Cosa causa i trigliceridi alti?

I trigliceridi sono un tipo di grasso presente nel sangue, essenziale per fornire energia all’organismo. Tuttavia, livelli elevati possono rappresentare un rischio significativo per la salute cardiovascolare.

Cosa sono i trigliceridi?

I trigliceridi sono molecole lipidiche composte da glicerolo e tre acidi grassi. Derivano principalmente dall’alimentazione, in particolare da zuccheri e grassi, e vengono immagazzinati nel tessuto adiposo come riserva energetica.

Trigliceridi vs. Colesterolo

Sebbene spesso citati insieme, trigliceridi e colesterolo sono due tipi distinti di grassi presenti nel sangue, con funzioni diverse. I trigliceridi servono principalmente come fonte di energia: provengono dagli alimenti e vengono immagazzinati nel tessuto adiposo per essere utilizzati nei momenti di bisogno. Il colesterolo, invece, è una sostanza cerosa utilizzata dal corpo per costruire cellule, produrre ormoni e vitamina D. Esistono due principali tipi di colesterolo: LDL (colesterolo “cattivo”) e HDL (colesterolo “buono”).

Entrambi i lipidi, se in eccesso, possono contribuire allo sviluppo di malattie cardiovascolari, ma lo fanno in modi diversi. I trigliceridi, quando presenti in quantità elevate, possono favorire un aumento delle particelle piccole e dense di LDL (colesterolo cattivo) e una riduzione dell’HDL (colesterolo buono). Questo squilibrio rende più probabile l’accumulo di grassi nelle arterie. Il colesterolo LDL, invece, è direttamente coinvolto nella formazione della placca aterosclerotica: quando circola in eccesso, tende ad accumularsi sulle pareti delle arterie, innescando un processo infiammatorio che porta all’irrigidimento e al restringimento dei vasi sanguigni (aterosclerosi).

Come si misurano i trigliceridi?

Il livello di trigliceridi nel sangue si misura attraverso un semplice esame del sangue, spesso incluso nel profilo lipidico completo. È consigliabile effettuare il prelievo a digiuno da almeno 12 ore per ottenere risultati accurati. I valori normali di trigliceridi sono inferiori a 150 mg/dL.

Spesso, livelli elevati di trigliceridi non causano sintomi evidenti e vengono scoperti solo attraverso esami di routine. In generale, per adulti di ogni età, l’obiettivo è mantenere i trigliceridi al di sotto dei 150 mg/dL. Tuttavia, i valori possono variare leggermente con l’età: nei bambini e negli adolescenti, ad esempio, i trigliceridi dovrebbero rimanere sotto i 100 mg/dL (a digiuno), mentre negli adulti oltre i 50 anni, i livelli tendono ad aumentare naturalmente a causa di cambiamenti ormonali e metabolici.

Cause dei trigliceridi alti

Le cause più diffuse dei trigliceridi alti sono la sedentarietà e la cattiva alimentazione. Un'alimentazione sbilanciata, troppo ricca di zuccheri e grassi saturi è causa dei trigliceridi alti, facendo aumentare nel contempo anche il peso corporeo e la distribuzione della massa grassa rispetto a quella magra.

Non tutti i grassi assunti con la dieta hanno gli stessi effetti sull’omeostasi lipidica. In particolare, i grassi saturi, presenti in abbondanza in carni rosse, burro, margarina, formaggi e insaccati, causano l’incremento dei trigliceridi, del colesterolo “cattivo” LDL e la riduzione del colesterolo “buono” HDL.

La maggior parte dei trigliceridi presenti nel sangue deriva dall’alimentazione, trovandosi in abbondanza in sia grassi animali e vegetali. Tuttavia, qualora si assumano zuccheri e proteine in eccesso, il fegato è in grado di convertire questi macronutrienti in trigliceridi endogeni che possano poi essere depositati come riserva energetica.

Le ipertrigliceridemie possono dividersi in familiari e non familiari. Le forme familiari di ipertrigliceridemia sono relativamente rare, e derivano da mutazioni genetiche che alterano il metabolismo dei grassi.Le cause secondarie sono invece responsabili della maggior parte dei casi di ipertrigliceridemia e tra queste la più importante è rappresentata da uno stile di vita sedentario associato ad un eccessivo apporto dietetico di grassi saturi e colesterolo.

Anche l’assunzione di determinati farmaci (per esempio gli estrogeni, i glucocorticoidi, i betabloccanti e alcuni tipi di contraccettivi) può portare all’ipertrigliceridemia.

Rischi associati ai trigliceridi alti

Livelli elevati di trigliceridi possono contribuire all’aterosclerosi, una condizione in cui le arterie si induriscono e si restringono a causa dell’accumulo di placche lipidiche. Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato un’associazione significativa tra elevati livelli di trigliceridi e il rischio di sviluppare depositi (“placche”) di colesterolo nelle pareti dei vasi sanguigni, un processo noto come aterosclerosi.

La formazione, infiammazione e rottura di queste placche provoca gravi malattie cardio-cerebro-vascolari come l’infarto del miocardio, l’arteriopatia periferica e l’ictus ischemico.

Sebbene gli elevati livelli di trigliceridi non causino direttamente l’aterosclerosi, essi favoriscono l’infiammazione dei vasi arteriosi, rendendoli così più suscettibili alle infiltrazioni di colesterolo e alla rottura delle placche aterosclerotiche. Inoltre, i trigliceridi in eccesso, depositandosi nel fegato e nel grasso addominale, determinano la steatosi epatica (il “fegato grasso”) e l’obesità viscerale.

Cosa fare in caso di trigliceridi alti?

Il trattamento dell’ipertrigliceridemia richiede anzitutto una scrupolosa valutazione da parte del cardiologo. La terapia più semplice, sicura, e spesso più efficace, è rappresentata dai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari. L’adozione di uno stile di vita e un regime dietetico sani rappresentano il caposaldo della prevenzione e del trattamento dell’ipertrigliceridemia.

Modifiche dello stile di vita e abitudini alimentari

Ecco alcuni consigli:

  • Rendere lo stile di vita più attivo (abbandonare la sedentarietà!).
  • Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri e grassi saturi.
  • Cucinare senza grassi aggiunti.
  • Consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana.
  • Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti.
  • Carne, sia rossa che bianca, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.

La soluzione ideale è formulare una dieta per ridurre il come ridurre il colesterolo e trigliceridi alti che deve comprendere diversi accorgimenti. Preferire sempre cibi ricchi di vitamina c, omega-3 e fibre.

Farmaci

In alcuni casi, il medico può prescrivere farmaci come le statine (ad esempio, simvastatina, atorvastatina) per abbassare i livelli di trigliceridi e colesterolo. Questi farmaci agiscono riducendo la produzione di lipidi nel fegato.

In persone con elevati livelli di trigliceridi associati a ipercolesterolemia, condizione nota come dislipidemia combinata, farmaci come le statine hanno dimostrato in numerosi studi un soddisfacente profilo di efficacia e sicurezza, riducendo il rischio di eventi cardiovascolari maggiori quali l’ictus ischemico e l’infarto del miocardio.

Nelle persone con ipertrigliceridemia isolata non controllata da sole abitudini alimentari e stile di vita, o con persistenza di elevati livelli di trigliceridi nonostante terapia con statina, gli acidi grassi omega-3 sono ben tollerati e risultano efficaci nel ridurre i livelli di trigliceridi.

Altri farmaci includono:

  • Fibrati: rappresentano i farmaci più efficaci per l’ipertrigliceridemia (fino al 50% di riduzione) e determinano anche un aumento del colesterolo HDL (cosiddetto colesterolo “buono”).
  • Acidi grassi omega 3: ad alte dosi ( 1-6 g al giorno di acido eicosanpentaenoico-EPA e di acido docosaesaenoico-DHA) possono ridurre i livelli di trigliceridi ed hanno anche proprietà cardioprotettive, antiossidanti, antinfiammatorie.

Integratori

Gli omega-3, presenti in integratori come l’olio di pesce, possono contribuire a ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue. Un integratore a base di Berberi indiano, monacolina k e coenzima Q10 come CardioQten può rappresentare un alleato prezioso per combattere livelli alti di colesterolo e trigliceridi e per affiancare una terapia a base di farmaci ipolipemizzanti, come quelli del gruppo delle statine, che spesso possono avere diversi effetti collaterali, o rappresentarne un’alternativa naturale.

Alcuni principi vegetali e nutritivi hanno dimostrato di regolare l’attività metabolica del sangue. L’integratore alimentare RegoLipid è a base di 6 principi vegetali e nutritivi tra cui Banaba (Lagerstroemia speciosa), Berberis, cromo picolinato e acido alfa-lipoico, utili per la regolazione glico-lipidica in soggetti con rischio cardio-metabolico(*). Questo integratore ha dimostrato in entrambi gli studi di:

  • Ridurre i trigliceridi
  • Aumentare il colesterolo“buono”
  • Ridurre l’insulinemia e la glicemia a digiuno

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