Alternative alla Gastroscopia: Una Panoramica Completa

La gastroscopia è un esame diagnostico fondamentale per identificare patologie dell'apparato digerente superiore. Durante l'esame, il medico specialista può osservare con precisione le mucose interne, così da individuare eventuali alterazioni, infiammazioni o lesioni. Viene utilizzato il gastroscopio, uno strumento flessibile dotato di una piccola telecamera. La gastroscopia serve a diagnosticare e monitorare numerose patologie dell'apparato digerente. Per avere una diagnosi precisa e mirata, in alcuni casi, durante l’esame gastroscopico si procede a una biopsia, vale a dire al prelievo di piccoli frammenti di mucosa.

Come si Svolge la Gastroscopia Tradizionale?

La gastroscopia è un esame indolore, ma che può risultare fastidioso. Per questo, per garantire una maggiore sensazione di comfort, può essere effettuata in sedazione cosciente o profonda. La sedazione non è obbligatoria, ma rende l'esame più tollerabile e più accurato. Il tipo di sedazione verrà concordato direttamente con l'anestesista presente in sala, sulla base della complessità dell'esame e delle condizioni cliniche.

Come si è detto, la gastroscopia si effettua a digiuno: il paziente è invitato a stendersi sul lettino, sul fianco sinistro e gli viene posizionato un boccaglio tra i denti per evitare che possa mordere il gastroscopio durante l'esame. L'endoscopio viene fatto passare attraverso la gola e poi lentamente attraverso l'esofago e lo stomaco fino al duodeno. Guardando il video nel monitor il medico endoscopista avrà una chiara visione della parete interna dell'esofago, dello stomaco e del duodeno e potrà quindi individuare o escludere la presenza di malattie di questi organi. La gastroscopia fornisce informazioni precise e immediate e, come si è detto, consente di eseguire biopsie per ottenere diagnosi ancora più dettagliate.

Prima di effettuare la gastroscopia, è importante informarsi sulle norme di preparazione e seguirle scrupolosamente. La corretta esecuzione di queste norme permetterà all'operatore una visione ottimale. La preparazione all'esame richiede il rispetto di specifiche indicazioni per garantire la sicurezza e l'efficacia della procedura. È fondamentale mantenere il digiuno completo per almeno otto ore prima dell'appuntamento, evitando sia cibi solidi che liquidi. Nelle ore precedenti l'esame deve essere sospesa l'assunzione di farmaci che potrebbero interferire con la procedura, sempre su indicazione medica. È importante evitare il fumo nelle ore precedenti la gastroscopia.

La durata della gastroscopia è solitamente breve, dell'ordine di 5-10 minuti. Al termine dell'esame, prima di tornare a casa, il paziente deve rimanere in ambulatorio dai 15 ai 60 minuti. Prima di assumere cibi o bevande occorre attendere la scomparsa della sensazione di gonfiore alla gola, effetto dell'anestesia. Nel caso in cui siano state effettuate biopsie è necessario assumere cibi o bevande a temperatura ambiente nella giornata dell'esame.

La gastroscopia è una procedura sicura ma, essendo un esame che utilizza strumenti che vengono introdotti all'interno del corpo, può andare incontro ad alcune complicanze, come la perforazione, l'emorragia e problemi cardiorespiratori. Si tratta, comunque, di complicanze molto rare, infatti la perforazione si manifesta in una percentuale di un caso su 10.000 esami eseguiti e l'emorragia di un caso su 3.000. Esistono alcune condizioni che possono rappresentare controindicazioni relative o assolute all'esecuzione della gastroscopia.

Gastroscopia Transnasale: Un'alternativa Meno Invasiva

La gastroscopia nasale (gastroscopia transnasale o gastroscopia trans-nasale), che sarebbe più corretto definire Esofago-Gastro-Duodeno-scopia con strumento ultra-sottile, è una metodica endoscopica , complementare alle metodiche tradizionali. La gastroscopia transnasale è indicata per quei soggetti che vogliono evitare la sedazione anestesiologica. La procedura può essere eseguita in posizione seduta o in decubito laterale sinistro, come nella gastroscopia con strumento standard.

Il video-gastroscopio ultrasottile ha un diametro di diametro di 5,4/5,8 mm o di 5,9 (a seconda della marca dell’endoscopio) e consente di valicare tratti ristretti (stenotici), diversamente insuperabili dal gastroscopio tradizionale. Il Gastroscopio ultrasottile Olympus, GIF-XP190N, offre una buona qualità d’immagine, con una visuale aumentata come distanza, un’illuminazione superiore, rispetto alle precedenti versioni, e la tecnica Narrow Band Imaging (NBI). Olympus ha sviluppato questa tecnologia di imaging a banda stretta per migliorare l’osservazione del tessuto mucoso. Questa tecnologia migliora la visibilità dei vasi sanguigni e, di conseguenza, delle strutture mucosali, consentendo una più facile diagnosi di neoplasie allo stadio iniziale.

La luce bianca può essere alternata a NBI con la semplice pressione di un pulsante, trasformandosi in una metodica di cromo-endoscopia virtuale. Questo gastroscopio Olympus ha un campo visivo di 140° ed il suo diametro esterno di 5,4 millimetri rende questo strumento utile ogni volta che è necessario un accesso ultra-sottile. I vantaggi principali sono la qualità superiore dell’immagine ed il più ampio campo visivo. Il GIF-XP190N consente una visione a schermo intero, offre la possibilità di cromoendoscopia con l’NBI ed un significativo aumento di luminosità. Le ridotte dimensioni del tubo d’inserimento consentono l’accesso trans nasale, nonchè l’utilizzo in caso di stenosi esofagee o altre stenosi endoluminali.

Il canale operativo di 2,2 millimetri permette una migliore operatività, rispetto alle precedenti generazioni, con possibilità di campionatura bioptica di maggiori dimensioni ed una migliore aspirazione. Inoltre questi nuovi gastroscopi ultra-sottili sono compatibili con elettrobisturi e questo rende possibile, in linea teorica, il trattamento chirurgico endoscopico dei Pazienti. Il Gastroscopio Slim della STORZ ha un diametro esterno di 5.9 diametro, quindi leggermente maggiore, il canale operativo è ancora di 2 mm ed ha una possibilità di angolazione leggermente superiore al corrispondente strumento Olympus: angolazione alto basso 210°/100° e destra/sinistra 120°. Ha il sistema video Full HD, con possibilità d’ingrandimento dell’immagine (Enhancement System).

Il canale operativo di questi videogastroscopi è di 2 mm (2,2 del gastroscopio Olympus), contro i 2,8 del gastroscopio tradizionale. Studi di paragone effettuati hanno dimostrato che l’attendibilità del referto istopatologico non sarebbe influenzata dalla minore quantità di tessuto prelevato.

Il vantaggio del gastroscopio ultrasottile, oltre che valicare tratti ristretti, è quello di recare meno fastidio al Paziente, con una maggiore maneggevolezza, sufficiente negli endoscopi di ultima generazione. Se introdotto per via nasale, raggiunge il duodeno, consentendo una visione del tratto esplorato, sovrapponibile a quella del gastroscopio tradizionale.

Il fastidio dell’introduzione nella regione nasale può essere parzialmente ridotto con la premedicazione con lubrificanti e decongestionanti. Con questo tipo di metodica per la Gastroscopia (Esofago-Gastro-Duodenoscopia) il Paziente potrebbe avere un impatto più positivo con l’esame, anche se la sensazione del vomito non è del tutto assente.

Le linee guida, sulla scorta delle esperienze degli Endoscopisti giapponesi, suggeriscono invece uno studio molto dettagliato della mucosa. Essi consigliano una specifica preparazione intestinale, che va oltre il semplice digiuno, e prevede l’assunzione di N-acetilcisteina e di simeticone, e consigliano di utilizzare gli strumenti più evoluti, con possibilità di magnificazione e colorazione elettronica, ma anche di colorazioni chimiche, vitali o di contrasto, per valutare in dettaglio la mucosa. Eseguire una gastroscopia trans-nasale frettolosa potrebbe non servire a nulla o addirittura far danni, perché potrebbe essere omessa una lesione a rischio.

Solo in casi selezionati, dietro specifica richiesta dell’interessato, la procedura trans-nasale può essere considerata un’alternativa, prevedendo tuttavia la presenza dell’Anestesista, sia per rendere sicura l’indagine, sia per permettere la sua conclusione, in caso d’intolleranza del Paziente.

Capsula Endoscopica: Un Esame Non Invasivo

La capsula endoscopica è una soluzione diagnostica non invasiva per la visualizzazione dell’apparato digerente e in particolare del piccolo intestino (composto da duodeno, digiuno e ileo), di recente introduzione. Data la maggiore difficoltà di analisi dell’intestino tenue tramite normali procedure endoscopiche, la capsula endoscopica rappresenta un’innovazione in grado di individuare lo sviluppo di svariate patologie occulte. La video capsula da sola consente infatti di ottenere risultati affidabili laddove, tradizionalmente, servirebbero in genere almeno più di tre esami diagnostici diversi.

Si tratta di una capsula monouso, ingeribile, dotata di una o due telecamere che acquisiscono immagini dell’intestino mentre lo percorrono sfruttando il suo naturale movimento. È disponibile in quattro modelli, ciascuno ottimizzato per un preciso segmento o patologia gastrointestinale (intestino tenue, intestino crasso, tratto gastrointestinale superiore, malattia di Crohn).

Quando è Indicata la Capsula Endoscopica?

  • Sanguinamento dell’apparato digerente oscuro non a carico dell’esofago, dello stomaco e del colon e in tutti i casi non rilevabili con colon e gastroscopia.
  • Celiachia che non risponde al trattamento
  • Malattia di Crohn difficile da diagnosticare
  • Malattie genetiche che possono portare al tumore dell’intestino, come la Sindrome di Peutz-Jeghers
  • Sospetta presenza di polipi

La capsula endoscopica rappresenta una innovazione che a tutt'oggi non sostituisce comunque né la colonscopia né la gastroscopia diagnostica.

Controindicazioni

  • Problemi di deglutizione
  • Utilizzo di farmaci anti-infiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS)
  • Malattia di Crohn diagnosticata
  • Presenza di impianti elettromedicali cardiaci (come ad esempio il pacemaker)
  • Occlusioni intestinali
  • Stenosi e fistole
  • Gravi deformità del tratto gastrointestinale
  • Stato di gravidanza
  • Condizioni fisiche e psicologiche ritenute dal medico non idonee all’esame

Preparazione

La preparazione per effettuare un esame tramite capsula endoscopica prevede principalmente la sospensione dei medicinali a base di ferro e il mantenimento di un adeguato regime alimentare nei tre giorni precedenti all’appuntamento. In linea generale, è bene evitare di assumere alimenti ricchi di scorie, come frutta, verdura o cibi integrali. Il giorno che precede l’esame sarà accompagnato dall’assunzione di speciali lassativi da sciogliere in soluzione acquosa, in grado di liberare il tratto gastrointestinale e renderne più semplice la visione. Per questo motivo, è preferibile mantenersi leggeri a pranzo e ricordarsi di non ingerire cibi solidi a cena, ma preferire liquidi come brodi o tisane. È inoltre richiesto al paziente di rimanere a digiuno per almeno tutte le dodici ore che precedono l’esame.

Procedimento

Prima di procedere con l’esame, sull’addome del paziente vengono applicate otto antenne che hanno lo scopo di contribuire alla trasmissione delle immagini catturate dalla video capsula. La capsula endoscopica è generalmente di ridotte dimensioni e può essere ingerita sorseggiando normalmente dell’acqua. Da quel momento in poi, la telecamera contenuta trasmetterà tutte le immagini catturate durante il percorso effettuato nel tratto gastrointestinale, della durata di circa otto ore, aiutando ad evidenziare possibili anomalie presenti. È bene ricordarsi di bere non prima delle due ore successive all’ingestione della video capsula ed evitare di alimentarsi prima delle quattro ore successive. Durante questo lasso di tempo, è possibile comunque svolgere normalmente tutte le proprie attività quotidiane. Una volta terminata la procedura, la capsula endoscopica viene espulsa naturalmente tramite l’evacuazione e può essere successivamente riutilizzata.

Complicanze

La principale complicanza che riguarda la capsula endoscopica è collegata alla possibilità di ritenzione intestinale della stessa. Soprattutto in presenza di determinate patologie che causano restringimenti anomali delle pareti intestinali, come ad esempio stenosi, può verificarsi un’incarcerazione della video capsula che ne richiederebbe la rimozione tramite tradizionale esame endoscopico o, nei casi più estremi, l’intervento chirurgico. È bene sottolineare come, tuttavia, tali restringimenti possono essere presenti talvolta anche in soggetti sani.

NaviCam Stomach System: La Gastroscopia Senza Tubo

NaviCam Stomach System è la prima ‘gastroscopia senza tubo’ del mondo. NaviCam® Stomach System è la prima piattaforma robotica che consente la visualizzazione dello stomaco attraverso una videocapsula in grado di riconoscere le lesioni di stomaco e duodeno grazie all’intelligenza artificiale.

La videocapsula è ‘robotizzata’ e dunque si muove in autonomia all’interno dello stomaco, come un aereo controllato da un pilota automatico (ma la consolle di controllo è dotata di uno speciale joystick che consente di riprendere i comandi in qualsiasi momento, controllandone il movimento dall’esterno attraverso un sistema magnetico). La nuova videocapsula, inoltre, informa in tempo reale della sua posizione, come in un Google maps dello stomaco (fondo, cardias, piloro, corpo dello stomaco, antro, duodeno).

NaviCam riesce a individuare e analizzare lesioni anche molto piccole a livello dello stomaco e del duodeno con grande accuratezza, ma senza i disagi tipici di una gastro-duodenoscopia convenzionale, che in genere richiede la sedazione del paziente. Questa videocapsula, grande più o meno come una compressa di paracetamolo o di antibiotico (pesa 5 grammi, ha un diametro di 11,8 mm e una lunghezza di 27 mm) viene inghiottita dal paziente con un bicchiere d’acqua e la sua minuscola telecamera comincia subito a inviare informazioni, dall’esofago in giù; le immagini vengono ‘catturate’ da un ‘registratore’ che il paziente indossa sopra i vestiti, mentre il ‘viaggio’ della capsula può essere seguito durante l’esame e dopo la procedura (fino alla sua eliminazione per via naturale visto che la capsula è ‘usa e getta’) grazie a un localizzatore che ne rileva la presenza.

Per il momento questo esame non viene rimborsato dal Servizio sanitario nazionale.

Ecoendoscopia (EUS)

L’ecoendoscopia ha anche la possibilità di indagare, con elevata accuratezza, alcuni organi e distretti strettamente adiacenti al tubo digerente quali il pancreas, le vie biliari, il mediastino e il meso-retto e indagare le relative stazioni vascolari e linfonodali. L’esame viene effettuato con uno strumento simile a quello utilizzato per l’endoscopia tradizionale: l’ecoendoscopio. L’ecoendoscopio dispone alla estremità distale, oltre che di un’ottica endoscopica, anche di una sonda ecografica miniaturizzata la quale, emettendo ultrasuoni a diverse frequenze, ha la possibilità di visualizzare i diversi strati della parete gastrointestinale e gli organi e/o distretti adiacenti.

Esistono due tipi principali di ecoendoscopi:

  1. Ecoendoscopi con sonda radiale 360.
  2. Ecoendoscopi con sonda longitudinale. La sonda ha asse di scansione che coincide con l’asse longitudinale dell’endoscopio e del canale operatore dello strumento.

Oltre alle sonde convenzionali sono disponibili ma di utilizzo molto limitato, minisonde ad alta frequenza (20-30mHz) che attraverso il canale operatore dello strumento endoscopico tradizionale, possono trovare applicazione nello studio di lesioni superficiali di parete e nella diagnosi differenziale delle stenosi della via biliare principale.

L’EUS è un esame di secondo livello in grado di fornire informazioni molto dettagliate che altre metodiche diagnostiche, non invasive, non sono in grado di fornire. Essa è utile per un’accurata valutazione e stadiazione delle lesioni neoplastiche epiteliali identificate ad un precedente esame endoscopico; in particolare, l’EUS valuta la profondità di infiltrazione della parete e la eventuale diffusione locale della neoplasia in rapporto ai linfonodi, mediante esecuzione di biopsie ecoendoguidate (EUS-FNA) e ai vasi sanguigni distrettuali. Inoltre essa è in grado di valutare e differenziare le lesioni sottomucose (es. Gastro-Intestinal Stromal Tumor - GIST) da lesioni vascolari o compressioni ab-extrinseco fornendo (attraverso la FNA) dati sulla loro precisa origine e natura per una corretta decisione terapeutica.

L’EUS è inoltre la metodica migliore per la diagnosi delle malattie infiammatorie del pancreas e delle vie biliari (pancreatite acuta e cronica, calcolosi della via biliare principale) così come delle neoplasie esocrine ed endocrine del pancreas, delle vie biliari extraepatiche e della regione ampollare.

L’esame ecoendoscopico del tratto digestivo superiore è teoricamente molto simile alla gastroscopia ma necessita di un tempo di esecuzione significativamente maggiore che può variare a seconda del quesito clinico-diagnostico richiesto e a seconda che la procedura sia esclusivamente diagnostica o che sia completata con l’esecuzione di un prelievo cito/istologico o che sia una procedura operativa terapeutica. Inoltre la particolare ottica degli strumenti ecoendoscopici che è rivolta obliquamente e non frontalmente come in un gastroscopio standard rende il movimento dello strumento di maggiore difficoltà rispetto ad una diagnostica endoscopica normale. Per rendere più confortevole e meno traumatico l’esame, vengono abitualmente somministrati farmaci sedativi e analgesici per via endovenosa eseguendo una Sedazione Cosciente. In Centri ad alto volume viene normalmente eseguita una Sedazione Profonda con assistenza anestesiologica che migliora la performance della procedura ed il confort del paziente. Tale forma di sedazione è, invece, routinaria in caso di procedure operative complesse o terapeutiche e per pazienti con caratteristiche cliniche che controindichino la procedura senza assistenza anestesiologica. In alcuni casi selezionati potrà essere necessaria l’anestesia generale con intubazione oro-tracheale.

Nei vari distretti, oltre alla possibilità di valutare l’architettura della parete del viscere (spessore e distribuzione delle tonache parietali), è possibile studiare gli organi circostanti: dall’esofago avviene la valutazione del mediastino e delle relative stazioni linfatiche periesofagee; dallo stomaco e dal duodeno vengono esplorati gli organi dell’addome superiore quali il fegato (lobo sx ed ilo), il pancreas, le vie biliari extra epatiche (ilo epatico, coledoco e colecisti), la milza, il rene ed il surrene sx, le strutture vascolari dall’aorta e delle arterie sovra-renali ed i vasi del sistema spleno-mesenterico-portale, così come le stazioni linfonodali addominali superiori. Anche in questo caso oltre alla parete del retto sigma l’ecoendoscopio permette la valutazione degli organi peri-rettali (genitali interni maschili e femminili, vescica).

Può essere eseguita in maniera agevole senza somministrazione di farmaci sedativi o con una Sedazione Cosciente a seconda dello stato clinico e/o del desiderio del paziente. L’esame dura dai 15 ai 30 minuti e viene condotto generalmente con il paziente in decubito laterale sinistro, più raramente posto in posizio- ne supina. È importante ricordare anche per le procedure del tratto inferiore che gli esami operativi e/o terapeutici che comportano l’esecuzione di ago biopsie (FNA) o drenaggio di raccolte, richiedono ovviamente tempi di esecuzione più lunghi.

È necessario che il paziente sia digiuno (solidi e liquidi) per l’esplorazione dell’apparato digerente superiore (esofago, stomaco, duodeno, vie biliari, pancreas e mediastino), mentre nell’esplorazione del tratto inferiore (retto e sigma distale) sarà necessaria una preparazione con lavaggio intestinale come per la colonscopia. Il medico/equipe indicherà al paziente quando iniziare il digiuno in rapporto all’orario della procedura e quando assumere o variare il dosaggio di alcuni farmaci quali gli anticoagulanti e/o antiaggreganti (coumadin, aspirina, clopidogrel etc.), o gli antidiabetici (insulina, metformina etc). In previsione di atti endoscopici operativi sulla scorta dell’anamnesi del paziente, dell’esame clinico e dell’esistenza di possibili fattori di rischio sarà richiesto di eseguire i test di valutazione dell’assetto coagulativo. Se necessario, saranno sospesi per i giorni previsti i farmaci antiaggreganti e/o anticoagulanti e saranno somministrate terapie sostitutive o, in condizioni cliniche particolari, procoagulanti.

Agoaspirazione Sotto Guida Ecografica (EUS-FNA)

Consiste nel prelievo di una minima quantità di materiale (tessuto nel caso di lesioni solide, materiale liquido nel caso di lesioni cistiche) che viene eseguito mediante l’utilizzo di aghi dedicati che vengono inseriti, sotto visione ecoendoscopica, nel tessuto dell’organo da tipizzare. In genere è necessario eseguire più passaggi con l’ago per avere un campionamento adeguato; a seguire il materiale aspirato viene strisciato su vetrini e questi ultimi immersi in appositi recipienti contenenti alcool che fissa le cellule al supporto e rende il preparato pronto per la lettura al microscopio e per la diagnosi cito-istologica.

Le complicanze della EUS diagnostica sono molto rare (perforazione 0.03 - 0.06%; mortalità 0.02%) (14,15) la perforazione endoscopica è per lo più di appannaggio dell’esofago cervicale. Non sono riportate differenze tra l’impiego dei diversi tipi di strumenti radiali o lineari. La presenza di neoplasia esofagea e in generale di stenosi del viscere sono fattori di rischio indipendenti per la perforazione.

La EUS operativa (EUS-FNA/FNB) è di per se gravata da un numero di complicanze, che seppur numericamente maggiore, rispetto alla diagnostica, è comunque sempre molto trascurabile. La perforazione avviene con la stessa frequenza e le stesse modalità di quanto avviene per la EUS diagnostica dato che non è legata alla operatività bensi solo all’esecuzione dell’esame stesso. Il rischio è pari a quello di una gastroscopia standard e solo raramente richiede un intervento chirurgico di riparazione anche per la possibilità di utilizzare accessori endoscopici specificamente costruiti per la chiusura di perforazioni parietali.

Al termine della procedura, sia che sia stata eseguita in Sedazione Profonda con assistenza anestesiologica, che in Sedazione Cosciente, il paziente verrà tenuto in osservazione in Recovery Room e la misurazione dei parametri vitali proseguita per alcune ore fino a quando l’effetto della Sedazione sarà smaltito e a giudizio del Medico Responsabile sarà possibile la sua dimissione. Al paziente viene negata la possibilità di condurre veicoli e/o svolgere attività che richiedano prontezza di riflessi per le 24 ore successive alla procedura endoscopica. Per tale motivo è necessario che i pazienti ambulatoriali vengano accompagnati da un adulto il giorno dell’esame. La ripresa delle terapie in corso, dell’alimentazione e l’assunzione di liquidi sono concordate con i sanitari al momento della dimissione. Ricordiamo che a seguito di esame endoscopico, il paziente sarà escluso temporaneamente, per un periodo di 12 mesi, da una eventuale donazione di sangue.

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