonare.

Si tratta di uno strumento diagnostico particolarmente efficace e diffuso in quanto standardizzato, indolore, facilmente riproducibile ed oggettivo.

La spirometria è uno dei più comuni esami di accertamento della funzionalità polmonare, effettuato per diagnosticare o monitorare patologie a carico dei polmoni.

La misura della funzionalità respiratoria può essere effettuata rapidamente e in maniera non invasiva con un semplice esame chiamato spirometria (derivante dalla composizione delle parole greche: Σπυρος soffio e μετρία misura).

L’esigenza di misurare il respiro come espressione della funzionalità polmonare nasce in tempi non più recenti ed esattamente verso la metà del 1800 quando John Hutchinson inventava un complicato ma efficiente spirometro a campana per misurare il volume di aria che era espirato dai polmoni attraverso la bocca dopo una profonda inspirazione.

Questo volume di aria egli lo chiamò con il termine tuttora usato di “capacità vitale”, assumendo che tale capacità era un indicatore della probabilità di sopravvivenza.

Trascorse un altro secolo prima che gli studiosi del problema introducessero altri indicatori misurabili con la spirometria utili a definire molti aspetti fisiopatologici che sottostanno a varie patologie dell’apparato respiratorio.

A cosa serve l’esame di spirometria?

La spirometria serve per verificare se esista un danno nel funzionamento del nostro apparato respiratorio.

La spirometria è utilizzata frequentemente nella diagnosi e nella valutazione delle funzionalità polmonari nelle persone con malattie restrittive o ostruttive delle vie aeree.

La spirometria è uno strumento utile per la prevenzione diagnosi e stadiazione di varie patologie polmonari, in particolare di asma, bronchite e danni da fumo.

La spirometria, come detto nel paragrafo precedente, serve a valutare la funzionalità dei polmoni e la capacità respiratoria.

Nello specifico, il test misura la quantità di aria che si è in grado di inspirare ed espirare, e la velocità con cui si riesce a muoverla.

Tipi di Spirometria

Può essere svolta con modalità ed apparecchiature diverse a seconda dei quesiti diagnostici.

  • Spirometria semplice: La spirometria semplice è in grado di misurare i volumi di arie che vengono spostati durante il respiro. La spirometria semplice, chiamata anche curva flusso-volume o volumetria dinamica, consente di misurare la quantità di aria che è possibile inspirare ed espirare forzatamente, e la velocità di espirazione.
  • Spirometria globale: La spirometria globale, in altre parole, misura anche l’aria che rimane nei polmoni dopo aver espirato tutta l’aria possibile. La spirometria globale, o completa, prevede anche la valutazione della quantità di aria che resta nei polmoni dopo l’espirazione. La spirometria globale può essere completata ulteriormente dal test della diffusione alveolo-capillare.

Come si fa l’esame di spirometria?

Durante l'esame ci si avvale di un particolare strumento chiamato spirometro, in grado di valutare i diversi volumi polmonari.

Dopo aver raccolto i dati anagrafici, in particolare peso e altezza, e la storia clinica, il paziente viene istruito sulla modalità dell’esame.

Viene applicato uno stringinaso al fine di ottenere il massimo sforzo possibile nella esecuzione del test e viene richiesto di soffiare almeno 3 volte attraverso un boccaglio monouso, stretto tra le labbra, collegato con un tubo flessibile allo spirometro.

Lo spirometro è connesso a un computer che riproduce e stampa le curve flusso-volume.

Successivamente il soggetto viene invitato a compiere un'inspirazione massimale (fino a CPT), seguita da una rapida, decisa e completa espirazione (fino a VR).

La collaborazione del paziente durante la spirometria è quindi fondamentale.

Spirometria semplice: come si esegue?

La spirometria semplice prevede i seguenti passaggi: il paziente deve indossare un accessorio stringinaso, in modo da non respirare con il naso, e introdurre in bocca un boccaglio monouso connesso allo spirometro.

Spirometria globale: come si esegue?

Il paziente si posiziona nella cabina pletismografica, dotata di apposite pareti trasparenti.

Vengono quindi applicati correttamente l’accessorio stringinaso e il boccaglio.

In questa fase, il paziente deve sempre respirare regolarmente e senza aprire la bocca, anche quando l’operatore chiude una valvola posizionata davanti alla bocca stessa.

Pochi secondi dopo, la valvola viene riaperta e il paziente deve inspirare profondamente ed espirare più a lungo che può (manovra spirometrica).

Durante l’espirazione, che deve essere mantenuta per il tempo minimo indicato dall’operatore, il paziente non deve inspirare o tossire.

Pletismografia, oggi la più utilizzata, il cui funzionamento si basa sulla legge di Boyle - a temperatura costante, il volume di gas (in questo caso aria) in un contenitore varia inversamente ai cambiamenti di pressione, e il prodotto della pressione e del volume nel sistema è costante.

Misurando tali cambiamenti si possono ricavare i volumi assoluti quando le variazioni di volume sono note.

Diluizione dei gas, che può basarsi sulla diluizione dell’elio oppure sul wash out dell’azoto.

Nel primo caso, il paziente deve respirare una miscela contenente elio, gas inerte con la capacità di diffondersi nelle vie aeree senza coinvolgere la barriera alveolo-capillare.

Dato che sono note la concentrazione iniziale dell’elio e quella dell’elio rimasto nello strumento, è possibile misurare quanto ne è stato respirato dal paziente, permettendo così di misurare il volume residuo e la capacità polmonare totale.

Quali patologie diagnostica la spirometria?

La spirometria è indicata per chiunque, pur avendo un buono stato di salute, abbia superato i 45 anni è fumatore o lavora in ambienti polverosi.

In questo caso la spirometria è da intendersi come esame di prevenzione.

La spirometria come esame diagnostico e controllo della terapia invece è indicata per chi ha disturbi respiratori e/o esegue terapie.

La spirometria è uno strumento utile per la prevenzione diagnosi e stadiazione di varie patologie polmonari, in particolare di asma, bronchite e danni da fumo.

L’interpretazione dei risultati della spirometria è affidata al medico, che valuta i risultati registrati e li mette a confronto con i valori di riferimento in base all’anamnesi del paziente e ai risultati di eventuali altri accertamenti.

La spirometria può essere richiesta dal medico in caso di sintomi come tosse, affanno, mancanza di respiro.

È utile per diagnosticare una patologia polmonare ostruttiva (ovvero che causa un’ostruzione delle vie aeree) o restrittiva (ossia che impedisce la normale espansione del polmone), per verificare l’efficacia di una terapia e per controllare l’andamento di patologie come:

  • Asma
  • Polmonite
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • Fibrosi cistica
  • Fibrosi polmonare

In alcuni casi, la spirometria è associata a esami specifici per la diagnosi di alcune patologie, come il test di provocazione con la metacolina per l’asma o il test DLCO (diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio) per le fibrosi e l’enfisema.

Inoltre, la spirometria può essere richiesta come esame di controllo prima di un intervento chirurgico, per il rilascio del certificato di idoneità all’attività sportiva o come test di screening della funzionalità polmonare per i lavoratori esposti al rischio di malattie respiratorie.

In casi particolari è opportuno completare la spirometria con il test di broncodilatazione.

In altri casi, qualora si sospetti una malattia asmatica si può eseguire un test di broncostimolazione: si fanno inalare delle sostanze irritanti per i bronchi a dosi crescenti in modo da verificare se essi siano maggiormente reattivi come accade negli asmatici.

In alcuni casi è opportuno verificare la diffusione alveolo-capillare del CO (ossido di carbonio).

Cosa NON fare prima della spirometria?

Prima di sottoporsi alla spirometria non sono necessari particolari precauzioni: è sufficiente seguire una serie di norme comportamentali che servono a non falsare il risultato dell’esame.

La spirometria richiede alcune semplici norme di preparazione:

  • Astenersi dal fumo nelle 24 ore precedenti il test.
  • Evitare alcolici, pasti abbondanti e attività fisiche intense nelle quattro ore precedenti.
  • Indossare abiti comodi, che non ostacolino i movimenti per l’inspirazione e l’espirazione profonde.
  • Non assumere farmaci broncodilatatori.

Quanto dura la spirometria?

La spirometria ha una durata di circa 10 minuti.

L’esame è indolore e dura circa 10 minuti.

Rischi e controindicazioni

L’esame non è fastidioso o pericoloso ma vanno riferiti i propri sintomi prima dell’esame.

Per il test di bronco stimolazione è richiesta l’accettazione dell’esame attraverso la sottoscrizione di un consenso.

La spirometria è un test molto semplice e non invasivo, che non comporta alcun rischio per la maggior parte delle persone.

Lo sforzo richiesto nell’emissione dell’aria in alcuni soggetti può però causare nell’immediato vertigini, tremori, stanchezza, dolore al petto.

La spirometria è controindicata in caso di ipertensione non controllata dai farmaci, angina pectoris e infarto recenti, e quando non siano ancora guarite le ferite per interventi chirurgici a torace, occhi e cranio.

Valori spirometrici

La spirometria dà risultati normali quando i valori del FEV1 sono compresi tra l’80% e il 120% del valore medio.

Per quanto riguarda il rapporto tra FEV1 e FVC, il valore dovrebbe essere di circa 75-80%.

Parametri Chiave Misurati dalla Spirometria

Il test della spirometria consente di controllare alcuni parametri, quali, per esempio:

  • CVF (FVC): la quantità massima di aria che si può espirare con forza dopo aver inspirato il più profondamente possibile.
  • VEMS o FVE1 (FEV1): la quantità massima di aria che si può espirare con forza in un secondo.
  • PEF: il picco di flusso espiratorio.
  • MVV: la massima ventilazione volontaria.

Come Interpretare i Risultati

Analizzando i parametri ottenuti con la spirometria si può valutare la funzionalità polmonare e diagnosticare la presenza di eventuali patologie.

In particolare la curva di espirazione forzata può dirci se l'insufficienza polmonare è di tipo ostruttivo o restrittivo.

Tipi di Insufficienza Polmonare

  • Insufficienza polmonare di tipo ostruttivo: Nei deficit di tipo ostruttivo è presente un ostacolo all’interno delle vie aeree che impedisce il deflusso dell’aria inspirata, oppure i calabri delle vie aree si restringono. bronchite acuta, bronchite cronica). Il rapporto VEMS/CVF in pazienti adulti normali oscilla tra 70% e 80%; un valore inferiore al 70% indica un deficit ostruttivo e alta probabilità di BPCO.
  • Insufficienza polmonare di tipo restrittivo: le vie aeree hanno un calibro normale ma i polmoni hanno una ridotta capacità di espansione, oppure vi è una riduzione della superficie ventilatoria polmonare (obesità , miopatie, pleurite, poliomielite, edema polmonare ecc.). La capacità vitale ed i vari volumi diminuiscono in modo proporzionale, diventando inferiori alla norma. Se il rapporto VEMS/CVF è normale o aumentato, si tratta probabilmente di una limitazione di tipo restrittvo.

Il carattere di reversibilità dell'ostruzione bronchiale viene valutato in base ai risultati di una seconda spirometria effettuata dopo somministrazione di un broncodilatatore.

Tabella riassuntiva dei parametri spirometrici

Parametro Descrizione Valori Normali
FVC (CVF) Volume totale di aria espulsa in un'espirazione forzata 80-120% del valore medio previsto
FEV1 (VEMS) Volume di aria espulsa nel primo secondo di espirazione forzata 80-120% del valore medio previsto
FEV1/FVC Rapporto tra FEV1 e FVC Circa 75-80%
PEF Picco di flusso espiratorio Variabile in base a età, sesso e altezza

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